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TERMINI PSICOANALITICI IN ORDINE ALFABETICO

 
 
 
 
     
   

 
 
PSICOANALISI

Il termine “Psicoanalisi”, è nato all’inizio del ventesimo secolo, dall’unione di due parole: “psico” e “analisi” sul modello di due parole tedesche psychoe analyse, il termine si riferisce ad una rivoluzionaria teoria psicologica che propone un modello di funzionamento della mente e dei processi psichici dell'uomo da un punto di vista dinamico, in particolare sull'inconscio, il mondo onirico e la sessualità infantile. Tale termine è usato soprattutto per indicare la terapia fondata dal suo ideatore Sigmund Freud.

Lo scopo della Psicoanalisi si pone di individuare le cause delle nevrosi non in rapporto a specifici fatti traumatici accaduti al paziente in un passato più o meno remoto, ma in funzione di una possibile e conseguente distorsione della personalità con un disarmonico sviluppo del comportamento.

Oltre che un metodo di cura, la psicoanalisi è una vera e propria teoria sui processi del funzionamento della mente umana. Nel corso del XX secolo la Psicoanalisi si è sviluppata ed evoluta con il contributo di studiosi di diversa provenienza, ha contribuito, assieme alla filosofia moderna, alla formazione del pensiero dell'uomo, analizzandone i sogni, gli istinti e le pulsioni sessuali, le modalità relazionali come i lapsus e gli atti mancati. Tale scienza studia il contenuto conscio ed inconscio dei pensieri umani, e il rapporto che esso ha con l'immaginazione e la creatività fantastica, la psicoanalisi può confinare - nell'immaginario collettivo, con un certo tipo di magia di influenzamento, che in gergo scientifico si chiama fantasia di onnipotenza.

La nascita della Psicoanalisi

La Psicoanalisi, sotto l’aspetto di un impresa culturale ha avuto sicuramente uno straordinario approccio nel mondo scientifico, e in seguito all'opera di Sigmund Freud, e nel mondo occidentale si è diffusa per la prima volta la teoria che spiega, attraverso l’interpretazione di osservazioni non sistematiche e argomentazioni pseudo-scientifiche, le caratteristiche dell'animo umano. Sigmund Freud adottò un metodo d'indagine in particolare su quelle caratteristiche del comportamento umano quelle che apparivano come le componenti apparentemente irrazionali della personalità dell’uomo: i lapsus e gli atti mancati, i sogni e vari sintomi di natura psichiatrica. La straordinaria originalità di Freud fu proprio quella di attribuire per la prima volta in modo sistematico, l’origine nei ricordi dell’infanzia e ai sogni, ad un occulto “serbatoio degli istinti” che chiamò “inconscio”; parte della mente del soggetto che veglia e resta separata dalla parte cosciente. La Psicoanalisi nacque verso la fine del XIX secolo con il tentativo di definire e curare particolari disturbi nevrotici, come i disturbi isterici, di cui la medicina dell’epoca cercava una causa dimostrabile nell’ambito della neurologia nonché terapie efficaci. Come primo approccio, la nuova teoria di fronte al sostanziale fallimento come terapia, portò Freud a sviluppare la “teoria delle resistenze”, definendo come tali le contestazioni che i pazienti, colleghi o allievi opponevano alle sue interpretazioni. L’accettazione da parte del soggetto delle interpretazioni freudiane veniva quindi considerata un importante passaggio dei contenuti inconsci alla coscienza. Fenomeni all’epoca ritenuti come semplici debolezze della coscienza umana, o fenomeni non bene inquadrati, superflui e marginali come i lapsus, le amnesie e i sogni, da parte di Freud furono le fondamenta su dove poggiare la sua rivoluzionaria teoria. Secondo Freud, partendo dall’analisi di simili manifestazioni, sarebbe stato possibile focalizzare i meccanismi operanti nell’”inconscio”, che immaginava come fonte di forze o impulsi delle azioni umane, che la coscienza avrebbe dovuto tenere a bada perché disdicevoli o socialmente inammissibili, così come una società si difende dai suoi elementi disconformi. Secondo Freud, i vari comportamenti nevrotici erano spiegabili da questa “repressione” o “rimozione” degli impulsi istintivi. La novità della Psicoanalisi, consisteva nel presupposto base sull’esistenza di leggi che regolano la mente umana, le quali agiscono ad un livello interiore; a livello “inconscio” appunto, e dalla loro posizione di conseguenza regolano ed influenzano il comportamento “cosciente” della vita esteriore, risultante ma ben distinta dalla prima, definita da Freud “psicologia del profondo.

Le fondamentali leggi su si basa la Psicoanalisisono tre:

1. l'esistenza dell'”inconscio” La cui presenza si presumeva scientificamente dimostrata dal tentativo stesso di dare una spiegazione univoca sia a sintomi nevrotici, sia agli atti sintomatici e i lapsus.

2. l’esistenza di una energia psichica o “libido” Originatasi nell’”inconscio”, vi sarebbe una energia di natura prevalentemente sessuale che tenderebbe ad avere una via di uscita attraverso una varietà di comportamenti, quali ad esempio i sintomi nevrotici,

3. il determinismo psichico o principio di causalità Nella mente, come nel mondo della fisica, nulla avverrebbe per caso ma ogni rappresentazione mentale sarebbe concatenata e dipendente dalla precedente.

Proseguendo per questa strada, Sigmund Freud assieme a sua figlia Anna, analizzarono fenomeni psichici in apparente contraddizione, quali ad esempio le risposte a conflitti tra motivazioni opposte, gli auto-inganni o i falsi moralismi, interpretandoli come “meccanismi di difesa”. Ad esempio, l'uomo che nega a sé stesso certe rappresentazioni mentali disturbanti, mentendo a sé stesso sulla loro presenza, lo farebbe per ottenere il vantaggio di non provare dolore. Oppure, atteggiamenti moralistici, interpretati come l’effetto di un senso di colpa per azioni riprovevoli o della trasformazione delle pulsioni sessuali represse o deviate dal loro obiettivo naturale. In questo modo, comportamenti in apparenza giustificati o anche ammirevoli appaiono in realtà derivanti da motivazioni poco lusinghiere o inconfessabili, soprattutto di natura sessuale. Durante l’esplorazione e l’analisi della psiche dei suoi pazienti, Freud si accorge che questi ultimi spesso sviluppano componenti emotive verso di lui, e le sue deduzioni furono che secondo la sua primaria ipotesi sull’origine infantile delle nevrosi i pazienti avevano un trasporto inconscio sulla sua persona di atteggiamenti e pulsioni che avevano precedentemente avuto verso i propri genitori, e chiamò questo nuovo fenomeno “transfert”, e teorizzò che il paziente non potesse raggiungere la guarigione fino a quando non accettasse il responso di tali analisi sulle sue reazioni emotive. La teoria del “transfert” divenne quindi un nuovo fondamento su cui poggia la Psicoanalisi. A suo tempo, le teorie di Freud suscitarono un vespaio di critiche negli ambienti della borghesia austriaca, soprattutto riguardo alle formulazioni sulla sessualità infantile, cui Freud considerava la base dello sviluppo e l’evoluzione dell’intera vita psichica. Già era stato molto criticato per la superficialità di alcune sue conclusioni sugli effetti della cocaina, di cui peraltro era notoriamente consumatore, e dopo aver esposto le sue teorie finì per essere quasi totalmente ignorato negli ambienti accademici e addirittura dovette lasciare la sua carica presso il reparto ospedaliero di Neurologia dove lavorava, fu costretto ad attività privata, dove però ebbe successo, e assieme a questo ben presto la sua dottrina ebbe dei seguaci, ma fuori dalla medicina universalmente accettata.

La psicoanalisi di Freud prese spazio specialmente come tecnica terapeutica per alcuni tipi di malattie psichiatriche come la nevrosi, che fino ad allora non avevano mai trovato cure adeguate. Fu così che tra il crescente interesse per questa nuova scienza e i successi conseguiti, fece si che Freud cominciò a circondarsi di allievi nella propria città di Vienna, dove fondò nel 1910 l’”International Psychoanalytical Association”, definendo così i criteri di formazione dei futuri analisti basati sull'analisi personale, le supervisioni, i corsi clinico teorici. In quel periodo si vennero formando le prime società psicoanalitiche che aderiranno all'I.P.A.

Freud tracciò le regole per l’insegnamento degli allievi per questa nuova disciplina scientifica, e il candidato “psicoanalista” doveva e tuttora deve sottoporsi allo stesso trattamento cui riserverà ai futuri pazienti. Con la nascita della fondazione e l’aumento di popolarità dell’innovata terapia, la Psicoanalisi andava man mano prerfezionandosi e ramificarsi, divenendo una vera e propria ideologia; una sorta di concezione generale riguardante la natura umana applicata ai suoi rapporti con il mondo reale (Weltanschauung), in cui vede l’uomo totalmente condizionato da forze oscure, inconfessabili o autodistruttive come l’”istinto della morte”, e specialmente dopo il disastro della prima Guerra Mondiale, assieme al clima di grande fiducia nella scienza, la Psicoanalisi ebbe strada favorevole per affermarsi definitivamente. I nomi più noti di questa innovativa disciplina, fra i primi psicoanalisti sono Otto Rank, Karl Abraham, Max Eitington, Ernest Jones, Sandor Ferenczi e Hans Sachs. Un posto particolare spetta alla variante della Psicologia analitica, di Carl Gustav Jung, psichiatra svizzero, il cui interesse si incentrò sullo studio dei modelli (o schemi mentali) impersonali e collettivi, che presumeva operassero anch’essi nell'inconscio, modelli che chiamerà "archetipi". Qui Jung credette di trovare la chiave per un'interpretazione sociale di particolari fenomeni psicologici, come l'”identificazione con un modello archetipico” che il bambino opererebbe nel giocare, o di fenomeni culturali, religiosi ed artistici che Jung vede come espressioni di “modelli archetipici”, presenti in una particolare raccolta mentale chiamata “inconscio collettivo”. La psicoanalisi influenzò molti scrittori e pensatori del ‘900 come Italo Svevo, James Joyce, George Groddeck, Bertrand Russell ed Herbert Marcuse; inoltre, molti intellettuali si sottoposero alla terapia, contribuendo ad aumentarne il credito e quindi a diffonderla. In Italia la Psicoanalisi fa il suo ingresso attraverso Edoardo Weiss, già membro della International Psychoanalytical Association, analizzato da Federn, noto allievo di Freud.

Weiss diede impulso decisivo alla Società Psicoanalitica Italiana, fondata precedentemente a Teramo nel 1925 da Marco Levi Bianchini, docente presso l’Università di Napoli e direttore dell’Ospedale psichiatrico di Teramo. Nel 1932 la S.P.I. fu trasferita a Roma e riassemblata dallo stesso Weiss, il quale nello stesso periodo fondò la “Rivista di Psicoanalisi” che ancora oggi è la voce ufficiale della S.P.I. Nel periodo immediatamente successivo spiccavano le figure di Cesare Musatti, Nicola Perrotti, Emilio Servadio e Alessandra Tomasi di Palma che contribuiranno in modo significativo alla divulgazione e al progresso clinico teorico della psicoanalisi italiana e ad altri paesi esteri.

A partire dalla seconda metà del XX secolo, con la rinascita del mondo occidentale dopo il disastro della Seconda Guerra Mondiale, assieme alla crescita delle scienze umane come la psicologia sociale, la psicoanalisi vive una seconda fase, più evoluta della precedente e coniata con il termine “neofreudiana”, la quale si vede progressivamente distaccarsi dagli originari sistemi “pulsionali”, legati alle dinamiche pulsioni della “libido”, e direzionandosi invece verso versioni “relazionali”, orientate alla concezione di dinamiche cosiddette “investimenti oggettuali”, comprendente l’intera articolazione delle relazioni interpersonali. Il punto principale su cui ruota tale scienza è quindi l’”inconscio”, tale concetto non ha precedenti in nessun altra scienza, prima di Freud, e anche con l’evolversi della Psicoanalisi, non c’è stata alta modifica sostanziale circa il concetto teorico della “libido”, “determinismo psichico” e del “transfert”, oltre naturalmente al fulcro dell’inconscio. Tali termini sono indicati in gergo clinico come psicoterapie psicoanalitiche. Atri trattamenti invece, non appartenenti alla psicoanalisi vengono chiamati “psicodinamici”, ma anche lo stesso “psicoanalitici” anche se non hanno nulla in comune con la vera psicoanalisi. Tuttavia ancora adesso non è stato dimostrato in nessun modo scientifico l’efficacia terapeutica, né con il metodo originario di Freud, né con le nuove forme di psicoterapia dinamica. Alcune forme di concezioni freudiane sono ormai abbandonate, come il complesso di Edipo o le altre fasi della sessualità infantile, poiché discordanti con le nuove concezioni relative alla moderna psicologia infantile, e sempre meno si attune analisi propensi al controllo dei risultati della psicoanalisi in senso clinico, attualmente molto screditato.

La tecnica della Psicoanalisi.

La Psicoanalisi nacque in seguito all’esigenza, da parte di Sigmund Freud, di risolvere i problemi di alcuni suoi pazienti con cui fallivano le terapie convenzionali, come ad esempio la tecnica catartica, utilizzata dal suo collega Breuer mediante ipnosi. Freud crea una concezione totalmente diversa dove la mente ha una struttura spartita fondamentalmente in tre elementi: Io, SuperIo ed Es;

l’Io è lo strato della coscienza, quello in cui avviene la consapevolezza,

l’Es è la parte più profonda, ovvero l’inconscio; sede di un enorme archivio di informazioni che partono sin dal primo periodo dell’infanzia, se non precedente addirittura.

Il SuperIo invece è una sorta di “censore” della mente umana, una spece di dogana che regola ed ostacola i rapporti tra conscio ed inconscio;

in una situazione psichica normale i ricordi rimossi che stazionano nell'Es vengono ostacolati dal SuperIo e quindi non riescono a raggiungere l'Io, quando invece un qualsiasi componente cosciente riesce a 'risvegliare' un oggetto rimosso nasce un conflitto tra il ritorno del rimosso e le resistenze del SuperIo. Freud chiama tale situazione nevrosi, o psicosi nel caso in cui l'alterazione della personalità risulti tale da alterare più o meno completamente il contatto con la realtà. Secondo il metodo psicoanalitico, le nevrosi nascono dall’incapacità dell’Io di impadronirsi delle idee rimosse, e secondo Freud la consapevolezza del motivo patologico è già il primo passo verso la guarigione di una nevrosi, tuttavia gli elementi rimossi in partenza sono ancora sconosciuti e non è possibile cercare in una direzione precisa, per questo motivo Freud basava la sua tecnica terapeutica sul lasciare inizialmente libero di esprimersi il paziente, secondo il concetto di “associazione libera”, invitando anzi quest’ultimo a liberarsi senza censurare nulla. L’analista pertanto deve restare attento al rievocare elementi inconsci rimossi del paziente, ed aiutarlo alla ricostruzione dei processi psichici, ciò tecnicamente viene chiamato “interpretazione”. Di fondamentale importanza per Freud ci sono anche i sogni, egli supponeva che durante la fase REM la vigilanza del SuperIo venga meno, e quindi ci sia un ritorno all’Io da parte del rimosso, sotto forma di materiale onirico, che potrà essere interpretato in seguito al racconto. Praticamente il sogno è un sentiero attraverso il quale si può accedere all’Es, e cioè all’inconscio, ed il suo materiale è praticamente un “contenuto manifesto”, ciò che si ricorda al risveglio è un “contenuto latente”, composto da elementi rimossi alterati. Il passaggio dal contenuto latente a quello manifesto è operato dal lavoro onirico che è sostanzialmente strutturato in due processi: lo spostamento e la condensazione. Lo spostamento consiste nella deviazione dell’elemento rimosso in direzioni di oggetti diversi, mentre la condensazione consiste nell’addensamento di più elementi rimossi in un unico “blocco audiovisivo”. Il lavoro dell’analista quindi consiste nel decodificare il sogno, ottenendo in questo modo il contenuto latente a partire dal contenuto manifesto, facendo associare durante la seduta al paziente le rappresentazioni audiovisive che l’inconscio rilascia.

Le critiche:

Sin dalla sua nascita, la Psicoanalisi è sempre stata molto criticata per il fatto che non fossero scientificamente dimostrabili i suoi contenuti, e così rispondeva Freud:” Ho sempre considerato una grande ingiustizia il fatto che non si sia voluto trattare la psicoanalisi come qualunque altra scienza naturale". Tra i primi critici troviamo il viennese Karl Kraus, il quale definiva la psicoanalisi più una passione che una scienza. Successivamente un altro viennese, Egon Friedell sostenne in una sua opera dal titolo: “Kulturgeschichte der Neuzeit" la stessa opinione del Kraus, paragonando Freud ed i suoi seguaci più ad una setta, e alla loro scienza, piuttosto una religione. Tuttavia, la psicoanalisi acquistava sempre più spazio e interesse, e in riguardo il filosofo Ludwig Wittgenstein definiva la nuova “dottrina”: “una mitologia che ha molto potere", in particolare Wittgenstein criticava il processo della libera associazione delle idee, che definiva “alquanto oscuro, perchè Sigmund Freud non chiarisce mai come possiamo sapere dove fermarci, dove la soluzione sia giusta".”. Un'altra importante critica, veniva da un altro viennese, il Filosofo Matematico Karl Raimund Popper, il quale esprimeva un concetto abbastanza lineare, in quanto la psicoanalisi, a differenza di una scienza, non è falsificabile, quindi non esatta:”quanto all'epica freudiana dell'Io, del Super-io e dell'Es non è possibile avanzare nessuna pretesa ad uno stato scientifico, più fondatamente di quanto lo si possa fare per l'insieme delle favole omeriche dell'Olimpo. Queste teorie descrivono alcuni fatti, ma alla maniera dei miti. Esse contengono delle suggestioni psicologiche assai interessanti, ma in forma non suscettibile di controllo". Ciò in contrasto con la maggior parte delle teorie fisiche le quali "sono del tutto altamente falsificabili sin dall'inizio”. Sulla critica di Popper, interviene anche il filosofo Adolf Grünbaum, autore del famoso libro "Philosophical Problems of Space and Time", di "The Foundations of Psychoanalysis" e "Reflections on the Foundations of Psychoanalysis", Grünbaum si oppone alla critica di Popper:” Se la teoria psicoanalitica non è scientifica perché non falsificabile, quale provaha mai offerto Popper per ribadire con enfasi che il corpus teorico freudiano è completamente privo di conseguenze empiricamente controllabili?". Grünbaum da questo giudizio, criticando i filosofi della scienza per la loro superficialità, in quanto incapaci di cogliere la sottile logica della psicoanalisi. Un'altra dura critica verso la psicoanalisi, arrivava da Edwin Fuller Torrey, secondo il Washington Post, il più famoso psichiatra americano, il quale oltre a sostenere che le teorie psicoanalitiche non avevano valenza scientifica, le paragonava addirittura a quelle di guaritori primitivi. La psicoanalisi insomma, veniva considerata una pseudoscienza, anche se oggi numerosi psichiatri e psicologhi di tutto il mondo considerano clinicamente valida la terapia psicoanalitica.

Biografia di Sigmund Freud:

Sigmund Freud nasce il 6 Maggio 1856 a Freiberg in una famiglia di commercianti, in Moravia, città all'epoca dominata dall'impero asburgico. Si laurea in medicina nel 1881, e dopo un trasferimento di tutta la famiglia a Vienna, lavora per un certo periodo nel laboratorio di neurofisiologia diretto da Brücke. Nel 1882, per ragioni economiche, abbandona la ricerca scientifica e si dedica alla professione medica, specializzandosi in neurologia. Nel 1885 ottiene una borsa di studio che gli permette di accedere alla leggendaria scuola di neuropatologia della Salpetrière, diretta dal celebre Charcot. Questa esperienza molto intensa e l'incontro con il grande scienziato, lascia una profonda impressione sul giovane studioso. Ciò però non toglie che Freud in seguito mantenne sempre un atteggiamento assai originale ed autonomo rispetto alle convinzioni dell'illustre studioso. Ad esempio, il futuro padre della psicoanalisi mal accettava le conclusioni di Charcot circa l'isteria, da lui considerata come una malattia dovuta a cause organiche, paragonandola poi ad una sorta di stato di ipnosi. Nondimeno, per Freud cominciano a prendere corpo alcune osservazioni sul ruolo della sessualità nel comportamento umano, proprio a partire da osservazioni che per Charcot erano marginali, come quella della connessione fra isteria e sessualità. Nel 1886 si sposa con Martha Bernays, che in seguito gli darà sei figli (la più famosa tra loro è Anna Freud, continuatrice della ricerca del padre nell'ambito della psicoanalisi infantile). Il 1889, invece, è segnato da un aperto contrasto con Charcot. Il nodo del contendere è il ruolo dell'ipnosi, disciplina che Freud ha modo di studiare in una scuola specializzata di Nancy e che procura su di lui forte impressione oltre che notevole interesse scientifico. Tornato a Vienna, si dedica completamente alla professione di neurologo. Intanto stringe amicizia con Josef Breuer, con il quale pubblica nel 1895 gli "Studi sull'isteria" e con cui inizia quella grande avventura intellettuale e clinica che lo porterà alla fondazione della psicoanalisi. Gli inizi, ironia della sorte, sono dovuti proprio al comune interesse per l'ipnosi. Breuer, infatti, utilizzando questo metodo, era riuscito a far ricordare ad una sua paziente (la celebre Anna O. degli scritti freudiani), gli eventi traumatici connessi con l'insorgere dell'isteria. Avvertendo però che nella paziente si stava sviluppando una forma di amore e di dipendenza nei suoi confronti (quel fenomeno che poi verrà denominato "transfert"), Breuer aveva interrotto la terapia affidando la paziente a Freud il quale, dal canto suo, riescirà, a guarire la giovane. Il risultato è connesso ad un'altra celebre "invenzione" freudiana, quasi un'icona del suo metodo, il famoso "lettino" dello psicoanalista, che permette al paziente, in quel caso appunto Anna O., di esprimere il proprio magma interiore attraverso l'uso terapeutico della parola. E' la cosiddetta "talking cure", come la definì la stessa Anna. Se dovesse nascere un registro incaricato di certificare la data di nascita della psicoanalisi, quello sarebbe sicuramente il momento prescelto... Nel 1899 (ma con data simbolica del 1900) Freud pubblica un'altra opera dagli esiti rivoluzionari e per certi versi sconvolgenti: "L'interpretazione dei sogni". E' una tappa che segna una svolta nell'intero pensiero occidentale, attraverso i parallelismi fra logica razionale e logica del sogno e il disvelamento del linguaggio "geroglifico" attraverso cui i sogni parlano all'essere umano concreto che ne è portatore. A partire da allora, il peso che i sogni avranno nell'opera di Freud di farà sempre più ingente, così come l'attenzione e l'approfondimento che lo psicologo dedicherà loro. Questo approccio del tutto singolare non mancherà di suscitare numerose reazioni, perlopiù di venate di scetticismo se non di aperta denigrazione. In particolare, comunque, vengono prese di mira le sue teorie sulla sessualità, per tacere delle reazioni indignate nei confronti delle scoperte "scandalose" circa le dinamiche della sessualità infantile. In una società dalla mentalità gretta, chiusa e conservatrice com'era la Vienna di allora (non certo però dal punto di vista artistico e letterario, che anzi godette di una stagione altamente rivoluzionaria da quel punto di vista), non poteva passare incolume uno studioso che definiva nei suoi libri il bambino come un "perverso polimorfo". Naturalmente, il senso di quelle definizioni era del tutto travisato... Nel 1908 si svolge finalmente il primo Congresso della Società psicoanalitica Internazionale, che vede presenti, tra gli altri, Jung e Adler. Entrambi, fra l'altro, prenderanno in seguito direzioni diverse: l'uno dando origine ad una forma diversa di psicologia del profondo, la cosiddetta "psicologia analitica", l'altro chiamando la propria teoria "psicologia individuale". All'alba dell'avvento dei drammatici fatti che segneranno l'Europa, l'epilogo di questa epopea intellettuale non poteva che esser tragico. Nel 1933 a Berlino i nazisti ormai al potere bruciano, in un rogo libresco tristemente famoso, anche le opere dell'ebreo Freud, complice oltretutto di una strenua resistenza all'avanzare del nazismo. Nel 1938 la situazione è talmente insostenibile che è costretto ad andarsene. Si trasferisce a Londra dove, dopo appena un anno muore per un cancro alla mascella. E' il 23 Settembre 1939, la seconda guerra mondiale è alle porte, epitome di quell'istinto di morte così presente nelle opere del grande rivoluzionario del pensiero.

Opere:

Studi sull'isteria (1895 con Breuer)

Le origini della psicoanalisi. Lettere a Fliess (1887-1902)

L'interpretazione dei sogni (1900)

Psicologia della vita quotidiana (1901)

Tre saggi sulla vita sessuale (1905)

Il motto di spirito e le sue relazioni con l'inconscio (1905)

Totem e tabù (1912-13)

Introduzione alla psicoanalisi (1915-17)

Metapsicologia (1915-17)

Al di là del principio di piacere (1920)

Autobiografia (1925)

Il problema dell'analisi dei non medici (1926-27)

L'avvenire di un'illusione (1927)

Il disagio della civiltà (1929)

Casi clinici (1932)

Analisi terminabile e analisi interminabile (1937)

Costruzioni nell'analisi (1937)

L'uomo Mose è la religione monoteistica (1934-38)

 

 
Commenti personali

Secondo il principio, cui dice:"Ogni avvenimento, passato, presente o futuro che riguarda sia il mondo inanimato che i fenomeni vitali, compreso i processi della mente umana; sono totalmente condizionati dalle leggi fisiche, e prestabiliti deterministicamente, ed hanno e sono destinati, ad una direzione unica ed obbligata", Freud intuì una cosa fondamentale, e cioè che la mente umana, come ogni altra cosa in natura, ha dei meccanismi regolati da leggi fisiche, cui condizionano e regolano il comportamento. L'Es quindi (inconscio), psicoanaliticamente parlando, è la parte che condiziona e regola il comportamento umano contro la sua "volontà". L'Io è la parte cosciente, che ci dà l'illusione di poter essere liberi di scegliere e decidere; di aver un "libero arbitrio" insomma, ma che in realtà è anche esso totalmente condizionato e regolato da leggi cui a livello cosciente ci sfugge la percezione. Il nostro essere coscienti è solo un illusione della mente umana, cui essendo composta da elementi materiali, non può sfuggire alle leggi della natura.

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