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PARANORMALE

Il termine paranormale si applica a quei presunti fenomeni (detti anche anomali) che risultano impossibili da spiegare in base alle conoscenze scientifiche finora acquisite, e che solitamente risultano anche impossibili ottenere in condizioni ripetute secondo la scienza galileana. Come dimostra il "Premio di un milione di dollari" messo in palio da James Randi, ben saldo nelle sue mani da almeno tre decenni a chiunque sia in grado di produrre un qualsiasi fenomeno paranormale di qualunque tipo, purché in condizioni scientificamente controllate.
Non esiste di fatto una definizione rigorosa e universalmente condivisa del termine "paranormale". Alcuni lo usano soltanto per indicare il campo di studio della parapsicologia, cioè le cosiddette "percezioni extrasensoriali" come telepatia, chiaroveggenza, precognizione, i presunti "poteri della mente" come telecinesi e pirocinesi e le manifestazioni di fantasmi. In genere, però, la parola "paranormale" viene usata in senso più esteso, per comprendere tutti i fenomeni considerati "scientificamente inspiegabili", come le esperienze extracorporee, gli UFO (oggetti volanti non identificati), il triangolo delle Bermuda, i miracoli, i poteri dei fachiri, eccetera. Il Journal of Parapsychology definisce come "paranormale" «qualsiasi fenomeno che in uno o più aspetti superi i limiti di ciò che è considerato fisicamente possibile secondo le assunzioni scientifiche del momento». L'altra caratteristica che accomuna i presunti fenomeni paranormali è la mancanza di prove oggettive a sostegno della loro effettiva esistenza: vengono riferiti numerosissimi esempi di tali anomalie, ma si tratta in genere di testimonianze non documentate oppure di esperimenti eseguiti in modo non abbastanza rigoroso da poter escludere imbrogli o autosuggestione. Di fatto ad oggi non esiste un solo fenomeno paranormale la cui esistenza sia stata dimostrata in modo rigoroso e incontrovertibile. Le cause per cui molto spesso si parla erroneamente di fenomeni paranormali sono sostanzialmente tre:
1. fenomeni naturali scambiati per soprannaturali: ad esempio, fenomeni atmosferici o velivoli terrestri scambiati per UFO, oppure fenomeni poco noti (come i fulmini globulari) o controintuitivi e quindi considerati erroneamente inspiegabili: ad esempio, le cosiddette salite in discesa;
2. autosuggestione: ad esempio, persone che in buona fede si convincono di avere facoltà telepatiche;
3. falsi fenomeni paranormali prodotti con l'inganno: ad esempio, i fenomeni di spiritismo prodotti dalle sorelle Fox (contrariamente all'opinione corrente, secondo il CICAP la frode rappresenta una piccola parte delle segnalazioni di fenomeni paranormali) Alcuni fenomeni anomali, ad esempio la fusione fredda, si collocano all'interno di quella che è stata chiamata scienza patologica.
Esistono almeno due preconcetti molti diffusi che rendono difficile comprendere perché la scienza abbia un atteggiamento scettico verso il paranormale. "La scienza non accetta il paranormale perché è inspiegabile". Nel linguaggio corrente si confondono a torto i fenomeni scientificamente non spiegati con i fenomeni paranormali. Esiste invece una netta differenza fra questi due concetti. I primi sono quei fenomeni (biologici, fisici ecc.), osservabili anche in condizioni scientificamente controllate, ai quali però la scienza non è in grado di dare una spiegazione (per esempio: siamo in grado di descrivere i fulmini globulari e il loro comportamento, ma non abbiamo ancora saputo spiegare il modo in cui si formano). I secondi sono invece fenomeni che nonostante le numerosissime affermazioni contrarie, non sono stati mai finora osservati in condizioni scientificamente controllate, soprattutto per quanto riguarda la ripetibilità degli esperimenti. Si noti che la differenza non corre affatto, come si crede spesso, tra fenomeni "non ancora spiegati" e fenomeni "inspiegabili tout-court". Benché la scienza sia spesso riuscita a spiegare fenomeni inspiegati, l'epistemologia moderna ha abbanondato l'idea della scienza come forma di sapere in grado di spiegare tutto. Pertanto, alcuni di tali fenomeni inspiegati, potrebbero restare tali per sempre, nonostante siano scientificamente osservabili e descrivibili. Viceversa, numerosissimi fenomeni "paranormali" sono in realtà spiegabilissimi in base alle conoscenza scientifiche (e in certi casi anche banali trucchi da illusionismo). In genere, al crescere del controllo dell'esperimento per prevenire errori o frodi, i fenomeni paranormali diminuiscono di frequenza, fino a scomparire del tutto quando si applica un controllo scientifico rigoroso. La differenza tra "scientifico" e "non scientifico" corre quindi tra fenomeni osservabili in condizioni scientificamente controllate, e fenomeni non osservabili in tali condizioni, e non tra fenomeni "spiegabili" e "inspiegabili".

"La scienza rifiuta ciò che non sa spiegare" Un secondo errore comune consiste nella credenza per cui la scienza rifiuta ciò che non può capire. Al contrario, la scienza esiste per investigare esattamente quel che c'è ancora da spiegare. Lo scienziato che riuscisse a riprodurre un fenomeno di telecinesi, o di telepatia, o di precognizione, diverrebbe non solo famoso, ma soprattutto ricchissimo. Non è quindi credibile che esista, come affermano coloro che credono nel paranormale, una "congiura" fra gli scienziati per mettere a tacere i risultati favorevoli alle teorie parapsicologiche. Si noti inoltre il confine tra scienza e para-scienza, che viene qui presentato come un muro inamovibile creato dall'ostilità verso qualsiasi cambiamento, non è fisso, ma cambia con il cambiare delle conoscenze. Fenomeni ed eventi un tempo "paranormali" (come il fulmine) fanno oggi parte del campo di studio "normale" della scienza, mentre discipline che erano un tempo assolutamente scientifiche sono passate nel campo del "paranormale" nella misura in cui non sono state più in grado di rispondere ai criteri mimini di verificabilità richiesti da nuovi concetti di scienza. Un esempio di tale tipo è l'astrologia.

"La scienza rifiuta ciò che non si piega ai suoi metodi": Questa affermazione è in parte vera. La scienza non è il sapere, tout-court, e l'epistemologia lo afferma con chiarezza. La scienza è una forma di sapere umano: quello che riesce a fondare le sue affermazioni su un preciso metodo, detto metodo scientifico, che richiede che un'affermazione, per essere considerata "vera", sia tra le altre cose verificabile (e secondo Karl Popper, falsificabile). Esistono però altre forme di sapere che non sono scientifiche, per esempio perché ritengono di non avere bisogno di dimostrare le proprie affermazioni, o perché trattano di questioni che la scienza non è in grado di indagare con il metodo scientifico. Il concetto di bellezza, per esempio, non è scientifico, bensì estetico, eppure non cessa di essere "vero" solo per questo fatto. L'affermazione per cui una musica o una persona "è bella", sarà dunque vera o falsa in questo àmbito, cioè quello estetico, ma non è scientificamente né dimostrabile né confutabile. Nello stesso modo, l'esperienza mistica non è scientificamente misurabile, ma non per questo smette di essere "vera" per chi la prova; semplicemente sarà "vera" nel suo proprio àmbito, che è quello religioso. Ovviamente, per la scienza non può essere né "vera" né "falsa". Ancora, la dimostrazione dell'esistenza, o inesistenza, di Dio, non spetta alla scienza, ma alla teologia o alla filosofia. Ciò che è "vero" o "falso" in tale campo dipenderà dai criteri di queste altre forme di sapere, ma non della scienza, che come tale non è in grado di dare una risposta né per affermare né per confutare. Dunque, come si vede, la scienza ammette ambiti di "verità" diversi dal proprio, e ci convive senza problemi. Il problema con il paranormale sorge solo perché chi lo studia afferma di potere aspirare a una verità di tipo scientifico, senza però sottoporsi alle verifiche tipiche del metodo scientifico. Semplificando un poco, in un esperimento scientifico è sempre necessario riuscire a verificare:
a) che una spiegazione più semplice di quella proposta non sia in grado di rendere conto del fenomeno (cosiddetto rasoio di Occam);
b) che sia stato fatto tutto il possibile per escludere manipolazioni, contaminazioni, interferenze (anche e soprattutto involontarie e inconsce) da parte dei soggetti studiati e da parte degli studiosi stessi;
c) che i risultati siano statisticamente significativi, ossia che avvengano con frequenza superiore a quella che si avrebbe in base al semplice caso;
d) che i risultati siano verificabili da altri ricercatori (il successo costante di un unico ricercatore può essere dovuto a errore metodologico ripetuto, ma anche a truffa scientifica e manipolazione dei dati, più frequenti di quanto si pensi);
e) che i risultati siano ripetibili (un singolo successo può essere dovuto al puro caso). Fra queste altre caratteristiche la più importante è che il campo dell'esperimento deve essere chiaramente delimitato, e che va definito con chiarezza prima di iniziare l'esperimento cosa si consideri una "riuscita" e cosa un "fallimento" dell'esperimento stesso. Nel caso delle ricerce sul cosiddetto "paranormale", invece, spesso una, talvolta più di una, in qualche caso tutte queste regole non vengono rispettate. I tentativi che ricercatori seriamente impegnati a fare luce su questi fenomeni hanno fatto per applicare con rigore il metodo scientifico si sono, fino ad oggi, concluse con l'assenza di risultati. Il che non implica che il paranormale non esista: potrebbe semplicemente darsi che gli esperimenti non siano ancora adeguati, esattamente come le onde radio esistevano anche prima che gli esseri umani fossero in grado di captarle e misurarle. Tuttavia, se la situazione è questa, gli studi del paranormale non possono ancora aspirare ad una verità di tipo "scientifico", proprio in virtù dell'inadeguatezza degli strumenti con cui vengono studiati. Ciò non implica che resteranno in questa condizione per sempre, tuttavia che essi non siano attualmente in una condizione "scientificamente dimostrata", sì. [modifica] Conclusione provvisoria Quanto detto fin qui non implica che i fenomeni paranormali siano "falsi". Lo sono solo e soltanto nella misura in cui non si è in grado di studiarli per mezzo del metodo scientifico. Come detto, potrebbe darsi, come è accaduto più volte in passato, che la scienza non riesca a studiare un fenomeno per l'assenza di strumenti adatti (pensiamo ai raggi X, alle onde radio, ai raggi infrarossi, agli ultrasuoni, non percepibili dai sensi umani, eppure esistenti, e infatti percepibili attraverso apparecchi appositi). Pertanto l'atteggiamento scientifico verso questo tipo di fenomeni può essere oggi solo di tipo scettico. Oggi come oggi i fenomeni paranormali non sono affatto "fenomeni inspiegabili per la scienza", per il semplice motivo che la scienza non può "spiegare" ciò che non riesce neppure a vedere, misurare, registrare, verificare... Si tratta semmai di fenomeni che, se davvero esistenti, si collocano ancora al di fuori della scienza. La dottrina che li studia può avere un suo criterio di verità, come lo ha la teologia nel suo proprio campo (che non è quello scientifico!), ma non una verità di tipo "scientifico": non fino al giorno in cui non sarà in grado di usare il metodo scientifico nella sua ricerca. Viceversa, la tentazione di annacquare il metodo scientifico, diminuendo il livello e il rigore del controllo e delle verifiche fino a che si ottengono infine risultati, può solo portare discredito a questo campo di ricerca, come dimostra il caso rovinoso delle pseudoscienze, nelle quali la pura e semplice ciarlataneria è spesso indistinguibile dalla ricerca sinceramente motivata. Dal punto di vista scientifico, non è insomma possibile escludere che i fenomeni paranormali esistano, e la scienza non ha il diritto di affermarlo come se fosse un dato "scientificamente dimostrato": non lo è. Ma non è possibile neppure affermare che essi esistano: non fino a quando qualcuno non sarà riuscito ad affrontarne almeno uno nel pieno rispetto delle regole del metodo scientifico.

 

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Il "paranormale", con tutte le sue varianti più che essere "fenomeni che risultano impossibili da spiegare in base alle conoscenze scientifiche finora acquisite"; sono in un certo senso un "esigenza mentale" umana che ha come base l'ignoranza, e che può diventare un fenomeno culturale e sociale; il voler credere a tutti i costi in qualcosa di suggestivo, e alimentare tali credenze senza un nesso scientifico sono dei fenomeni sociali riscontrabili in qualsiasi epoca e in qualsiasi civiltà.

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