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OMEOPATIA E RIMEDI NATURALI

La scienza dell’Omeopatia adotta metodi non ufficialmente riconosciuti negli ambienti medico scientifici, e tali metodi sono sempre stati accettati con molte controversie, cui ogni volta nascono accesi dibattiti. Il termine Omeopatia deriva dal greco ὅμοιος, simile, e πάθος, sofferenza. Si potrebbe dire che l’Omeopatia è un metodo di cura e di prevenzione, valido o meno, adottato sin dalla notte dei tempi da diverse popolazioni in diverse epoche, quando non esisteva ancora la moderna medicina, ma tale metodo è ufficialmente nato e definito verso la fine della seconda metà del XVIII secolo, ad opera medico tedesco Samuel Hahnemann. Il principio su cui si fonda l’Omeopatia è il cosidetto “Principio di similitudine del farmaco” (Similia simili bus curantur) enunciato dallo stesso padre di tale scienza. Secondo tale principio, il rimedio appropriato per una determinata malattia è che una determinata “sostanza” induce in una persona sana dei sintomi simili a quelli osservati in una persona affetta da malattia. Una volta individuata tale sostanza, che è detta in gergo “principio omeopatico”, viene somministrata al malato in una determinata quantità, diluita, e definita dagli omeopati “Potenza”. L’opinione degli omeopati è che dosi maggiori della sostanza impiegata provochino un potenziamento dell’effetto farmacologico.
Nei decenni scorsi si è vista una progressiva diffusione delle pratiche omeopatiche, e oggi si considera come una pratica medica alternativa o complementare alle cure della medicina ufficiale; quest’ultima definita dagli omeopati “medicina allopatica”. In Italia ad esempio negli anni che vanno dal 1990 al 2000 ha visto, secondo l’ISTAT, su di un campione di 30.000 famiglie un incremento di ricorrere a tali rimedi di quasi quattro volte maggiore, rispetto alla medicina ufficiale, mentre in altri paesi come ad esempio la Gran Bretagna, il servizio sanitario ha ridotto drasticamente i rimedi omeopatici dal proprio prontuario, con successivo calo dei ricoveri negli ospedali omeopatici.
Nonostante la diffusione delle pratiche omeopatiche, tale dottrina è tuttavia molto vasta e diversificata dal poter essere nel suo complesso ufficialmente riconosciuta dagli ambienti medico scientifici, e gli effetti terapeutici delle cure omeopatiche vengono spesso catalogati dalla medicina ufficiale come “effetti placebo”, o comunque di effetti difficili da essere riconosciuti secondo sperimentazione della scienza medica ufficiale, che per questo definisce l’Omeopatia, più che una scienza, piuttosto una cosa tra la stessa “scienza” e la “pseudoscienza”.
L’insegnamento dell’omeopatia, generalmente nella maggior parte dei paesi occidentali non costituisce una facoltà universitaria, anche se in alcuni paesi come la Francia e la Germania, si assiste ad un lento ma progressivo avanzamento delle pratiche omeopatiche adottate negli ambienti medici, e sempre di più non è raro imbattersi in medici e dottori con una formazione classica che impiegano alcune pratiche omeopatiche per i propri pazienti.

 

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