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ENCICLOPEDIA DELLA PSICOANALISI:

Abreazione

Scarica emozionale con cui un soggetto si libera dell'affetto legato al ricordo di un evento traumatico evitando così che esso divenga o rimanga patologico. La cosiddetta abreazione, può essere provocata durante la psicoterapia, in particolare sotto ipnosi, e può allora produrre un effetto catartico, può anche sopraggiungere in modo spontaneo, separata dal trauma iniziale da un intervallo più o meno lungo.

Acting out

Termine usato nella psicoanalisi per designare le azioni che presentano per lo più un carattere impulsivo relativamente in rottura con i sistemi di motivazione abituali del soggetto, relativamente isolabile nel corso delle sue attività, e che assumono una forma di auto o etero aggressività. Nel sorgere dell'acting out, lo psicoanalista vede il segno dell'emergenza del rimosso. Quando esso sopravviene nel corso dell'analisi (sia durante la seduta che al di fuori di essa), l'acting out va considerato nella sua connessione con il transfert e spesso come un tentativo di ignorarlo completamente.

Afanisi

Termine introdotto da Ernest Jones: scomparsa del desiderio sessuale. Secondo tale autore, l'afanisi sarebbe, nei due sensi, oggetto di un timore più fondamentale del timore dell'evirazione.

Affetto

Termine ripreso nella psicoanalisi dalla terminologia psicologica tedesca. Esso indica qualsiasi stato affettivo, penoso o gradevole, vago o qualificato, sotto forma di scarica massiccia o di tonalità generale. Secondo Freud, ogni pulsione si esprime come affetto e come rappresentazione. L'affetto è l'espressione qualitativa della quantità di energia pulsionale e delle sue variazioni.

Aggressività

Tendenza o insieme di tendenze che si attuano in condotte reali o fantasmatiche, miranti a danneggiare un altro, demolirlo, costringerlo, umiliarlo ecc. L'aggressione assume anche modalità diverse dall'azione motoria violenta e distruttrice; non vi è nessuna condotta, negativa (rifiuto di assistenza, ad es.) o positiva, simbolica (ironia, ad es.) o effettivamente eseguita, che non possa funzionare come aggressione. La psicoanalisi ha dato un importanza crescente all' aggressività, mostrandola in azione molto presto nello sviluppo del soggetto e sottolineando il gioco complesso del suo impasto e disimpasto con la sessualità. Questo sviluppo teorico culmina nel tentativo di cercare un sostrato pulsionale unico e fondamentale dell'aggressività nel concetto di pulsione di morte.

Agire (o mettere in atto)

Secondo Freud, fatto per cui il soggetto, sotto l'influenza dei suoi desideri e delle sue fantasie inconsce, li vive nel presente con un senso di attualità tanto più vivo in quanto non ne riconosce l'origine e il carattere ripetitivo.

Alloerotismo

Termine talvolta usato in opposizione ad autoerotismo: attività sessuale che trova il suo soddisfacimento grazie a un oggetto esterno.

Alterazione dell'Io

Insieme delle restrizioni e degli atteggiamenti anacronistici acquisiti dall'Io nel corso delle tappe del conflitto difensivo e che si ripercuotono sfavorevolmente sulle possibilità di adattamento.

Ambivalente, preambivalente, postambivalente

Termini introdotti da Karl Abraham: qualificano, dal punto di vista della relazione oggettuale, l'evoluzione delle fasi libidiche. La fase orale nel suo primo stadio (suzione) sarebbe preambivalente; l'ambivalenza apparirebbe nel secondo stadio (morsicamento) per culminare nella fase anale, continuare nella fase fallica e scomparire solo dopo lo stadio di latenza con la instaurazione dell'amore oggettuale genitale.

Ambivalenza

Presenza simultanea, nella relazione con uno stesso oggetto, di tendenze, atteggiamenti e sentimenti opposti, soprattutto l'amore e l'odio.

Ammontare (importo o somma) di affetto

Fattore quantitativo postulato come sostrato dell'affetto vissuto soggettivamente, per designare ciò che è invariante nelle diverse modificazioni di quest'ultimo: spostamento, distacco dalla rappresentazione, trasformazioni qualitative.

Amnesia infantile

Amnesia che ricopre generalmente i fatti dei primi anni di vita. Freud vi scorge qualcosa di diverso dall'affetto di una incapacità funzionale del bambino a registrare le sue impressioni; essa risulta dalla rimozione riguardante la sessualità infantile e si estende alla quasi totalità degli eventi dell'infanzia. Il campo ricoperto dall'amnesia infantile troverebbe il suo limite temporale nel declino del complesso di Edipo e nell'inizio del periodo de latenza.

Anaclitica, depressione

La Depressione Anaclitica è un termine coniato da Renè Arpad Spitz: disturbi che ricordano clinicamente quelli della depressione nell'adulto e che sopravvengono gradualmente nel bambino privato della madre dopo aver avuto con lei, almeno durante i primi sei mesi di vita, una relazione normale.

Anagogica, interpretazione

Interpretazione anagogica è un termine impiegato da Silberer: modo di interpretazione delle formazioni simboliche (miti, sogni ecc.), che espliciterebbe il loro significato morale universale. Orientando il simbolo verso ideali elevati, essa si opporrebbe quindi all'interpretazione analitica, che ridurrebbe i simboli al loro contenuto particolare e sessuale.

Analisi di controllo (o sotto controllo)

Psicoanalisi condotta da un analista in via di formazione e di cui rende conto periodicamente a un analista provetto, che lo guida nella comprensione e nella direzione della cura e l'aiuta a prendere coscienza del proprio controtransfert. Questo modo di formazione è destinato in particolare a consentire all'allievo di cogliere in che cosa consista l'intervento propriamente psicoanalitico, rispetto ad altri modi di azione psicoterapica; suggerimenti, consigli, direttive, schiarimenti, sostegno ecc.

Analisi didattica

Psicoanalisi cui si sottopongono le persone destinate all'esercizio della professione di psicoanalista e che costituisce l'elemento fondamentale della loro formazione.

Analisi diretta

Metodo della psicoterapia analitica delle psicosi proposto da John N. Rosen. Esso trae il suo nome dall'uso di "interpretazioni direttive" fornite ai pazienti e caratterizzate nel modo seguente:
a) esse riguardano contenuti inconsci che il soggetto esprime verbalmente o no (mimica, postura, gesti, condotta);
b) non esigono l'analisi delle resistenze;
c) non ricorrono necessariamente alla mediazione di catene associative.
Questo metodo comporta inoltre una serie di procedimenti tecnici destinati a stabilire una stretta relazione effettiva, da "inconscio a inconscio", nella quale il terapeuta "deve diventare per il paziente la figura materna che non cessa di dare e di proteggere".

Angoscia automatica

Reazione del soggetto quando si trova in una situazione traumatica, cioè sottoposto a un afflusso di eccitazioni, di origine esterna o interna, che egli è incapace di dominare. L'angoscia automatica si oppone per Freud al segnale di angoscia.

Angoscia reale

Termine (Realangst) usato da Freud nel quadro della sua teoria dell'angoscia: angoscia di fronte a un pericolo esterno che costituisce per il soggetto una minaccia reale.

Angoscia, segnale di

Il segnale di angoscia è un termine introdotto da Sigmund Freud nella revisione della sua teoria dell'angoscia (1926) per designare un dispositivo azionato dall'Io di fronte a una situazione di pericolo in modo da evitare di essere sopraffatto dall'afflusso delle eccitazioni. Il segnale di angoscia riproduce in forma attenuata la reazione d'angoscia vissuta originariamente in una situazione traumatica, permettendo così di far scattare le operazioni di difesa.

Angoscia, sviluppo dell'

Lo Sviluppo dell'angoscia è un termine coniato da Freud:l'angoscia considerata sotto il profilo del suo svolgimento temporale, del suo crescere nell'individuo.

Annullamento retroattivo

Meccanismo psicologico con cui il soggetto si sforza di fare in modo che pensieri, parole, gesti, atti passati non siano avvenuti; egli utilizza a tale scopo un pensiero o un comportamento che ha un significato opposto. Si tratta di una coazione di andamento "magico", particolarmente caratteristica nella nevrosi ossessiva.

Appagamento di desiderio

Formazione psicologica in cui il desiderio è presentato nell'immaginazione come realizzato. Le produzioni dell'inconscio (sogno, sintomo e per eccellenza la fantasia) sono appagamenti di desiderio in cui il desiderio si esprime in una forma più o meno travestita.

Apparato psichico, o apparato mentale

Termine che sottolinea determinati caratteri che la teoria freudiana attribuisce allo psichismo: la sua capacità di trasmettere e di trasformare un energia determinata e la sua differenziazione in sistemi o istanze.

Appoggio, o anaclisi

Termine introdotto da Freud per designare la relazione primitiva delle pulsioni sessuali con le pulsioni di autoconservazione: le pulsioni sessuali, che diventano indipendenti solo secondariamente, si appoggiano sulle funzioni vitali che forniscono loro una fonte organica, una direzione e un oggetto. Di conseguenza, si parlerà anche di appoggio per designare il fatto che il soggetto si appoggia sull'oggetto delle pulsioni di autoconservazione nella sua scelta oggettuale d'amore; è ciò che Freud ha chiamato il tipo di scelta oggettuale per appoggio.

Associazione

Termine mutuato dall'associazionismo e indicante qualsiasi legame tra due o più elementi psichici la cui serie costituisce una catena associativa. Talora il termine è usato per designare gli elementi così associati. A proposito della cura, è a quest'ultima accezione che ci si riferisce quando si parla, per esempio, delle "associazioni di un determinato sogno" per indicare ciò che, nei discorsi del soggetto, è in connessione associativa con quel sogno. Al limite, il termine "associazioni" designa l'insieme del materiale verbalizzato nel corso della seduta psicoanalitica.

Associazione libera

Metodo che consiste nell'esprimere senza discriminazione tutti i pensieri che vengono in mente sia a partire da un elemento dato (parola, numero, immagine di un sogno, rappresentazione qualsiasi) sia in modo spontaneo.

Astinenza, regola d'astinenza, principio d'astinenza

Principio secondo cui la cura analitica deve essere condotta in modo che il paziente trovi il minimo possibile di soddisfacimenti sostitutivi dei suoi sintomi. Esso implica per l'analista la regola di astenersi dal soddisfare le richieste del paziente e dallo svolgere effettivamente i ruoli che questi tende a imporgli. In certi casi e in certi momenti della cura, il principio d'astinenza può concretarsi in istruzioni riguardanti comportamenti ripetitivi del soggetto che ostacolino il lavoro di rievocazione e di elaborazione psichica.

Attività - Passività

Una delle coppie di contrari fondamentali della vita psichica. Essa specifica determinati tipi di mete pulsionali. Considerata da un punto di vista genetico, l'opposizione attivo-passivo avrebbe la priorità rispetto alle opposizioni successive in cui essa si articolerà: fallico - castrato e maschile - femminile.

Atto mancato

Atto in cui il risultato esplicitamente perseguito non è raggiunto, ma viene sostituito da un altro. Si parla di atti mancati non per designare l'insieme degli errori del discorso, della memoria e dell'azione, ma per designare le condotte che il soggetto è abitualmente capace di compiere con successo e di cui è tentato di attribuire l'insuccesso solo alla sua disattenzione oppure al caso. Freud ha dimostrato che gli atti mancati sono, al pari dei sintomi, formazioni di compromesso tra l'intenzione cosciente del soggetto e il rimosso.

Autoanalisi

Indagine su di se compiuta da se stesso, in modo più o meno sistematico, ricorrendo ad alcuni procedimenti del metodo psicoanalitico: associazioni libere, analisi di sogni, interpretazioni di condotte, ecc.

Autoerotismo

A) In senso lato, carattere di un comportamento sessuale in cui il soggetto ottiene il soddisfacimento ricorrendo unicamente al proprio corpo, senza oggetto esterno: in questo senso si parla della masturbazione come di un comportamento autoerotico.

B) In senso più specifico, carattere di un comportamento sessuale infantile precoce col quale una pulsione parziale, legata al funzionamento di un organo o all'eccitazione di una zona erogena, trova il suo soddisfacimento localmente, cioè:

1) senza ricorso ad un oggetto esterno

2) senza riferimento a un immagine unificata del corpo, a un primo abbozzo di Io, quale caratterizza il narcisismo.

Autoplastico - alloplastico

Termini che qualificano due tipi di reazione o di adattamento: il primo consiste in una modificazione del solo organismo, il secondo in una modificazione dell'ambiente circostante.

Azione specifica

Termine utilizzato da Freud in alcuni dei suoi primi scritti per designare l'insieme del processo necessario alla risoluzione della tensione interna creata dal bisogno: intervento esterno adeguato e insieme delle reazioni preformate dell'organismo che consentono di eseguire l'atto.

Bisessualità

Concetto introdotto da Freud nella psicoanalisi sotto l'influenza di Wilhelm Fliess: ogni essere umano avrebbe costituzionalmente delle disposizioni sessuali sia maschili che femminili, che si ritrovano nei conflitti che il soggetto prova, per assumere il proprio sesso.

Cannibalesco

Termine usato per qualificare delle relazioni oggettuali e delle fantasie corrispondenti all'attività orale, con riferimento al cannibalismo  praticato da acune popolazioni. Il termine esprime in modo icastico le diverse dimensioni dell'icorporazione orale: amore, distruzione, conservazione all'interno di sè e appropriazione delle qualità dell'oggetto. Si parla talora di fase cannibalesca come equivalente della fase orale e, più specificamente, come equivalente del secondo stadio orale di Abraham (Stadio sadico-orale).

Caso limite

Termine usato per lo più per designare affezioni psicopatologiche situate al limite tra nevrosi e psicosi, specie talune schizofrenie latenti che presentano una sintomatologia ad andamento nevrotico.

Catartico, metodo

Il Metodo Catartico è un metodo di psicoterapia in cui l'effetto terapeutico perseguito è una "purificazione" (catarsi), una scarica adeguata dagli effetti patogeni. La cura consente al soggetto di rievocare e persino di rivivere gli eventi traumatici ai quali sono legati questi affetti e di abreagirli. Storicamente, il "metodo catartico" appartiene al periodo tra il 1880 e il 1895 in cui la terapia psicoanalitica prende gradualmente forma a partire da trattamenti effettuati sotto ipnosi.

Censura

Funzione che tende a proibire ai desideri inconsci e alle formazioni che ne derivano l'accesso al sistema preconscio - conscio.

Cloacale, Teoria

La Teoria Cloacale è una teoria sessuale del bambino che ignora la distinzione tra la vagina e l'ano: la donna possederebbe una sola cavità e un solo orifizio, confuso con l'ano, attraverso il quale nascerebbero i bambini e verrebbe praticato il coito.

Coazione, coatto

Clinicamente, tipo di condotte che il soggetto è spinto a compiere da una costrizione interiore. Un pensiero (ossessione), un azione, un operazione difensiva, una complessa sequenza di comportamenti sono definiti coatti quando la loro mancata esecuzione è sentita come causa di un aumento dell'angoscia.

Coazione a ripetere

A) Al livello della psicopatologia concreta, processo incoercibile e di origine inconscia, con cui il soggetto si pone attivamente in situazioni penose, ripetendo così vecchie esperienze senza ricordarsi del prototipo e con invece l'impressione molto viva che si tratti di qualcosa che è pienamente motivato nella situazione attuale.

B) Nell'elaborazione teorica data da Freud, la coazione a ripetere è considerata come un fattore autonomo, irriducibile in ultima analisi a una dinamica conflittuale in cui intervenga soltando l'azione congiunta del principio di piacere e del principio di realtà. Essa è attribuita fondamentalmente al carattere più generale delle pulsioni: il loro carattere conservatore.

Colpa, senso di

Senso di colpa è un termine usato nella psicoanalisi con un'accezione molto ampia. Esso può designare uno stato affettivo susseguente a un atto che il soggetto considera reprensibile, per ragioni che possono essere più o meno adeguate (rimorsi del criminale o autorimproveri apparentemente assurdi), oppure un senso diffuso di indegnità personale senza riferimento a un atto preciso di cui il soggetto si accusi.
Inoltre, esso è postulato dall'analisi come sistema di motivazioni inconsce che spiegano certi fenomeni: comportamenti di scacco, condotte delittuose, sofferenze che il soggetto infligge a se stesso, ecc.
In quest'ultimo significato, la parola "senso" va usata con riserva poichè il soggetto può non sentirsi colpevole al livello dell'esperienza cosciente.

Compiacenza somatica

Espressione introdotta da Freud per spiegare la "scelta della nevrosi" isterica e la scelta dell'organo o dell'apparato corporeo su cui viene operata la conversione: il corpo - specialmente nell'isterico - o un organo determinato fornirebbero un materiale privilegiato all'espressione simbolica del conflitto inconscio.

Complesso

Insieme organizzato di rappresentazioni e di ricordi con forte valore affettivo, parzialmente o totalmente inconsci. Un complesso si costituisce a partire dalle relazioni interpersonali della storia infantile e può strutturare tutti i livelli psicologici: emozioni, atteggiamenti, condotte adattate.

Complesso di Edipo, o complesso edipico

Insieme organizzato di desideri amorosi e ostili che il bambino prova nei confronti dei suoi genitori. Nella sua forma detta positiva, il complesso si presenta come nella storia di Edipo re: desiderio della morte del rivale, rappresentato dal personaggio dello stesso sesso, e desiderio sessuale per il personaggio di sesso opposto. Nella sua forma negativa, esso si presenta capovolto: amore per il genitore dello stesso sesso e odio geloso per il genitore del sesso opposto. In realtà, queste due forme si rinvengono in gradi diversi nella forma detta completa del complesso di Edipo.
Secondo Freud, il complesso di Edipo raggiunge la sua acme tra i tre e i cinque anni, durante la fase fallica, e il suo declino segna l'entrata nel periodo di latenza. Alla pubertà subisce una reviviscenza ed è superato con maggiore o minor successo in un tipo particolare di scelta oggettuale.
Il complesso di Edipo svolge un ruolo fondamentale nella strutturazione della personalità e nell'orientamento del desiderio umano. Gli psicoanalisti ne fanno il principale asse di riferimento della psicopatologia, cercando di determinare, per ciascun tipo patologico, i modi della sua impostazione e della sua risoluzione.
L'antropologia psicoanalitica cerca di ritrovare la struttura triangolare del complesso di Edipo, di cui afferma l'universalità, nelle culture più diverse e non soltando in quelle in cui predomina la famiglia coniugale.

Complesso di Elettra

Termine usato da Jung come sinonimo del complesso di Edipo femminile, per mostrare l'esistenza di una simmetria nei due sessi, mutatis mutandis, dell'atteggiamento nei confronti dei genitori.

Complesso paterno

Termine usato da Sigmund Freud per designare una delle principali dimensioni del complesso di Edipo: la relazione ambivalente col padre.

Componente di pulsione

Vedi: Pulsione parziale

Concordante con l'Io, o Egosintonico

Termine che qualifica le pulsioni e le rappresentazioni accettabili per l'Io, cioè compatibili con la sua integrità e le sue esigenze.

Condensazione

Uno dei modi essenziali del funzionamento dei processi inconsci: una rappresentazione unica costituisce da sola varie catene associative di cui costituisce il punto di intersezione. Dal punto di vista economico, essa è allora investita dalla somma delle energie inerenti a queste diverse catene.
La condensazione è in azione nel sintomo e, in generale, nelle varie formazioni dell'inconscio; ma è stata messa in evidenza soprattutto nel sogno.
Nel sogno essa si esprime nel fatto che il racconto manifesto è laconico rispetto al contenuto latente e ne costituisce una traduzione abbreviata. La condensazione non deve essere per questo assimilata a un riassunto: se ogni elemento manifesto è determinato da più significati latenti, inversamente ciascuno di tali significati può ritrovarsi in più elementi; inoltre, l'elemento manifesto non rappresenta sotto uno stesso rapporto ciascuno dei significati da cui deriva e non li sussume quindi come farebbe un concetto.

Conflitto psichico

In psicoanalisi si parla di conflitto quando nel soggetto si contrappongono esigenze interne contrastanti. Il conflitto può essere manifesto (tra un desiderio e una esigenza morale, per esempio, o tra due sentimenti contraddittori) o latente; quest'ultimo può esprimersi in modo deformato nel conflitto manifesto e concretarsi in sintomi, di disordini della condotta, disturbi del carattere, ecc. La psicoanalisi considera il conflitto come costitutivo dell'essere umano sotto vari aspetti: conflitto tra desiderio e difesa, conflitto tra i diversi sistemi o istanze, conflitti tra le pulsioni, infine conflitto edipico in cui non solo si affrontano desideri contrastanti, ma questi ultimi si oppongono al divieto.

Contenuto latente

Insieme di significati a cui giunge l'analisi di una produzione dell'inconscio, specialmente del sogno. Una volta decifrato, il sogno non appare più come un racconto per immagini, ma come un organizzazione di pensieri, un discorso, che esprime uno o più desideri.

Contenuto manifesto

Designa il sogno prima che venga sottoposto all'indagine analitica, quale appare al sognatore che lo racconta. Per estensione, si parla del contenuto manifesto di qualsiasi produzione verbalizzata - dal fantasma all'opera letteraria - quando ci si propone di interpretarla secondo il metodo analitico.

Controinvestimento (o controcarica)

Processo economico postulato da Freud come supporto di numerose difensive dell'Io. Esso consiste nell'investimento da parte dell'Io di rappresentazioni, sistemi di rappresentazioni, atteggiamenti, ecc. capaci di ostacolare l'accesso delle rappresentazioni e dei desideri inconsci alla coscienza e alla motilità.
Il termine può anche designare il risultato più o meno permanente di tale processo.

Controtransfert o controtraslazione

Insieme delle reazioni inconsce dell'analista alla persona dell'analizzato e più particolarmente al suo transfert.

Conversione

Meccanismo di formazione di sintomi che è in azione nell'isteria e più specificamente nell'isteria di conversione (vedi: Isteria di conversione).
Esso consiste in una trasposizione di un conflitto psichico e in un tentativo di risolverlo in sintomi somatici, motori (paralisi, per esempio) o sensori (anestesie o dolori localizzati, per esempio).
Il termine conversione corrisponde per Freud a una concezione economica: la libito distaccata dalla rappresentazione rimossa è trasformata in energia d'innervazione. Ma ciò che specifica i sintomi di conversione è il loro significato simbolico: essi esprimono, mediante il corpo, rappresentazioni rimosse.

Coppia di contrari

Termine spesso utilizzato da Freud per designare grandi opposizioni di base, sia al livello delle manifestazioni psicologiche o psicopatologiche (per esempio: sadismo - masochismo, voyeurismo - esibizionismo), sia al livello metapsicologico (per esempio: pulsione di vita - pulsione di morte).

Coscienza (psicologica)

Secondo la teoria metapsicologica di Freud, la coscienza sarebbe la funzione di un sistema, il sistema percezione-coscienza (P-C).
Dal punto di vista topico, il sistema percezione coscienza è situato alla periferia dell'apparato psichico e riceve sia le informazioni fornite dal mondo esterno, sia quelle provenienti dall'interno, cioè le sensazioni di dispiacere-piacere e le reviviscenze mnestiche. Spesso Freud attribuisce la funzione della percezione-coscienza al sistema preconscio, che è allora chiamato sistema preconscio-conscio (Prec-C).
Dal punto di vista funzionale, il sistema percezione-coscienza si oppone ai sistemi di tracce mnestiche, cioè all'inconscio e al preconscio: su di esso non viene registrata alcuna traccia durevole delle eccitazioni.
Dal punto di vista economico, esso è caratterizzato dal fatto che dispone di una energia liberamente mobile, capace di sovrainvestire questo o quell'elemento (meccanismo dell'attenzione). La coscienza svolge un ruolo importante nella dinamica del conflitto (evitamento cosciente dello sgradevole, regolazione più discriminatrice del principio di piacere) e della cura (funzione e limite della presa di coscienza); ma non può essere definita come uno dei poli in gioco nel conflitto difensivo (α).

Costanza, principio di

Il principio di costanza è un principio enunciato da Freud secondo cui l'apparato psichico tende a mantenere al livello più basso o perlomeno più costante possibile la quantità di eccitazione che esso contiene. La costanza è ottenuta sia con la scarica dell'energia già presente, sia con l'evitare ciò che potrebbe aumentare la quantità di eccitazione e con la difesa contro tale aumento.

Costruzione

Termine proposto da Freud per designare un elaborazione dell'analista più estensiva e più distante dal materiale che non l'interpretazione, e destinata essenzialmente a ricostituire nei suoi aspetti sia reali che fantasmatici una parte della storia infantile del soggetto.

Deformazione

Effetto globale del lavoro del sogno: i pensieri latenti sono trasformati in un prodotto manifesto difficilmente riconoscibile.

Derivato dell'inconscio

Termine spesso usato da Freud nel quadro della sua concezione dinamica dell'inconscio; quest'ultimo tende a far riaffiorare nella coscienza e nell'azione prodotti in connessione più o meno lontana con esso. Questi derivati del rimosso sono a loro volta oggetto di nuove misure di difesa.

Desiderio

Nella concezione freudiana, uno dei poli del conflitto difensivo: il desiderio inconscio tende ad appagarsi ripristinando, secondo le leggi del processo primario, i segni legati alle prime esperienze di soddisfacimento. La psicoanalisi ha mostrato, sul modello del sogno, come il desiderio sia reperibile anche nei sintomi sotto forma di compromesso.

Difesa

Complesso di operazioni la cui finalità è di ridurre e sopprimere ogni modificazione che possa mettere in pericolo l'integrità e la costanza dell'individuo biopsicologico. In quanto istanza che incarna questa costanza e cerca di mantenerla, l'Io può essere descritto come la posta in gioco e l'agente di tali operazioni.
La difesa è rivolta, in generale, contro l'eccitamento interno (pulsione) e, elettivamente, contro una rappresentazione (ricordo, fantasma) legata all'eccitamento o contro una situazione capace di provocarlo, nella misura in cui tale eccitamento è incompatibile con l'equilibrio interno e quindi spiacevole per l'Io. La difesa può essere diretta anche contro gli affetti spiacevoli che sono motivi o segnali della difesa.
Il processo difensivo utilizza determinati meccanismi di difesa più o meno integrati nell'Io.
Segnalata e permeata dalla pulsione, contro cui è diretta in ultima analisi, la difesa assume spesso un andamento coatto e opera almeno parzialmente in modo inconscio.

Dinamico

Qualifica un punto di vista che considera i fenomeni psichici come risultanti dal conflitto e dalla composizione di forze che esercitano una determinata spinta e sono in ultima analisi di origine pulsionale.

Disinvestimento, o sottrazione di carica, o sottrazione di libido

Ritiro dell'investimento precedentemente assegnato a una rappresentazione, a un gruppo di rappresentazioni, a un oggetto, a un istanza ecc.
Stato in cui si trova tale rappresentazione in seguito al ritiro o per mancanza di qualsiasi investimento.

Economico

Qualifica tutto ciò che si riferisce all'ipotesi secondo cui i processi psichici consistono nella circolazione e nella distribuzione di una energia quantificabile (energia pulsionale), cioè suscettibile di aumento, di diminuzione, di equivalenze.

Egoismo

Interesse dell'Io per se stesso.

Elaborazione psichica, o rielaborazione psichica

Termine utilizzato da Freud per designare in diversi contesti il lavoro compiuto dall'apparato psichico per dominare le eccitazioni che gli pervengono e la cui accumulazione rischia di divenire patogena. Questo lavoro consiste nell'integrare le eccitazioni nella vita psichica e nello stabilire tra esse connessioni associative.

Elaborazione secondaria

Rimaneggiamento del sogno destinato a presentarlo sotto forma di una trama relativamente coerente e comprensibile.

Elaborazione terapeutica, o rielaborazione

Processo con cui l'analizzato assimila un interpretazione superando le resistenze da essa suscitate. Si tratterebbe di una specie di lavoro psichico che consente al soggetto di accettare alcuni elementi rimossi sottraendosi all'influenza dei meccanismi ripetitivi. Lelaborazione terapeutica è continua nella cura, ma è in azione soprattutto  in certe fasi in cui il trattamento sembra ristagnare e in cui una resistenza, sebbene interpretata, continua a sussistere.
Dal punto di vista tecnico, l'elaborazione terapeutica è favorita da interpretazioni dell'analista consistenti in particolare nel mostrare come i significati in causa si ritrovino in contesti diversi.

Energia d'investimento, o Energia di carica

Sostrato energetico postulato come fattore quantitativo delle operazioni dell'apparato psichico.

Energia libera, energia legata

Termini che designano, dal punto di vista economico, la distinzione freudiana tra processo primario e processo secondario. Nel processo primario, l'energia è detta libera o mobile in quanto scorre verso la scarica nel modo più rapido e più diretto possibile; nel processo secondario, essa è legata in quanto il suo movimento verso la scarica è ritardato e controllato. Dal punto di vista genetico, lo stato libero dell'energia precede per Freud il suo stato legato, il quale caratterizza un grado più elevato di strutturazione dell'apparato psichico.

Erogenicità

Capacità di ogni regione del corpo di essere la fonte di una eccitazione sessuale, cioè di comportarsi come zona erogena.

Erogeno

Che è in rapporto con la produzione di una eccitazione sessuale.

Eros

La stessa parola greca è adottata nelle diverse lingue, il termine con cui gli antichi greci denominavano l'amore e il Dio Amore. Freud lo utilizza nella sua ultima teoria delle pulsioni per indicare l'insieme delle pulsioni di vita in opposizione alle pulsioni di morte.

Erotismo uretrale, o Erotismo urinario

Modo di soddisfacimento libidico legato alla minzione.

Es

Una delle tre istanze distinte da Freud nella sua seconda teoria dell'apparato psichico. L'Es costituisce il polo pulsionale della personalità; i suoi contenuti, espressione psichica delle pulsioni, sono inconsci, prer una parte ereditari e innati, per l'altra rimossi e acquisiti.
Dal punto di vista economico, l'Es è per Freud il serbatoio primario dell'energia psichica; dal punto di vista dinamico, esso entra in conflitto con l'Io e il Super Io, che sono, dal punto di vista genetico, differenziazioni dell' Es.

Espunzione

Termine introdotto da Jacques Lacan: meccanismo specifico che sarebbe all'origine del fatto psicotico; esso consisterebbe in un rigetto primordiale di un "significante" fondamentale (per esempio: il fallo in quanto significante del complesso di evirazione) fuori dall'universo simbolico del soggetto. L'espunzione si distinguerebbe dalla rimozione per due aspetti:
1) i significanti espunti non sono integrati nell'inconscio del soggetto;
2) essi non ritornano "dall'interno", ma in seno al reale, specialmente nel fenomeno allucinatorio.

Complesso di Evirazione

Complesso centrato sulla fantasia di evirazione, che fornisce una risposta all'enigma posto al bambino dalla differenza anatomica tra i sessi (presenza o assenza del pene): questa differenza viene attribuita ad un amputazione del pene della bambina.
La struttura e gli effetti del complesso di evirazione sono diversi nel maschietto e nella bambina. Il maschietto temew l'evirazione come attuazione di una minaccia paterna in risposta alle sue attività sessuali; ne risulta per lui un intensa angoscia di evirazione. Nella bambina, l'assenza del pene è sentita come un pregiudizio subito che essa cerca di negare, compensare o riparare. Il complesso di evirazione è in stretta relazione con il complesso di Edipo e più particolarmente con la funzione proibitrice e normativa di quest'ultimo.

Facilitazione

Termine utilizzato da Freud quando fornisce un modello neurologico del funzionamento dell'apparato psichico (1895): l'eccitazione, nel suo passaggio da un neurone all'altro, deve vincere una certa resistenza; quando tale passaggio provoca una diminuzione permanente di tale resistenza, si dice che vi è una facilitazione: l'eccitazione sceglierà la via facilitata a preferenza di quella che non lo è.

Donna Fallica o Madre Fallica

Donna dotata fantasmaticamente di un fallo. Tale immagine può assumere due forme principali a seconda che la donna sia rappresentata come portatrice di un fallo esterno o di un attributo fallico, oppure come se avesse conservato all'interno di se il fallo maschile.

Fallo

Nell'antichità greco-latina, raffigurazione dell'organo maschile. Nella psicoanalisi, l'uso di questo termine sottolinea la funzione simbolica svolta dal pene nella dialettica inta e intersoggettiva, mentre il termine pene è riservato per lo più per designare l'organo nella sua realtà anatomica.

Fantasia e Fantasma

Scenario immaginario in cui è presente il soggetto e che raffigura, in modo più o meno deformato dai processi difensivi, l'appagamento di un desiderio e, in ultima analisi, di un desiderio inconscio. La fantasia si presenta sotto varie modalità: fantasie consce o sogni diurni, fantasie inconsce scoperte dall'analisi come strutture sottostanti a un contenuto manifesto, fantasie primarie.

Fantasie primarie

Strutture fantasmatiche tipiche (vita intrauterina, scena primaria, evirazione, seduzione) individuate dalla psicoanalisi. Esse organizzano la vita fantasmatica, quali che siano le esperienze personali dei soggetti. L'universalità di queste fantasie si spiega, secondo Freud, col fatto che esse costituirebbero un patrimonio trasmesso filogeneticamente.

Fase fallica

Fase di organizzazione infantile della libido che viene dopo le fasi orale e anale ed è caratterizzata da una unificazione delle pulsioni parziali sotto il primato degli organi genitali; ma in questa fase, a differenza dell'organizzazione genitale puberale, il bambino sia maschio che femmina conosce soltando un organo genitale, l'organo maschile, e l'opposizione tra i sessi è equivalente all'opposizione fallico evirato. La fase fallica corrisponde al momento culminante e al tramonto del complesso edipico, e in essa prevale il complesso di evirazione.

Fase genitale, o Organizzazione

Fase dello sviluppo psicosessuale caratterizzata dall'organizzazione delle pulsioni parziali sotto il primato delle zone genitali; essa comporta due tempi separati dal periodo di latenza: la fase fallica (o organizzazione genitale infantile) e l'organizzazione genitale propriamente detta che si costituisce nella pubertà.
Alcuni autori riservano il termine organizzazione genitale a questo secondo tempo, includendo la fase fallica nelle organizzazioni pregenitali.

Fase libidica

Tappa dello sviluppo del bambino caratterizzata da una organizzazione più o meno accentuata della libido sotto il primato di una zona erogena e dal predominio di un modo di relazione oggettuale. Nella psicoanalisi è stata data una maggiore estensione al concetto di fase, cercando di definire alcune fasi dell'evoluzione dell'Io.

Fase orale

Prima fase dell'evoluzione libidica, in cui il piacere sessuale è legato in modo prevalente alleccitamento della cavità boccale e delle labbra che accompagna l'alimentazione. L'attività di nutrizione fornisce i significati elettivi con cui si esprime e si organizza la relazione oggettuale; per esempio, la relazione d'amore con la madre sarà contrassegnata dai significati mangiare-essere mangiato.
Abraham ha proposto di suddividere questa fase in base a due diverse attività: suzione (fase orale precoce) e morsicamento (fase sadico-orale).

Fase sadico-anale

Seconda fase dell'evoluzione libidica, secondo Freud, collocabile approssimativamente tra i due e i quattro anni; essa è caratterizzata da un organizzazione della libido sotto il primato della zona erogena anale; la relazione oggettuale è impregnata di significati legati alla funzione della defecazione (espulsione, ritenzione) e al valore simbolico delle feci. In essa si vede affermarsi il sado-masochismo in connessione con lo sviluppo del dominio muscolare.

Fase sadico-orale

Secondo stadio della fase orale secondo umna suddivisione introdotta da K. Abraham; essa è contrassegnata dalla dentizione e dall'attività di morsicamento. L'incorporazione vi assume il senso di una distruzione delloggetto e presuppone quindi l'intervento dell'ambivalenza nella relazione oggettuale.

Fenomeno funzionale

Fenomeno scoperto da Herbert Silberer (1909) negli stati ipnagocigi e da lui ritrovato nel sogno: esso consiste nella trasposizione in immagini non del contenuto del pensiero del soggetto, bensì del suo modo attuale di funzionamento.

Figura genitoriale combinata, o parentale

Termine introdotto da Melanie Klein per designare una teoria sessuale infantile che si esprime in varie fantasie rappresentanti i genitori come uniti in una relazione sessuale ininterrotta: la madre contenente il pene del padre o il padre nella sua totalità: il padre contenente il seno della madre o la madre nella sua totalità; i genitori confusi inseparabilmente in un coito. Si tratterebbero di fantasie molto arcaiche e fortemente ansiogene.

Fissazione

Il fatto che la libido rimanga fortemente legata a persone o a immagini, riproduca un determinato modo di soddisfacimento, rimanga organizzata secondo la struttura caratteristica di una delle sue fasi evolutive. La fissazione può essere manifesta e attuale o costituire una virtualità permanente che apre al soggetto la via di una regressione.
La nozione di fissazione è generalmente inquadrata in una concezione genetica che implica un progresso ordinato della libido (fissazione a una fase). La si può considerare, indipendentemente da qualsiasi riferimento genetico, nel quadro della teoria freudiana dell'inconscio come indicante il modo di trascrizione di alcuni contenuti rappresentativi (esperienze, imago, fantasie) che persistono inalterate nell'inconscio e a cui la pulsione resta legata.

Formazione di compromesso

Forma che il rimosso assume per essere ammesso nella coscienza ritornando nel sintomo, nel sogno e più generalmente in ogni prodotto dell'inconscio: sulla via del ritorno le rappresentazioni rimosse vengono deformate dalla difesa fino a diventare irriconoscibili. Nella stessa formazione possono così venir soddisfatti a un tempo, in uno stesso compromesso, il desiderio inconscio e le esigenze difensive.

Formazione reattiva

Atteggiamento o habitus psicologico di senso contrario a un desiderio rimosso e costituito in reazione contro di esso (per esempio, pudore che si oppone a tendenze esibizionistiche).
In termini economici, la formazione reattiva è un controinvestimento di un elemento conscio, di forza equale e di direzione contraria all'investimento inconscio.
Le formazioni reattive possono essere molto localizzate e manifestarsi con un comportamento particolare, oppure generalizzate fino a costituire tratti del carattere più o meno integrati nel complesso della personalità.
Dal punto di vista clinico, le formazioni reattive assumono valore sintomatico per i loro aspetti di rigidità e di coazione, per i loro scacchi accidentali, per il fatto che esse provocano talora direttamente un risultato opposto a quello coscientemente voluto (summum jus summa injuria).

Formazione di sintomo

Termine utilizzato per designare il fatto che il sintomo psiconevrotico è il risultato di un particolare, di una elaborazione psichica.

Formazione sostitutiva

Designa i sintomi o formazioni equivalenti come gli atti mancati, il motto di spirito ecc., in quanto sostituiscono i contenuti inconsci. Tale sostituzione deve essere intesa in una duplice accezione: economica, in quanto il sintomo apporta un soddisfacimento sostitutivo al desiderio inconscio; simbolica, in quanto il contenuto inconscio è sostituito da un altro secondo determinate linee associative.

Frustrazione

Condizione del soggetto che si vede rifiutare o rifiuta a se stesso il soddisfacimento di una pulsione.

Fuga nella malattia

Espressione figurata che designa il fatto che il soggetto cerca nella nevrosi un mezzo per sfuggire ai suoi conflitti psichici. Questa espressione ha incontrato grande favore con la diffusione della psicoanalisi; essa si è estesa attualmente non solo al campo della nevrosi, ma anche a quello delle malattie organiche in cui può essere messa in evidenza una componente psicologica.

Amore Genitale

Termine spesso utilizzato nel linguaggio psicoanalitico per designare la forma dell'amore a cui il soggetto perviene quando ha completato il suo sviluppo psicosessuale. Ciò suppone non solo l'accesso alla fase genitale, ma anche il superamento del complesso edipico.

Giudizio / Condanna

Operazione o atteggiamento con cui il soggetto, pur prendendo coscienza di un desiderio, si rifiuta di appagarlo, soprattutto per ragioni morali o di opportunutà. Freud lo considera un modo di difesa più elaborato e più adattato della rimozione. Daniel Lagache ha proposto di considerarlo come processo di "disimpegno" dell'Io, in azione particolarmente nella cura analitica.

Ideale dell'Io

Termine usato da Freud nel quadro della sua seconda teoria dell'apparato psichico: istanza della personalità risultante dalla convergenza del narcisismo (idealizzazione dell'Io) e delle identificazioni con i genitori, coi loro sostituti e con gli ideali collettivi. In quanto istanza differenziata, l'ideale dell'Io costituisce un modello a cui il soggetto cerca di conformarsi.

Idealizzazione

Processo psichico con cui le qualità e il valore dell'oggetto sono portati alla perfezione. L'identificazione con l'oggetto idealizzato contribuisce alla formazione e all'arricchimento delle istanze ideali della persona (Io ideale, ideale dell'Io).

Identificazione

Processo psicologico con cui un soggetto assimila un aspetto, una proprietà, un attributo di un altra persona e si trasforma, totalmente o parzialmente, sul modello di quest'ultima. La personalità si costituisce e si differenzia attraverso una serie di identificazioni.

Identificazione con l'aggressore

Meccanismo di difesa isolato e descritto da Anna Freud nel 1936: il soggetto, di fronte a un pericolo esterno (rappresentato tipicamente da una critica proveniente da un autorità), si identifica con il suo aggressore, assumendo sia la stessa funzione aggressiva, sia imitando fisicamente o moralmente la persona dell'aggressore, sia adottando taluni simboli di potenza che lo contraddistinguono. Secondo Anna Freud, questo meccanismo sarebbe prevalente nella costituzione dello stadio preliminare del Super-io, in cui l'aggressione rimarrebbe diretta verso l'esterno e non verrebbe ancora rivolta contro il soggetto sotto forma di autocritica.

Identificazione primaria

Modo primitivo di costituzione del soggetto sul modello dell'altro, senza una previa relazione con l'oggetto posto come indipendente. L'identificazione primaria corrisponde direttamente alla relazione detta di incorporazione orale.

Identificazione proiettiva

Termine introdotto da Melanie Klein per designare un meccanismo che si traduce in fantasie in cui il soggetto introduce la propria persona (his self) totalmente o parzialmente all'interno dell'oggetto per danneggiarlo, possederlo o controllarlo.

Identità di percezione, identità di pensiero

Termini impiegati da Freud per designare ciò verso cui tendono rispettivamente il processo primario e il processo secondario. Il processo primario mira a ritrovare una percezione identica all'immagine dell'oggetto risultante dall'esperienza di soddisfacimento. Nel processo secondario, l'identità cercata è quella dei pensieri fra loro.

Imago

Prototipo inconscio di personaggi che orienta elettivamente il modo in cui il soggetto percepisce gli altri; l'imago è elaborata a partire dalle prime relazioni intersoggettive reali e fantasmatiche con l'ambiente familiare.

Immaginario

Nell'accezione data a questo termine (usato allora come sostantivo) da Jacques Lacan: una delle tre dimensioni essenziali (il reale, il simbolico, l'immaginario) del campo psicoanalitico. Tale dimensione è contraddistinta dalla prevalenza della relazione con l'immagine del proprio simile.

Impasto - Disimpasto delle pulsioni

Termini usati da Freud, nel quadro della sua ultima teoria delle pulsioni, per descrivere le relazioni tra le pulsioni di vita e le pulsioni di morte nelle loro manifestazioni concrete.
L'impasto delle pulsioni è una vera mescolanza in cui ciascuna delle due componenti può intervenire in proporzioni variabili; il disimpasto designa un processo che al limite può provocare un funzionamento separato delle due specie di pulsioni, ciascuna tesa verso la propria meta indipendentemente dall'altra.

Situazione di Impotenza

Termine della lingua corrente che assume nella teoria freudiana un senso specifico: situazione del lattante che dipende completamente dagli altri per la soddisfazione dei suoi bisogni (sete, fame) essendo incapace di compietre l'azione specifica atta a porre fine alla tensione interna.
Per l'adulto, la situazione di impotenza è il prototipo della situazione traumatica generatrice di angoscia.

Inconscio

A) L'aggettivo "inconscio" è talora usato per qualificare l'insieme dei contenuti non presenti nel campo attuale della coscienza; in tal caso è usato in un senso "descrittivo" e non "topico", cioè senza che venga fatta una discriminazione tra i contenuti dei sistemi preconscio e inconscio.
B) Nel senso "topico", inconscio designa uno dei sistemi definiti da Freud nel quadro della sua prima teoria dell'apparato psichico: esso è costituito da contenuti rimossi cui è stato rifiutato l'accesso al sistema preconscio-conscio mediante la rimozione (rimozione originaria e post-rimozione).
I caratteri essenziali dell'inconscio come sistema (o Inc) possono essere così riassunti:
a) i suoi "contenuti" sono "rappresentanze" delle pulsioni;
b) questi contenuti sono regolati da meccanismi specifici del processo primario, specie dalla condensazione e dallo spostamento;
c) fortemente investiti di energia pulsionale, essi cercano di ritornare nella coscienza e nell'azione (ritorno del rimosso); ma non possono avere accesso al sistema Prec-C (preconscio-conscio) se non in formazioni di compromesso e dopo essere stati sottoposti alle deformazioni della censura;
d) essi sono più particolarmente desideri dell'infanzia che subiscono una fissazione nell'inconscio.
L'abbreviazione Inc (Ubw dal tedesco Unbewusst) designa l'inconscio nella sua forma sostantivale come sistema; inc (ubw) è l'abbreviazione dell'aggettivo "inconscio" (unbewusst) in quanto qualifica in senso stretto i contenuti di detto sistema.
C) Nel quadro della seconda topica freudiana, il termine "inconscio" è usato soprattutto nella sua forma aggettivale; infatti, inconscio non è più la proprietà di un istanza particolare poichè qualifica non solo l'Es, ma anche in parte l'Io e il Super-io. Va tuttavia notato:
a) che i caratteri riconosciuti nella prima topica al sistema Inc in generale sono attribuiti all'Es nella seconda topica;
b) che la differenza tra il preconscio e l'inconscio, pur non essendo più fondata su una distinzione tra sistemi, persiste come distinzione all'interno dei sistemi (essendo l'Io e il Super-io in parte preconsci e in parte inconsci).

Incorporazione

Processo con cui il soggetto, in modo più o meno fantasmatico, fa penetrare e conserva un oggetto all'interno del proprio corpo. L'incorporazione costituisce una meta pulsionale e un modo di relazione oggettuale caratteristici della fase orale; in rapporto privilegiato con l'attività orale e con l'ingestione di alimenti, essa può essere vissuta anche rispettop ad altre zone erogene e ad altre funzioni. Essa costituisce il prototipo somatico dell'introiezione e dell'identificazione.

Principio di Inerzia neuronale.

Principio di funzionamento del sistema neuronale postulato da Freud nel Progetto di una psicologia (Entwurf einer Psychologie, 1895); i neuroni tendono a liberare completamente le quantità di energia che ricevono.

Complessi di Inferiorità

Termine introdotto dalla psicologia adleriana, esso designa, in modo molto generale, l'insieme degli atteggiamenti, delle rappresentazioni e delle condotte che sono espressioni più o meno mascherate di un senso di inferiorità oppure reazioni a quest'ultimo.

Senso di Inferiorità

Per Adler, sentimento fondato su una inferiorità organica effettiva. Nel complesso di inferiorità, l'individuo cerca di conpensare più o meno efficacemente la propria deficienza. Adler attribuisce a tale meccanismo una portata eziologica molto generale e valida per l'insieme delle affezioni.
Secondo Freud, il senso di inferiorità non è elettivamente in rapporto con una inferiorità organica, e non è un fattore eziologico ultimo, ma va inteso e interpretato come un sintomo.

Inibito nella meta

Qualifica una pulsione che, a causa di ostacoli interni o esterni, non raggiunge il suo modo diretto di soddisfacimento (o meta) e trova un soddisfacimento attenuato in attività o relazioni che possonoessere considerate come approssimazioni più o meno lontane dalla meta primaria.

Innervazione

Termine utilizzato da Freud nei suoi primi lavori per designare il fatto che una certa energia è canalizzata verso questa o quella parte del corpo, producendovi fenomeni motori o sensitivi.
L'innervazione, fenomeno fisiologico, potrebbe essere determinata dalla conversione di energia psichica in energia nervosa.

Intellettualizzazione

Processo con cui il soggetto cerca di dare una formulazione concettuale ai propri conflitti e alle proprie emozioni in modo da padroneggiarli.
Il termine è usato per lo più in senso negativo per designare, specie nella cura, la preponderanza data al pensiero astratto rispetto all'emergenza e al riconoscimento degli affetti e dei fantasmi.

Interesse dell'Io

Termine usato da Freud nel quadro del suo primo dualismo pulsionale: energia delle pulsioni di autoconservazione in opposizione alla libido o energia delle pulsioni sessuali.

Interiorizzazione

A) Termine usato spesso come sinonimo di introiezione.
B) In senso più specifico, processo con cui delle relazioni intersoggettive sono trasformate in relazioni intrasoggettive (interiorizzazione di un conflitto, di un divieto, ecc.).

Interpretazione

A) Esplicitazione, mediante l'indagine analitica, del senso latente nei discorsi e nelle condotte di un soggetto. L'interpretazione mette in luce le modalità del conflitto difensivo ed è rivolta in ultima analisi al desiderio che viene formulato in ogni produzione dell'inconscio.
B) Nella cura, comunicazione fatta al soggetto e tendente a farlo accedere a questo senso latente, secondo regole imposte dalla direzione e dall'evoluzione della cura.

Introiezione

Processo messo in evidenza dall'indagine analitica: il soggetto fa passare, in modo fantasmatico, dal "di fuori" al "di dentro" oggetti e loro qualità.
L'introiezione è affine all'incorporazione, che costituisce il suo prototipo somatico, ma non implica necessariamente un riferimento somatico (introiezione nell'Io, nell'ideale dell'Io ecc.).
Essa è in stretto rapporto con l'identificazione.

Introversione

Termine introdotto da Jung per designare in modo generale il distacco della libido dai suoi oggetti esterni e il suo ripiegamento sul mondo interno del soggetto.
Freud ha ripreso il termine ma limitandone l'uso a un ripiegamento della libido diretto all'investimento di formazioni intrapsichiche immaginarie, che andrebbe distinto da un ripiegamento della libido sull'Io (narcisismo secondario).

Investimento, o Carica

Concetto economico: il fatto che una certa energia psichica aderisca a una rappresentazione o a un gruppo di rappresentazioni, a una parte del corpo, a un oggetto, ecc.

Invidia del pene

Elemento fondamentale della sessualità femminile e molla della sua dialettica.
L'invidia del pene nasce dalla scoperta della differenza anatomica tra i sessi: la bambina si sente lesa rispetto al maschietto e desidera possedere al pari di lui un pene (complesso di evirazione); in seguito questa invidia del pene assume nel corso dell'Edipo due forme derivate: desiderio di ottenere un pene all'interno di se (principalmente sotto forma di desiderio di avere un bambino) e desiderio di godere del pene nel coito.
L'invidia del pene può portare a numerose patologie o sublimate.

Io

Istanza che Freud, nella sua seconda teoria dell'apparato psichico, distingue dall'Es e dal Super-io. Dal punto di vista topico, l'Io è in una relazione di dipendenza nei confronti sia delle rivendicazioni dell'Es che degli imperativi del Super-Io e delle esigenze della realtà. Sebbene egli si ponga come mediatore, incaricato di tutelare gli interessi della totalità della persona, la sua autonomia è molto relativa.
Dal punto di vista dinamico, l'Io rappresenta eminentemente nel conflitto nevrotico il polo difensivo della personalità; egli aziona una serie di meccanismi di difesa, che sono motivati dalla percezione di un affetto spiacevole (segnale di angoscia).
Dal punto di vista economico, l'Io appare come un fattore di legame dei processi psichici; ma, nelle operazioni difensive, i tentativi di legame dell'energia pulsionale sono contaminati dai caratteri che specificano il processo primario: essi assumono un andamento coatto, ripetitivo, dereale.
La teoria psicoanalitica cerca di spiegare la genesi dell'Io su due piani relativamente eterogenei, o considerandolo un apparato adattativo differenziato a partire dall'Es a contatto con la realtà esterna, o definendolo come il prodotto di identificazioni che portano alla formazione in seno alla persona di un oggetto d'amore investito dall'Es.
Rispetto alla prima teoria dell'apparato psichico, l'Io è più vasto del sistema preconscio-conscio in quanto le sue operazioni difensive sono in gran parte inconsce.
Da un punto di vista storico, il concetto topico dell'Io è il punto terminale di una nozione costantemente presente in Freud fin dalle origini del suo pensiero.

Io ideale

Formazione intrapsichica che alcuni autori distinguono dall'ideale dell'Io definendola come un ideale di onnipotenza narcisistica costruito sul modello del narcisismo infantile.

Io-piacere, Io-realtà

Termini utilizzati da Sigmund Freud con riferimento a una genesi della relazione del soggetto con il mondo esterno e dell'accesso alla realtà. Idue termini sono sempre opposti l'uno dall'altro, ma con accezzioni troppo diverse perchè si possa proporre una loro definizione univoca, e con significati che si intersecano troppo perchè possano essere fissati con molteplici definizioni.

Scissione dell'Io

Termine  usato da Freud per designare un fenomeno molto particolare, che egli individua soprattutto nel feticismo e nelle psicosi: la coesistenza in seno all'Io di due atteggiamenti psichici nei confronti della realtà esterna che si oppone a un esigenza pulsionale: l'uno tiene conto della realtà, l'altro la nega e la sostituisce con un prodotto del desiderio. Questi due atteggiamenti persistono l'uno accanto all'altro senza influenzarsi reciprocamente.

Isolamento

Meccanismo di difesa, tipico soprattutto della della nevrosi ossessiva, che consiste nell'isolare un pensiero o un comportamento in modo che siano rotte le loro connessioni con altri pensieri o con il resto dell'esistenza del soggetto. Tra i procedimenti di isolamento, citiamo le pause nel corso del pensiero, le formule, i rituali, e in linea generale tutte  le misure atte a stabilire uno iato nella successione temporale dei pensieri e degli atti.

Istanza

Nel quadro di una concezione sia topica che dinamica dell'apparato psichico, una qualsiasi delle diverse sottostrutture. Esempi: istanza della censura (prima topica), istanza del Super-io (seconda topica).

Isteria (o isterismo)

Classe di nevrosi che presenta quadri clinici molto vari. Le due forme sintomatiche meglio isolate sono l'isteria di conversione, in cui il conflitto psichico è simbolizzato dai più vari sintomi somatici, parossistici (esempio: crisi emozionale con teatrismo) o più durevoli (esempio: anestesie, paralisi isteriche, sensazione di "groppo" faringeo, ecc.), e l'isteria d'angoscia, in cui l'angoscia è fissata in modo più o meno stabile a questo o quell'oggetto esterno (fobie).
Avendo Freud scoperto nel caso dfell'isteria di conversione dei tratti ezio-patogenetici fondamentali, la psicoanalisi può riferire a una stessa struttura isterica quadri clinici svariati che si manifestano nell'organizzazione della personalità e nel modo di esistenza, anche in assenza di sintomi fobici e di conversioni palesi.
La specificità dell'isteria è cercata nella prevalenza di un certo tipo di identificazione, di certi meccanismi (specie la rimozione, spesso manifesta), nell'affiorare del conflitto edipico che opera principalmente in chiave fallica e orale.

Isteria d'angoscia

Termine introdotto da Freud per isolare una nevrosi il cui sintomo centrale è la fobia e per sottolineare la sua somiglianza strutturale con l'isteria di conversione.

Isteria di conversione

Forma di isteria caratterizzata dalla prevalenza di sintomi di conversione.

Isteria da difesa

Forma di isteria distinta da Freud negli anni 1894 / 1895 dalle altre due forme di isteria; l'isteria ipnoide e l'isteria da ritenzione.
Essa è caratterizzata dall'attività di difesa che il soggetto esercita contro rappresentazioni capaci di provocare affetti spiacevoli.
Una volta riconosciuta l'azione della difesa in ogni isteria, Freud non ricorre più al termine isteria da difesa nè alla distinzione da esso supposta.

Isteria ipnoide

Termine usato da Breuer e Freud neggli anni 1894 / 1895; forma di isteria che avrebbe la sua origine negli stati ipnoidi; il soggetto non può integrare nella sua persona e nella sua storia le rappresentazioni che compaiono nel corso di tali stati. Esse formano quindi un gruppo psichico separato, inconscio, capace di provocare effetti patogeni.

Isteria da ritenzione

Forma di isteria distinta da Breuer e Freud negli anni 1894 e 1895 dalle altre due forme di isteria: isteria ipnoide e isteria da difesa.
La sua patogenesi è caratterizzata dal fatto che alcuni affetti, specie a causa di circostanze esterne sfavorevoli, non hanno potuto essere abreagiti.

Isteria traumatica

Tipo di isteria descritto da Charcot: i sintomi somatici, specie le paralisi, vi compaiono, spesso dopo un periodo di latenza, susseguentemente a un trauma fisico, ma senza che quest'ultimo possa spiegare meccanicamente i sintomi in causa.

Istinto

A) Nel senso classico, schema di comportamento ereditato, proprio di una specie animale, che varia poco da un individuo all'altro, si svolge secondo una sequenza temporale poco suscettibile di profonde alterazioni e sembra rispondere ad una finalità.
B) Termine utilizzato da taluni autori psicoanalitici come traduzione o equivalente del termine freudiano Trieb, per il quale, in una terminologia coerente, conviene ricorrere al termine "pulsione".

Periodo di Latenza

Periodo che va dal declino della sessualità infantile (quinto o sesto anno) fino all'inizio della pubertà, e segna un periodo di arresto nell'evoluzione della sessualità. Esso presenta, da questo punto di vista, una diminuzione delle attività sessuali, la desessualizzazione delle relazioni oggettuali e dei sentimenti (particolarmente, la prevalenza della tenerezza sui desideri sessuali), la comparsa di sentimenti come il pudore e la ripugnanza, e di aspirazioni morali ed estetiche.
Secondo la teoria psicoanalitica, il periodo di latenza è originato dal declino del complesso edipico e corrisponde a una intensificazione della rimozione - che ha come effetto una amnesia che abbraccia i primi anni -, a una trasformazione degli investimenti oggettuali in identificazioni coi genitori, a uno sviluppo delle sublimazioni.

Legame

Termine utilizzato da Freud per designare in modo generale e su piani relativamente diversi - sia al livello biologico che nell'apparato psichico - un operazione tendente a limitare il libero deflusso degli eccitamenti, a collegare le rappresentazioni tra loro, a costituire e a mantenere forme relativamente stabili.

Libido

Energia postulata da Freud come sostrato delle trasformazioni della pulsione sessuale riguardo all'oggetto (spostamento degli investimenti), alla meta (sublimazione, per esempio), alla fonte dell'eccitamento sessuale (diversità delle zone erogene).
In Jung, la nozione di libido si è ampliata sino a designare l'energia psichica in generale, presente in tutto ciò che è "tendenza verso", appetitus.

Ingorgo della Libido

Processo economico supposto da Freud come preliminare all'inizio della nevrosi o della psicosi: la libido che non trova più una via verso la scarica si accumula su formazioni intrapsichiche; l'energia così accumulata verrà utilizzata nella costituzione dei sintomi.

Libido dell'Io, libido oggettuale

Termini introdotti da Freud per distinguere due modi di investimento della libido: essa può assumere come oggetto esterno (libido oggettuale). Esiste, secondo Freud, un equilibrio energetico tra questi due modi di investimento, in quanto la libido oggettuale diminuisce quando aumenta la libido dell'Io e viceversa.

Libido narcisistica

Termine introdotto da Freud per distinguere due modi di investimento della libido: essa può assumere come oggetto esterno (libido oggettuale). Esiste, secondo Freud, un equilibrio energetico tra questi due modi di investimento, in quanto la libido oggettuale diminuisce quando aumenta la libido dell'Io e viceversa.

Organizzazione della Libido

Coordinazione relativa delle pulsioni parziali, caratterizzata dal primato di una zona erogena e da un modo specifico di relazione oggettuale. Considerate in una successione temporale, le organizzazioni della libido definiscono le fasi dell'evoluzione psico-sessuale del bambino.

Plasticità della Libido

Capacità della libido di cambiare più o meno facilmente l'oggetto e il modo di soddisfacimento.

Viscosità della Libido

Qualità postulata da Freud per spiegare la maggiore o minore facilità della libido a fissarsi ad un oggetto o ad una fase e la sua maggiore o minore difficoltà a cambiare i suoi investimenti una volta stabilizzati. La viscosità varierebbe a seconda degli individui.

Lavoro del Lutto

Processo intrapsichico, susseguente alla perdita di un oggetto amato, e con cui il soggetto riesce gradualmente a distaccarsi da quest'ultimo.

Mascolinità - Femminilità

Opposizione che la psicoanalisi ha ripreso mostrando come essa sia molto più complessa di quanto si ammetta GENERALMENTE: IL MODO IN CUI IL SOGGETTO UMANO SI COLLOCA RISPETTO AL PROPRIO SESSO BIOLOGICO è IL TERMINE ALEATORIO DI UN PROCESSO CONFLITTUALE.

Masochismo

Perversione sessuale in cui il soddisfacimento è legato alla sofferenza o all'umiliazione subita dal soggetto.
Freud estende la nozione di masochismo al di là della perversione descritta dai sessuologi, riconoscendole degli elementi in numerosi comportamenti sessuali e dei rudimenti nella sessualità infantile e descrivendone alcune forme derivate; spece il "masochismo morale" in cui il soggetto, a causa di un senso di colpa inconscio, cerca la posizione di vittima senza che vi sia direttamente implicato un piacere sessuale.

Materiale

Termine utilizzato correntemente nella psicoanalisi per designare l'insieme dei discorsi e dei comportamenti del paziente in quanto costituiscono una spece di materia prima offerta alle interpretazioni e alle costruzioni.

Maternage

Tecnica di psicoterapia delle psicosi, particolarmente della schizofrenia, che mira a stabilire fra il terapeuta e il paziente, in modo ad un tempo simbolico e reale, una relazione analoga a quella che esisterebbe tra una "buona madre" e il suo bambino.

Meccanismi di difesa

Diversi tipi di operazioni con cui viene esercitata la difesa. I meccanismi prevalenti sono diversi a seconda del tipo di affezioni, della fase genetica, del grado di elaborazione del conflitto difensivo, ecc.
E' generalmente ammesso che i meccanismi di difesa sono utilizzati dall'Io; ma rimane aperto il problema teorico di sapere se il loro azionamento presupponga sempre l'esistenza di un Io organizzato che ne costituisca il supporto.

Meccanismi di disimpegno

Nozione introdotta da Edward Bibring nel 1943, e ripresa da Daniel Lagache nel 1957, nella sua elaborazione della teoria psicoanalitica dell'Io, per spiegare la risoluzione del conflitto difensivo, specie nella cura. Lagache oppone i meccanismi di disimpegno ai meccanismi di difesa: mentre questi ultimi hanno come scopo solo la riduzione urgente delle tensioni interne, conformemente al principio di dispiacere-piacere, i meccanismi di disimpegno tendono alla realizzazione delle possibilità, anche a prezzo di un aumento di tensione. Questa opposizione dipende dal fatto che i meccanismi di difesa - o coazioni difensive - sono automatici e inconsci, rimangono sotto l'influenza del processo primario e tendono verso l'identità di percezione, mentre i meccanismi di disimpegno obbediscono al principio dell'identità di pensiero e consentono gradualmente al soggetto di liberarsi dalla ripetizione e dalle sue identificazioni alienanti.

Metapsicologia

Termine coniato da Sigmund Freud per designare la psicologia da lui fondata, considerata nella sua dimensione più teorica. La metapsicologia elabora un complesso di modelli concettuali più o meno distanti dall'esperienza, come la finzione di un apparato psichico diviso in istanze, la teoria delle pulsioni, il processo della rimozione, ecc.
La metapsicologia prende in considerazione tre punti di vista: dinamico, topico ed economico.

Meta (pulsionale)

Attività a cui spinge la pulsione e che porta a una risoluzione della tensione interna; tale attività è sostenuta e orientata da fantasmi.

Moto pulsionale

Termine utilizzato da Freud per designare la pulsione sotto il suo aspetto dinamico, cioè in quanto si attualizza e si specifica in una determinata stimolazione interna.

Narcisismo

Con riferimento al mito di Narciso, amore verso l'immagine di se stesso.

Narcisismo primario, narcisismo secondario

Il narcisismo primario designa uno stadio precoce in cui il bambino investe tutta la sua libido su se stesso. Il narcisismo secondario designa un ripiegamento sull'Io della libido, sottratta ai suoi investimenti oggettuali.

Negazione

Procedimento con cui il soggetto, pur formulando uno dei suoi desideri, pensieri, sentimenti fino ad allora rimossi, continua a difendersi da esso negando che gli appartenga.

Neuropsicosi da difesa

Termine usato da Freud negli anni 1894 - 1896 per denominare un certo numero di affezioni psiconevrotiche (isteria, fobia, ossessione, talune psicosi), evidenziando in esse il ruolo, scoperto nell'isteria, del conflitto difensivo.
Una volta acquisita l'idea che in ogni psiconevrosi la difesa ha una funzione essenziale, il termine neuropsicosi da difesa, che era giustificato dal suo valore euristico, scompare a vantaggio di quello di psiconevrosi.

Neutralità

Una delle qualità che definiscono l'atteggiamento dell'analista nella cura. L'analista deve essere neutro quanto ai valori religiosi, morali e sociali, cioè non deve dirigere la cura in funzione di un qualsiasi ideale e deve astenersi da qualsiasi consiglio; neutro nei confronti delle manifestazioni del transfert, il che viene espresso abitualmente con la formula "non entrare nel gioco del paziente"; neutro, infine, quanto al discorso dell'analizzato, cioè non deve privilegiare a priori, in base a pregiudizi teorici, un certo frammento o un certo tipo di significato.

Nevrastenia

Affezione descritta dal medico americano George Beard (1839 - 1883), che comporta un quadro clinico centrato su una fatica fisica di origine "nervosa" e che comprende sintomi dei tipi più vari. Freud è stato uno dei primi a sottolineare l'estensione troppo ampia assunta da questa sindrome, che va ristretta a favore di altri quadri clinici. Egli conserva tuttavia la nevrastenia come una nevrosi autonoma, caratterizzata da impressione di fatica fisica, cefalee, dispepsia, costipazione, parestesie spinali, impoverimento dell'attività sessuale. Egli la fa rientrare nel quadro delle nevrosi attuali, accanto alla nevrosi d'angoscia, e cerca la sua eziologia in un funzionamento sessuale incapace di risolvere in modo adeguato la tensione libidica (masturbazione).

Nevrosi

Affezione psicogena in cui i sintomi sono l'espressione simbolica di un conflitto psichico, che ha le sue radici nella storia infantile del soggetto e costituisce un compromesso tra il desiderio e la difesa.
L'estensione del termine nevrosi è variata nel tempo; ai nostri giorni si tende a riservarlo, quando è usato da solo, alle forme cliniche che possono essere attribuite alla nevrosi ossessiva, all'isteria e alla nevrosi fobica. La nosografia distingue tra nevrosi, psicosi, perversioni, affezioni psicomatiche, mentre rimane discusso lo status nosografico delle cosiddette "nevrosi attuali", "nevrosi traumatiche" e "nevrosi del carattere".

 

 

 

 

 

 
 
Commenti personali

Secondo il principio, cui dice:"Ogni avvenimento, passato, presente o futuro che riguarda sia il mondo inanimato che i fenomeni vitali, compreso i processi della mente umana; sono totalmente condizionate dalle leggi fisiche, e prestabiliti in modo deterministico, ed hanno e sono destinati, ad una direzione unica ed obbligata", Freud intuì una cosa fondamentale, e cioè che la mente umana, come ogni altra cosa in natura, ha dei meccanismi regolati da leggi fisiche, cui condizionano e regolano il comportamento. L'Es quindi (inconscio), psicoanaliticamente parlando, è la parte che condiziona e regola il comportamento umano contro la sua "volontà". L'Io è la parte cosciente, che ci dà l'illusione di poter essere liberi di scegliere e decidere; di aver un "libero arbitrio" insomma, ma che in realtà è anche esso totalmente condizionato e regolato da leggi cui a livello cosciente ci sfugge la percezione. Il nostro essere coscienti è solo un illusione della mente umana, cui essendo composta da elementi materiali, non può sfuggire alle leggi della natura.

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