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personali (del 7
settembre 2009)
Ci sono varie
definizioni ufficiali di "coscienza" come sopra
elencato, ma la "Coscienza" cui voglio
prendere in esame, è lo stato del "sentirsi
io" dell'essere umano
(o animale), dell'essere noi stessi; il sentirsi
"proprio" ad esempio la coscienza personale di ogni
persona che legge quest'articolo; il fatto di provare
"personalmente" dolore e
piacere ecc. e quindi dedurne i risvolti
in modo logico e realistico. La mia ipotesi è che qualsiasi sia la
causa di tale fenomeno, ciò è strettamente collegato
alla materia di cui è costituito il sistema
"sentirsi io", quindi strettamente legato
alla materia cui costituisce il nostro cervello. Tale materia era già preesistente,
presumibilmente costituiva altri esseri viventi e
molto probabilmente quindi altri "sentirsi io". Per
proseguire ad esprimere la mia opinione, o se si
preferisce la "mia teoria", ci riferiremo al
"sentirsi io" del genere umano, anche se ciò
riguarda tutta la materia vivente su vari livelli di
"coscienza del sentirsi io", ma su tale argomento
molto più esteso, torneremo più avanti esaminando e
definendo tutti i vari dogmi religiosi,
scientifici e filosofici
che ci si presenteranno riguardo la "coscienza"
(libero arbitrio, fenomeni quantistici estesi alla
mente ecc.). Partendo quindi dal presupposto che
il "sentirsi io" è racchiuso esclusivamente nella
materia di cui è costituito il nostro cervello, e
che tale materia è un assemblamento di materiali
aggregatosi nel corso del tempo, man mano sin dai
primi tempi della formazione appena dopo il primo momento cui
siamo stati concepiti; possiamo dire che tale
materia era già preesistente in altre forme e quindi
presumibilmente organizzata in altre forme di
"coscienza del sentirsi io", probabilmente umane e
più volte nel corso dei tempi passati, e che tale
materia, una volta finito il nostro ciclo della vita
si decomporrà per andare ad essere riciclata da
altri esseri viventi, e teoricamente riformarsi di
nuovo uno stato di "coscienza del sentirsi io"
magari in un altro essere umano.
Il cervello fa parte del corpo umano.
Il corpo umano è materia.
Tutta la materia è composta essenzialmente da atomi, o parti di essi.
Tutti gli atomi sono soggetti a leggi fisiche ben precise ed inequivocabili.
Due o più atomi, sottoposti ad una precisa condizione "k" potranno comportarsi in una ed una sola maniera.
Si afferma logicamente che:
Ogni effetto fisico che l'uomo sperimenta in un momento "x" è il solo ed unico effetto fisico che potrebbe sperimentare in quel momento, poichè effetto di una serie di avvenimenti precedenti, soggetti alle leggi fisiche.
Ogni pensiero (producente azione o meno) che l'uomo esprime in un momento "x" è il solo ed unico pensiero che potrebbe esprimere in quel momento, poichè sarà espressione dei fenomeni fisici del cervello, causati da eventi fisici, del cervello stesso e non.
Quindi:
Qualsiasi evento o pensiero che accade nella realtà è IL SOLO ED UNICO che potrebbe accadere, poichè espressione di una serie di eventi-causa precedenti.
Esempio pratico:
L'evento che sta accadendo ORA (cioè che TU stai leggendo questa riga ORA) non poteva non accadere.
Questo sempre se:
Consideriamo "l'anima" o la autodeterminazione - autopercezione di sè, una illusione del cervello o, meglio, un adattamento pratico alla vita fisica del sistema.
Risvolti risultanti: - Molto probabilmente
siamo stati in vita numerose altre volte, anche se
ne abbiamo perso memoria, poichè ciò che costituiva
la nostra memoria è stata decomposta - Alla
nostra morte la "vita psichica" di quello che
eravamo finisce, ma non finisce la vita biologica
del nostro organismo, che verrà prontamente
riciclata di nuovo se quello che resta verrà posto
in condizioni di decomporsi e quindi riciclato di
nuovo dalla catena alimentare degli esseri viventi - La
nostra vita quindi non finisce con la nostra "vita
psichica", ma continuerà in altre forme viventi e
prima o poi nuovamente in altre forme umane -
Tenendo presente ciò che sopra ho descritto, quindi
ci potrà essere interesse tra le persone di avere
cura di dove e come dovrà essere posto quello che
resta dopo la nostra morte, o di quello dei nostri
cari, poichè secondo in quale ambiente e trattamento
viene posto il "cadavere", si potrà più o meno
tornare in vita rapidamente o non. Ad esempio
sarebbe cattiva pratica isolare i resti,
mummificando o isolando in qualche modo la materia che costituiva
l'"essere". - Teoricamente si potrà
addirittura riportare in vita un nostro caro e
tenerlo con noi stessi, posso fare l'esempio di una
madre che ha perso il figlio e vorrà riportarlo in
vita; dovrà conservare tale materia in un ciclo
biologico chiuso e far cibare dei prodotti che ne
derivano, magari facendoli entrare per la formazione
di un nuovo essere umano che porti magari gli stessi
geni del precedente caro estinto.
Giovanni Fucito
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