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ENCICLOPEDIA
DELLA PSICOANALISI:

Abreazione
Scarica
emozionale con cui un soggetto si libera
dell'affetto legato al ricordo di un evento
traumatico evitando così che esso divenga o
rimanga patologico. La cosiddetta abreazione,
può essere provocata durante la psicoterapia,
in particolare sotto ipnosi, e può allora
produrre un effetto catartico, può anche
sopraggiungere in modo spontaneo, separata
dal trauma iniziale da un intervallo più o
meno lungo.
Acting out
Termine usato
nella psicoanalisi per designare le azioni
che presentano per lo più un carattere
impulsivo relativamente in rottura con i
sistemi di motivazione abituali del soggetto,
relativamente isolabile nel corso delle sue
attività, e che assumono una forma di auto o
etero aggressività. Nel sorgere dell'acting
out, lo psicoanalista vede il segno
dell'emergenza del rimosso. Quando esso
sopravviene nel corso dell'analisi (sia
durante la seduta che al di fuori di essa),
l'acting out va considerato nella sua
connessione con il transfert e spesso come
un tentativo di ignorarlo completamente.
Afanisi
Termine
introdotto da Ernest Jones: scomparsa del
desiderio sessuale. Secondo tale autore,
l'afanisi sarebbe, nei due sensi, oggetto di
un timore più fondamentale del timore
dell'evirazione.
Affetto
Termine
ripreso nella psicoanalisi dalla
terminologia psicologica tedesca. Esso
indica qualsiasi stato affettivo, penoso o
gradevole, vago o qualificato, sotto forma
di scarica massiccia o di tonalità generale.
Secondo Freud, ogni pulsione si esprime come
affetto e come rappresentazione. L'affetto è
l'espressione qualitativa della quantità di
energia pulsionale e delle sue variazioni.
Aggressività
Tendenza o
insieme di tendenze che si attuano in
condotte reali o fantasmatiche, miranti a
danneggiare un altro, demolirlo,
costringerlo, umiliarlo ecc. L'aggressione
assume anche modalità diverse dall'azione
motoria violenta e distruttrice; non vi è
nessuna condotta, negativa (rifiuto di
assistenza, ad es.) o positiva, simbolica (ironia,
ad es.) o effettivamente eseguita, che non
possa funzionare come aggressione. La
psicoanalisi ha dato un importanza crescente
all' aggressività, mostrandola in azione
molto presto nello sviluppo del soggetto e
sottolineando il gioco complesso del suo
impasto e disimpasto con la sessualità.
Questo sviluppo teorico culmina nel
tentativo di cercare un sostrato pulsionale
unico e fondamentale dell'aggressività nel
concetto di pulsione di morte.
Agire (o
mettere in atto)
Secondo
Freud, fatto per cui il soggetto, sotto
l'influenza dei suoi desideri e delle sue
fantasie inconsce, li vive nel presente con
un senso di attualità tanto più vivo in
quanto non ne riconosce l'origine e il
carattere ripetitivo.
Alloerotismo
Termine
talvolta usato in opposizione ad
autoerotismo: attività sessuale che trova il
suo soddisfacimento grazie a un oggetto
esterno.
Alterazione
dell'Io
Insieme delle
restrizioni e degli atteggiamenti
anacronistici acquisiti dall'Io nel corso
delle tappe del conflitto difensivo e che si
ripercuotono sfavorevolmente sulle
possibilità di adattamento.
Ambivalente,
preambivalente, postambivalente
Termini
introdotti da Karl Abraham: qualificano, dal
punto di vista della relazione oggettuale,
l'evoluzione delle fasi libidiche. La fase
orale nel suo primo stadio (suzione) sarebbe
preambivalente; l'ambivalenza apparirebbe
nel secondo stadio (morsicamento) per
culminare nella fase anale, continuare nella
fase fallica e scomparire solo dopo lo
stadio di latenza con la instaurazione
dell'amore oggettuale genitale.
Ambivalenza
Presenza
simultanea, nella relazione con uno stesso
oggetto, di tendenze, atteggiamenti e
sentimenti opposti, soprattutto l'amore e
l'odio.
Ammontare (importo
o somma) di affetto
Fattore
quantitativo postulato come sostrato
dell'affetto vissuto soggettivamente, per
designare ciò che è invariante nelle diverse
modificazioni di quest'ultimo: spostamento,
distacco dalla rappresentazione,
trasformazioni qualitative.
Amnesia
infantile
Amnesia che
ricopre generalmente i fatti dei primi anni
di vita. Freud vi scorge qualcosa di diverso
dall'affetto di una incapacità funzionale
del bambino a registrare le sue impressioni;
essa risulta dalla rimozione riguardante la
sessualità infantile e si estende alla quasi
totalità degli eventi dell'infanzia. Il
campo ricoperto dall'amnesia infantile
troverebbe il suo limite temporale nel
declino del complesso di Edipo e nell'inizio
del periodo de latenza.
Anaclitica,
depressione
La
Depressione Anaclitica è un termine
coniato da Renè Arpad Spitz: disturbi che
ricordano clinicamente quelli della
depressione nell'adulto e che sopravvengono
gradualmente nel bambino privato della madre
dopo aver avuto con lei, almeno durante i
primi sei mesi di vita, una relazione
normale.
Anagogica,
interpretazione
Interpretazione anagogica è un termine
impiegato da Silberer: modo di
interpretazione delle formazioni simboliche
(miti, sogni ecc.), che espliciterebbe il
loro significato morale universale.
Orientando il simbolo verso ideali elevati,
essa si opporrebbe quindi
all'interpretazione analitica, che
ridurrebbe i simboli al loro contenuto
particolare e sessuale.
Analisi di
controllo (o sotto controllo)
Psicoanalisi
condotta da un analista in via di formazione
e di cui rende conto periodicamente a un
analista provetto, che lo guida nella
comprensione e nella direzione della cura e
l'aiuta a prendere coscienza del proprio
controtransfert. Questo modo di formazione è
destinato in particolare a consentire
all'allievo di cogliere in che cosa consista
l'intervento propriamente psicoanalitico,
rispetto ad altri modi di azione
psicoterapica; suggerimenti, consigli,
direttive, schiarimenti, sostegno ecc.
Analisi
didattica
Psicoanalisi
cui si sottopongono le persone destinate
all'esercizio della professione di
psicoanalista e che costituisce l'elemento
fondamentale della loro formazione.
Analisi
diretta
Metodo della
psicoterapia analitica delle psicosi
proposto da John N. Rosen. Esso trae il suo
nome dall'uso di "interpretazioni direttive"
fornite ai pazienti e caratterizzate nel
modo seguente: a) esse riguardano
contenuti inconsci che il soggetto esprime
verbalmente o no (mimica, postura, gesti,
condotta); b) non esigono l'analisi delle
resistenze; c) non ricorrono
necessariamente alla mediazione di catene
associative. Questo metodo comporta
inoltre una serie di procedimenti tecnici
destinati a stabilire una stretta relazione
effettiva, da "inconscio a inconscio", nella
quale il terapeuta "deve diventare per il
paziente la figura materna che non cessa di
dare e di proteggere".
Angoscia
automatica
Reazione del
soggetto quando si trova in una situazione
traumatica, cioè sottoposto a un afflusso di
eccitazioni, di origine esterna o interna,
che egli è incapace di dominare. L'angoscia
automatica si oppone per Freud al segnale di
angoscia.
Angoscia
reale
Termine (Realangst)
usato da Freud nel quadro della sua teoria
dell'angoscia: angoscia di fronte a un
pericolo esterno che costituisce per il
soggetto una minaccia reale.
Angoscia,
segnale di
Il segnale di
angoscia è un termine
introdotto da Sigmund Freud nella revisione
della sua teoria dell'angoscia (1926) per
designare un dispositivo azionato dall'Io di
fronte a una situazione di pericolo in modo
da evitare di essere sopraffatto
dall'afflusso delle eccitazioni. Il segnale
di angoscia riproduce in forma attenuata la
reazione d'angoscia vissuta originariamente
in una situazione traumatica, permettendo
così di far scattare le operazioni di difesa.
Angoscia,
sviluppo dell'
Lo Sviluppo
dell'angoscia è un termine
coniato da Freud:l'angoscia considerata
sotto il profilo del suo svolgimento
temporale, del suo crescere nell'individuo.
Annullamento
retroattivo
Meccanismo
psicologico con cui il soggetto si sforza di
fare in modo che pensieri, parole, gesti,
atti passati non siano avvenuti; egli
utilizza a tale scopo un pensiero o un
comportamento che ha un significato opposto.
Si tratta di una coazione di andamento "magico",
particolarmente caratteristica nella nevrosi
ossessiva.
Appagamento
di desiderio
Formazione
psicologica in cui il desiderio è presentato
nell'immaginazione come realizzato. Le
produzioni dell'inconscio (sogno, sintomo e
per eccellenza la fantasia) sono appagamenti
di desiderio in cui il desiderio si esprime
in una forma più o meno travestita.
Apparato
psichico, o apparato mentale
Termine che
sottolinea determinati caratteri che la
teoria freudiana attribuisce allo psichismo:
la sua capacità di trasmettere e di
trasformare un energia determinata e la sua
differenziazione in sistemi o istanze.
Appoggio, o
anaclisi
Termine
introdotto da Freud per designare la
relazione primitiva delle pulsioni sessuali
con le pulsioni di autoconservazione: le
pulsioni sessuali, che diventano
indipendenti solo secondariamente, si
appoggiano sulle funzioni vitali che
forniscono loro una fonte organica, una
direzione e un oggetto. Di conseguenza, si
parlerà anche di appoggio per designare il
fatto che il soggetto si appoggia
sull'oggetto delle pulsioni di
autoconservazione nella sua scelta
oggettuale d'amore; è ciò che Freud ha
chiamato il tipo di scelta oggettuale per
appoggio.
Associazione
Termine
mutuato dall'associazionismo e indicante
qualsiasi legame tra due o più elementi
psichici la cui serie costituisce una catena
associativa. Talora il termine è usato per
designare gli elementi così associati. A
proposito della cura, è a quest'ultima
accezione che ci si riferisce quando si
parla, per esempio, delle "associazioni di
un determinato sogno" per indicare ciò che,
nei discorsi del soggetto, è in connessione
associativa con quel sogno. Al limite, il
termine "associazioni" designa l'insieme del
materiale verbalizzato nel corso della
seduta psicoanalitica.
Associazione
libera
Metodo che
consiste nell'esprimere senza
discriminazione tutti i pensieri che vengono
in mente sia a partire da un elemento dato (parola,
numero, immagine di un sogno,
rappresentazione qualsiasi) sia in modo
spontaneo.
Astinenza,
regola d'astinenza, principio d'astinenza
Principio
secondo cui la cura analitica deve essere
condotta in modo che il paziente trovi il
minimo possibile di soddisfacimenti
sostitutivi dei suoi sintomi. Esso implica
per l'analista la regola di astenersi dal
soddisfare le richieste del paziente e dallo
svolgere effettivamente i ruoli che questi
tende a imporgli. In certi casi e in certi
momenti della cura, il principio d'astinenza
può concretarsi in istruzioni riguardanti
comportamenti ripetitivi del soggetto che
ostacolino il lavoro di rievocazione e di
elaborazione psichica.
Attività -
Passività
Una delle
coppie di contrari fondamentali della vita
psichica. Essa specifica determinati tipi di
mete pulsionali. Considerata da un punto di
vista genetico, l'opposizione attivo-passivo
avrebbe la priorità rispetto alle
opposizioni successive in cui essa si
articolerà: fallico - castrato e maschile -
femminile.
Atto mancato
Atto in cui
il risultato esplicitamente perseguito non è
raggiunto, ma viene sostituito da un altro.
Si parla di atti mancati non per designare
l'insieme degli errori del discorso, della
memoria e dell'azione, ma per designare le
condotte che il soggetto è abitualmente
capace di compiere con successo e di cui è
tentato di attribuire l'insuccesso solo alla
sua disattenzione oppure al caso. Freud ha
dimostrato che gli atti mancati sono, al
pari dei sintomi, formazioni di compromesso
tra l'intenzione cosciente del soggetto e il
rimosso.
Autoanalisi
Indagine su
di se compiuta da se stesso, in modo più o
meno sistematico, ricorrendo ad alcuni
procedimenti del metodo psicoanalitico:
associazioni libere, analisi di sogni,
interpretazioni di condotte, ecc.
Autoerotismo
A) In senso
lato, carattere di un comportamento sessuale
in cui il soggetto ottiene il
soddisfacimento ricorrendo unicamente al
proprio corpo, senza oggetto esterno: in
questo senso si parla della masturbazione
come di un comportamento autoerotico.
B) In senso
più specifico, carattere di un comportamento
sessuale infantile precoce col quale una
pulsione parziale, legata al funzionamento
di un organo o all'eccitazione di una zona
erogena, trova il suo soddisfacimento
localmente, cioè:
1) senza
ricorso ad un oggetto esterno
2) senza
riferimento a un immagine unificata del
corpo, a un primo abbozzo di Io, quale
caratterizza il narcisismo.
Autoplastico
- alloplastico
Termini che
qualificano due tipi di reazione o di
adattamento: il primo consiste in una
modificazione del solo organismo, il secondo
in una modificazione dell'ambiente
circostante.
Azione
specifica
Termine
utilizzato da Freud in alcuni dei suoi primi
scritti per designare l'insieme del processo
necessario alla risoluzione della tensione
interna creata dal bisogno: intervento
esterno adeguato e insieme delle reazioni
preformate dell'organismo che consentono di
eseguire l'atto.
Bisessualità
Concetto
introdotto da Freud nella psicoanalisi sotto
l'influenza di Wilhelm Fliess: ogni essere
umano avrebbe costituzionalmente delle
disposizioni sessuali sia maschili che
femminili, che si ritrovano nei conflitti
che il soggetto prova, per assumere il
proprio sesso.
Cannibalesco
Termine usato
per qualificare delle relazioni oggettuali e
delle fantasie corrispondenti all'attività
orale, con riferimento al cannibalismo
praticato da acune popolazioni. Il termine
esprime in modo icastico le diverse
dimensioni dell'icorporazione orale: amore,
distruzione, conservazione all'interno di sè
e appropriazione delle qualità dell'oggetto.
Si parla talora di fase cannibalesca come
equivalente della fase orale e, più
specificamente, come equivalente del secondo
stadio orale di Abraham (Stadio sadico-orale).
Caso limite
Termine usato
per lo più per designare affezioni
psicopatologiche situate al limite tra
nevrosi e psicosi, specie talune
schizofrenie latenti che presentano una
sintomatologia ad andamento nevrotico.
Catartico,
metodo
Il Metodo
Catartico è un metodo di psicoterapia in cui
l'effetto terapeutico perseguito è una "purificazione"
(catarsi), una scarica adeguata dagli
effetti patogeni. La cura consente al
soggetto di rievocare e persino di rivivere
gli eventi traumatici ai quali sono legati
questi affetti e di abreagirli. Storicamente,
il "metodo catartico" appartiene al periodo
tra il 1880 e il 1895 in cui la terapia
psicoanalitica prende gradualmente forma a
partire da trattamenti effettuati sotto
ipnosi.
Censura
Funzione che
tende a proibire ai desideri inconsci e alle
formazioni che ne derivano l'accesso al
sistema preconscio - conscio.
Cloacale,
Teoria
La Teoria
Cloacale è una teoria sessuale del bambino
che ignora la distinzione tra la vagina e
l'ano: la donna possederebbe una sola cavità
e un solo orifizio, confuso con l'ano,
attraverso il quale nascerebbero i bambini e
verrebbe praticato il coito.
Coazione,
coatto
Clinicamente,
tipo di condotte che il soggetto è spinto a
compiere da una costrizione interiore. Un
pensiero (ossessione), un azione, un
operazione difensiva, una complessa sequenza
di comportamenti sono definiti coatti quando
la loro mancata esecuzione è sentita come
causa di un aumento dell'angoscia.
Coazione a
ripetere
A) Al livello
della psicopatologia concreta, processo
incoercibile e di origine inconscia, con cui
il soggetto si pone attivamente in
situazioni penose, ripetendo così vecchie
esperienze senza ricordarsi del prototipo e
con invece l'impressione molto viva che si
tratti di qualcosa che è pienamente motivato
nella situazione attuale.
B)
Nell'elaborazione teorica data da Freud, la
coazione a ripetere è considerata come un
fattore autonomo, irriducibile in ultima
analisi a una dinamica conflittuale in cui
intervenga soltando l'azione congiunta del
principio di piacere e del principio di
realtà. Essa è attribuita fondamentalmente
al carattere più generale delle pulsioni: il
loro carattere conservatore.
Colpa, senso
di
Senso di
colpa è un termine usato nella psicoanalisi
con un'accezione molto ampia. Esso può
designare uno stato affettivo susseguente a
un atto che il soggetto considera
reprensibile, per ragioni che possono essere
più o meno adeguate (rimorsi del criminale o
autorimproveri apparentemente assurdi),
oppure un senso diffuso di indegnità
personale senza riferimento a un atto
preciso di cui il soggetto si accusi. Inoltre,
esso è postulato dall'analisi come sistema
di motivazioni inconsce che spiegano certi
fenomeni: comportamenti di scacco, condotte
delittuose, sofferenze che il soggetto
infligge a se stesso, ecc. In quest'ultimo significato,
la parola "senso" va usata con riserva poichè il soggetto può
non sentirsi colpevole al livello dell'esperienza cosciente.
Compiacenza
somatica
Espressione
introdotta da Freud per spiegare la "scelta
della nevrosi" isterica e la scelta
dell'organo o dell'apparato corporeo su cui
viene operata la conversione: il corpo -
specialmente nell'isterico - o un organo
determinato fornirebbero un materiale
privilegiato all'espressione simbolica del
conflitto inconscio.
Complesso
Insieme
organizzato di rappresentazioni e di ricordi
con forte valore affettivo, parzialmente o
totalmente inconsci. Un complesso si
costituisce a partire dalle relazioni
interpersonali della storia infantile e può
strutturare tutti i livelli psicologici:
emozioni, atteggiamenti, condotte adattate.
Complesso di
Edipo, o complesso edipico
Insieme
organizzato di desideri amorosi e ostili che
il bambino prova nei confronti dei suoi
genitori. Nella sua forma detta positiva, il
complesso si presenta come nella storia di
Edipo re: desiderio della morte del rivale,
rappresentato dal personaggio dello stesso
sesso, e desiderio sessuale per il
personaggio di sesso opposto. Nella sua
forma negativa, esso si presenta capovolto:
amore per il genitore dello stesso sesso e
odio geloso per il genitore del sesso
opposto. In realtà, queste due forme si
rinvengono in gradi diversi nella forma
detta completa del complesso di Edipo. Secondo
Freud, il complesso di Edipo raggiunge la
sua acme tra i tre e i cinque anni, durante
la fase fallica, e il suo declino segna
l'entrata nel periodo di latenza. Alla
pubertà subisce una reviviscenza ed è
superato con maggiore o minor successo in un
tipo particolare di scelta oggettuale. Il
complesso di Edipo svolge un ruolo
fondamentale nella strutturazione della
personalità e nell'orientamento del
desiderio umano. Gli psicoanalisti ne fanno
il principale asse di riferimento della
psicopatologia, cercando di determinare, per
ciascun tipo patologico, i modi della sua
impostazione e della sua risoluzione. L'antropologia
psicoanalitica cerca di ritrovare la
struttura triangolare del complesso di Edipo,
di cui afferma l'universalità, nelle culture
più diverse e non soltando in quelle in cui
predomina la famiglia coniugale.
Complesso di
Elettra
Termine usato
da Jung come sinonimo del complesso di Edipo
femminile, per mostrare l'esistenza di una
simmetria nei due sessi, mutatis mutandis,
dell'atteggiamento nei confronti dei
genitori.
Complesso
paterno
Termine usato
da Sigmund Freud per designare una delle
principali dimensioni del complesso di Edipo:
la relazione ambivalente col padre.
Componente di
pulsione
Vedi:
Pulsione parziale
Concordante
con l'Io, o Egosintonico
Termine che
qualifica le pulsioni e le rappresentazioni
accettabili per l'Io, cioè compatibili con
la sua integrità e le sue esigenze.
Condensazione
Uno dei modi
essenziali del funzionamento dei processi
inconsci: una rappresentazione unica
costituisce da sola varie catene associative
di cui costituisce il punto di intersezione.
Dal punto di vista economico, essa è allora
investita dalla somma delle energie inerenti
a queste diverse catene. La condensazione
è in azione nel sintomo e, in generale,
nelle varie formazioni dell'inconscio; ma è
stata messa in evidenza soprattutto nel
sogno. Nel sogno essa si esprime nel
fatto che il racconto manifesto è laconico
rispetto al contenuto latente e ne
costituisce una traduzione abbreviata. La
condensazione non deve essere per questo
assimilata a un riassunto: se ogni elemento
manifesto è determinato da più significati
latenti, inversamente ciascuno di tali
significati può ritrovarsi in più elementi;
inoltre, l'elemento manifesto non
rappresenta sotto uno stesso rapporto
ciascuno dei significati da cui deriva e non
li sussume quindi come farebbe un concetto.
Conflitto
psichico
In
psicoanalisi si parla di conflitto quando
nel soggetto si contrappongono esigenze
interne contrastanti. Il conflitto può
essere manifesto (tra un desiderio e una
esigenza morale, per esempio, o tra due
sentimenti contraddittori) o latente;
quest'ultimo può esprimersi in modo
deformato nel conflitto manifesto e
concretarsi in sintomi, di disordini della
condotta, disturbi del carattere, ecc. La
psicoanalisi considera il conflitto come
costitutivo dell'essere umano sotto vari
aspetti: conflitto tra desiderio e difesa,
conflitto tra i diversi sistemi o istanze,
conflitti tra le pulsioni, infine conflitto
edipico in cui non solo si affrontano
desideri contrastanti, ma questi ultimi si
oppongono al divieto.
Contenuto
latente
Insieme di
significati a cui giunge l'analisi di una
produzione dell'inconscio, specialmente del
sogno. Una volta decifrato, il sogno non
appare più come un racconto per immagini, ma
come un organizzazione di pensieri, un
discorso, che esprime uno o più desideri.
Contenuto
manifesto
Designa il
sogno prima che venga sottoposto
all'indagine analitica, quale appare al
sognatore che lo racconta. Per estensione,
si parla del contenuto manifesto di
qualsiasi produzione verbalizzata - dal
fantasma all'opera letteraria - quando ci si
propone di interpretarla secondo il metodo
analitico.
Controinvestimento (o controcarica)
Processo
economico postulato da Freud come supporto
di numerose difensive dell'Io. Esso consiste
nell'investimento da parte dell'Io di
rappresentazioni, sistemi di
rappresentazioni, atteggiamenti, ecc. capaci
di ostacolare l'accesso delle
rappresentazioni e dei desideri inconsci
alla coscienza e alla motilità. Il
termine può anche designare il risultato più
o meno permanente di tale processo.
Controtransfert o controtraslazione
Insieme delle
reazioni inconsce dell'analista alla persona
dell'analizzato e più particolarmente al suo
transfert.
Conversione
Meccanismo di
formazione di sintomi che è in azione
nell'isteria e più specificamente
nell'isteria di conversione (vedi: Isteria
di conversione). Esso consiste in una
trasposizione di un conflitto psichico e in
un tentativo di risolverlo in sintomi
somatici, motori (paralisi, per esempio) o
sensori (anestesie o dolori localizzati, per
esempio). Il termine conversione
corrisponde per Freud a una concezione
economica: la libito distaccata dalla
rappresentazione rimossa è trasformata in
energia d'innervazione. Ma ciò che specifica
i sintomi di conversione è il loro
significato simbolico: essi esprimono,
mediante il corpo, rappresentazioni rimosse.
Coppia di
contrari
Termine
spesso utilizzato da Freud per designare
grandi opposizioni di base, sia al livello
delle manifestazioni psicologiche o
psicopatologiche (per esempio: sadismo -
masochismo, voyeurismo - esibizionismo), sia
al livello metapsicologico (per esempio:
pulsione di vita - pulsione di morte).
Coscienza
(psicologica)
Secondo la
teoria metapsicologica di Freud, la
coscienza sarebbe la funzione di un sistema,
il sistema percezione-coscienza (P-C).
Dal punto di vista topico, il sistema
percezione coscienza è situato alla
periferia dell'apparato psichico e riceve
sia le informazioni fornite dal mondo
esterno, sia quelle provenienti
dall'interno, cioè le sensazioni di
dispiacere-piacere e le reviviscenze
mnestiche. Spesso Freud attribuisce la
funzione della percezione-coscienza al
sistema preconscio, che è allora chiamato
sistema preconscio-conscio (Prec-C). Dal
punto di vista funzionale, il sistema
percezione-coscienza si oppone ai sistemi di
tracce mnestiche, cioè all'inconscio e al
preconscio: su di esso non viene registrata
alcuna traccia durevole delle eccitazioni. Dal
punto di vista economico, esso è
caratterizzato dal fatto che dispone di una
energia liberamente mobile, capace di
sovrainvestire questo o quell'elemento
(meccanismo dell'attenzione). La coscienza
svolge un ruolo importante nella dinamica
del conflitto (evitamento cosciente dello
sgradevole, regolazione più discriminatrice
del principio di piacere) e della cura
(funzione e limite della presa di
coscienza); ma non può essere definita come
uno dei poli in gioco nel conflitto
difensivo (α).
Costanza,
principio di
Il principio
di costanza è un principio enunciato da
Freud secondo cui l'apparato psichico tende
a mantenere al livello più basso o perlomeno
più costante possibile la quantità di
eccitazione che esso contiene. La costanza è
ottenuta sia con la scarica dell'energia già
presente, sia con l'evitare ciò che potrebbe
aumentare la quantità di eccitazione e con
la difesa contro tale aumento.
Costruzione
Termine
proposto da Freud per designare un
elaborazione dell'analista più estensiva e
più distante dal materiale che non
l'interpretazione, e destinata
essenzialmente a ricostituire nei suoi
aspetti sia reali che fantasmatici una parte
della storia infantile del soggetto.
Deformazione
Effetto
globale del lavoro del sogno: i pensieri
latenti sono trasformati in un prodotto
manifesto difficilmente riconoscibile.
Derivato
dell'inconscio
Termine
spesso usato da Freud nel quadro della sua
concezione dinamica dell'inconscio;
quest'ultimo tende a far riaffiorare nella
coscienza e nell'azione prodotti in
connessione più o meno lontana con esso.
Questi derivati del rimosso sono a loro
volta oggetto di nuove misure di difesa.
Desiderio
Nella
concezione freudiana, uno dei poli del
conflitto difensivo: il desiderio inconscio
tende ad appagarsi ripristinando, secondo le
leggi del processo primario, i segni legati
alle prime esperienze di soddisfacimento. La
psicoanalisi ha mostrato, sul modello del
sogno, come il desiderio sia reperibile
anche nei sintomi sotto forma di
compromesso.
Difesa
Complesso di
operazioni la cui finalità è di ridurre e
sopprimere ogni modificazione che possa
mettere in pericolo l'integrità e la
costanza dell'individuo biopsicologico. In
quanto istanza che incarna questa costanza e
cerca di mantenerla, l'Io può essere
descritto come la posta in gioco e l'agente
di tali operazioni. La difesa è rivolta,
in generale, contro l'eccitamento interno
(pulsione) e, elettivamente, contro una
rappresentazione (ricordo, fantasma) legata
all'eccitamento o contro una situazione
capace di provocarlo, nella misura in cui
tale eccitamento è incompatibile con
l'equilibrio interno e quindi spiacevole per
l'Io. La difesa può essere diretta anche
contro gli affetti spiacevoli che sono
motivi o segnali della difesa. Il processo
difensivo utilizza determinati meccanismi di
difesa più o meno integrati nell'Io. Segnalata
e permeata dalla pulsione, contro cui è
diretta in ultima analisi, la difesa assume
spesso un andamento coatto e opera almeno
parzialmente in modo inconscio.
Dinamico
Qualifica un
punto di vista che considera i fenomeni
psichici come risultanti dal conflitto e
dalla composizione di forze che esercitano
una determinata spinta e sono in ultima
analisi di origine pulsionale.
Disinvestimento, o sottrazione di carica, o
sottrazione di libido
Ritiro
dell'investimento precedentemente assegnato
a una rappresentazione, a un gruppo di
rappresentazioni, a un oggetto, a un istanza
ecc. Stato in cui si trova tale
rappresentazione in seguito al ritiro o per
mancanza di qualsiasi investimento.
Economico
Qualifica
tutto ciò che si riferisce all'ipotesi
secondo cui i processi psichici consistono
nella circolazione e nella distribuzione di
una energia quantificabile (energia
pulsionale), cioè suscettibile di aumento,
di diminuzione, di equivalenze.
Egoismo
Interesse
dell'Io per se stesso.
Elaborazione
psichica, o rielaborazione psichica
Termine
utilizzato da Freud per designare in diversi
contesti il lavoro compiuto dall'apparato
psichico per dominare le eccitazioni che gli
pervengono e la cui accumulazione rischia di
divenire patogena. Questo lavoro consiste
nell'integrare le eccitazioni nella vita
psichica e nello stabilire tra esse
connessioni associative.
Elaborazione
secondaria
Rimaneggiamento del sogno destinato a
presentarlo sotto forma di una trama
relativamente coerente e comprensibile.
Elaborazione
terapeutica, o rielaborazione
Processo con
cui l'analizzato assimila un interpretazione
superando le resistenze da essa suscitate.
Si tratterebbe di una specie di lavoro
psichico che consente al soggetto di
accettare alcuni elementi rimossi
sottraendosi all'influenza dei meccanismi
ripetitivi. Lelaborazione terapeutica è
continua nella cura, ma è in azione
soprattutto in certe fasi in cui il
trattamento sembra ristagnare e in cui una
resistenza, sebbene interpretata, continua a
sussistere. Dal punto di vista tecnico,
l'elaborazione terapeutica è favorita da
interpretazioni dell'analista consistenti in
particolare nel mostrare come i significati
in causa si ritrovino in contesti diversi.
Energia
d'investimento, o Energia di carica
Sostrato
energetico postulato come fattore
quantitativo delle operazioni dell'apparato
psichico.
Energia
libera, energia legata
Termini che
designano, dal punto di vista economico, la
distinzione freudiana tra processo primario
e processo secondario. Nel processo
primario, l'energia è detta libera o mobile
in quanto scorre verso la scarica nel modo
più rapido e più diretto possibile; nel
processo secondario, essa è legata in quanto
il suo movimento verso la scarica è
ritardato e controllato. Dal punto di vista
genetico, lo stato libero dell'energia
precede per Freud il suo stato legato, il
quale caratterizza un grado più elevato di
strutturazione dell'apparato psichico.
Erogenicità
Capacità di
ogni regione del corpo di essere la fonte di
una eccitazione sessuale, cioè di
comportarsi come zona erogena.
Erogeno
Che è in
rapporto con la produzione di una
eccitazione sessuale.
Eros
La stessa
parola greca è adottata nelle diverse
lingue, il termine con cui gli antichi greci
denominavano l'amore e il Dio Amore. Freud
lo utilizza nella sua ultima teoria delle
pulsioni per indicare l'insieme delle
pulsioni di vita in opposizione alle
pulsioni di morte.
Erotismo
uretrale, o Erotismo urinario
Modo di
soddisfacimento libidico legato alla
minzione.
Es
Una delle tre
istanze distinte da Freud nella sua seconda
teoria dell'apparato psichico. L'Es
costituisce il polo pulsionale della
personalità; i suoi contenuti, espressione
psichica delle pulsioni, sono inconsci, prer
una parte ereditari e innati, per l'altra
rimossi e acquisiti. Dal punto di vista
economico, l'Es è per Freud il serbatoio
primario dell'energia psichica; dal punto di
vista dinamico, esso entra in conflitto con
l'Io e il Super Io, che sono, dal punto di
vista genetico, differenziazioni dell' Es.
Espunzione
Termine
introdotto da Jacques Lacan: meccanismo
specifico che sarebbe all'origine del fatto
psicotico; esso consisterebbe in un rigetto
primordiale di un "significante"
fondamentale (per esempio: il fallo in
quanto significante del complesso di
evirazione) fuori dall'universo simbolico
del soggetto. L'espunzione si distinguerebbe
dalla rimozione per due aspetti: 1) i
significanti espunti non sono integrati
nell'inconscio del soggetto; 2) essi non
ritornano "dall'interno", ma in seno al
reale, specialmente nel fenomeno
allucinatorio.
Complesso di
Evirazione
Complesso
centrato sulla fantasia di evirazione, che
fornisce una risposta all'enigma posto al
bambino dalla differenza anatomica tra i
sessi (presenza o assenza del pene): questa
differenza viene attribuita ad un
amputazione del pene della bambina. La
struttura e gli effetti del complesso di
evirazione sono diversi nel maschietto e
nella bambina. Il maschietto temew
l'evirazione come attuazione di una minaccia
paterna in risposta alle sue attività
sessuali; ne risulta per lui un intensa
angoscia di evirazione. Nella bambina,
l'assenza del pene è sentita come un
pregiudizio subito che essa cerca di negare,
compensare o riparare. Il complesso di
evirazione è in stretta relazione con il
complesso di Edipo e più particolarmente con
la funzione proibitrice e normativa di
quest'ultimo.
Facilitazione
Termine
utilizzato da Freud quando fornisce un
modello neurologico del funzionamento
dell'apparato psichico (1895):
l'eccitazione, nel suo passaggio da un
neurone all'altro, deve vincere una certa
resistenza; quando tale passaggio provoca
una diminuzione permanente di tale
resistenza, si dice che vi è una
facilitazione: l'eccitazione sceglierà la
via facilitata a preferenza di quella che
non lo è.
Donna Fallica
o Madre Fallica
Donna dotata
fantasmaticamente di un fallo. Tale immagine
può assumere due forme principali a seconda
che la donna sia rappresentata come
portatrice di un fallo esterno o di un
attributo fallico, oppure come se avesse
conservato all'interno di se il fallo
maschile.
Fallo
Nell'antichità greco-latina, raffigurazione
dell'organo maschile. Nella psicoanalisi,
l'uso di questo termine sottolinea la
funzione simbolica svolta dal pene nella
dialettica inta e intersoggettiva, mentre il
termine pene è riservato per lo più per
designare l'organo nella sua realtà
anatomica.
Fantasia e
Fantasma
Scenario
immaginario in cui è presente il soggetto e
che raffigura, in modo più o meno deformato
dai processi difensivi, l'appagamento di un
desiderio e, in ultima analisi, di un
desiderio inconscio. La fantasia si presenta
sotto varie modalità: fantasie consce o
sogni diurni, fantasie inconsce scoperte
dall'analisi come strutture sottostanti a un
contenuto manifesto, fantasie primarie.
Fantasie
primarie
Strutture
fantasmatiche tipiche (vita intrauterina,
scena primaria, evirazione, seduzione)
individuate dalla psicoanalisi. Esse
organizzano la vita fantasmatica, quali che
siano le esperienze personali dei soggetti.
L'universalità di queste fantasie si spiega,
secondo Freud, col fatto che esse
costituirebbero un patrimonio trasmesso
filogeneticamente.
Fase fallica
Fase di
organizzazione infantile della libido che
viene dopo le fasi orale e anale ed è
caratterizzata da una unificazione delle
pulsioni parziali sotto il primato degli
organi genitali; ma in questa fase, a
differenza dell'organizzazione genitale
puberale, il bambino sia maschio che femmina
conosce soltando un organo genitale,
l'organo maschile, e l'opposizione tra i
sessi è equivalente all'opposizione fallico
evirato. La fase fallica corrisponde al
momento culminante e al tramonto del
complesso edipico, e in essa prevale il
complesso di evirazione.
Fase
genitale, o Organizzazione
Fase dello
sviluppo psicosessuale caratterizzata
dall'organizzazione delle pulsioni parziali
sotto il primato delle zone genitali; essa
comporta due tempi separati dal periodo di
latenza: la fase fallica (o organizzazione
genitale infantile) e l'organizzazione
genitale propriamente detta che si
costituisce nella pubertà. Alcuni autori
riservano il termine organizzazione genitale
a questo secondo tempo, includendo la fase
fallica nelle organizzazioni pregenitali.
Fase libidica
Tappa dello
sviluppo del bambino caratterizzata da una
organizzazione più o meno accentuata della
libido sotto il primato di una zona erogena
e dal predominio di un modo di relazione
oggettuale. Nella psicoanalisi è stata data
una maggiore estensione al concetto di fase,
cercando di definire alcune fasi
dell'evoluzione dell'Io.
Fase orale
Prima fase
dell'evoluzione libidica, in cui il piacere
sessuale è legato in modo prevalente
alleccitamento della cavità boccale e delle
labbra che accompagna l'alimentazione.
L'attività di nutrizione fornisce i
significati elettivi con cui si esprime e si
organizza la relazione oggettuale; per
esempio, la relazione d'amore con la madre
sarà contrassegnata dai significati
mangiare-essere mangiato. Abraham ha
proposto di suddividere questa fase in base
a due diverse attività: suzione (fase orale
precoce) e morsicamento (fase sadico-orale).
Fase
sadico-anale
Seconda fase
dell'evoluzione libidica, secondo Freud,
collocabile approssimativamente tra i due e
i quattro anni; essa è caratterizzata da un
organizzazione della libido sotto il primato
della zona erogena anale; la relazione
oggettuale è impregnata di significati
legati alla funzione della defecazione
(espulsione, ritenzione) e al valore
simbolico delle feci. In essa si vede
affermarsi il sado-masochismo in connessione
con lo sviluppo del dominio muscolare.
Fase
sadico-orale
Secondo
stadio della fase orale secondo umna
suddivisione introdotta da K. Abraham; essa
è contrassegnata dalla dentizione e
dall'attività di morsicamento.
L'incorporazione vi assume il senso di una
distruzione delloggetto e presuppone quindi
l'intervento dell'ambivalenza nella
relazione oggettuale.
Fenomeno
funzionale
Fenomeno
scoperto da Herbert Silberer (1909) negli
stati ipnagocigi e da lui ritrovato nel
sogno: esso consiste nella trasposizione in
immagini non del contenuto del pensiero del
soggetto, bensì del suo modo attuale di
funzionamento.
Figura
genitoriale combinata, o parentale
Termine
introdotto da Melanie Klein per designare
una teoria sessuale infantile che si esprime
in varie fantasie rappresentanti i genitori
come uniti in una relazione sessuale
ininterrotta: la madre contenente il pene
del padre o il padre nella sua totalità: il
padre contenente il seno della madre o la
madre nella sua totalità; i genitori confusi
inseparabilmente in un coito. Si
tratterebbero di fantasie molto arcaiche e
fortemente ansiogene.
Fissazione
Il fatto che
la libido rimanga fortemente legata a
persone o a immagini, riproduca un
determinato modo di soddisfacimento, rimanga
organizzata secondo la struttura
caratteristica di una delle sue fasi
evolutive. La fissazione può essere
manifesta e attuale o costituire una
virtualità permanente che apre al soggetto
la via di una regressione. La nozione di
fissazione è generalmente inquadrata in una
concezione genetica che implica un progresso
ordinato della libido (fissazione a una
fase). La si può considerare,
indipendentemente da qualsiasi riferimento
genetico, nel quadro della teoria freudiana
dell'inconscio come indicante il modo di
trascrizione di alcuni contenuti
rappresentativi (esperienze, imago,
fantasie) che persistono inalterate
nell'inconscio e a cui la pulsione resta
legata.
Formazione di
compromesso
Forma che il
rimosso assume per essere ammesso nella
coscienza ritornando nel sintomo, nel sogno
e più generalmente in ogni prodotto
dell'inconscio: sulla via del ritorno le
rappresentazioni rimosse vengono deformate
dalla difesa fino a diventare
irriconoscibili. Nella stessa formazione
possono così venir soddisfatti a un tempo,
in uno stesso compromesso, il desiderio
inconscio e le esigenze difensive.
Formazione
reattiva
Atteggiamento
o habitus psicologico di senso contrario a
un desiderio rimosso e costituito in
reazione contro di esso (per esempio, pudore
che si oppone a tendenze esibizionistiche). In
termini economici, la formazione reattiva è
un controinvestimento di un elemento
conscio, di forza equale e di direzione
contraria all'investimento inconscio. Le
formazioni reattive possono essere molto
localizzate e manifestarsi con un
comportamento particolare, oppure
generalizzate fino a costituire tratti del
carattere più o meno integrati nel complesso
della personalità. Dal punto di vista
clinico, le formazioni reattive assumono
valore sintomatico per i loro aspetti di
rigidità e di coazione, per i loro scacchi
accidentali, per il fatto che esse provocano
talora direttamente un risultato opposto a
quello coscientemente voluto (summum jus
summa injuria).
Formazione di
sintomo
Termine
utilizzato per designare il fatto che il
sintomo psiconevrotico è il risultato di un
particolare, di una elaborazione psichica.
Formazione
sostitutiva
Designa i
sintomi o formazioni equivalenti come gli
atti mancati, il motto di spirito ecc., in
quanto sostituiscono i contenuti inconsci.
Tale sostituzione deve essere intesa in una
duplice accezione: economica, in quanto il
sintomo apporta un soddisfacimento
sostitutivo al desiderio inconscio;
simbolica, in quanto il contenuto inconscio
è sostituito da un altro secondo determinate
linee associative.
Frustrazione
Condizione
del soggetto che si vede rifiutare o rifiuta
a se stesso il soddisfacimento di una
pulsione.
Fuga nella
malattia
Espressione
figurata che designa il fatto che il
soggetto cerca nella nevrosi un mezzo per
sfuggire ai suoi conflitti psichici. Questa
espressione ha incontrato grande favore con
la diffusione della psicoanalisi; essa si è
estesa attualmente non solo al campo della
nevrosi, ma anche a quello delle malattie
organiche in cui può essere messa in
evidenza una componente psicologica.
Amore
Genitale
Termine
spesso utilizzato nel linguaggio
psicoanalitico per designare la forma
dell'amore a cui il soggetto perviene quando
ha completato il suo sviluppo psicosessuale.
Ciò suppone non solo l'accesso alla fase
genitale, ma anche il superamento del
complesso edipico.
Giudizio /
Condanna
Operazione o
atteggiamento con cui il soggetto, pur
prendendo coscienza di un desiderio, si
rifiuta di appagarlo, soprattutto per
ragioni morali o di opportunutà. Freud lo
considera un modo di difesa più elaborato e
più adattato della rimozione. Daniel Lagache
ha proposto di considerarlo come processo di
"disimpegno" dell'Io, in azione
particolarmente nella cura analitica.
Ideale
dell'Io
Termine usato
da Freud nel quadro della sua seconda teoria
dell'apparato psichico: istanza della
personalità risultante dalla convergenza del
narcisismo (idealizzazione dell'Io) e delle
identificazioni con i genitori, coi loro
sostituti e con gli ideali collettivi. In
quanto istanza differenziata, l'ideale
dell'Io costituisce un modello a cui il
soggetto cerca di conformarsi.
Idealizzazione
Processo
psichico con cui le qualità e il valore
dell'oggetto sono portati alla perfezione.
L'identificazione con l'oggetto idealizzato
contribuisce alla formazione e
all'arricchimento delle istanze ideali della
persona (Io ideale, ideale dell'Io).
Identificazione
Processo
psicologico con cui un soggetto assimila un
aspetto, una proprietà, un attributo di un
altra persona e si trasforma, totalmente o
parzialmente, sul modello di quest'ultima.
La personalità si costituisce e si
differenzia attraverso una serie di
identificazioni.
Identificazione con l'aggressore
Meccanismo di
difesa isolato e descritto da Anna Freud nel
1936: il soggetto, di fronte a un pericolo
esterno (rappresentato tipicamente da una
critica proveniente da un autorità), si
identifica con il suo aggressore, assumendo
sia la stessa funzione aggressiva, sia
imitando fisicamente o moralmente la persona
dell'aggressore, sia adottando taluni
simboli di potenza che lo
contraddistinguono. Secondo Anna Freud,
questo meccanismo sarebbe prevalente nella
costituzione dello stadio preliminare del
Super-io, in cui l'aggressione rimarrebbe
diretta verso l'esterno e non verrebbe
ancora rivolta contro il soggetto sotto
forma di autocritica.
Identificazione primaria
Modo
primitivo di costituzione del soggetto sul
modello dell'altro, senza una previa
relazione con l'oggetto posto come
indipendente. L'identificazione primaria
corrisponde direttamente alla relazione
detta di incorporazione orale.
Identificazione proiettiva
Termine
introdotto da Melanie Klein per designare un
meccanismo che si traduce in fantasie in cui
il soggetto introduce la propria persona
(his self) totalmente o parzialmente
all'interno dell'oggetto per danneggiarlo,
possederlo o controllarlo.
Identità di
percezione, identità di pensiero
Termini
impiegati da Freud per designare ciò verso
cui tendono rispettivamente il processo
primario e il processo secondario. Il
processo primario mira a ritrovare una
percezione identica all'immagine
dell'oggetto risultante dall'esperienza di
soddisfacimento. Nel processo secondario,
l'identità cercata è quella dei pensieri fra
loro.
Imago
Prototipo
inconscio di personaggi che orienta
elettivamente il modo in cui il soggetto
percepisce gli altri; l'imago è elaborata a
partire dalle prime relazioni
intersoggettive reali e fantasmatiche con
l'ambiente familiare.
Immaginario
Nell'accezione data a questo termine (usato
allora come sostantivo) da Jacques Lacan:
una delle tre dimensioni essenziali (il
reale, il simbolico, l'immaginario) del
campo psicoanalitico. Tale dimensione è
contraddistinta dalla prevalenza della
relazione con l'immagine del proprio simile.
Impasto -
Disimpasto delle pulsioni
Termini usati
da Freud, nel quadro della sua ultima teoria
delle pulsioni, per descrivere le relazioni
tra le pulsioni di vita e le pulsioni di
morte nelle loro manifestazioni concrete. L'impasto
delle pulsioni è una vera mescolanza in cui
ciascuna delle due componenti può
intervenire in proporzioni variabili; il
disimpasto designa un processo che al limite
può provocare un funzionamento separato
delle due specie di pulsioni, ciascuna tesa
verso la propria meta indipendentemente
dall'altra.
Situazione di
Impotenza
Termine della
lingua corrente che assume nella teoria
freudiana un senso specifico: situazione del
lattante che dipende completamente dagli
altri per la soddisfazione dei suoi bisogni
(sete, fame) essendo incapace di compietre
l'azione specifica atta a porre fine alla
tensione interna. Per l'adulto, la
situazione di impotenza è il prototipo della
situazione traumatica generatrice di
angoscia.
Inconscio
A)
L'aggettivo "inconscio" è talora usato per
qualificare l'insieme dei contenuti non
presenti nel campo attuale della coscienza;
in tal caso è usato in un senso
"descrittivo" e non "topico", cioè senza che
venga fatta una discriminazione tra i
contenuti dei sistemi preconscio e
inconscio. B) Nel senso "topico",
inconscio designa uno dei sistemi definiti
da Freud nel quadro della sua prima teoria
dell'apparato psichico: esso è costituito da
contenuti rimossi cui è stato rifiutato
l'accesso al sistema preconscio-conscio
mediante la rimozione (rimozione originaria
e post-rimozione). I caratteri essenziali
dell'inconscio come sistema (o Inc) possono
essere così riassunti: a) i suoi
"contenuti" sono "rappresentanze" delle
pulsioni; b) questi contenuti sono
regolati da meccanismi specifici del
processo primario, specie dalla
condensazione e dallo spostamento; c)
fortemente investiti di energia pulsionale,
essi cercano di ritornare nella coscienza e
nell'azione (ritorno del rimosso); ma non
possono avere accesso al sistema Prec-C
(preconscio-conscio) se non in formazioni di
compromesso e dopo essere stati sottoposti
alle deformazioni della censura; d) essi
sono più particolarmente desideri
dell'infanzia che subiscono una fissazione
nell'inconscio. L'abbreviazione Inc (Ubw dal tedesco Unbewusst)
designa l'inconscio nella sua forma
sostantivale come sistema; inc (ubw) è
l'abbreviazione dell'aggettivo "inconscio"
(unbewusst) in quanto qualifica in senso
stretto i contenuti di detto sistema. C) Nel
quadro della seconda topica freudiana, il
termine "inconscio" è usato soprattutto
nella sua forma aggettivale; infatti,
inconscio non è più la proprietà di un
istanza particolare poichè qualifica non
solo l'Es, ma anche in parte l'Io e il
Super-io. Va tuttavia notato: a) che i
caratteri riconosciuti nella prima topica al
sistema Inc in generale sono attribuiti
all'Es nella seconda topica; b) che la
differenza tra il preconscio e l'inconscio,
pur non essendo più fondata su una
distinzione tra sistemi, persiste come
distinzione all'interno dei sistemi (essendo
l'Io e il Super-io in parte preconsci e in
parte inconsci).
Incorporazione
Processo con
cui il soggetto, in modo più o meno
fantasmatico, fa penetrare e conserva un
oggetto all'interno del proprio corpo.
L'incorporazione costituisce una meta
pulsionale e un modo di relazione oggettuale
caratteristici della fase orale; in rapporto
privilegiato con l'attività orale e con
l'ingestione di alimenti, essa può essere
vissuta anche rispettop ad altre zone
erogene e ad altre funzioni. Essa
costituisce il prototipo somatico
dell'introiezione e dell'identificazione.
Principio di
Inerzia neuronale.
Principio di
funzionamento del sistema neuronale
postulato da Freud nel Progetto di una
psicologia (Entwurf einer Psychologie,
1895); i neuroni tendono a liberare
completamente le quantità di energia che
ricevono.
Complessi di
Inferiorità
Termine
introdotto dalla psicologia adleriana, esso
designa, in modo molto generale, l'insieme
degli atteggiamenti, delle rappresentazioni
e delle condotte che sono espressioni più o
meno mascherate di un senso di inferiorità
oppure reazioni a quest'ultimo.
Senso di
Inferiorità
Per Adler,
sentimento fondato su una inferiorità
organica effettiva. Nel complesso di
inferiorità, l'individuo cerca di conpensare
più o meno efficacemente la propria
deficienza. Adler attribuisce a tale
meccanismo una portata eziologica molto
generale e valida per l'insieme delle
affezioni. Secondo Freud, il senso di
inferiorità non è elettivamente in rapporto
con una inferiorità organica, e non è un
fattore eziologico ultimo, ma va inteso e
interpretato come un sintomo.
Inibito nella
meta
Qualifica una
pulsione che, a causa di ostacoli interni o
esterni, non raggiunge il suo modo diretto
di soddisfacimento (o meta) e trova un
soddisfacimento attenuato in attività o
relazioni che possonoessere considerate come
approssimazioni più o meno lontane dalla
meta primaria.
Innervazione
Termine
utilizzato da Freud nei suoi primi lavori
per designare il fatto che una certa energia
è canalizzata verso questa o quella parte
del corpo, producendovi fenomeni motori o
sensitivi. L'innervazione, fenomeno
fisiologico, potrebbe essere determinata
dalla conversione di energia psichica in
energia nervosa.
Intellettualizzazione
Processo con
cui il soggetto cerca di dare una
formulazione concettuale ai propri conflitti
e alle proprie emozioni in modo da
padroneggiarli. Il termine è usato per lo
più in senso negativo per designare, specie
nella cura, la preponderanza data al
pensiero astratto rispetto all'emergenza e
al riconoscimento degli affetti e dei
fantasmi.
Interesse
dell'Io
Termine usato
da Freud nel quadro del suo primo dualismo
pulsionale: energia delle pulsioni di
autoconservazione in opposizione alla libido
o energia delle pulsioni sessuali.
Interiorizzazione
A) Termine
usato spesso come sinonimo di introiezione. B)
In senso più specifico, processo con cui
delle relazioni intersoggettive sono
trasformate in relazioni intrasoggettive
(interiorizzazione di un conflitto, di un
divieto, ecc.).
Interpretazione
A)
Esplicitazione, mediante l'indagine
analitica, del senso latente nei discorsi e
nelle condotte di un soggetto.
L'interpretazione mette in luce le modalità
del conflitto difensivo ed è rivolta in
ultima analisi al desiderio che viene
formulato in ogni produzione dell'inconscio. B)
Nella cura, comunicazione fatta al soggetto
e tendente a farlo accedere a questo senso
latente, secondo regole imposte dalla
direzione e dall'evoluzione della cura.
Introiezione
Processo
messo in evidenza dall'indagine analitica:
il soggetto fa passare, in modo
fantasmatico, dal "di fuori" al "di dentro"
oggetti e loro qualità. L'introiezione è
affine all'incorporazione, che costituisce
il suo prototipo somatico, ma non implica
necessariamente un riferimento somatico
(introiezione nell'Io, nell'ideale dell'Io
ecc.). Essa è in stretto rapporto con
l'identificazione.
Introversione
Termine
introdotto da Jung per designare in modo
generale il distacco della libido dai suoi
oggetti esterni e il suo ripiegamento sul
mondo interno del soggetto. Freud ha
ripreso il termine ma limitandone l'uso a un
ripiegamento della libido diretto
all'investimento di formazioni
intrapsichiche immaginarie, che andrebbe
distinto da un ripiegamento della libido
sull'Io (narcisismo secondario).
Investimento,
o Carica
Concetto
economico: il fatto che una certa energia
psichica aderisca a una rappresentazione o a
un gruppo di rappresentazioni, a una parte
del corpo, a un oggetto, ecc.
Invidia del
pene
Elemento
fondamentale della sessualità femminile e
molla della sua dialettica. L'invidia del
pene nasce dalla scoperta della differenza
anatomica tra i sessi: la bambina si sente
lesa rispetto al maschietto e desidera
possedere al pari di lui un pene (complesso
di evirazione); in seguito questa invidia
del pene assume nel corso dell'Edipo due
forme derivate: desiderio di ottenere un
pene all'interno di se (principalmente sotto
forma di desiderio di avere un bambino) e
desiderio di godere del pene nel coito. L'invidia
del pene può portare a numerose patologie o
sublimate.
Io
Istanza che
Freud, nella sua seconda teoria
dell'apparato psichico, distingue dall'Es e
dal Super-io. Dal punto di vista topico,
l'Io è in una relazione di dipendenza nei
confronti sia delle rivendicazioni dell'Es
che degli imperativi del Super-Io e delle
esigenze della realtà. Sebbene egli si ponga
come mediatore, incaricato di tutelare gli
interessi della totalità della persona, la
sua autonomia è molto relativa. Dal punto
di vista dinamico, l'Io rappresenta
eminentemente nel conflitto nevrotico il
polo difensivo della personalità; egli
aziona una serie di meccanismi di difesa,
che sono motivati dalla percezione di un
affetto spiacevole (segnale di angoscia). Dal
punto di vista economico, l'Io appare come
un fattore di legame dei processi psichici;
ma, nelle operazioni difensive, i tentativi
di legame dell'energia pulsionale sono
contaminati dai caratteri che specificano il
processo primario: essi assumono un
andamento coatto, ripetitivo, dereale. La
teoria psicoanalitica cerca di spiegare la
genesi dell'Io su due piani relativamente
eterogenei, o considerandolo un apparato
adattativo differenziato a partire dall'Es a
contatto con la realtà esterna, o
definendolo come il prodotto di
identificazioni che portano alla formazione
in seno alla persona di un oggetto d'amore
investito dall'Es. Rispetto alla prima
teoria dell'apparato psichico, l'Io è più
vasto del sistema preconscio-conscio in
quanto le sue operazioni difensive sono in
gran parte inconsce. Da un punto di vista
storico, il concetto topico dell'Io è il
punto terminale di una nozione costantemente
presente in Freud fin dalle origini del suo
pensiero.
Io ideale
Formazione
intrapsichica che alcuni autori distinguono
dall'ideale dell'Io definendola come un
ideale di onnipotenza narcisistica costruito
sul modello del narcisismo infantile.
Io-piacere,
Io-realtà
Termini
utilizzati da Sigmund Freud con riferimento
a una genesi della relazione del soggetto
con il mondo esterno e dell'accesso alla
realtà. Idue termini sono sempre opposti
l'uno dall'altro, ma con accezzioni troppo
diverse perchè si possa proporre una loro
definizione univoca, e con significati che
si intersecano troppo perchè possano essere
fissati con molteplici definizioni.
Scissione
dell'Io
Termine
usato da Freud per designare un fenomeno
molto particolare, che egli individua
soprattutto nel feticismo e nelle psicosi:
la coesistenza in seno all'Io di due
atteggiamenti psichici nei confronti della
realtà esterna che si oppone a un esigenza
pulsionale: l'uno tiene conto della realtà,
l'altro la nega e la sostituisce con un
prodotto del desiderio. Questi due
atteggiamenti persistono l'uno accanto
all'altro senza influenzarsi reciprocamente.
Isolamento
Meccanismo di
difesa, tipico soprattutto della della
nevrosi ossessiva, che consiste nell'isolare
un pensiero o un comportamento in modo che
siano rotte le loro connessioni con altri
pensieri o con il resto dell'esistenza del
soggetto. Tra i procedimenti di isolamento,
citiamo le pause nel corso del pensiero, le
formule, i rituali, e in linea generale
tutte le misure atte a stabilire uno
iato nella successione temporale dei
pensieri e degli atti.
Istanza
Nel quadro di
una concezione sia topica che dinamica
dell'apparato psichico, una qualsiasi delle
diverse sottostrutture. Esempi: istanza
della censura (prima topica), istanza del
Super-io (seconda topica).
Isteria (o
isterismo)
Classe di
nevrosi che presenta quadri clinici molto
vari. Le due forme sintomatiche meglio
isolate sono l'isteria di conversione, in
cui il conflitto psichico è simbolizzato dai
più vari sintomi somatici, parossistici
(esempio: crisi emozionale con teatrismo) o
più durevoli (esempio: anestesie, paralisi
isteriche, sensazione di "groppo" faringeo,
ecc.), e l'isteria d'angoscia, in cui
l'angoscia è fissata in modo più o meno
stabile a questo o quell'oggetto esterno
(fobie). Avendo Freud scoperto nel caso
dfell'isteria di conversione dei tratti
ezio-patogenetici fondamentali, la
psicoanalisi può riferire a una stessa
struttura isterica quadri clinici svariati
che si manifestano nell'organizzazione della
personalità e nel modo di esistenza, anche
in assenza di sintomi fobici e di
conversioni palesi. La specificità
dell'isteria è cercata nella prevalenza di
un certo tipo di identificazione, di certi
meccanismi (specie la rimozione, spesso
manifesta), nell'affiorare del conflitto
edipico che opera principalmente in chiave
fallica e orale.
Isteria
d'angoscia
Termine
introdotto da Freud per isolare una nevrosi
il cui sintomo centrale è la fobia e per
sottolineare la sua somiglianza strutturale
con l'isteria di conversione.
Isteria di
conversione
Forma di
isteria caratterizzata dalla prevalenza di
sintomi di conversione.
Isteria da
difesa
Forma di
isteria distinta da Freud negli anni 1894 /
1895 dalle altre due forme di isteria;
l'isteria ipnoide e l'isteria da ritenzione.
Essa è caratterizzata dall'attività di
difesa che il soggetto esercita contro
rappresentazioni capaci di provocare affetti
spiacevoli. Una volta riconosciuta l'azione
della difesa in ogni isteria, Freud non
ricorre più al termine isteria da difesa nè
alla distinzione da esso supposta.
Isteria
ipnoide
Termine usato
da Breuer e Freud neggli anni 1894 / 1895;
forma di isteria che avrebbe la sua origine
negli stati ipnoidi; il soggetto non può
integrare nella sua persona e nella sua
storia le rappresentazioni che compaiono nel
corso di tali stati. Esse formano quindi un
gruppo psichico separato, inconscio, capace
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