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Con il nostro sito ci proponiamo, o meglio vogliamo tentare di ottenere delle spiegazioni sul nostro essere, e attraverso l'analisi su vari argomenti scientifici e non, trarremo una risultante attraverso un filo conduttore, il più possibile rigorosamente logico, al fine di ottenere il nostro scopo.
Il nostro sito ovviamente potrà avere una valenza al fine di una ricerca sui vari argomenti che trattiamo, e per distinguere la parte destinata alle ricerche da quella cui ci proponiamo di ottenere; evidenzieremo quest'ultima parte scrivendo in color rosso

 

Argomenti Scientifici
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Libreremo Questo libro è il frutto di un percorso di lotta per l’accesso alle conoscenze e alla formazione promosso dal CSOA Terra Terra, CSOA Officina 99, Get Up Kids!, Neapolis Hacklab. Questo libro è solo uno dei tanti messi a disposizione da LIBREREMO, un portale finalizzato alla condivisione e alla libera circolazione di materiali di studio universitario (e non solo!). Pensiamo che in un’università dai costi e dai ritmi sempre più escludenti, sempre più subordinata agli interessi delle aziende, LIBREREMO possa essere uno strumento nelle mani degli studenti per riappropriarsi, attraverso la collaborazione reciproca, del proprio diritto allo studio e per stimolare, attraverso la diffusione di materiale controinformativo, una critica della proprietà intellettuale al fine di smascherarne i reali interessi. I diritti di proprietà intellettuale (che siano brevetti o copyright) sono da sempre – e soprattutto oggi - grosse fonti di profitto per multinazionali e grandi gruppi economici, che pur di tutelare i loro guadagni sono disposti a privatizzare le idee, a impedire l’accesso alla ricerca e a qualsiasi contenuto, tagliando fuori dalla cultura e dallo sviluppo la stragrande maggioranza delle persone. Inoltre impedire l’accesso ai saperi, renderlo possibile solo ad una ristretta minoranza, reprimere i contenuti culturali dal carattere emancipatorio e proporre solo contenuti inoffensivi o di intrattenimento sono da sempre i mezzi del capitale per garantirsi un controllo massiccio sulle classi sociali subalterne. L’ignoranza, la mancanza di un pensiero critico rende succubi e sottomette alle logiche di profitto e di oppressione: per questo riappropriarsi della cultura – che sia un disco, un libro, un film o altro – è un atto cosciente caratterizzato da un preciso significato e peso politico. Condividere e cercare canali alternativi per la circolazione dei saperi significa combattere tale situazione, apportando benefici per tutti. Abbiamo scelto di mettere in condivisione proprio i libri di testo perché i primi ad essere colpiti dall’attuale repressione di qualsiasi tipo di copia privata messa in atto da SIAE, governi e multinazionali, sono la gran parte degli studenti che, considerati gli alti costi che hanno attualmente i libri, non possono affrontare spese eccessive, costretti già a fare i conti con affitti elevati, mancanza di strutture, carenza di servizi e borse di studio etc... Questo va evidentemente a ledere il nostro diritto allo studio: le università dovrebbero fornire libri di testo gratuiti o quanto meno strutture e biblioteche attrezzate, invece di creare di fatto uno sbarramento per chi non ha la possibilità di spendere migliaia di euro fra tasse e libri originali... Proprio per reagire a tale situazione, senza stare ad aspettare nulla dall’alto, invitiamo tutt* a far circolare il più possibile i libri, approfittando delle enormi possibilità che ci offrono al momento attuale internet e le nuove tecnologie, appropriandocene, liberandole e liberandoci dai limiti imposti dal controllo repressivo di tali mezzi da parte del capitale. Facciamo fronte comune davanti ad un problema che coinvolge tutt* noi! Riappropriamoci di ciò che è un nostro inviolabile diritto! csoa TerraaTerra Get Up Kids! Neapolis Hacklab csoa Terra Terra csoa Officina 99 www.getupkids.org www.neapolishacklab.org www.csoaterraterra.org www.officina99.org www.libreremo.org If 't '" if <- Di Umberto Eco, presso Bompiani: Tl nome della rosa Tl pendolo di Foucault L'isola del ~iorno prima Baudolino Opera aperta Apocalitticie integrati Poetiche di Joyce La struttura assente Tl problema estetico in Tommaso d'Aquino Le forme del cOntenuto Tl costume di casa Trattato di semiotica generale Dalla periferia dell'impero Come si fa una tesi di laurea Tl superuomo di massa Lector in fabula Sette anni di desiderio Suoli specchi e altri saggi Arte e bellezza nell'estetica meaioevale Tlimiti dell'interpretazione Diario minima Tl secondo diario minima Sei passeggiate nei boschi narrativi Tnterpretazione e sovrainterpretazione Kant e l'ornitorinco Cinque scritti morali Tra menzogna e ironia La Bustina di Minerva I Umberto Eco Come si fa una tesi di laurea Le materie umanistiche I~JIl TBAOSMCPATBATNUT ,._ '~'N-·-" iTiiii------..'...~---------·... ----------..."-.....'."'~",""'""'".,;;';;"',",-------- 1.1. Perche si deve fare una tesi e che cos'e " .. .. .. .. .... 11 1.2. Chi e interessato a questo libro. 14 1.3. In che modo una tesi serve anche dopo la laurea . . 16 104. Quattro regole ovvie . 17 II. LA SCELTA DELL'ARGOMENTO 7 46 54 19 24 26 28 32 37 37 43 . p. ILL Tesi monografica 0 tesi panoramica? II.2. Tesi storica 0 tesi teorica? II.3. Argomenti antichi 0 argomenti contemporanei? . . . . . IIA. Quanto tempo ci vuole per fare una tesi? . . . . . . . 11.5. E necessario conoscere Ie lingue straniere? .... 11.6. Tesi scientifica 0 tesi politica? II.6.1. Cos'e la scienti/icita? . II.6.2. Argomenti storico-teorici 0 esperienze "calde"? . 11.6.3. Come trasformare un soggetto di attualita in tema . scientifico.... II.7. Come evitare di farsi sfruttare dal relatore . INDICE INTRODUZ10NE . I. COS'E UNA TESI D1 LAUREA E A COSA SERVE ISBN 88-452-4631-0 © 1977/2001 Res Libri S.p.A. Via Mecenate 91 - Milano \ XlI edizione Tascabili Bompiani gtugno 2001 4 ~ 5 159 161 170 170 134 136 137 1;39 143 156 186 179 180 182 182 185 187 188 192 193 194 198 TABELLA 5 - SCHEDE PER CITAZIONI . TABELLA 6 - SCHEDA DI RACCORDO. . . IV.2.2. Sehedatura delle fonti primarie . , . IV.2..3. Le sehede di lettura . TABELLE 7-14 - SCHEDE DI LETTURA • . IV.2.4. L'umilta seientifiea '. V. LA STESURA V.L A chi si parla V.2. Come si parla V.3: Le citazioni. . . . . V.3.l. Quando e eome si eita: dieei regole . TABELLA 15 - ESEMPIO Dr ANALISI CONTINUATA DI UNO STESSO TESTO V.3.2. Citazione, parajrasi e plagio V.4. Le note a pie di pagina . VA.l. A COsa servono Ie note . V.4.2. Il sistema citazione-nota . TABELLA 16 - ESEMPIO Dr UNA PAGINA COL SISTEMA CITAZIONE-NOTA TABELLA 17 - ESEMPIO DI BIBLIOGRAFIA STANDARD CORRISPONDENTE V.4.3. Il sistema autore.data . TABELLA 18 - LA STESSA PAGINA DELLA TABELLA 16 RIFORMULATA COL SISTEMA AUTORE-DATA TABELLA 19 - ESEMPIO Dr CORRISPONDENTE BIBLIOGRAFIA COL SISTEMA AUTORE-DATA • V.5. Avvertenze, trappole, usanze . V.6. L'orgoglio scientifico . Indice IIII rI ir 71 75 57 57 62 66 66 92 94 95 104 106 117 120 128 128 Inciice IV. IL PIANO DI LAVORO E LA SCHEDATURA .;. I rlrA'\C4' ,? jj ~,tS IV.1. l'indice come ipotesi di lavoro IV.2. Schede e appunti . . . . . IV.2.l. Van tipi di sehede: a cosa servono . '!l '" .. III. LA RICERCA DEL MATERIALE " IILI. La reperibilita delle fonti . . . if":. IILl.l. Quali sono Ie fonti di un '- " ~ . ~. lavoro seientifieo . .' :,':' ......,~ IILL2. Fonti di prima e di seeon- ". .) ~.': ,;; da mano . . I"~' ~J •• }-' III.2. La ricerca bibliografica . ~, ,.-: III.2.10 Come usare la biblioteea . \ III.2.2. Come affrontare la bibliografia: Io sehedario . III.2..3. La eitazione bibliografiea TABELLA 1 - RIASSUNTO DELLE REGOLE PER LA CITAZIONE BIBLIOGRAFICA TABELLA 2 - ESEMPIO DI SCHEDA BIBLIOGRAFICA • III.2.4. La biblioteea di Ales:sandna: un esperimento . TABELLA 3 - OPERE GENERALI SUL BAROCCO ITALIANO INDIVIDUATE ESAMINANDO TRE TESTI DI CONSULTAZIONE TABELLA 4 - OPERE PAllTICOLARI SUI TRATTATISTI ITALIANI DEL 600 INDIVIDUATE ESAMINANDO TRE TESTI DI CONSULTAZIONE • • III.2.5. Ma si devono leggere dei libri? E in ehe ordine? • 6 VI. LA REDAZIONE DEFINITIVA VI.l. I criteri grafici . VI.1.1. Margini e spazi. . . VI.1.2. Sottolineature e maiuscole VI.1.3 . Paragrafi . VI.1.4. Virgolette e altri segni . VI.1.5. Segni diacritici e traslitterazioni . TABELLA 20 - COME TRA· SLITTERARE ALFABETI NON LATINI . '.' VI.1.6. Punteggiatura, accenti, abo breviazioni TABELLA 21 • LE ABBREVIAZIONI PIU CONSUETE VI.1.7. Alcuni consigli in ordine sparso . . VI.2. La bibliografia finale. VI.3. Le appendici . VIA. L'indice . TABELLA 22 - MODELLI DI INDICI. VII. CONCLUSIONI Indice 202 202 204 207 209 214 218 220 224 226 232 237 240 243 247 INTRODUZIONE 1. Un !~!pJ?<Ltuniv:ersita~eralln'uniyersita di elite. Ci andavano solo i figli dei laureati. Salvo rare eccezioni, chi studiava aveva tutto il tempo a propria disposizione. L'universita era concepita per essere seguita con calma, un po' di tempo per 10 studio e un po' per i "sani" di· vertimenti goliardici, oppure per l'attivita negli organismi rapprese.ntativi. Le lezioni erano prestigiose conferenze, poi gli stu· denti piu interessati·· si appartavano coi professori e gli assistenti in distesi seminari, dieci, quindici persone al massimo. Ancora oggi in molte universita americane un corso non supera mai i dieci 0 venti studenti (che pagano profumatanS, ente e hanno diritto ad "usare" l'insegnante quanto vogliono per discutere con lui). In universita come Oxford c'e un professore, detto tutor, che si occupa della tesi di ricerca di un gruppo ridottissimo di studenti (pub accadere che necuri anche solo uno 0 due all'anno) e segue giorno per giorno illoro lavoro. Se Ia situazione itallana attuale fosse cosl, non ci sarebbe bisogno di scrivere questo libro - anche se alcuni dei consigli che esso da potrebbero servire anche alIo studente ·'ideale" prefigurato sopra. Ma I'universita italiana eoggi una universita di massa. Vi arrivano studenti di tutte Ie dassi~'provenientTda tUtti i tipi di scuola media, che magari si iscrivono a filosofia o a lettere dassiche provenendo da un istituto tecnico dove non hanno mai fatto il greco, e magari neppure il ... I' 8 Introduzione Introduzione 9 .. "i'! II fII III I II Ii .. :f.i Iii: HI I~\ latino. E se evera che il latino serve poco per molti tipi di attivita, essO serve molto a chi fa £losona 0 lettere. <&r.ti ~Qts}_hanno migliaia di iscritti. II professore ne conosce bene o male' una trentina"che seguono con maggiore frequenza, can l'aiuto dei suoi collaboratori (borsisti, contrattisti, addetti aile esercitazioni) riesce a farne lavorare con una certa assiduita un centinaio. Tra costoroJd-~ Qn<;> molti benestanti, cresciuti in una famiglia colta, a contatto, con un ambiente culturale vivace, che si possono permettere viaggi di istrozione, vanna ai festival artistici e teatrali, visitano paesi stranieri. Poi ci sono gli a..l!.~i. Studenti che magari lavorano e passano la 101'0 giornata nell'uflicio anagrafe di una cittadina di diecimilaabitanti dove ci sono solo cartolibrerie. Studenti che, de1usi dal· l'universita, hanno scelto 1'attivita politica e perseguono un altro tipo di formazione, ma che prima 0 poi dovranno ottemperare ail'obbligo della tesi. Studenti molto poveri che dovendo scegliere un esame calcolano il casto dei vari testi prescritti e dicono "questo eun esame da dodicimila lire", e scelgono tra due complementari quello che costa meno. Studenti che qualche volta vengono a lezione e stentano a trovare posto nell'aula affollatissima; e aila fine vorrebbero parlare col docente, ma c'e una £la di trenta persone, e devono prendere il treno perche non possono fermarsi in albergo. Studenti a cui nessuhO ha mai detto come si cerca un libra in biblioteca e in quale biblioteca: i quali spesso non sanno che potrebbero trC" vare libri nella biblioteca della 101'0 citta 0 ignorano come si prende una tessera per il prestito. I consigli di questo libro valgono specialmente per loro. Cosl come Valg01lO anche per uno studente della scuola media superiore che si avvia all'universita e vol'rebbe capire come funziona l'alchimia della tesi. A tutti costoro il libra vorrebbe suggerire almeno due cose: _ Si puo fare una tesi dignitosa malgrado ci si trovi in una difiicile situazione, che risente di discriminazioni remote 0 recenti; _ Si puo usare 1'occasione della tesi (anche se ilresto del periodo universitario e stato deludente 0 ttustrante) per ricuperare il senso positivo e progressivo della studio, non inteso come raccolta di nozioni ma come' elaborazione critica di una esperienza, come acquisizione di una capacita (buona per Ia vita futura) a individuare i problemi, ad affrontarli con metodo, ad esporli secondo certe tecniche di comunicazione. 2. Dettp questo sia chiaro che il libra non vuole spiegare "come si fa la ricerca scientifica" ne costituisce una discussione teorico-critica sul valore della studio. E solo una s~~ __di_cqnsider~ionisu, co,rne.,st arriya. a "portare davanti a una .. c0nunissione di Iaurea un oggettO .fisico, prescritfif dalla. legge, e composto di una certa quantita dfpaghle dattiloscritte, che si suppone abbia qualche rapporto COil Ia disciplina in cui ci si laurea e che non piombi il relatore in uno stato di doloroso stupore. Sia chiaro che il libro non potra dirvi cosa mettere nella tesi. Quello rimane affare vostro. II libra vi dira: (1) cosa si intende per tesi di Iaurea; (2) come scegliere 1'argomento e predisporre i tempi di lavoro; (.3) come condurre' una ricerca bibliogranca; (4) come organizzare il lOateriale che reperite; (5) come disporre nsicamente 1'e1aborato. Ed e fatale che la parte piu precisa sia proprio quest'ulfuna che puo selObrare la menD impottante: perche e 1'unica per cui esistono ,regale abbastanza esatte. 3. II tipo di tesi a cui si fa riferimento in questa libra e quello che si elabora nelle facolta umanistiche. Dato che Ia mia esperienza si riferisce aile facolta di lettere e fila· sofia e naturale che Ia maggior parte degli esempi concerna argomenti che si studiano in quelle facolta. Ma, nei limiti che questo libro si propone, i criteri che consiglio vanno bene anche per Ie normw tesi di scienze politiche, magistero, giurisprudenzlZ. Se si tratta di tesi storiche {) di teona generale, e, non sperimentw e applicative, il modelIo dovrebbe funzionare anche per architettura, ecC" nomia e commercio e per alcune facolta scientifiche. Ma non ndatevi troppo. 4. Mentre questa libra va in stampa e in discussione Ia riforma universitaria. E si parla di due 0 tre livelli di Iaurea. * Mi si potm domandare perche allora non ho sempre USlltO studentesSll, professoressll ecceterll. E. perche IllvorllVO su ricordi ed espe· riel).Ze personali e cosl mi immedesimavo meglio. :;. Cesare Segre ha letto il dattiloscdtto e mi ha dato dei consiglio Siccome di mold ho fatto tesoro, e per altri mi sono ostinato sulle mie posizioni, egli non e responsabile del prodotto finale. Naturalmente 10 ringrazio di euore. 6. Un'uldma avvertenza. 11 discorso che segue riguarcla ovviamente studenti e stuclentesse, cosl come riguarda professori e professoresse. Siccome la lingua italiana non provvede espressioni neutre che valgano a' indicare entrambi i sessi (gli americaIli stanno gradatamente usando "person", ma sarebbe ridicolo dire "la persona studente" o "la persona candidata") mi limito a parJare sempre di studente, candidato, professore e relatore. Senza che quest'uso grammaticale celi una discriminazione sessista '1<. Ci si puC> chiedere se questa riforma cambiera radi· calmente il concetto stesso di tesi. Ora, se si avranno piu livelli di laurea e se il mo· dello sara queUo in uso nella maggioranza dei paesi stra· nieri, si verifichera una situazione non dissimile da quel. la che descriviamo nel primo capitolo (1.1). Avremo doe delle tesi di Licenza (0 di primo livello) e delle tesi di Dottorato (0 di secondo livello). I consigli che diamo in questo libro riguardano en· trambe e quando ci sono delle differenze tra l'uno e l'al· tro ripo di tesi esse vengono messe in chiaro. , Pertanto pensiamo che quanto viene detto neUe pa· gine che seguono vada bene anche nella prospettiva della riforma, e specialmente nella prospettiva di una lunga transizione verso l'attuazione di una eventuale riforma. ., 1. COS'E UNA TESI DI LAUREA E A COSA SERVE 1.1. Perche si deve fare una tesi e cos'e Una tesi di laurea eun elaborat9..dattiloscritto di una Iunghezz~ me.dia variabile tra 1~eI1t9e Ie <;luatt?ocento ..c.ar.telle,lO cU1Io studente tratta wfproblema concernente l'indirizzo di studi in cui si vuole laureare. La tesi e secondo la Iegge italiana,' indispensabile per laurearsi. Q~ando ha dato tutti gli esafni prescritti, 10 studente presenta Ia tesi davanti a una commissione di laurea che ascolta il resoconto del relatore (il professore con cui ··si fa" la tesi) e del 0 dcl'COOtrorelatori, i quali muovono anche alcune obbiezioni arcanClidato; ne nasce una discussione alIa quale prendono parte anche gli altri membii della commissione. Dalle parole dei due relatori, che garantiscono sulla qualita (0 sui difetti) dell'elaborato scritto, e dalla capacita che il candidato dimostra nel sostenere Ie opinioni espresse per iscritto, prende origine il~~o della commissione. Ca1colando inoItre la media comp es: siva dei voti ottenuti negli esami, la commissione assegna un voto alla tesi, che puC> andare dal minimo di sessantasei al massimo di centodied, lode e dignita di stampa. Questa e almeno 'Ia regola seguita nella quasi totalita delle facolta umanistiche. Una volta deseritte Ie caratteristiche "esterne" dell'elaborato e i1 rituale in cui si inserisce, non si eancora detto molto circa Ia natura della tesi. Anzitutto, perche l'universita itallana richiede, come condizione per la Iaurea, una tesi? Si badi bene che questo criterio non e seguito nella 10 Inttoduzione 12 1. Cos'e una tesi di laurea 1.1. Perche si fa una tesi 13 ... ) .. maggioranza delle universita sttaniere. Inalcune ci sono van livelli di Iaurea che possono essere raggiunti senza tesi; in altri vi e un primo livello, corrispondente grosso modo alia nostra Iaurea, che non da diritto al titolo di "dottore", e che puC> essere raggiunto vuoi con Ill. sola serle degli esami, vuoi con un elaborato di pretese piu modeste; in altre vi sono diversi livelli dottorali che richiedono elaborati di diversa complessita... Ma di solito Ill. tesi vera e propria e riservata a una specie di superlaurea, Jl..i.9ttC?r(J!Jb al quale adiscono solo coloro che vogliono perfezionarsi e specializzarsi come ricercatori scientifici. Questo tipo di dottorato ha vari nomi rna 10 indicheremo d'ora in avanti con una siglaanglosassone di uso quasi internazionale, PhD (che significa Philosophy Doctor, Dottore in Filosofia, rna che designa ogni tipo di dottore in materie utnanistiche, dal sociologo al professore di greco; nelle tnaterie non umanistiche vengono usate altre sigle come ad esempio MD, Medicine Doctor). Al PhD si oppone invece qualcosa di molto affine alla nostra Iaurea, e che indicheremo d'ora in poi col termine diJ,.k~a. La Licenza, nelle sue varie forme, a~a..a11~e.serdzio dellal't.:9fei~ione; invece il phD avvia all'attlvidl accade~; il.chesfgiilli~che chi prende un PhD quasi sempre inttaprende Ill. carriera universitaria. Nelle-iiniversia' ai questo tipo Ill. tesi e setnpre tesi di PhD, tesi dottorale, e costituisce un Iavoro originate di ricerc~, col quaIe iI candidato deve dimostrare dr-essere unostudioso capace di far fare passi in avanti alIa disciplina a cui si dedica. E infatti non Ill. si fa, come Ia nostra tesi di laurea, a ventidue anni, ma a eta piu avanzata, e talora anche a quaranta 0 cinquanta anni (anche se ci sono ovviamente dei PhD giovanissimi). Perche tanto tempo? Perche si tratta appunto di ricerca originate, in cui bisogna sapere certo quello che hanno detto sullo stesso argotnento gli altri studiosi, rna bisogna soprattutto "scoprire" qualcosa che gIi altrl non hanno ancora detto. Quando si parla di "scoperta", specie in materie utnanistiche, non si pensa a invenzioni travolgenti come Ill. seaperta della scissione dell'atomo, alla teoria della relativita o a una medicina che guarisca il cancro: ci possono essere scoperte anche tnodeste, e viene considerato risultato "scientifico" anche un modo nuovo di Ieggere e capite Un testo classico, l'individuazione di un manoscritto che getta nuova luce sulla biografia di un autore, una riorganizzaz~ one e rilettura di studi precedenti che porta a maturazione e sistemazione delle idee che vagavano disperse in vari~ altri testi. In ogni caso 10 studioso deve produrre un lavoro che, in teoria, gli altti studiosi del ramo non dovrebbero ignorare, perche dice qualcosa di nuovo (efr. 11.6.1). La tesi all'italif!na e dello stesso tipo? Non necessa· riamente. Infatti, siccome viene per 10 piu elaborata tta i ventidue e i ventiquattto anni, mentre ancora si danno gli esami universitari, non puC> rappresentare Ill. conclusione di un lungo e meditato Iavoro, Ill. prova di una maturazione completa. Quindi accade che ci siano tesi di laurea (fatte da studenti particolarmente dotati) che sono det!e\rere e proprie tesi di PhD, e altre che non raggiungono questo livello. Ne l'universita 10 pretende a ogni costo: ci puC> essere una buona tesi che non e tesi di ricerca ma tesi di compilazione. 1..n una tesi di compiIazione 10 studente dimostra semp! ic.emenje~qLayer,:pres<:>::cBticamente vi§.iQQe ile.n!~1!!lig· gior"pa!'l~.g~ta "letterattI!:a'.'_esi~ten..te (e cioe degli scritti pubblicati su quell'argotnento) £dL.e.s..ser.e stato cap.ac.e..di e~oila.i~() chiarQ,..Qc::rcando.di.collegare i vari.p-t,lnti pLyista, offrendo cosiuna intelligentepanoramica,-magari tttile dal punto di vista informativo anche a uno specializzato del ramo che, su quel problema singolo, non aveva " {mai condotto studi approfonditi. . II ~Jm.ql!.~l!!..P!imaavvertenza: si pub fare 0 una !,eL~~~';'!pj!~~i~n~_9 :J~';~p'tt.hDesl~:tt::!icerctJ:';"O"Tina tes1 aatcenza 0 una test ua . . Una tesi di ricerca e sempre piu lunga e faticosa e itnpegnativa; una tesi di compilazione puC> ancheessere lunga e faticosa (ci sono dei lavori di compilazione che hanno presQ anni e anni) ma di solito puC> essere fatta in minor tempo e con tninorrischio. Non e neppure detto che chi fa una tesi di compilazione si precluda poi Ill. strada della ricerca; Ill. compilazione puC> costituire un atto di serieta da parte del giovane 14 1. Cos'e una tesi di laurea 1.2. Chi e interessato al Jibro 15 ricercatore che, prima di iniziare a ricercare in proprio, wole chiarirsi alcune idee documentandosi bene. Di contro ci sono tesi che pretendono di essere di ricerca e che sono invece fatte in modo aftrettato, e sono delle brutte tesi, che irritano chi Ie legge e non giovano aftatto a chi Ie fa. Quindi hU3c:elta tra tesi di compilazione-e tesi.di-ricerca e legata alIa maturita,-alIa capacita dilavoro--del candidato. Spesso - e sfortunatamente - e legata anche a1attori economici, perche e indubbio che uno studente lavoratore ha menD tempo, menD energia e sovente meno denari da dedicare a lunghe ricerche (che spesso implicano l'acquisto di libri rari e costosi, viaggi presso centri o biblioteche straniere e cos!. via). Purtroppo in questo libro non si potranno dare con. sigli di ordine economico. Sino a poco tempo fa la ricer. ca, in tutto il mondo, era privilegio degli studenti ricchi. Ne si puc, dire che oggi la semplice esistenza di borse di studio, borse di viaggio, fondi per soggiorno nelle univer" sita straniere, risolva la questione proprio per tutti:. L'ideale equello di una societa piu giusta in cui studiare sia un lavoro pagato dalIo Stato, in cui sia pagato chi ha una vera vocazione alIo studio e in cui non sia necessa· rio avere a tutti i costi il "pezzo di carta" per trovare un posto, ottenere una promozione, passare davanti agli altri in un concorso. Ma l'universita italiana, e la societa che essa esprime; e per ora quella che e; non ci rimane che augurarci che gli studenti di ogni classe possano frequentarla senza sottoporsi a sacrifici stressanti, e procedere a 'spiegare in quanti modi si possa fare una tesi dignitosa, calccr lando il tempo e Ie energie a disposizione, nonche la propria vocazione speci£.ca. 1.2. Chi einteressato a questo libro Se Ie cose stanno cos!., dobbiamo pensare che ci siano molti studenti costretti a fare una tesi, per potersi laureare in fretta e ottenere magari 10 scatto di grado per cui si sono iscritti all'universita. Alcuni di questi studenti han· no anche quarant'anni. Costoro d chiederanno quindi istruzioni sul come fare una tesi in un mese, in modo da prendere un voto qualsiasi e uscire dall'universita. Dobbiamo allora dire recisamente che questo libro non eper lora. Se queste sono Ie loro esigenze, se sono vittime di unordinaID;ento g;iuridico paradossale che 1i costringe ad addottorarsl per rlSoIvere dolorose questioni economiche faranno prima a fare due cose; (1) investire una somm~ ragioneyole per farsi fare Ia tesi da qualcun altro; (2) copiare una tesi gia fatta qualche anno prima in una uni. versita-'diversa (non conviene copiare un'opera gia stam. pata, sia pure in lingua straniera, perche se il docente e appena appena informato dovrebbe gia conoscerne l'esistenza; ma copiare a Milano una tesi fatta a Catania offre ragionevoli possibilita di farIa franca; occorre naturalmente in£~rmarsi se il relatore della tesi, prima di insegnare a Milano, non abbia insegnato a Catania, e quindi anche copiare una tesi implica un intelligente lavoro di ricerca). E.chiar~ che i due consigli che abbiamo appena dato sono zllegalz. Sarebbe come dire "se ti presenti ferito al pro':to soccorso e il medico non ti wole visitare, puntagli un coltello alIa gola". In entrambi i casi si tratta c¥ atti di disperazione. II nostro consiglio estato dato a tltolo paradossale per ribadire il fatto che questo libro non pretende di risolvere gravi problemi eli struttura sodale e di ordinamento giuridico esistente. Questo libro si rivolge dunque a chi (anche senza essere 'iiiilioiiarloeavere a disposizione dieci anni per laurearsi dopa aver viaggiato in tutto il mondo) con una rag!9£1evole'y'o~~ibili_t~di _d~dlcare_8,.l.c:J!.~ ...o~ della giorna.. ta j~IJo. ~ttt.~o,. vu?Ie PE~p~r~~.e, un~~Lc:he gIl dia ~~e'~a.'ac:eJ;~a ,§9_®i2fl!.z.i.91!e_i..n~e.ttua1e_~_ct1UI1serva anc£J.te_ gpo !aJ~rea. E che quindi, fissati i limiti, andle modesti, del proprio impegno, voglia fare un lavoro serio. Si puc, fare in modo serio anche una raccolta di figurine: basta fissare l'argomento della raccolta, i criteri di catalogazione, i limiti storici della raccolta. Se si decide di non risalire indietro oltre il 1960, benissimo purche dal ~6.0 a oggi Ie figurine ci siano tutte. Ci sara'sempre una differenza tra questa raccolta e il Museo del Louvre ma piu.ttosto che fare un museD POCO serio meglio fare' una serla raccolta di figurine di calciatori dal 1960 al 1970. Questo criterio vale anche per una tesi di laurea. 1.3. In che modo una tesi serve anche dopo 1a 1aurea Gi-sono ..due._modi..&.fare--una---tesi·''che-serva-anche dopo .la .laurea. II primo e quello di fare della tesi l'inizio di una ricerca piu. ampiache.poi continuera negli -annfseguenti, avendone naturalmente i1 modo e la voglia~ Ma ne esiste anche un secondo, per cui un direttore dell'ente turismo locale sara aiutato nella sua professione anche dal fatto di aver elaborato una tesi su Da "Fermo a Lucia" ai ~'Promessi Spasi". Infatti fare una tesi si. f gnifica: (1) individuare un ~rgomento preciso; (2) ra.ci cogliere documenti su quell argomento; (3) mettere 10 ordine questi documenti; (4) riesaminare di prima mano l'argomento alIa luce dei documenti raccolti; (5) dare un~ forma organica a tutte Ie riflessioni precedenti; (6) fare in modo che chi legge capisca cosa si voleva dire e sia in grado, all'occorrenza, di risalire agli stessi documenti per riprendere l'argomento per conto suo. Fare una tesi significa quindi imparare a.. Il"!~!t~t:~Qr' dinenelle]5toline.ldee-.e-·ordiriare:·.4eL4lit,i: e una esperienzi dllavoro metodico; vuol dire costruire un "oggetto" che in linea di principio serva anche agli altri. E quindi non it1'!EC!!t(L!antorargon.t~~tg tiella -!!si Qfff!1J.!O l'esperienza ai lavoro che essacomporta. Clil lia saputo documentarsCbene- suna dup1ice redaiione del romanzo di Manzoni, sapra poi anche raccogliere con metodo i dati che gli serviranno per l'ente turismo. Chi scrive ha pubblicato ormai una dedna di libri su argomenti diversi, ma se e riuscito a fare gli ultimi nove e perche ha messo a frutto principalmente l'esperienza del primo, che era 'poi una rielaborazione della tesi di laurea. Senza quel primo lavoro non avrei imparato a fare gli altri. E, nel bene come nel male, gli altri risentono ancora del modo in cui e stato fatto i1 primo. Col tempo si diventa magari piu smaliziati, si conoscono piu cose, ma i1 modo in cui si lavorera suile cose che si sannodipendera sempre dal modo con cui si sene ricercate all'inizio molte case che non si sapevano. . . Allimite, f~~tesi e ~9!p'~_a.~dest~~~.J!le1lloJ;'1.a. Si ha una buona memofiii"Cla vecchi sela Sl e tenuta 10 esercizio da giovanissimi. E non wporta se la si e esercitata imparando a memoria la composizione di tutte Ie squadre di serie A, Ie poesie di Carducci 0 l'elenco degli wperatori r01llani da Augusto a R01ll010 Augustolo. Certo, visto che si esercita la memoria, meglio wparare cose che ci interessano 0 ci servono: ma talora anche l'imparare cose inutili costituisce una buona ginnastica. E quindi, anche se e meglio fare una tesi su un argomento che ci piace, l'm9P:lento e secondario rispetto al metodo di la: voro e all'esperid:'iziiChese ne··ttae.··--···· '.. .. - -A1iCJ:ie perche, aJ~vorare bene,~.1.1onc'e nessun argometl. tq .che. sia .. veramente ..stupido: a lavonlre-oene -si traggono conclusioni utili anche da un argomento apparentemente remoto 0 periferico. Marx non ha fatto la tesi sull'economia politica, ma su due filosofi greci come Epicuro e Democrito. E non e state un incidente di lavoro. Forse Marx e state capace a pensare i problemi della storia e dell'economia con l'energia teorica che ben sappiamo proprio perche ha imparato a pensare i suoi filosofi greci. Di fronte a tanti studenti che iniziano cOn una tesi ambiziosissima su Marx e poi finiscono all'ufficio personale delle grandi aziende capitalistiche, bisogna rivedere iconcetti che si hanno circa l'utilita, l'attualita e l'impegno degli arg01llenti di tesi. 1.4. Quatt~ regole ovvie Si danno dei casi in cui il candidato fa la tesi sui· l'argomento wpostogli dal docente. Sono casi da evitare. Non si allude qui evidentemente ai casi in cui il. candidato si fa consigliare dal docente. Si allude piuttosto o a quei casi in cui la colpa e del professore (vedi 11.7., "Come evitare di farsi sfruttare dal relatore") 0 a quelli in cui la colpa e del candidato, privo di interessi e disposto a fare male qualsiasi cosa pur di sbrigarsela presto. Noi ci occuperemo invece dei casi in cui si presume l'esistenza di un candidato mosso da qualche interesse e di un docente disposto a interpretare Ie sue esigenze. In...t@ casi Ie regok.p'~_cel.ta ..deWargoment.e...gono ~: ('1)) Cit; l'argC2!!!!/!!.9..!.i!.p()!Jl±aJ.glLtn1§ress.i deLEqp:'!:i.4fllC! \.......'- (sia col1egato aI tipo di esami dati, alle sue letture, .. .. 16 1. Cos'e una tesi eli laurea 104. Quattro regole ovvie 17 18 1. Cos'e una tesi di Iaurea ..--....~,...."~~""-......"".,,.,-- 1M. ?in T'l al suo mondo politico, culturale 0 religioso); 2) Che .ki9..'!tj.a cui r}cOrr..erfLs}@2, rep.~riH!i~. vale adire a portata materiale del candidato; 3) Cb.e.J.?_iettJLa." cuUicorrere§iano. 11'f,qneggiabili, vale a dire a portata culturale del candidato; 4) Ch.tiJ_quq.4r.9._mW!j,o~Qgjco.Jt!l!.EL!lf5.?:EUia alta £.ortaja.._. eJl'esMienza del candidato. . Dette cosl, queste quattro regole sembrano banali e sembrano riassumersi nella norma "chi vuol fare una tesi deve.fareuna. tesLche.siaj9,"grad,0 arfare":""ED15ene~ e proprio cosl, e si danno casi di teslorammaticamente abortite proprio petche non si esaputo porre i1 problema iniziale in questi termini cosl ovvi1.1 I capitoli che seguono tentetanno di fornire alcuni consigli affinche la tesi da fare sia una tesi che si sa e si puo fare. 1 Potremmo aggiungere una quinta regola: che il professore sia 'luella giusto. Infatti ci sana candidati che, per ragioni di simpatia 0 di pigrizia, vogliono fare col docente della materia A una tesi che in 'IIericl e di materia B. II docente accetta (per simpatia, per vanita 0 per disattenzionel e poi non e in grado di seguire la tesi. ,.. II. LA SCELTA DELL'ARGOMENTO II.1. Tesi monografica 0 tesi panoramica-? ~ prima tentazione dello studente e quelladi fare una....teSLCfie_pa1.Ii di molfe_.£Q.s~.... Se-ro-Stildente Sl mteressa di letteratura, llSUO primo impulso equello di fare una tesi dal tholo La letteratura oggi. Dovendo restringere il tema, votra scegliere La letteratura italiana dal dopoguerra agli anni sessanta. -QE.este sono tesi pericolosissime. S1 tratta di argomenti che fannottemareIe"Ven-e"c'n'polsi a studiosi ben piu ma- . turi. Per uno studente ventenne si tratta di una sfida impossibile. 0 fara una piatta rassegna di nomi e di opinioni correnti, 0 dara alIa Sua opera un taglio originale e vetta sempre accusato di omissioni imperdonabili. 11 grande critico contemporaneo Gianfranco Contini ha pubblicato nel 19.57 una Letteratura Italiana-Ottocento-Novecento (Sansoni Accademia). Ebbene, se .S1 fosse trattato di una tesi di laurea sarebbe stato bocdato, anche se conta 472 pagine a stampa. Infatti S1 sarebbe imputato a trascuratezza 0 a ignoranza il fatto chenon abbia citato alconi nomi che i piu ritengono molto importanti, oche abbia dedicato interi capitoli ad autori detti "minori" e brevi note a piede di paginaad autori ritenuti "maggiori". Naturalmente, trattandosi di uno studioso la cui prepatazione storica e la cui acotezza critica sono ben note, tutti hanno capito che queste esc1usioni e queste sproporzioni erano volute, e che un'assenza era criticamente molto piu e10quente di una pagina di stroncatuta. Ma se 10 stesso scherzo 10 fa uno studente di ventidue anni, chi garantisce che dietto al silenzio stia molta malizia e che Ie omissioni sostituiscano pagine critiche scritte altrove o che l'autore saprebbe scrivere? In tesi del genere 10 studente di solito accusa poi i commissari di non averlo capito, ma i commissari non potevano capirlo, e dunque una tesi troppo panoramica c,?stituisce s~!D-pre un atto. di ~a.~bne· chela superbia intellettuale - in una tesi - sia da respingere a priori. Si puo anche dire che Dante era un cattivo poeta: ma bisogna dirlo dopo almeno trecento pagine di serrata anallsi dei testi danteschi. Queste dimostrazioni, in una tesi panoramica, non si possono dare. Ed ecco perche sara aUora opportuno che 10 studente, anziche La letteratur. a italiana dal dopoguerra agli anni sessanta, scelga un titolo piu.modesto. Vi dico subito quale sarebbe l'ideale: non I romanzi di Fenoglio ma addirittura Lediverse redazioni de ..Il partigiano Johnny". Noioso? Puo darsi, ma come sfida e piu interessante. QJ.~~tto, a ~ensarci bene, ~~_~~i.li..:...~~n una tesl panoramtca suila letteratura di. un quarantenmo lQ=~tU4~te'srespone 8:d hitte Ie'coniestaziom pqssibi}.i.. Come puoresistere, il relatore 0 il semplice membra·-delIa commissione, aUa tentazione di far sapere che egli conosce un autore minore che 10 studente non ha citato? Basta che ogni membro della commissione, sfogliando l'indice, rilevi tte omissioni, e 10 studente e fatto segno a una raffica di denunce che faranno apparire la sua tesi come un elenco di dispersi. Se invece 10 studente ha lavora,! 9 seriatIl~l1!~U un t~~aiiiot!9 precIso, s.L~to.Ya....a-CODp: onat~_-qp." matenlife"ignotoalla maggi.or_pal:.t~deLgiudiGi. Non sto suggerendo un trucchetto da quattto soldi; sara un trucco, ma non eda quattro soIdi, perche 'costa Fatica. Accade semplicemente che il candidato si presenta come "7Sperto" di £ronte a una platea meno esperta di lui, e VlSto che ~a fatto Ia Fatica di diventare esperto e giusto che goda 1 vantaggi di questa sua situazione. • ~r.a. i due estrep:ri della tesi panoramica su quarant'anm ?i I~tt:ratura e quella rigidamente monografica suile vanantl di un breve testo, vi...sano maIn statiintermedi. Si pottanno COSl individuare temi come -ra-~eo-avan- I c.w. Cooper e E.]. Robins, The Term Paper·A Manual and Mo. del, Stanford, Stanford University Press, 4' ed., 1967, p. 3. [1.1. Tesi monografica 0 panoramica 21 guardia letteraria degli anni sessanta, oppure L'immagine delle Langhe in Pavese e Fenoglio, 0 ancora Affinita e differenze in tre scrittori "fantastici": Savinio, Buzzati e Landolfi. Passando aUe facolta scientifiche, in un libretto di argomento affine al nostro, si da un consiglio applicabile a tutte Ie materie: L'argomento Geologia, per esempio, e troppo vasto. Vulcanologia, come branca della geologia, e ancora troppo comprensivo. I vulr;ani nel Messico potrebbe essere sviluppato in una esercitazione buona ma alquanto superficiale. Una successiva limitazione darebbe origine a uno stUdio di maggior pregio: La storia del Popocatepetl (che uno dei conquistadores di Cortez probabilmente scala nel 1519 e che ebbe una eruzione violenta solo nel 1702). Un argomento piu litnitato, che riguarda un minor numero di an· ni, sarebbe La nascita e la morte apparente del Paricutin (da! 20 febbraio 1943 al 4 marzo 1952).' Ecco, io consiglierei l'ultimo tema. A patto che, a queI punto, su quel maledetto vulcano il candidato dica proprio tutto quel che c'e da dire. Tempo fa mi si e presentato uno studente che voleva fare la tesi su It simbolo nel pensiero contemporaneo. Era una tesi impossibile. Almeno, io non sapevo cosa volesse dire ('simbolo": e infatti e un termine che muta di significato a seconda degli autori e talora, in due autod diversi, vuole dire due cose assolutamente opposte. Pensate che per "simbolo" i logici formali 0 i matematici intendono delle espressioni prive di significato che occupano un posto definito con funzione precisa in un data calcolo formalizzato (come gli a e i b ogli X e gli y delle formule algebriche), mentre altri autori intendono una forma piena di significati ambigui, come accade aIle immagini che ricorrono nei sogni, che possono riferirsi a un albero, a un organo sessuale, al desiderio della crescita e COSl via. Come si fa aUora a fare una tesi con questo titolo? Occorrerebbe analizzare tutte Ie accezioni di simbolo in tutta la cultura contemporanea, fame una lista che ponga in Iuce Ie affinita e Ie differenze, vedere se al di sotta 20 II. La scelta dell'argomento "'""'-.._- delle differenze d: un concetto unitario fondamentale che ritoma in ogni autore e in ogni teoria, e se Ie difIerenze non rendono tuttavia incompatibili tra loro Ie teorie in questione. Ebbene, un'opera cOSl nessun filosofo, linguista, 0 psicoanalista contemporaneo e ancora riuscito a farla in modo soddisfacente. Come pub riuscire uno studioso alle prime armi che, per quanto precoce, ha dietro alle spalle non pili di sei 0 sette anni di letture adulte? Potrebbe anche fare un discorso intelligentemente parziale, ma saremmo di nuovo alla storia della letteratura italiana di Contini. Oppure potrebbe proporre una teoria personale del simbolo, trascurando quanto hanno detto gli altri autori: ma quanto sia discutibile questa scelta 10 diremo nel paragrafo 11.2. Con 10 studente in questione si e discusso un po'. Si sarebbe potuto fare una tesi sul simbolo in Freud e Jung, trascurando tutte Ie altre accezioni, e mettendo a confronto solo quelle dei due autori citati. Ma si e scoperto che 10 studente non sapeva il tedesco (e sul problema della conoscenza delle lingue ritorneremo nel paragrafo II.5.). 5i e deciso allora di fermarci sul tema It concetto di simbolo in Peirce, Frye e Jung. La tesi avrebbe esaminato Ie differenze tra tre concetti omonimi in tre autori diversi, un filosofo, un critico e uno psicologo; avrebbe mostrato come in mold discorsi in cui vengonotirati in ballo questi tre autori, si fanno molti equivoci perche si attribuisce all'uno il significato che invece viene usato dall'altro. Solo alla fine, a titolo di conclusione ipotetica, il candidato avrebbe cercato di tirare Ie somme per mostrare se e quali analogie esistessero tra quei concetti omonimi, alludendo anche agli altri autori di cui era a conoscenza ma di cui, per esplicita limitazione dell'argomento, non voleva e non poteva occuparsi. Nessuno avrebbe potuto dirgli che non aveva considerato l'autore K, perche la tesi era su X, Y e Z, ne che avesse citato l'autore J solo in traduzione, perche si sarebbe trattato di un accenno laterale, in conclusione, e la tesi pretendeva di studiare per esteso e in originale solo i tre autori precisati nel titolo. Ecco come una tesi panoramica,senza diventare rigorosamente monografica, si riduceva a una misura media, accettabile da tutti. Sia chiaro peraltro che i1 termine ,.monografico" pub avere una accezione pili vasta di quella che abbiamo usato qui. Una monografia e la trattazione di un solo argomento e come tale si oppone a una ..storia di", a un manuale, a una enciclopedia. Per cui e monografico anche un argomento come Il tema del '"mondo alta rovescia" negli scrittori medievati. Si esaminano tanti scrittori, rna solo dal punto di vista di un tema specifico (e cioe dell'ipotesi immaginaria, proposta a titolo di esernpio, di paradosso 0 di fiaba, che i pesci volino nell'aria, gli uccelli nuotino nell'acqua e cosl via). A far bene questo lavoro si farebbe un'ottima monografia. Ma per farlo bene occorte avere presentetutti gli scrittori che hanno trattate l'argomento, specie i minori, quelli che nessuno ricorda. E dunque questa tesi va classificata tra Ie monografico- panoramiche, ed e molto difficile: richiede una in.:6.nita di letture. Se proprio la si volesse fare, allora bisognerebbe restringere il campo: It tema del "mondo alta rovescia" nei poeti carolingi. II campo· si restringe, si sa cosa controllare e cosa tralasciare. ~~tE.r,a.!rJ1et1t~~~"'pili ec~itanteJare hues! ~!19ra!¢ca, petche.....Qltl;'~1irtto pare ,noioso_9Q~;-s.L <?~SU.Pllr.e ~Oiii9, due o. pili anni setnpre dello stesso autore. Ma si badi bene-cbe" fare" uria tesi -rigorosiriienie~moiiogra:6.Cano1:i· sIgmficaafIatto' perdere- d'occhio iI panorama: 'Fare-una~ tesi sulla narrativadi Fenoglio significa avere presente 10 sfondo del realismo italiano, leggere anche Pavese 0 Vittorini, e andare a fare controlli sui narratori americani che Fenoglio leggeva e traduceva. ScloJn$~~ndo l'autore in,un, panoramalo.si.capiscece-lo--si·spiega-.-Ma-un_contQ.. e usareJlpano:r~ma come sfondo, un conto fare un qua.. dro pllQ.<?r~lllico. Un cont(n;--aifjmgere"irfiffatto·-di--o.n gentiluomo sullo sfondo di una campagna con un. fiume, un conto dipingere campi, valli e fiumi. Deve cambiare la tecnica, cleve cambiare, in termini fotografici, i1 fuoco. Partendo da un autore singolo il panorama ,pub e~sere ~ocatQ,~,m.~6mJ2.~~g.•.c1. di..seconda mano. In conclusione si ricordi questo principio fondamentale: 11Jif.. s(t:e.!..~!i,!g~ it camp.t! 11J.~gli9..#If!i!jJ!ra_e...piu sL~ S!:!.f sicuro. Una tesl monografica e preferlbile a una tesl panol'aii:iica. Meglio che la tesi assomigli di pili a un sag- .. ... 22 II. La scelta dell'argomento ILL Tesi monografica 0 panoramica 23 ~.o...n..""~"'~"_·:'_A'4~~ji .. · ...,,_-'__., • .--'~~'f.":'J:!~ ;: ... _ gio che a una storia 0 a una enciclopedia. 11.2. Tesi storica 0 tesi teorica? Questa alternativa vale solo per certe materie. Infatti in materie come Storia delle matematiche, Filologia romanza 0 Storia della letteratura tedesca una tesi non puc essere che storiea. E in materie come Composizione architettonica, Fisiea del reattore nucleare 0 Anatomia comparata, di solito si fanno tesi teoriehe 0 sperimentali. Ma ci sono altre materie, come Filosofia teoretica, Sociologia, Antropologia culturale, Estetica, Filosofia del diritto, Pedagogia 0 Diritto internazionaIe, dove si possono fare tesi di due tipi. Unuesi-teerica euna tesi che si propone.di .a£frontare"" iID problema astratto che puc essere.gia stato O.1DeQO gg~Q.dialtte riflessioni: natura della volonta umana,. il concetto-di liberta, la nozione di reolo sociale, 1'esistenza di .Dio, il codice genetico. Elencati cOSl questi temi fanno immediatamente sorridere, perche si pensa a quei tipi di approccio che Gramsci chiamava ·'brevi cenni sul- . l'universo". E tuttavia insigni pensatori si sono occupati di questi temi. Ma, tranne rad casi, se ne sono occupati in conclusione di un lavoro di meditazione pluridecennale. In mano a1;Ulo_~.!ll4e~~~, ~'~&~n,t:a scientifica necessariamente llini.tata,~questi"Atemi-possono-dare-eE.gine a. due ~oJ~oni.. La prima (che e ancora Ia menD tragica) porta a fare la fesi definita (nel paragrafo precedente) com.e ·'p.8.!?Q.r~ca ". Si tratta il concetto di molo sociale, rna in una serie di autori. E a questo riguardo valgono Ie osservazioni gia fatte. La seconda soluzione epiu preoccupante, perche il candiCIatopresume di pater risolvere neltambito-dLp~agfue'Jt.prOblercia- ·df.Dio:.e:aella definizione della libert8,. La mia esperienza mi dice che gu studenn die'1:ianno-scelto argomenti del genere hanno quasi sempre £atto tesi brevissime, senza apprezzabile organizzazione interna, piu affini a un poema lirieo che a uno' studio scientifico. E di solito quando si obbietta al candidato che il discorso e troppo personalizzato, generico, informale, privo di verifiche storiografiche e di citazioni, egli risponde che non estato capito, che Ia sua tesi e molto piu intelligente di tanti altri esercizi di banale compilazione. Puc darsi che sia vero, ma ancora una volta l'esperienza insegna che di solito questa risposta viene data da un candidato con Ie idee confuse e privo di umilta scientifica e di capacita comunicativa. Cosa si debba intendere per umilta scientifica (che non e una virtU per deboli, ma al contrario una virtU delle persone orgogliose) si dira in IV.2.4. Certo non si puc escludere che il candidato sia un genio, che a soli ventidue anni ha capito tutto, e sia chiaro che sto facendo questa ipotesi senza ombra di ironia. Ma sta di fatto che quando sulla crosta della terra appareun genio dital fatta, l'umanita ci mette molto tempo ad accorgersene, e la sua opera va letta e digerita per un certo numero di anni prima che si colga Ia sua grandezza. Come si puc pretendere che una commissione che sta esaminando non una ma molte tesi colga di primo acchito la grandezza di questo corridore solitario? . ~_ f?~ciamo .pure 1'ipotesi che 10 studen~e_s.i~_ cosciente di avere capito un problema importante: siecome nulla ~~sc~_d~ n.t.1J.J~, egli avra elaborato} -s.~.o} -pe,gsler[sottol irifluenzaoLqualche'·altroautore. Trasformi allora la sua.test datesi teorica'intesi-storiografica, e doe 'rion tratti il problema dell'essere,"1it'oozione di liberta 0 il concetto di azione sodale, ma sviluppi temi come I1 problema dell'essere nel primo Heidegger, La nozione di liberta in K.ant 0 Il concetto di azione socia1e in Parsons. Se.ha del; Ie- idee ocigioali esse~!geranno anche_nel cQm!QntQ cOi'r-lridee-dell:autore...trattato: si possono Cfue molte cose nuove sulla liberta studiando il modo in cui qualcun altro ha parlato della liberta. E se proprio vuole, "'luella che..dov.ev:a..essere..1a,sua tesi teoretica,. d!v~;tti JLc~.plt()!o fig,ll1e...della.sua_t~~i. .storiografica. 11 risultato sara die tutti potranno .canttoUare.:.qlle1~clieJlice ..._perChe-U:iIeritTa-Un pensatore precedenteLL~9_n£~!ti._che_PP)le_in_gis>c~_sara11E. Q...J?.t!1lb!is.~~entec:on~.r().llabili-jL"~§cile muoversi sUI vuoto e istituire un discorso ab initio~~ trovaJ:! e.JIO PJloto-d~a:ppog~o;' specie ~perprdblemi-cOSlvaghi come 1a nozione di essere 0 di liberta. Anche se SI edei . genii, e specie se sl edei genii, non d SI umilia mai partendo da un altro autore. Anche perche pattire da un autore precedente non vuole dire feticizzarlo, adorarlo, 24 II. La sa:lta dell'argomento H2. Tesi storica 0 teorica 25 II.3. Argomenti antichi 0 atgomenti contemporanei? Affrontare .questa questione sembra volet ravvivare Ia antica querelle des anciens et des modernes... E per molte discipline Ia questione non si pone affatto (benche anche una tesi in storia della letteratura latina potrebbe 11.3. Argomenti ahtichi 0 contemporanei 27 vettete sia su Orazio che sulla situazione degli studi oraziani nell'ultimo ventennio). Di converso e Iogico che se ci si laurea in storia della letteratura italiana contemporanea non ci siano alternative. Tuttavia non e raro il caso di uno studente che, di £ronte al consiglio delprofessore di letteratura italiana di laurearsi su un petrarchista cinquecentesco 0 su un arcade, preferisca temi come Pavese, Bassani, Sanguineti. Molte volte Ia scelta nasce da autentica vocazione ed e diflicile contestarla. Altre volte nasce dalla falsa persuasione che un autore contemporaneo sia piu facile e pili divertente. Diciamo subito che f..t:!!!Q!f~£Q11J~mPQrarzeo~Lse}'n.pre . ll.#t..difficik•.fl-vero che eSlste ai,solito una bibliografia pili ridot~~~estLsona..tuttLtepei:ibili, che·ra··prima fise del.Ia documentazione puo essere svolta, anziche ne! chiuso di una biblioteca, in riva al mare con un bel romanzo tra Ie marti. Ma 0 si vuole fare una tesi raffazzonata, r~~S()~~R1,p1!c~mentc;_ q1!eJl.o-c;hi.bgi1riq.~detivilirLcrlttg,.: e.!1llQr.a.JLdis.cQrs.o_.si. ferma .qui (e volendo si puo fare una tesi ancor pili raffazzonata su un petrarchista del cinquecento), oPPJ,:rr~_~.tv~1l0I~."9ire 9:!!.~osa di.P.'!:!9.Y:O, ~.alloraci siaccorge che suIl'autore anticoesistoncLalmeno .delle _griglie.. interpretative sicure su ~cuLsLpuo.. ricamare, mentre sull'autore moderno Ie opinioni sono ancora vaghe e discordi, la nostra capacita critica e falsata dalla mancanza di prospettiva, e tutto diventa enormemente di:fficile. E indubbio che l'a~tic.e-impone_una..let,ttu;a J~~li fl!!i~.~!}.~ ~i~e_rc~.bi],li?grafical:iu ~attefl!~ (.ma. i tlfOIf'sono meno dlspersl ed eSlstono del repertotl blbhografici gia compIeti): ma se si intende la tesi come l'occaslone per imparare a costruire una ricerca, l'autore antico pone piu problemi di addestramento. ~poiJQ _~~4~.hte si..sente portato alla critica~contempwanea> Ja!esi piioess~ie·I'uIfihi.a occiisiOiie-che ha Q[Cgnfro.o..tats.LGorda letteratufit .del passato, per eser:Gi.tar. e..il propJ:iO-gusto. e Ie proprie.capacita di lettura_Cosl ch~ noru.arebbemale cogliere al.voloq~le~ta opportunita. Molti grandi scrittori contemporanei, magiii -(ii~ravan. guardia, non hanrto dato tesi su Montale 0 su Pound, ma '. ;.. "' 26 II. La scelta del!'argomento giurare suile sue parole; si puo anzi partite da un autore per cllinostrare i suoi errori e i suoi limiti. Ma si ha un punto d'appoggio. Dicevano i medievali, che avevano un rispetto esagerato per l'autotita degli autori antichi, che i modetni, pur essendo al loro cospetto dei ..nani", appoggiandosi a loro diventavano "hani sulle spalle di giganti", e quirtdi vedevaho piu in la dei loro predecessoti. Tutte queste osservaziorti hOh valgono per Ie matetie applicative e speritnentali. Se si da una tesi in psicologia l'alternativa non e tra It problema della percezione in Piaget e Il problema della percezione (anche se Uh imprudente potrebbe volersi proporre un tema cosl genericamente peticoloso). L'alternativa alIa tesi storiografica e piuttosto la tesi speririientaTe: ra perce'7ilYne air-coroN iiltih-griippo-ai"l5amlHnt"h7mdicappati. Qui il discorso cambia, perche si ha diritto di affrontarein forma speri~!!!&~..! m~~que~ti9ii~~fiu.);£ge-:$f':R6ssegga ..un:.metodO~.Oi in.et~WJ;:_e. ,si .possa I~v9ril,re. i~Jagioney'~IL cQ!!<:lE:i<:lrft 9i laboratorio con Ia dovuta assistehza:Ma uh bravo studiosQ:~$ periD:ientalerion .coiriliiciaa-cb"rttrbllare .1a .reaZ10ne Q.~~.suoi .soggetti se prima non ha fatto almeno un lavoro panoratPico.{esame degli studi analoghi gia compiuti), perche altritnenti rischierebbe di scoprire l'ombrello, di cllinostrare qualcosa che e gia stato ampiamente cllinostrato, 0 di applicare metodi che si sonO dimostrati fallimentari (anche se puo essere oggetto di ricerca il nuovo controllo di uh metodo che non ha ancora dato risultati soddisfacenti). Quindi uha tesi di carattere speritnentale non puo essere fatta a casa propria, ne il metodo puo essere invehtato. Anche qui si deve partire dal principio che, se si e un nano intelligente, e meglio saltare suile spalle di qualche gigahte, anche se di altezza modesta; o di un altro naho. C'e sempre tempo in seguito per procedere da soli. Non meno di sei mesi, perche anche a volere fare l'equivalente di un buon saggio da rivista, che non prencia pill di sessanta cartelle, tra 10 studiare l'impianto del lavoro, il cercare la bibliografia, 10 schedare i documenti e 10 stendere il testo, sei mesi passano in un 1ampo. Certo uno studioso pill maturo scrive un saggio anche in tempo minore: ma ha aIle spaIle anni e anni di letture, di schede, di appunti, che invece 10 studente deve formare dal niente. Quando si parla di sei mesi 0 tre anni si pensa naturalmente non al tempo di stesura definitiva, che puC> pren- 29 dere anche un mese 0 quindici giorni, a seconda del metodo con cui si elavorato: si pensa a quellasso di tempo che passa dal sorgere della prima idea della tesi aIla consegna finale dell'elaborato. E quindi ci puC> essel:e uno studente che lavora ef!ettivamente aIla tesi per un solo anno ma mette a frutto delle idee e delle 1etture che, senza sape:re dove sarebbe arrivato, aveva accumulato nei due anni precedenti. LUdeale,.~amio parere,escegliere 1a tesi (col rispettivo relatore) ver.so 1afine del seco1'!do anna di universita. A quel punto ci si e gia familiarizzati con Ie varie materie, e si conosce persino l'argomento, la difficolta, 10 stato delle stesse discipline in cui non si eancora dato l'esame. Una scelta cosl tempestiva non e ne compromettente ne irrimediabile. 5i ha un buon annO di tempo per capite che l'idea era sbagliata e cambiare argomento, relatore 0 addirittura disciplina. Si badi bene che anche a impegnare un annO su una tesi di letteratura greca, per poi accorgersi che si preferisce una tesi in storia conteinporanea, non etempo perso del tutto: si sara almeno imparata come formarsi una bibliografia preliminare, come schedare un testo, come organizzare un sommario. Si ricordiquanto si e detto in 1.3.: una tesi serve anzitutto per imparare a coordinare Ie idee, indipendentemente dal suo argomento. Scegliendo quindi la tesi verso la fine del secondo anna si hanno tre estati da dedicare aIla ricerca e, se si puC>, a viaggi di studio; si possono scegliere i programmi degli esami finalizzandoli alla tesi. Certo se si fa una tesi di psico10gia sperimentale edifficile finalizzare ad essa l'esame di letteratura latina; ma con molte altre materie di carattere filosofico e sociologico si puC> concordare col docente alcuni testi, magari in sostituzione di quelli prescritti, che facciano rienttare il discorso di quel1'esame nell'ambito del proprio interesse dominante. Quando questo e possibile senza contorsioni dialettiche 0 trucchetti puerili, un docente intelligente preferisce sempre che 10 studente prepari un esame "motivato" e orientato che non un esame casuale, forzato, preparato senza passione, solo per superare uno scoglio ineliminabile. Scegliere 1a tesi aIla fine del secondo anna signi£ca 28 II. La scelta dell'argomento 11.4. Quanto tempo per una tesi su Dante 0 su Foscolo. ~n.e-sisto-n?- re~o!e p~.cise: e un bravo ricercatore puC> condurre un analisl storlca 0 stilistica su un autore contemporaneo con ll!. stessa penetrazione e precisione filologica con cui si lavora su uno antico. Inoltte il problema varia da disciplina a disciplina. In filoso£a pone forse pill problemi una tesi su Hussed che non una tesi su Cartesio e il rapporto di "facilita" e "leggibilita" si inverte: si legge meglio Pascal che Carnap. Per cui l'unico consiglio che mi sentirei veramente di dare e: 1f/JHJratCSf./...1J,lLcontemporaneo-come se fosse un anticQ,J.. suun antico come se fosseun contemporaneo. Vi divertitete di pill e farete un lavoro pill serio. 11.4. Quanto tempo ci vuole pel: fare una tesi? Diciamo subito: Mfl.piu.di tr.eanni e nonm~,!o di . sei mesi. Non piu di tre anni, perche se in tte anni di lavoron6n si e riusciti a circoscrivere l'argomento e a ttovare la documentazione necessaria, questo signi£ca solo tte cose: 1) si escelta ~ tesi sbagliata superiore aIle nostte forze; 2) si e degli incontentabili che vorrebbero dire tutto, e si continua a lavorare sulla tesi per vent'anni, mentre uno .studioso abile deve essere capace a fissarsi . dei limiti, anche modesti, e a produrre qualcosa di de:finitivo entro quei limiti; 3) einiziata la nevrosi della tesi, la si lascia, la si riprende, ci si sente irrealizzati, si entta in uno stato di dispersione, si usa la tesi come alibi per molte vilta, non ci si laureera mai pill. ---..-,,,- -'-=="~,- & $ .. 2 • avere tempO sino a ottobre del quarto per laurearsi entro i termini ideali avendo avuto a disposizione due anni completi. Niente vieta di scegliere la tesi prima. Niente vieta di sceglierla dopo, se si accetta I'idea di entrare £Uoci corso. 12utt9-~fQnsigg!LgLs.ceglieJ;:la_J;rQ12.QQ...l~...di· A:f:lche perche u.oa...1w,Q~LJ~sLdex.e_~s~~~e__~scussa passe per passe col telatote, nei limiti del possibile:w'E ii01i--fant6-permitiZzare~n docente, ma perche sccivere una tesi ecome scrivete un libro, e unesercizio di comuO1CiiZione- cne' pfesUmel'eSisteDz~ '"di .unpubblic~; "e il relatOteeTunic6c:ampfonedi pub15lic'o~compei:ente'di cui dispone 10 studente durante il corso del proprio lavoro. Una tesi fatta all'uItimo momenta obbliga il re1atore a scorrere rapidamente i capitoli 0 addirittura I'elaborato gia fatto. Se poi il relatore la vede all'ultimo momento, ed e scontento dei risuItati, attacchera il candidato in sede di commissione di laurea, con risuItati sgradevoli. Sgradevoli anche per il relatore, che non dovrebbe mai arrivare in commissione con una tesi che non gli piace: euna scon:fitta anche per lui. Se proprio egli crede che il candidato non riesca a ingranare nel suo lavoro, glielo deve dire prima, consigliandolo di fareun'altra tesi, 0 di aspettare ancora un poco. Se poi il candidato, nonostante questi consigli, ritiene 0 che il relatore abbia torto 0 che il problema del tempo sia pet lui discriminante, affrontera ugualmente l'alea di una discussione burrascosa ma almeno 10 fara a ragion veduta. ~~!~~. 9.':l~~s"eIYazionLsLdeduce-che.la_tesi..di. sci _p!~1, anche se ammessa come minor male-P.Q.Q.J:!lP, pr~s.entaaffatt(:d'optimuII1- (a menD the, come si diceva, l'argomento sce1tonegli ultimi sei mesi permetta di mettere a frutto esperienze elaborate negli anni precedenti). Th.t.!avia ci possono essere casidi necessit~.in.cui biso~.} iso~Ee~tt~~-s~i§esi. E anora }~. p:~tt~jl.LttOv!! I~ unargomento die possa essere affrontato 1nmod~ dlgnitoso,' e serio fu 'quel periodo di .tempo. Non vorrei the tutto questo discorso fosse preso in sensO troppo "commerciale", come se stessimo vendendo ~'tesi da sci mesi" e "tesi da sei anni", a prezzi divetsi e per ogni tipo di cliente. Ma e certo che ci..,pu.9 anche essere una buon~.~tesLda-sei-·mest. I .tequisitLdella-tesi da.seimesi. sono: 1) l'argo:rp.entQ..deve.essere circoscritto; 2) targomento.deve. essere possibilmente-CGAtempora- nee-, per. non dovere Cercare una bibliografia the rimonti ai greci; oppure deve essere un argomento marginale su cui e stato scritto pochissimo; 3) i docuxn.~.ti Q.logoLgenere...debbono.c.:essere...d.isponibili inAl~area-ristrettl1" e-facilmente.consuItabili. ITA. Quanto tempo per una tesi 31 Facciamo alcuni esempi. Se scelgo come argomento La chiesa di Santa Maria del Castello di Alessandria, posSO sperare di trovare tutto quello che rni serve per ricostruirne la storia e la vicenda dei restauri nella biblioteca civica di Alessandria e negli archivi dttadini. Dico "posso sperare" perche sto facendo una ipotesi, e mi metto nelle .condizioni di uno studente che sta cercando una tesi da sei rnesi. Ma dovrei informarmi, prima di partite col progetto, per controllare se Ia mia ipotesi e valida. In piu dovrei essere uno studente cheabita in provincia di Alessandria; se abito a Caltanissetta, ho avuto. una pessima idea. Inoltre c'e un ••ma". Se alcuni documenti fossero disponibili, rna si trattasse di rnanoscritti medievali non mai pubblicati, dovrei saper qualcosa di paleologia, e cioe possedere una tecnica di lettura e decifrazione dei manoscritti. Ed ecco che questo argomento, che sembrava cosl facile, diventa difficile. Se invece scopro che tutto estato pubblicato, ~lmeno dall'Ottocento in avanti, mi muovo suI sicuro. Altro esempio. Raffaele La Capria e uno serittore contemporaneo che ha scntto solo tte romanzi e un libro di saggi. Tutti sono ota pubblicati dallo stesso editore, Bompiani. Immaginiamo una tesi dal titolo La fortuna di Raffaele La Capria nella critica italiana contemporanea. Siccome ogni editore ha nei propri archivi, di solito, i ritagli stampa di tutti i saggi critici e gli articoli apparsi sui suoi autori, con una serie di sedute alla sede della casa editrice a Milano posso sperare di avere schedato Ia quasi totallta dei testi che mi interessano. In piu l'autore e vivente, e posso scrivergli 0 andare a intervistarlo, ricavandone altre indicazioni biqliografiche e, quasi certa- 30 II. La scelta del1'argomentO mente, delle fotocopie di testi che mi interessano. Naturalmente undato saggio critico mi rimandera ad altri autori a cui La Capria viene paragonato 0 contrapposto. II campo si allarga un P?c~, ma it; modo r~,gionev<;>17' E poi se ho sce1to La Caprla e perche avevc gla al:Unl l~teressi di letteratura italiana contemporanea, altr1mentl la decisione e stata presa cinicamente, a freddo, e avventatamente al tempo stesso. . Altra tesi da sei mesi: L'interpretazione della seconda guerra mondiale nei libri di storia per Ie scuole m.edi~ dell'ultirno quinquennio.E forse un poco complesso lOdividuare tutti i libri di storia in circolazione, ma Ie case editrici scolastiche non sono poi tantissime. Una volta avuti 0 fotocopiati i testi, si sa che queste trattazioni occupano poche pagine e il lavoro di comparazione puo essere fatto, e anche bene, in poco tempo: Naturalmente non si puo giudicare il modo con cui un libro parla della seconda guerra mondiale se non si confronta questa :rattazione specmca al quadro storieo generale che quel libro ollie; e quindi c'e da lavorare un po' in profondita. Ne si puo partite senza avere assunto come parametro una mezza dozzina di storie accreditate della seconda guerra mon· diale. Ma e chiaro che se si eliminassero tuttequeste forme di controllo critico, la tesi si potrebbe fare non in sei mesi ma in una settimana e allora non sarebbe una tesi di laurea ma un articolo di giornale, magari arguto e bril1ante, m~ incapace di documentare Ie capacita di ricerca del candidato. Che se poi si vuole fare la tesi da sei mesi, ma lavorandoci un'ora al. giorno, allora e inutile continuare a discutere. Rimandiamo ai consigli dati al paragrafo 1.2. . Copiate una tesi qualsiasi e fate1a finita. II.5. E necessario conoscere Ie lingue straniere? Questo paragrafo non riguarda coloro che preparano una tesi in una lingua 0 letteratura straniera. E infatti auspicabile che costoro conoscano 1a lingua su cui danno 1a tesi. Sarebbe ami auspicabile che, se si da una tesi su di un autore francese, la stessa tesi fosse scritta in francese. In molte universita straniere si fa cosl, ed egiusto. Ma poniamoci il problema di chi dia una tesi in £10- sofia, in sociologia, in giurisprudenza, in scienze politiche, in storia, in scienze naturali. Nasce sempre la necessita di leg~re. un_u.br,Q_.§critto.jn:-tili~J.i,iW~.C~tr~!iier~,. aD:ches·e1a tesi fosse in storia italiana, anche se fosse su Dante 0 suI Rinascimento, dato che dantisti e rinasdmentisti illustri hanno scritto in inglese 0 tedesco. :QLs9!!t<;> in qu~.stLcasi sLc;oglie J:occasion~ .della..tesi pe.r._.c9!P~~C!are. gjeggeteJuJJ.naJingua.c;he·non si conosce. Motivati dall'argomento, con un po' di fatica si incomincia a capire qualcosa. ~Jte. una lIDguaJa~Limpara cas.L...Di..solito.non..siriescepoi-a-parlarla,..m.a..I!i.. si.puo 1eggere..Meglio cheniente. .... Se su un data argomento esiste. un solo libro in tede-sco e non si sa i1 tedesco, si puo anche risolvere iI problema facendosi leggere i capitoli ritenuti pill importanti da qualcuno: si avra i1 pudore di non basarsi troppo i\U queI libro, rna almeno si potra Iegittimamente inserirlo nella bibliografia perche se ne e presa visione. Ma tutti questi sono problemi secondari. II problema prindpaIe e: bi!og.na..._~£~gliere ..!lna )e.sL che. non irnplichi Ia C01J.E.~ff!Jza..dUingue. cbe... non so 0 non sana a#P,OS(6t[J1Jt..JJ.arare. E certe volte si sceglie una tesi senza conoscere i rischi a cui si va incontro. Per intanto vediamo di esaminare aIcuni casi imprescindibiIi: 1) N~.o fare unrU..£r,S~1:Z....a14_Q!e slraniero se q!f:!!.!2fl...tJl9.'...U9!! vien, If:JJ.Q. in origt!!gle. La' cosa sem-=bra andare da se se si tratta di un poeta, rna moIti credono che per una tesi su Kant, su Freud 0 su Adam Smith questa precauzione non sia necessaria. Invece 10 e per due ragioni: anzitutto non sempre di quell'autore sono tradotte tulte Ie opere e talora anche I'ignoranza di uno scritto minore puC> compromettere Ia comprensione del suo pensieroo della sua formazione intellettuale; in secondo Iuogo, dato un autore, la maggior parte della letteratura su di esso e di solito nella lingua in cui egIi ha scritto, e se l'autore e tradotto non serripre 10 sono i suoi interpreti; infine non sempre Ie traduzioni rendono giustizia al pensiero di un autore, mentre fare una tesi significa proprio riscoprire il suo pensiero originale proprio 180 dove e stato falsato da traduzioni 0 divulgazioni di vario genere; fare una tesi vuole dire andare al di Ia 32 II. La scelta dell'argomento II.5. Le lingue straniere 33 34 II. La scelta dell'argomento II.5. Le Iingue straniere 35 J I delle formule diffuse dai manualetti sco1astici, del tipo "Foscolo e classico e Leopardi e romantico" 0 "Platone eidealista e Arlstotele realista", oppure "Pascal e per il Cllore e Cartesio eper 1a ragione". 2) N.QnJtp~o.Jare una tesi su un argomento se Ie opere piu importanti su di esso sono scritte in una. lingua 'chenoti-conosciamg. Uno-studente, che sapesse ottimaliiem: etrtF"~ non sapesse il francese, oggi non pottebbe fare una tesi su Nietzsche, che pure ha scritto in tedesco: e questo perche da dieci anni a questa parte alcune delle piu interessanti rlvalutazioni di Nietzsche sono state scritte in francese. Lo stesso vale pet Freud: sarebbe difficile rileggere il maestro viennese senza tener conto di quello che vi hanno 1etto i revisionisti ameri- , cani 0 gli strutturalisti francesi. 3)..#~pub-fare-unt.r··tesi,-su..un~autore-()...su.. un argomenlo leggendo solo Ie opere scritte nelleJingue-ehe C!2!Jpsciamo. Chi ci dice che l'opera decisiva non sia scrltta nell'unica lingua che non conosciamo? Certo quest'ordine di considerazioni puo condurre alIa nevrosi, e occorre rnuoversi con buon senso. Ci sono delle regole di correttezza scientifica per cui e 1ecito, se su un autore Inglese e stato scrltto quakosa in giapponese, avvertire che si conosce l'esistenza di quello studio rna che non 10 si e letto. Questa "licenza di ignorare" si estende di solito aIle lingue non occidentali e aIle lingue slave, COSl che avviene che ci siano studi serissimi su Marx che arnrnettono di non aver preso conoscenza delle opere in russo. Ma in questi casi 10 studioso serio puo sernpre sapere (e mostrare di sapere) cosa hanno detto in sintesi quelle opere, dato che sono reperibili recensioni 0 estratti con riassunti. Di solito Ie riviste scientHiche sovietiche, bulgare, cecoslovacche, israeliane eccetera forniscono in cake dei riassunti degli articoli in Inglese 0 francese. Ed ecco che, anche se si lavora su un autore francese, puo essere lecho non conocere il russo, ma e indispensabile leggere almeno l'ing1ese, per aggirare l'ostacolo. Qgindi prima,di stabilite l'argomento di una teSi blsogna avere l'accortezza di dare..una prima oechfata-~.~a bibliografia esistente per sincerarsi che non ci siano note- '-_....-....-._."~ .. voli difficolta linguistiche. Certi casi sono noti in anticipo. Impensabile dare una tesi in filologia greca senza conoscere il tedesco, perche in tedesco ci sono valanghe di studi importanti in materia. Il'l-ogni-casEHa-tesi-serve-pe:r-farsLutt3gfurinatura ~!...minologi<:JI..g,enerale,-su-l:1;}tte-le-lingye-e€ddentan, perche andle se non si legge il russo occorre almeno essere in grado di riconoscere i caratteri cirillici e capire se un libro citato parla di arte 0 di scienza. A leggere il cirillico si impara in una serata, e a sapere che iskusstvo signHica arte e nauka signHica scienza ci si arriva dopo aver com.. parato qualche titolo. Non bisogna lasdarsi terrorizzare; occorre intendere la tesi come una occasione unica per fare qualche esercizio che d servira sin che vivremo. Tutte queste osservazioni non tengono conto del fatto che l~cosa migliore, se si. deve affl'ontare una bibliograna stranfefa;epreffdefe-Sin~ annare'a' passareguafche timpo neI 'paese in 'questlone": -ma-queste 'son<) soluziotrl costo-se, equfs! c-e!ca -df Cfite-'consigH anche allo studente che non ha queste possibilita. Ma facdamo un'ultima ipotesi, la piu conciliante. Supponiamo che ci sia uno studente che ha interessi suI problema della percezione visiva applicato alIa tematica delle arti. Questo studente non conosee Ie lingue straniere e non ha tempo per impararle (0 ha dei blocchf psicologid: d sono persone che imparano 10 svedese in una settimana e altre chein died anni non rlescono a parlare ragionevolmente in ftancese). Inoltre deve dare, per motivi economici, una tesi da sei mesi. Tuttavia e lnteressato sinceramente al suo argomento, vuoIe finite l'universha per lavorare, ma poi intende rlprendere il tema prescelto e approfondirlo con maggior calma. Dobbiamo pensare anche a lui. Bene, questo studente puo proporsi un tema del ripo I problemi della percezione visiva nei loro rapporti con Ie arti figurative in aleuni autori contemporanei. sara opportuno tracdare anzitutto un quadro della problematica psicologica in argomento, e su questo esistono una serle di opere tradotte in italiano, da Ocehio e eervello di Gregory ai maggiori testi della psicologia della forma e .~-~,.,..,.,.~~-,.~"."".",.~ t _ - - ..........- - - della psicologia ttansazi?nale.. Poi si pub .mettere ,a fuoco 1a tematica di tte auton, pomamo Arnheun per 1approccia gestaltistico, Gombrich per quello semiologico-informazionale Panofsky per i saggi sulla prospettiva dal punta di ~ista iconologico. In questi tte autori si dibatte in fonda da tte punti di vista diversi il rapporto tra rnaturalita e "culturalita" della percezione delle immagini. Per situare questi tre autori in un panorama di sfondo esistono alcune opere di raccordo, per esempio i libri di Gillo Dor£les. Una volta ttacciate. queste tre prospettive, 10 studente potta anme tentare di rileggere i dati prob1ematici acquisiti alla luce di un'opera d'arte particu! are, magari riproponendo una interpretazione ormai ~lassica (per esempio il modo in cui Longhi analizza Plero della Francesca) e integrando1a con i dati pill "contemporanei" me ha raccolto. II prodotto finale non sara nulla di originale, restera a meta tta la tesi panoramica e 1a tesi monogra£ica, ma sara state possibile elaborarlo sulla base di traduzioni italiane. Lo studente non sara rimproverato per non aver letto tutto Panofsky, anme quello me esiste solo in tedesco 0 in inglese, perme non si ttattera di una tesi su Panofsky, ma di una tesi su un problema, in cui il ricorso a Panofsky entra solo per un certo aspetto, come ruerimento ad alcune questioni. . Come gia si e detto nel paragrafo ILL questo tlPO di tesi non eil pill consigliabile, perche rischia l'incomp1etezza e la genericita:sia chiaro me si tratta di un esempio di tesi da sei mesi per studente urgentemente interessato ad accantonare dati preliminari su un problema me gli staa cuore. E una soluzione di ripiego, rna puc essere risolta in modo almeno dignitoso. In ogni caso, s~. ~i..J-.at),O.o.leJ.inguee-.Sttaniere-.e non si pup CQglier.e '1a P~Zlesa-eeea~eJ1a-tesi-pet cominciare a.Jmpanrfie,-brseluziGoe-piii ragionevaJ.e...e-la tesi su un ~omento-Spefificamente it.:iliapG-il1~cuij --nmliiietr1r1etteratura straniera siano-eIiminabili a ri~ol:._ Vlhili-fitorrendo~a·pochi testi gia statl tradotti:-Cosl chi volesse-tare- una-tesi' suModellrdel 'romanzo storieo nelle opere narrative di Garibaldi, dovrebbe S1 conoscere alcune nozioni basilari sulle origini del romanzo storico e su Walter Scott (oltre naturalmente alla polemica otton. 6. Tesi scientifica 0 politica .37 centesca italiana sullo stesso argomento), ma potrebbe trovare alcune opere di consultazione nella nostra lingua e avrebbe 1a possibilita di leggere in Italiano almeno Ie opere maggiori di Scott, specie cercandone in biblioteca Ie ttaduzioni ottocentesche. E meno problemi ancora porrebbe un tema come L'influenza del Guerrazzi nella cultura risorgimentale italiana. Naturalmente, senza mai partire da ottimismi preconcetti: e varra la pena di consultare bene Ie bibliogra£ie per vedere se e quali autori sttanieri abbiano toccata questa argomento. II.6. Tesi ~/ scientifica" a tesi politica? Dopa la contestazione studentesca del 1968 e invalsa l'opinione che non si debbano fare tesi di argomenti "culturali" a libreschi bens1 tesi legate a diretti interessi politici e sociali. Se questo eil punto allora il titolo del presente capitola e provocatorio e ingannevole perche 1ascia pensare che una tesi "politica" non sia "scientifica". Ora nell'universita si parIa sovente di scienza, scientmcita, ricerca scientmca, valore scientifico di un elaborata, e questo termine puC> dare luogo sia a equivoci involontari, sia a mistmcazioni sia a illeciti sospetti di imbalsamazione della cultura. 11.6.1. Cos)e la sdentifieita? Per taluni 1a scienza si identifica can Ie scienze naturali 0 can la ricerca su basi quantitative: una ricerca non e scientifica se non procede per formule e diagrammi. A tale titolo pertanto non sarebbe scientmca una ricerca sulla morale in Aristotele, ma non 10 sarebbe neppure una ricerca su coscienza di classe e rivolte contadine durante 1a ruorma protestante. Evidentemente non e questa il sensa me si da a1 termine "scientifico" all'universita. Cerchiamo quindi di definite ache titolo un lavoro puC> dirsi scientmco in .sensa vasto. II madelIa puC> essere benissimo quello delle scienze naturali come si sana proposte sin dall'inizio dell'evo moderno.. Una ricerca e scientifi~uando risponde ai ~~""------ ' .. - .. _._-- seguentl reqUl~~tl: --="TUl,.ilcerca verte. su.di. un oggetto.J'.iconoscibile...~ definito !n modo tale ehe sia riqonoscibile anche dagl: 36 II. La sceIta deIl'argomento 38 II. La scelta dell'argomento II.6. Tesi scientifica 0 politica 39 altri. II termine oggetto non ha necessariamente un si- -giilifcato fisico. Anche la radice quadrata e un oggetto, anche se nessuno l'ha mai vista. La classe sociale e un oggetto di ricerca, anche se qualcuno potrebbe obbiettare che si conoscono solo individui 0 medie statistiche e non classi vere e proprie. Ma in tal senso non avrebbe realta fisic~ neppure la classe di tutti i numeri interi superiori al 3725, di cui pure un matematico potrebbe occuparsi benissimo. Definire l'oggetto significa allora definite Ie condizioni alle quali possiamo parlarne in base ad alcune regole che noi parremo a altri hanna posta prima di noi. Se noi poniamo Ie regole in base alle quali un numero intero superiore al 3725 puc essere riconosciuto quaJora 10 si incontri, abbiamo posto Ie regole di riconoscibilita del nostro oggetto. Sorgono naturalmente dei problemi se dobbiamo parlare per esempio di unessere favoloso di cui per opinione comune si riconosce l'inesistenza, come ad esempio il centauro. A questo punto noi abbiamo tre alternative. Anzitutto possiamo decidere di parlare dei centauri come essi vengono presentati nella mitologia classica e cosl il nostro oggetto diventa pubblicamente riconoscibile e individuabile, perche abbiamo a che fare con testi (verbali 0 visivi) in cui si parla di centauri. E si trattera allora di dire quali caratteristiche deve avere un ente di cui parla la mitologia classica perche sia riconoscibile come centauro. In secondo luogo possiamo anche stabilire di condurre una indagine ipotetica sulle caratteristiche che dovrebbe avere una creatura vivente in un mondo passibile (che non e quello reale) per poter essere un centauro. AIlora dovremmo definire Ie condizioni di sussistenza di questo mondo possibile avvertendo che tutta la nostra trattazione si svolge nell'ambito di questa ipotesi. Se ci manteniamo rigorosamente fedeli all'assunzione di partenza, possiamo dire di parlare di un "oggetto" che ha qualche possibilita di essere oggetto di indagine scientifica. In terzo luogo noi possiamo decidere 'di avere prove sufficienti per dimostrare che i centauri esistono davvero. E in tal caso, per costituite un oggetto attendibile di discorso dovremo produrre delle prove (scheletri, resti ossei, impronte su calate vulcaniche, fotografie fatte ai raggi infrarossi nel boschidella Grecia 0 quanto altro vorremo), purche anche gli altri possano consentire sui fatto che, giusta 0 sbagliata che sia la nostra ipotesi, c'e qualcosa su cui si puC> parlare. Naturalmente questo esempio e paradossale e non credo che nessuno voglia fare tesi sui centauri, specie per quanta riguarda la terza alternativa, rna mi premeva mostrare come ~ possa.s.em~~costituite.un oggetto.,_di ~ce~ca r~conosc~7ll!!1~Ifj:~.a -cfiii{'.§E~~~ni. ~ se--st-l'"t1e-fatIo-col centaurl, altrettanto Sl potra Cfire di nozioni come comportamento morale, desideri, valori 0 l'idea del progresso storico. :2LLa ricerca deve dire su questo _Q~t.iLG.'~a.enon,..! gnq" tiE....s!..ate..leJt~ ~opPtlte._ riye~~r.~.. c().r.L!lP'otti~~. diY.exsa Ie cose... che-sono.-gia....state.~dette.Un elaborato matematicamente esatto che servisse a dimostrare coi metodi tradizionali il teorema di Pitagora non sarebbe un lavoro scientifico, perche nOn aggiungerebbe nulla alle nostre conoscenze. Sarebbe al massimo un buon lavoro di divulgazione, come un manuale che insegnasse a costruirsi una cuccia per cani usanda legno, chiodi, pialla, sega e martello. Come abbiamogia detto in 1.1. anche una tesi di compilazione puC> essere scientincamente utile perche il compilatore ha messo insieme e collegato in modo organico Ie opinioni gia espresse da altri sullo stesso argomento. AIlo stesso titolo unmanuale di istruzioni su come farsi una cuccia per cani non elavoro scien· tifico, rna un'opera che paragoni e discuta tutti i metodi noti per fare una cuccia per cani puC> gia avanzare qualche modesta pretesa di scientincita. C'e solo una cosa da tener presente: che un'opera di compilazione ha .qualche utilita scientinca se non esiste ancora nulla di simile in quel campo. Se ci sono gia opere comparative sui sistemi per cucce per cani, farne un'altta_ uguale e una perdita di tempo (0 un plagio). 3) La ricercadeve..essere...utilew.agILaltri. E utile un articolo-c:Fie~ presenti una nuova scoperta suI comportamento delle particelle elementari. E utile un articolo che racconti come e stata scoperta una lettera inedita di Leopardi e latrascrive per intero. Un lavoro escientifico se (osservati i requisiti di cui ai punti 1 e 2) aggiunge ....::------".---.-.-~--. a".... t _ _ qualcosa a quello che la comunita sapeva gia e se tutti i lavori futurl sullo stesso argomento dovranno, almeno in teoria tenerne conto. Naturalmente l'importanzascie~tifica e ::Ommisurata al grado. eli inelispensabilidl .che ~ contributo esibisce. Ci sono dei conttibuti dopo 1qU:ili gli. studiosi se non ne tengono conto, non possono dire nulla di bu~no. E ce ne sono altri eli cui gli stueliosi non farebbero male a tener conto, ma anche se non 10 fanno non muore nessuno. Recentemente sono state pubblicate delle lettere cbe James Joyce scriveva alla ~oglie s~ scottanti problemi sessuali. In~ub~iamente chi domam stueli la genesi del personagglO di Molly Bloo~ nell'Ulisse di Joyce potra essere aiutato dal fatto eli con?scere che nella vita privata Joyce attribuiva ~ moglie una sessualita vivace e sviluppata come quella di Molly; e quineli si ttatta eli un utile conttibuto scientifico. D'altta parte ci sono delle mirabili interpretazioni dell'Ulis~e in cui il personaggio eli Molly e stat~ mes~o a .fuoco m modo esatto anche facendo a meno eli que1 dat1; e dunque si ttatta eli un conttibuto non inelispensabile: Invece quando e stato pubblicato Stephen Hero, la p~a versione del romanzo joyciano A portrait of the arttst as a young man, tutti si sono accorti che era fo?dame.ntale tenerne conto per capire 10 sviluppo dello sctlt~ore ulandese. Era un conttibuto scientifico indispensabile. . Ora qualcuno potrebbe riportare alfa lu~e ?,no ~ q?,e~ documenti sovente ironizzati a proposlto eli r1goros1ssllIU fil010gi tedeschi, che si chiamano "note della lav~daia":. e cbe sono infatti testi eli valore infimo, in CUl magatl l'autore aveva annotato Ie spese da fare in que! giorno. Talora sonoutili ancbe dati del genere percbe magari gettano una luce di umanita su U? artista che: tutti supponevano isolato da1 mondo, 0 tlvelano che '? quel tal periodo egli viveva assai poveramente. Tal?ra m~:ce non aggiungono proprio nulla a quello cbe S1 sa' g1a, sono piccole curiosita biograficbe e non hanno alcun. valore scientifico, anche se ci sono delle persone cbe S1 fanno una fama eli ricercatori instancabili portando alla luce simili inezie. Non ecbe si debba scoraggiare coloro che si elivertono a far simili ricerche, ma non si puo padare di progresso della conoscenza umana e sarebbe assai piu utile, se non dal punto di vista scientifico almeno da quello pedagogico, serivere un buon libretto elivulgativo che raccontasse la vita e riassumesse Ie opere di quell'autore. 5) J,;,Uicerca deve fo!..'!it!~.eJ1.ti--Pt.T_l.a...JH:J:ificae." P.!L. JgJ4rstfiJl=??:.rr?p'q.~e.!i.cp.f ..pr.£.s.e1J.ta.._.e _pertant() (levefornit'e gli elem.enti per una sua ..continuazionepubblica. Questo eun requisito fondamentale. 10 posso voler dimosttare che esistono dei centauri nel Peloponneso, ma devo fare quattro cose precise: (a) produrre delle prove (come si edetto, almeno un osso caudale); (b) dire come ho proceduto per trovare i1 reperto; (c) dire come si dovrebbe procedere per trovarne altri; (d) dire possibilmente quale tipo eli osso (0 eli altro reperto), il giorno che fosse trovato, manderebbe all'aria la mia ipotesi. In questo modo io non solo ho fornito Ie prove per la mia ipotesi, ma ho fatto in modo che ancbe altri possana continuare a cercare 0 per confermarla 0 per metterla in questione. 10 stesso accade .con qualsiasi aItro argomento. Poniamo che io facda una tesi per elimostrare che in un movimento extraparlamentare del 1969 vi erano due componenti, una leninista e l'altra trozskysta, anche· se comunem.ente si ritiene che esso fosse del tutto omogen~. Dovro prod~rre. documenti (volantini, registrazioni dt assembIee, artlcoh, eccetera) per elimostrare che ho ragione; dovro dire come ho proceduto per trovare que! materiale e dove l'ho trovato, in modo che altri possano continuare a cercare in quella direzione; e dovro dire secondo quali criteri ho attribwto il materiale probante a ~embri eli quel gruppo. Per esempio, se i1 gruppo si e sClOlto ne1 1970 devo dire se considero espressione eli que! gruppo solo i1 materiale teorico prodotto dai suoi membri entro tale data (ma aIlora dovro dire secondo quali criteri giudico certe perSOl1e membri del gruppo: tesseramento, partecipazione aIle assemblee, presunzioni della polizia?); oppure se considero anche dei testi prodotti da ex membri del gruppo dopo i1 suo scioglimento, partendo dal principio che se essi hanno espresso dopo queUe idee significa che Ie coltivavano gia, magari in II. La scelts. deU'argomento 11.6. Tesi scientifica 0 politica 41 40 sordina, durante i1 periodo d'attivita del gruppo. Solo in tal modo formsco ad altri la possibilita di fare nuove indagini e di mostrare, per esempio, che i mid rilievi erano errati perche, poniamo, non si poteva considerare membro del gruppo un tizio che ne faceva parte secondo la polizia ma che non e mai stato riconosciuto come tale dagli altri membri, almeno a. giudica.re dai documenti di cui si dispone. Ed ecco che ho presentato cosl una ipotesi, delle prove e dei procedimenti di vermca e di falsmca. Ho scelto apposta argomenti diversissimi proprio per dim?strare c?e. i~.9.lE.~!:i_ di !9~?.!~~~~Lp'~~~()Q(LllP.Qg: carSl a qualslasl tlpoal lOdllglOe.., Quante ho' dettb d riporta alIa artiflciosa opposizione tra tesi "sdentifica." e tesi ~'politica". Si pub fare una tesi politiea osservando tutte le regole-Jrsci'efztifreita neces~ark. Ci puo essere anche una tesi che raccbnta .> -uriaesperienza di informa.zione alternativll mediante sistemi audiovisivi in una comunita operaia: essa. sara sdentifica nella misura in cui documented in modo pubblico e controlla-bile la mia esperienza e permettera a qualcuno di rttarla sia per ottenere gli stessi risultati sia per scoprire che i miei risultati erano stati casuali e non erano af!atto dowti al mio intervento, ma ad altri fattori che io non ho considerato. 11 bello di un proceditnento scientmco e che essO non fa mai perdere tempo agli altn: anche la.vorare sulla scia. di una ipotesi sdentifica. per scoprire poi che bisogna confutarla signmca avere fatto qualcosa di utile sotto l'impulso di una proposta precedente. S.s:)a mia tesi ha servito a stimolare qualcuno per fare altre espetleY1ie di contto1iiformazione tra operai (anche se Ie mie presupposizioni erano ingenue) h.Q_ottt:!luto9.ual~9~.a..dLutile. In questo senso si vede che non c'e opposizione tra tesi scientifica e tesi politica. Da un lato si puo dire che ogniJa.v:oro.-.scientifico".in quanto._cont.ri1:?~!tc~..a11o_s:llilup£? della conO$cenza a.ltruit..hll_§~!I1P!.~y'alore....poli.-.-. tieo-posiiiV6 (ha valore politico negativo ogni aziooe che tenda a. bloccare il processo di conoscenza) ma dall'altro si deve sicuramente dire che ogpj.Jmpresa politica. con p'ossibilita di successo deve avere una'Ease' ill serieta s~--'- E come avete visto si puo fa.re una tesi ··scientificaanche senon si usano i logatitmi 0 Ie provette. 11.6.2. Argomenti stoneo-teo-rici 0 esperienze "ealde"? A questo punto pero il nostto problema iniziale si presentariformulato in un altro modo: e..pi.U utile flue una tesi di erudizione 0 una tesi legata ~.!lP.f.r:i..gn:z.e-.Jl!!JtieEe, a tmpegm soetati71ireFlii'1'i1'"aI.tre parole epiu utile fire una tesi in cui si parH di autori celebri 0 di testi antichi 0 una tesi che mi imponga un intervento diretto nella contemporaneita, sia esso di ~jll~.Je.or.i~o (per esempio: i1 concetto di sfruttamento nelI'ideologia neecapitalistica) 0 di ..Q!dine pratico (per esempio: ricerca suile condizioni dei Earacca.t:riilla periferia di Roma)? Di per see 18. domanda e oziosa. Ciascuno fa cio che g!L~ce, e se uno studente ha pas;Uoquatti'O"'anni a studia.reIa filologia. romanza nessuQ() puo pretendere che si occupi dei bara.cca.ti,cosl come sarebbe assurdo pretendere un atto di "umilta accademica,. da parte di chi ha passa.to quattro a.nni con Danilo Dold, chiedendogli una tesi sui Reali di Francia. Ma. supponiamo che la domanda sia fatta da uno studente in crisi, che si chiede a cosa gli servano gli studi universita.ri e specialmente la. esperienza della tesi. Supponiamo che questo studente a.bbia interessi politid e sociali spiccati e che tema di tradire 1a sua vocazione dedicandosi a temi "libreschi". Ora se costui e gia immesso in una esperienza. politico- sociale che gli lasda intra.vvedere la possibilita di trame un discorso conclusivo, sa.ra bene che si ponga il problema di come tratta.re scientificamente la sua. esperienza. Ma se questa esperienza non e stata fatta, allora mi pare che la domanda esprima solo una inquietudine nobile ma ingenua.: Abbia.mo gia detto che l'esperienza di ricerca imposta da. una tesi serve sempre pet la nostra vita fututa (professionale 0 politica che sia) e non tanto per it tema che si scegliera quanto per l'addestra.mento che esso impone, per la. scuola di rigore, per la capadta di organizzazione del materiale che essa richiede. ParadossaItnente potremo dunque dire che uno Stu- 42 II. La scelta dell'argomento .. ILl,. Tesi scientifica 0 politica 43 ~~,"'--..,.- ;'--"~-;--~-._, .... ._--,--------- ce di una buffonata, e non solo rispetto ai criteri universitari, ma proprio.rispetto ai criteri politici. C'e un modo serio e un modo irresponsabile di far politica. Un politico che decida un piano di svlluppo senza avere informazioni suflicienrl sulla situazione della societa esoltanto un buffone, quando non e un criminale. E si puC> rendere un pessimo servizio alla propria parte politica facendo una tesi politica priva di requisiti scientifici. Abbiamo gia detto in II.6.1. quali siano questi requisirl e come essi siano essenziali anche per un intervento politico serio. Una volta ho visto uno studente che dava un esame su problemi di comumcazione di massa asserendo che aveva fatto una "inchiesta" sui pubblico della televisione presso i lavoratori di una certa zona. In realta aveva interrogato, registratore alla mano, una dozzina di pendolari durante due viaggi in treno. Era naturale che quello che veniva fuori da questa trascrizione di opimom non fosse una inchiesta. E non solo perche non aveva i requisiti di verificabilita di ogni inchiesta che si rispetti, ma anche perche i risultati che ne venivano fuori erano cose che si potevano bemssimo immagmare anche senza fare ricerche. Tanto per fare un esempio si puC> prevedere anche stando a tavoIino· che, su dodici persone, Ia maggioranza dica che gli piace vedere Ia partita in diretta. E quindi presentare una pseudo inchiesta di trenta pagine per arrivare a questo bel risuItato euna buffonata. Ed e un autoinganno per 10 studente, che crede di avere acquisito dei dati "oggettivi" mentre ha solo confortato in modo approssimativo Ie proprie opinioni. Ora il rischio della superfidalita esiste specialmente per Ie tesi a carattere politico, per due ragioni: (a) perche in una tesi storica 0 filologica esistono dei metodi tradizionali di indagine a cui il ricercatore non si pub sottrarre, mentre per lavori su fenomem sociali in evoluzione moIte volte il metodo deve essere inventato (per questo sovente una buona tesi pOlitica e piu difficile di una tranquilla tesi storica); (b) perche molta metodoIogia della ricerca sociale "all'americana" ha feticizzato i metodi statistico quantitativi, producendo enormi ricerche che non servono alla comprensione dei fenomeni reali e di conseguenza molti giovani politicizzati professano un at- II. La scelta dell'argolllento II.6. Tesi scientifica 0 politica 4.5 dente con interessi politici non li tradira neppure se fara una tesi sulla ricorrenza dei pronomi din:lostrativi in uno scrittore di botanica del Settecento. 0 sulla teoria dell'impetus nella scienza pregalileiana. 0 sulle geometrie non euc1idee. 0 sugli· albori del dirittto ecclesiastico. 0 sulla setta mistica degli Esicasti. 0 sulla medicina· araba medievale. 0 sull'articolo del codice di diritto penale concernente la turbativa di aste pubbliche. Si possono coltivare interessi politici, ad esempio sindacali anche facendo una buona tesi storica sui movimenti' operai del secolo scorso. Si possono capire Ie esigenze contemporanee di controinformazione presso Ie classi subalterne studiando 10 stile, la diffusione, Ie modalita produttive delle xilografie popolari nel periodo rinascimentale. . E a voler essere polemico, a uno studen~e che sino a oggi abbia fatto solo attivita politica e sociale, consiglierei proprio una di queste tesi, anziche il racconto delle proprie esperienze dirette, perche e chiaro che il lavoro di tesi sara l'uItima occasione che avra per farsi delle cono· scenze storiche, teoriche, tecniche e per imparare dei sistemi di documentazione (nonche di riflettere in modo piu disteso sui presupposti teorici 0 storici del proprio Iavoro politico). Naturalmente questa e solo la mia opinione. Proprio per. rispettare un'opinione diversa mi pongo invece dal punto di vista di chi, immerso in una attivita politica, voglia finalizzare la propria tesi al proprio lavoro e Ie proprie esperienze di Iavoro politico alIa redazione della tesi- E pOssibile, e si pub fare un ottimo lavoro: ma bisogna dire con estrema chiarezza e severita una serie di cose, proprio a difesa della rispettabilita di una impresa del genere. Accade talvolta che 10 studente abborracci un centi· naio di pagine che raccolgono volantini, registrazioni di diseussioni, relazioni di attivita, statistiche magari prese a prestito da qualche lavoro precedente, e presenti il suo elaborato come tesi ..politica". E accade talora che la commissione di tesi, per pigrizia, per demagogia 0 per incompetenza, prenda il Iavoro per buono. Si tratta inveteggiamento di di:ffidenza nei confronti di questa sodologia che e al massimo una "sodometria", accusandola di essere puramente funzionale al sistema di cui costituiste la copertura ideologica; ma per reagire a questo tipo di ricerca si tende talora a non fare ricerca del tutto, trasformando 1a tesi in una sequenza di volantini 0 di appelli o di asserzioni meramente teoriche. Come si sfugge a questo rischio? In molti modi, prendendo visione di ricerche "serle" su argomenti analoghi, non buttandosi in I1n lavoro di ricerta sodale se non si e seguito almeno l'attivita di I1n gruppo gia maturo, impadronendosi di alcuni metodi di raccolta e analisi dei dati, ' non presumendo di fare in poche settimane lavori di in- , dagine che di solito sono lunghi e costosi... Ma siccome i ~ problemi variano a seconda dei campi, degli argomenti, " della preparazione dello studente -- e non sl possono dare consigli generld ~ mi limitero a un esempio. Scegliero un argomento "nuovissimo", per il quale non sembrano esistere precedenti di ricerca, un argomento di attualita scottante, dagli indubbi risvolti politid, ideologici e pratid - e che molti professori tradizlonalisti .: definirebbero "meramente giornalistico": il fenomeno delle stazioni radio indipendenti. 11.6.3. Come trasformare un soggetto d'attualitclin tema scientifico Ora sappiamo che nelle grandi dtta sono nate decine . e decine di queste stazioni, che ve ne sono due, tre, quattro anche in centri di un centinaio di migliaia di abitanti, .che ne nascono ovunque. Che sono di natura politica 0 di natura commerdale. Che hanno dei problemi legali rna che la legislazione e ambigua e in evoluzione, e tra i1 momento in cui scrivo (0 facdo la tesi) e il momento in . cui questa libro uscira (0 la tesi sara discussa) la situazione sara gia cambiata. J)o.Y-t0 quindi, anzitutto, de@i}e con _e~~Slf7zz~.X~mbito geogranco e t~mQorale della mia-Tri(J.igine. Potra esseresoltaritoI: etadio fFbere-atifl975al 1976, ma l'indagine dovra essere completa. Se decidero di esaminare solo, Ie radio milanesi, siano Ie radio milanesi, ma tutte. AItrimenti la mia indagine sara incompleta perche magari avro , trascurato la radio piu significativa quanto a programmi, indice di ascolto, composizione culturale dei suol animatori, 0 collocazione (peri£eria, quartiere, centro). Se deddo &'lavorare su un campione nazionale di trenta radio, sia: ma devo stabilire i criteri di scelta del campione e se la realta nazionale e che per ogni cinque radio politiche ce ne sono tre commerdali (0 per cinque di sinistra una di estrema destra) non dovro scegliere un campione di trenta radio. in cui ventinove siano politiche e di sinistra (0 viceversa) perche in tal caso 1'immagine che do del fenomeno sara sulla misura dei miei desideri odei miei timori e non sulla misura della situazione di fatto.' Potrei anche deddere (e siamo anccra alIa tesi suIl'esistenza def centauri in I1n mondo possibile) di rinunciare alIa indagine sulle radio COS! come sono, e proporre invece un progetto di radio libera ideale. Ma in tal caSo da un lato il progetto deve essere organico e realistico (non posso presupporre l'esistenza di apparecchiature che non esistono 0 chenon sono accessibiH a un piccolo gruppo privata) e dall'altro non posso fare un progetto ideale senza tener conto delle linee di tendenza del fenomeno reale, per cui anche in tale caso una indagine preliminare sulle radio esistenti e indispensabile. Poi ~rendere pubblici i parametri di definizione di "radio libera" e doer~riconosdbile l'o~getto.A~ladcerca. -- 7Il1tetiao-per radio libera solo una radio di sinistra? o una radio fatta da un piccolo gruppo in situazione semi-legale suI territorio nazionale? 0 una radio non dipendente dal monopolio, anche se per avventura si tratta di una rete molto articolata con propositi meramente commerdali? 0 devo tener presente i1 parametro territoriale e considerero radio libera solo una radio di San Marino a di Montecarlo? Comunque scelga~o" mettere in chiaro i miei criteri e_~~g.f!.t.~p~cl1e-esCLU(f(} ...c~-nra~dLj,nclagi:ne. Ovviamente i cri~ cfevono essere ragionevoli, oppure i termini the uso devono essere definiti in modo non equivoco: posso deddere che per me sono radio libere solo quelle che esprimono una posizione di estrema sinistra rna aIlora devo ~ 46 II. La scelta dell'argomento . 11.6. Tesi scientifica 0 politica 47 4'i + + + + + + + + + + + + + + + + o 0 .... I-< '"0 .... ~d 48 II. La sce1ta dell'argomento H.6. Te.~i scientifica 0 politiell tener conto che comunemente con i1 termine "radio libere" si intendono anche altre radio, e non posso ingannare i miei lettori facendo credere 0 che parle anche di que11e 0 che quelle non esistono. Dovro in tal caso specificare che contesto .la dizione "radio libera" applicata aIle radio che non vogUo esaminare (ma l'esclusione dovra essere argomentata) oppure scegliere per Ie radio cii cui mi occupo un termine meno generico. Arrivato a questo punto d2Yro descrivere la struttura di una radio libera sotto I'aSl2etto otganiztativo, -economico, giuridico. Se inaIctme di esse lavorano dei professionisti a tempo pieno e se in altre lavorano dei militanrl a rotazione, dovro costruire una tipologia organizzativa. Dovro vedere se tutti questi tipi hanno. cara.1: t~£h~_comuni che servono a definire un modello astratto di radio indipendente, 0RBWe se il termine "radio libera" copre una serie m01to difforme di esperienze 4ty'~!§is.s.ifne. E capite subito come il rigore sdenMCO eli questa aD.ali.si sia utile anche agli effetti pratici, perche se io volessi costituire una radio libera dovrei sapere quali sono Ie condizioni ottimali per i1 suo funzionamento. Eer C;Qstru.h:e_una.....tipologia_ attendihile pond per esempio pr~dere alIa elaborazione di una tabella che consideri tutte Ie caratte'i:isticnepossi6i1f coIlfrontate aIle vatie radio che esamino, per cui in verticale avro Ie caratteristiche di una data radio e in orizzontale la frequenza statistica di una data caratteristica. Ecco un esempia puramente orientativo e di dimensioni ridottissime che riguarda quattro parametri - la presenza di operatori professionali, la proporzione musica-parola, la presenza di pubblicita e la caratterizzazione ideologica applicati a sette radio immaginarie. Una tabella del genere mi direbbe per esempio che Radio Pop e fatta da un gruppo non professionale a caratterizzazione ideologica esplidta che trasmette piu musica che parlato e che accetta pubblidta. E contemporaneamente mi direbbe che la presenza della· pubblidta 0 la prevalenza della musica suI parlato non sono necessariamente in contrasto con la 'caratterizzazione ideologica, dato che troviamo ben due radio in questa situazione mentre ee n'e una sola con caratterizzazione ideologica e prevalenza del parlato sulla musica. D'altra parte non ee n'e nessuna priva di caratterizzazione ideologica ehe sia priva di pubblicita e in cui prevalga il parlato. E COS! via. Questa tabella e puramente ipotetica e considera pochi parametri e poche radio: pertanto non permette di trarre conclusioni statistiche attendibili. Ma era solo un suggerimento. Come S1 ottengonopero questi dati? Le fonti sono tre, gli lli~~,u~PI' ali, Ie di~~!~l£~j~glL.Uiteressati. e i p.l;Q.toco aseo to. . !E!: ulficzali: ~o se~LL1?iit. si91!h ma per Ie radio mOipendenti eSlsteben poco. Di regola c'e una registrazione presso Ie autorita di pubblica sicurezza. Poi ci dovrebbe essere presso un notaio l'atto costitutivo della societa 0 qualcosa del genere, ma non e detto ehe si possa vedere. Se si arrived a una regolamentazione piu precisa si potrauno novare altri dati, ma per il momento non c'e altro. Ricordate tuttavia ehe dei dati ufficiali fauno parte il nome, la banda di trasmissione e Ie ore di attivita. Una tesi ehe fornisse almeno questi tre elementi per tutte Ie radio costituitebbe gia un contributo utile. Le dichiarazio.rtLd.~glLjE.tf!ressgti. Qui si interrogano i r~spo1isaoill""delle radio. Quello che dieono costituisee daioobblettivo purche sia chiaro che si tratta di quello the han detto loro e purche'i criteri di raceolta delle intervlste siano omogenei. SLtratterL..,cU_elll,borare. .un ..Qu~stianario, in modo che tutti nspondano a tutti gli argomenti che riteniamo importanti, e ehe il rmuto di rispondere su un certo problema s1a registrato. Non e detto che il questionario debba essere seceo ed essenziaIe, fatto di S! e di no. Se ciaseun direttore rilascia una dichiarazione programmatica, la registrazione di tutte queste dichiarazioni potra costituite doeumento utile. Intendiamoci bene sulla nozione di "dato obbiettivo" in un caso del genere. Se il direttore dice "noi non abbiamo finalita politiche e non siamo finanziati da nessuno" questo non signilica ehe egli dica la verita; ma e un dato obbiettivo il fatto che quell'emittente si presenti pubblicamente in quella luce. Al massimo si potra confutare questa affermazione attraverso una analisi critica dei contenuti trasmessi da quella radio. Col che veniamo alla terza fonte di informazione. Ptof.fLc.ollLdi--asGeltcr. E l'aspetto della tesi in cui porete'segnare la differenza tra i1 lavoro serio e il lavoro dilettantesco. Conoseere l'attivita di una radio indipendente significa averla seguita per alcuni giorni, diciamo una settimana, ora per ora, elaborando una sorta di "radio-corriere" da cui risulti cosa trasmettono e quando, di che lunghezza sono Ie rubriche, quanta musica c'e e quanto parlato, chi partecipa ai dibattiti, se ci sono e su quali argomenti, e COS! via. Nella tesi non potrete met- . tere tutto quello che hanno trasmesso durante la settimana, ma potrete riportare quegli esempi significativi (commenti a canzoni, battute durante un dibattito, modi di dare una notizia) dai quali emerga un profilo artistico, linguistico e ideologico della stazione in questione. Esis.tono dei modelli di protocolli d'ascolto della radio e della televisione elaborati per alcuni anni dall'ARCI di Bologna, dove gil addetti all'ascolto hanno proeeduto a cronometrare la lunghezza delle notizie, la ricorrenza di certi termini e COS! via. T.Ina volta fatta . Cll!.est~Lmdagine..pel; sarie_tadio...pQtreste..procedere..-alI.e ..£Q;tnpara:4QQ1.i.. per esempio come la stessa canzone 0 la stessa notizia d'attualid e stata presentata da due 0 piu radio diverse. Potreste anche comparare i programmi della radio di monopolio con quelli delle radio indipendenti: proporzione musica-parlato, proporzioni tra notizie e intrattenimento, proporzioni tra programmi e pubblicita, proporzioni tra musica classica e musica leggera, tra musica italiana e musica straniera, tra musica leggera tradizionale e musica leggera "'giovane" e COS! via. Come vedete da un ascolto sistetnatico, con registratore e matita alla mano, si· possono trarre molte conclusioni ehe magari non uscivano dalle interviste ai responsabili. _Iglora .iLs.empilce..con£ronto"tta .cUversLcommitt.enti pubblicitari (proporzioni tra ristoranti, cinema, case editrier eccete@ puo•.dirvL qualcosa .s~~JontLdi-finariziamento (altrimenti occulte) di una data radio. 50 II. La scelta dell'argomento 11.6. Tesi scientifica 0 POlitiCll 51 ~nica..condizi.one...e.l:he .. non procedil:lteper impressjoni, J:dnd.u2<ionL~YXentate del tipo "se a mezzogiorno I:ia trasmesso musica pop. e pubblidta della Panamerican significa che euna radio filoamericana", perche si tratta anche di sapere cosa e stato trasmesso ill'una,. ille due, aile tre, e allunedl, al martedl, al mercoledi. Se Ie radio sono mohe avete solo due vie: 0 ascoltarle tutte insieme, costituendo un gruppo d'ascolto con altrettanti registratori per ogni radio (ed e la soluzione piu seria perche potete comparare Ie varie. radio in ur;a stessa settimana) 0 ascoltarne una illa settunana. Ma 10 quest'ultimo caso dovrete lavorare sodo, in modo da farne una dopo l'altra senza rendere disomogeneo il periodo d'ascolto, che non pub copdre 10 spazio di sei mesi 0 di un anno, dato che in questo settore Ie mutazioni sono rapide e frequenti e non avrebbe senso comparare i programmi di Radio Beta in gennaio con quelli di Radio Aurora in agosto, perche nel frattempo chissa cosa e successo a Radio Beta. Ammesso che tutto questo lavoro sia stato fatto bene, cosa rimane da fare? Una quantita di altre cose. Ne elenco alcune: Stabilire degli indid di ascolto; non d sono dati uf6.ciali e non ci si pub fidare delle dichiarazioni dei singoli responsabili; l'unica alternativa e un sondaggio col metodo delle telefonate a caso ("che radio sta ascohando in questo momento?~~). :E il metodo seguito ·dilla RAI, ma richiede una organizzazione speci.f!l:a, alquanto costosa. Rinunciate a questl:l ricerca piuttosto di registrare impressioni personali come "la maggioranza ascolta Radio Delta", solo perche cinque nostd amici dicono di ascoltarla. II problema degli indici di ascolto vi dice come si possa lavorare scientificamente anche su di un fenomeno l:os1 con· temporaneo e l:lttuale, ma come sia difIicile farlo: meglio una tesi di storia romana, epiu facile. . --- Registrare la polemica sulla stampa e gli .eventuali giudizi sulle singole radio. ~ Fare una raccolta e un commento organico delle leggi in merito e spiegare come Ie vade emittenti Ie eludono 0 vi si attengono, e quali problemi nascono. Sia chiaro che voi non dovete fare tutte queste cose. Una sola di queste, fatta bene e con completezza costituisce gia argomento per una tesi. Ne edetto che queste siano Ie sole cose da fare. Ho solo allineato alcuni esempi per mostrare come anche su un argomento cosl poco "erudito" e privo di letteratura critica, si puC> fare un lavoro scientifico, utile ad altri, inseribile in una ricerca piu vasta, indispensabile a chi voglia approfondire l'atgomento, privo di impressionismi, osservazioni casuali, estrapolazioni avventate. 11.6. Tesi scientifica 0 politica '53 - Documentare Ie posizioni in merito dei diversi partiti. - Tentare di stabilire tabelle comparate dei costi pubblicitari. Magari i responsabili delle varie radio non ve li dicono, 0 vi mentono, ma se Radio Delta fa pubblicita al ristorante Ai Pini, potrebbe essere facile sapere il dato che ci interessa dal proprietario di Ai Pini. Prendere un evento campione (in giugno '76 Ie dezioni politiche sarebbero state un soggetto esemplare) e registrare come viene trattato cia due, tre 0 piu radio. - Analizzare 10 stile linguistico delle varie radio (imitazione degli speaker della RAI, imitazione dei diskjokey americani, uso di terminologie di gruppi politici, adesione a moduli dialettali, eccetera). - Analizzare il modo in cui certe trasmissioni della RAI sono state influenzate (quanta alla scelta dei programmi 0 agli usi linguistici) dalle trasmissioni delle radio libere. Raccolta organica di opinioni sulle radio libere da parte di giuristi, leader politici, eccetera. Tre opinioni fanno solo un articolo di giornale, cento opinioni fanno una inchiesta. Raccolta di tutta la bibliografia esistente sull'argomento, dai libri e articoli su esperimenti analoghi in altri paesi, sino agli articoli dei piu remoti giornali di provincia 0 rivistine italil:lne, in modo da raccogliere la documentazione piu completa possibile suI caso. 52 II. La sce1ta deU'argomento ·-~r~..".is __ Quindi, per concludere: tesi scientifica 0 tesi politi- ~caj> Falsa qu~st~one. it ugua1mente. scientificoJaieuna tesLsUlla,'ctottrina.delle··idee in. J?latone e s.Q.11aJ?olitica dLI:.0!!a C£ntim:!JLdal~19.7~4-.aL:L.-9-16. Se siete una persona die vuoTe faVorare seriamente, pensateci su prima di scegliere perche Ia seconda tesi e indubbiamente piu diffici1e della prima e richiede maggiore maturita sdentifica. Se non altro perche non avretebiblioteche a Cui appoggiarvi; avrete piuttosto una biblioteca da istituire. ~Q_'LlJlndLfare_j1L1l1OdO--sdentifico.. una .tesi.che· alt;i-Aefu&~.~bbero, quanto all'argomento, Jlu..I~E1~n~~L ':giorn~#cl!:\.E .si .1'1.10.. Jat~J!?-__I:!lQ9QE..~fam(:nte g~ornalistic!?.~. t:a testch~d~giudicare da!. titolor avrebbe..tutti i titoliper sembrare scientifica. . -~... •.....• . ... II ",I 'I ,i Ii II' II 55 1. .l1-docente-e· tutto preso .,dal propd.Q. argomento e. fa Y~.olenza. al candidato. il.quare.invece.nonkalcun~inter.~~~'" se-.in.quella direzione;·1o-studente diventa cos-lun portat9!.<::.£.:. gq)Ja che raccoglie stancamente materiale che poi altri interpreteranno. Siccome la sua sara srata una tesi modesta accadra che poi il docente, nell'elaborare la ricerca definitiva, ne usi magari qualche parte pescando nel materiale raccolto, rna non citi aHatto 10 studente anche perche non gli si puo attribuire nessuna idea precisa. ·eofue~srevitlfm:rque$tHneonv-enienti2.,.1.o-.s-tmlea-te,~/ i.l~; f'-<i~ t../ .......~~l ,. ,.- ,i· . di un lavoro di equipe. Egli doe orienta per un dato numero di anni Ie tesi in una direzione specifica. Se eun economista interessato alIa situazione dell'industria in un data periodo, dara delle tesi concernenti settori particolari, nell'intento di stabilire un quadro completo della questione. Ora ~O-.e:.t:i~rio t non solo legittimo rna anche scientmca.mel1te utile: illavoro di tesi contribuisce a una ricerca gipitl"a.illR!i.:::2ortaia -nellTrif2resse colIe"tt.i.v,Q,.bla...£'~ l:L..Lj,l tile_~IJche dfaatiIcamente";"pefcneiICanoidato p.ona.a~tv.l!l~t~i qtSQnsJglra~R:an~_:ar:Uii:~en:r-e..fiiP.rto:..io-: £orro-I!~Q_.\S.ull:LquestiolJ.e .....e_ p().tr~ ... u~a,re_ com~.ma tetiale. gLs£ondoe dL comparazione Ie .tesi~gia.. elabonne..da..altri stJ,ldent.i..su argomenti correlati e limitrofi. ~I2Qi il catldidato fara ~bUQP-J»..voro~.P-\lo spe~~a...p.ubblica2ione: a:rmenO-pa.rziaJe-dei-stI~i--risl:thati, magari nell'ambito di un'opera collettiva. CLSO}1.0.1'e.ro.alclll1,ijJ.1£o.D-xementi possibili: 2. :u.AQ£.eE~~_tg!~9n~_g_o).Jala.votare..gli.studen1i, Ii laurea, e quinefi ui,l!.spregiudicatamente illoro lavoro. c.ome se feSse il suo. Talora si tratta di disonesta quasi in buona - fede: il docente ha seguito la tesi con passione, ha suggerito molte idee, e dopa un certo tempo non distingue piu Ie idee che aveva suggerito lui da quelle apportate dallo studente, cosl come dopo una appassionata discussione collettiva su un certO argomento noi non siamo piu in grade di ricordare quali erano Ie idee con cui eravamo partiti e quali sono quelle che abbiamo acquisito per stimalo altroi. 54 II. La scelta dell'argornento II.7. Come non farsi sftuttare cia! re!atore 11.7. Come evitare dt farsi sfruttare dal relatore _TalorllJo,st'udente sceglie un argomento.·in~base·ai propri interessi. Talora iQvece.rice.ve il.suggerimento dal -P.tQfi~sprea"Ci.ir chied~ la tesi. Nel.i~gg~ri~~ ~~!g2~.~!1.!LLpr.Qf~s~orL possQnO segl.lire due diversi. criteri; indicare un argomento' che'essi conoscono benissimo e su cui potranno facilmente seguire l'allievo, 0 indicare un argomento che· essi non conoscon6 aobastanza e su cui vorrebbero sapere dipiu. Sia chiaro che, contrariamente alIa prima apparenza, q4§!Q..j~condo criterio eil piuonesto_e.generQso"Il-.do£ ent~ }itiene-clre-s~guendO"quella tesi egli stes~o sara partato acfalla-rgare i'propri orizzonti perche se vorra ben giudicare il candidato , e aiutarlo durante i1 lavoro, dovra occuparsi di qualche cosa di nuovo.' Di solito quando.,il-. dQ£~1?-_t~ sceglie __ gue~E~sl;c:Qnda .via .e_perche .sLfida . del c.andidato--:--·~di solito gli dice esplidtamente che l'argomento enuovo anche per lui e che gli interessa approfondirlo. Ci sono anzi docenti che 5i rifiutano di dare una tesi su campi gia troppo battuti, anche se la situazione atmale dell'universita di massa contribuisce ormai a contemperare il rigore di molti e a inclinarli a una maggiore comprensione. <CLs.o;QQ..p.eI.o...dei..ca.si ,spedfic:i. in cui il docente st,! facen'do- una..ric.erc)i di ampio respiro"per.9lrFiapi§ogno di moltissiml dati. e gedde dfusare Uauieandicometnembri nell'avvicinare un certo docente, avra. gia sentito parlare di lui .dai suoi amici, avra contattato dei laureati preceden,ti e si sara fatto una idea circa la sua correttezza. Avra le~to dei suoi libri e avra visto se egli cita frequenten:e?te i propri collaboratori 0 no. Per i1 resto giocano fatton 1mponderabili di stima e di fiducia. " Anche perche non bisogna ,cadere. nell ~tt~ggla:nento nevrotico di segno opposto e ntenerSl plaglatl Og~l qual volta qualcuno parlera di argomenti a££i~i a que~11 della propria tesi. Se voi ~v.rete fatto un~ tesI -: pOnIamo sui rapporti tra darwmIsmo e 1amarkismo VI sarete acco.rti, seguendo 1a letteratura critica, q?a!:'1ti altri ha?no gI~ parlato di ~ue~'argo~e?to e ~om~ VI sla,no. ta!:'1te Idee co: muni a tuttI gIl studios!. E qumdi non VI g:udlcherete del genii defraudati se qualche tempo dopo II docente, un suo assistente 0 un vostro compagno SI occuperanno del10 stesso tema. Per furto di lavoro scientifico si intende piuttosto l'utilizzazione di dati sperimentali che non potevano essere raccolti se non facendo quel dato esperimento; l'appropriazione della trascrizione di manoscritti rari che non erano mai stati trascritti prima del vostro lavoro; l'utili:z:zazio: ne di dati statistici che nessuno aveva raccolto pnma dl voi, e solo a patto che 1a fonte non sia citata (p~rche .un.a volta che la tesi e resa pubblica ciascuno ha dmtto dl CItarla); l'uso di traduzioni, fatte da voi, di testi che ?~n erano mai stati tradotti prima 0 erano stati tradottl In modo diverso. . In ogni caso, se,ma e1abo.rare sindromi l?aranoi~he, ~9..!1: siderate anche se nell'accettare_Un_aJ;gomentO,dLte.sI \'1 inserite 'rn·u:u'progetto co1!~tti'yo 0 no•.e v~I~!a!e ..se .ne v~Ie...Ia'='t;epa-:-' -.. ---....'" 56 II.7. Come non farsi sfruttare dal relatore ., III. LA RICERCA DEL MATERIALE III.1. La reperibilita delle fonti IILl.1 Quali sono le fonti di un lavpro scientifico tk.a...tesi.studia...un..oggetto..ayyalendosLdi...deter.minati §!!!f!!!.~!!.ti~_Mqlte.:v:olte J'pggetto . e. ~-.libro-e. gli.strurnen# sQ.no aIltUiliri. E il caso di una tesi, supponiamo, su Il pensiero economico di Adam Smith, in cui l'oggetto e costituito dai libri di Adam Smith, mentre gli strumenti sono altri libri su Adam Smith. Diremo allora che in tal caso 'gli scritti di Adam Smith costituiscono le fortti primarie e i libri su Adam Smith costituiscono Ie fonti secondarie 0 1a letteratura critica. Naturalmente se il soggetto fosse Le fonti del pertsiero economico di Adam Smith, Ie fonti ptimarie sarebbero i libri 0 gli scritti da cui Smith ha tratto ispirazione. Certo Ie fonti di un alltore possono essere anche stati degli avvenimenti storid (certe discussioni avvenute ai slloi tempi intorno a certi fenorneni concreti) rna qllesti avvenimenti sono pur sempre accessibili sotto .forma di materiale scritto e doe di altri testi. .!Q certi casi invece l'oggetto e un fenomeno reale: sono n:aSi-di··tesi'·sui··'movimenti-migratbri'1ntel'fihe1: l'Italia attuale, suI comportamento di un gruppo di bambini handicappati, sulle opinioni del pubblico nei confronti di llna trasmissione televisiva attualmente in corso. kqu~as.oJe.iontL.1}!:m.,.s;i~!.Q.Ilo ancora sotto forma dLtesti .~gitti..JllfJ.._dev:ono..diventate..iiesti..die .voflnsetl=-rete... ne1la...test come.documenti: .saranno dati statistici, trascrizioni di inter~iste: talora'fotografie 0 addirittura I doeumentazioni audiovisive. Quanto alIa letteratura critica, invece, Ie cose non cambiano molto rispetto al caso precedente. Se non saranno libri e articoli di rivista saranno articoli di giornale 0 documenti di vario genere. -La...distinzione tra Ie fonti e la letteratura critica va tenuta...ben....presen:te,:=iiirdi~--ti.'lette!at.iira::crrfiCa-spess€J rmQrta..b.tanLdelle....v:~ - corne vedremo nel paragrafo seguente - queste sono lE!!/i .!:i.E:.condll.mqno.. InQJ..rre una ricerca a~fat~"dlsorainata-puO-p~e fadlmente a ccltikna~re)tdis!;:Qrso-Sl:llle. f0ntLcQn_qy'~.1l0 .sulla_Iette.rat.uta......critica. Se ho scelto come argomento· It pensiero economico di Adam Smith e mi accorgo che, man mano che illavoro va avanti, mi intrattengo per 10 pili a diseutere Ie interpretazioni di un certo autore trascurando la lettura diretta di Smith, devo fare due cose: 0 tornare alIa fonte, oppure decidere di cambiare argomento e trattare Le interpretat.ioni di Smith nel pensiero liberale inglese contemporaneo. Go non mi esimera dal sapere cosa ha detto Smith, ma e chiaro che a questo punto rni interessera discutere non tanto quello che egli ha detto quanto quello che altri hanno detto ispirandosi a lui. E ovvio pero che-se voglio criticare in modo approfondito i suoi interpreti dovro confrontare Ie loro interpretazioni al testo originale. Ci potrebbe essere pero un caso in cui il pensiero originale mi interessa pochissimo. Arnmettiamo che io inizi una tesi suI pensiero Zen nella tradizione giapponese. E chiaro che devo leggere il giapponese e che non posso fidarrni delle poche traduzioni occidentali di cui dispongo. Poniamo pero che, nell'esaminare la letteratura critica, io rimanga interessato dall'uso che ha fatto dello Zen certa avanguardia letteraria e artistica americana negli anni cinquanta. E chiaro che a questo punto io non sono pili interessato a sapere conassoluta esattezza teologica e filologica quale Fosse il senso del pensiero Zen, bens! a sapere in che modo delle idee orientali originarie sono diventate elementi di una ideologia artistica occidentale. L'argomento della tesi diventera dunque Uuso di suggestioni Zen nella "San Fra11cisco Renaissance" degli anni cinquanta e Ie mie fonti diventeranno i testi di Kerouak, Ginsberg, Ferlinghdti e COS! via. Queste sono Ie fonti su cui dovro lavorare, rnentre per quanto riguarda 10 Zen potranno bastarmi aleuni libri sicuri e alcune buone traduzioni. Ammesso naturalmente che non voglia dimostrare che i californiani hanno frainteso 10 Zen originale, nel qual caso il confronto coi.. testi giapponesi sarebbe doveroso. Ma se rni limito a dare per scontato che essi si siano liberarnente ispirati a traduzioni dal giapponese, quello che mi interessa e quello che essi hanno fatto dello Zen e non quello che 10 Zen era in origine. Tutto questa vi dice cheSJpolto ~raEortag.!_e defil]j~_ subito l'oggetto vero dell•.Ltesi "~r.S~(._()yr_e!.e"~oryLsin. ~il pr06fema deUa,..J:eperib1litLdelle-.fonti. Netparagrafo III.2.4. troverete l'esempio di COme si possa partite pressoche dal niente per scoprire in una piccola biblioteca Ie fonti che servono al nostro lavoro. Ma si tratta di un caso lirnite...])i solitosi acCetta l'argohlentQ, s.e~sisa che si ein grade draCcectere=alre fonti,.e 81. ~d~,Y~. sapere (1) 'dove- sOp.9.lep.eripiH,. (2)...se..sono. fac1l1! lente-accessiBilf, (.3) se' io . sono in gradodi mal1eggiade. Infatti potrci"accettare impnidenteineiite una tesi su certi hlanoscritti di Joyce senza sapere che sono all'universita di Buffalo, 0 sapendo benissimo che io a Buffalo non potro mai andarci. Potrei accettare entusiasticamente di lavorare su di un fondo di docurnenti appartenenti a una famiglia privata dei dintorni per poiscoprire che la famiglia e gelosissima e li mostra solo a studiosi di chiarissirna fama. Potrei accettare di lavorare su certi doeumenti medievali accessibili, ma senza pensare che non ho rnai fatto un corso che mi addestrasse alIa lettura di antichi manoscritti. Ma senza andare a cercare esempi COS! sofisticati, potrei accettare di lavorare su .di un autore senza sapere che i suoi testi originalisono rarissimi e che dovro poi viaggiare come un pazzo da biblioteca a biblloteca e da paese a paese. 0 ritenere che efacile ottenere i microfilm di tutte Ie sue opere senza calcolare che nel miO istituto universitario non esiste un apparato per la lettura dei microfilm, 0 che io softto di congiuntivite e non posso iiI f ;~l '1 \ II,III, Iii 58 III. La ricerca del materiale IILl. La reperibilita delle fonti 59 sopportare un lavoro cosl snervante. E inutile che io, fanatico di film, chieda la tesi su un'opera minore di un regista degli anni venti quando poi scopriro che di quest'opera esiste una sola copia ai Film Archives di Washington. Yea yolta. ris..9ltgjl problema delle fonti, Ie stesse q~~~~C?!g9J10 .-E~r Ia "let'£etafu~_critiea: 16 "potrei' scegliere una tesi su un autore mmore ael Settecento perche nella biblioteca della mia citta si trova, guarda caso, la prima edizione della sua opera, ma poi potrei accorgermi che i1 meglio della letteratura critica su questo autore e reperibile solo a prezzo di gravi sforzi finanziari. ...J:2a questi problemi no~. si. ~sce~t~tcleqcl.Q.4iJ~vo~~~. ~1!-S1J~J5h~_st.:nl3,.~perche della letteratura critica si deve leggere, se non tutto, almeno tutto cio che conta e Ie fonti bisogna avvicinarle direttamente (vedi para· grafo seguente). Piuttosto che commettere imperdonabili Ieggerezze e meglio scegliere un'altra tesi secondo i criteri esposti nel capitolo II. .' A titolo orientativo ecco alcune tesi alIa cui discussione ho assistito recentemente, dove Ie fonti etano state identificate in modo molto preciso, erano limitate a un ambito controllabile, erano chiaramente alIa portata dei candidati, i quali sapevano come maneggiarle. La prima tesi, era su L'esperienza clerico-moderata nell'amministrazione comunale di Modena (1889-1910). II candidato, 0 il docente, avevano 'limitato con molta esattezza l'estensione della ricerca. II candidato era di Modena e quindi lavorava in loco. La bibliografia si divideva in bibliografia generale e bibliografia su Modena. Presumo che per quanto riguarda la seconda si sia potuto lavorare nelle biblioteche cittadine. Per la prima sara stata necessaria qualche puntata altrove. Quanto alle fonti vere e proprie erano divise in fonti di archivio e fonti giornalistiche. II candidato aveva visto tutto e sfogliato tutti i giornali dell'epoca. La seconda tesi era su La politica sCQlastica del P.CI. dal centro-sinistra alta contestazione studentesca. Anche I, lII.I. La reperibilitA delle fonti 61 qui vedete come l'argomento e stato predsato con esattezza e, direi, con prudenza: dopo i1 sessantotto la ricerca si sarebbe fatta convulsa. Le fonti erano la stampa ufE.dale del P.C., gli atti parlamentari, gli archivi del partito, e l'altra stampa. Posso immaginare che, per esatta che sia stata la ricerca, dell'altra stampa siano sfuggite molte cose, ma si trattava indubbiamente di fonte secondaria dalla quale si potevano ricavare opinioni e critiche. Per i1 resto, a definite la politica scolastica del P.C., bastavano Ie dichiarazioni ufE.dali. Badate che la cosa sarebbe stata ben diversa se la tesi avesse riguardato la politica scolastica della D.C. e doe di un partito di governo. Perche da un lato d sarebbero state Ie dichiarazioni ufE.dali, dall'altro gli arti effettivi di governo che magari Ie contraddicevano: e la ricerca avrebbe preso dimensioni drammatiche. Calcolate pure che, se i1 periodo fosse andato al di la del '68, tra Ie fonti di opinioni non ufE.dali si sarebbero dovute classificare tutte Ie pubblicazioni dei gruppi extraparlamentari che da quell'anno in avanti hanno iniziato a proliferare. Ancora una volta sarebbe stata una ricerca ben piu dura. Per concludere, immagino che il candidato avesse avuto Ia possibilita di lavorare aRoma, o di farsi inviare fotocopie di tutto il materiale che gli serviva. La terza tesi era di storia medievale e, agli occhi dei profani, sembrava molto piu difE.dle. Riguardava la vicenda dei beni dell'abbazia di San Zeno a Verona nel Basso Medioevo. II nucleo del lavoro consisteva nella trascrizione, mai fatta prima di allora, di alcuni fogli del registro dell'abbazia di San Zeno net XIII secolo. Occorreva naturalmente che il candidato avesse nozioni di paleografia e doe sapesse come si leggono e secondo quali criteri si trascrivono i manoscritti antichi. Una volta in possesso di questa tecnica pera, si trattava solo di eseguire illavoro in modo serio e di commentare il risultato della trascrizione. Tuttavia la tesi portava in calce anche una bibliografia di trenta tholi, seguo che il problema specifico aveva dovuto essere inquadrato storicamente suila base della letteratura precedente. Immagino che il candidato £osseveronese e avesse scelto un lavoro che poteva fare senza viaggiare. 60 III. La ricerca del materiale III.1.2. Ponti di prima e di seconda mano Qilimdo-sHavora--·sui-·libri,·unll" fonte..dLprima.._mano e-..@~ .. edizione originale 0 una'edizione criticadell'opera uLqut:s!l9.ne. Una tradul,ione non e,una jonte: euna protesi, come la denclei:"a"b gli occhiali, 'un 'mezzo per raggiungere in modo limitato qualche cosa che si trova al di fuori della mia portata. Una antologia n.2..tJ._.~~JfJl,g~Lgg.te:.... e uno spezzatino di __._.__.,,,,.o...,.~"Cf'" La quarta tesi era su Esperienze di teatro di prosa nel Trentino. II candidato, che viveva in quella regione, sapeva che vi erano state un numero limitatO di esperienze, e ha proceduto a ricostruirle attraverso la consultazione di annate di giornali, archivi comunali, rilievi statistici sulla frequenza del pubblico. Non molto dissimile il caso della quinta tesi, Aspetti di poUtica culturale a Budrio con particolare riferimento all'attivita della bibUoteca comunale. Sono due esempi di tesi dalle fonti molto controllabili e tuttavia assai utili perche danno luogo a una documentazione statistico-sociologica utilizzabile anche da ricercatori successivi. Una sesta tesi costituisce invece l'esempio di una ricerca fatta con una certa disponibilita di tempo e di mezzi, e nel contempo mostra come si possa svolgere a buon livello scientifico un argomento che sembra di primo accmto suscettibile soltanto di una onesta compilazione. II titolo era La problematica dell'attore nell'opera di Adolphe Appia. Si tratta di un autore molto noto, abbondantemente studiato dagli storid e teorici del teatro, e su cui pare che non vi sia pili nulla di originale da dire. Ma il candidato si e lanciato in una ricerca certosina negli archivi svizzeri, ha battuto molte biblioteche, non ha lasciato inesplorato nessuno dei luoghi in cui Appia aveva operato, ed e riuscito a costituire una bibliografia degli scritti di Appia (compresi articoli minori mai piu letti da nessuno) e degli scritti su Appia tale da poter esaminare l'argomento con una ampiezza e precisione che, a detta del relatore, faceva della tesi un contributo definitivo. Si era quindi andati al di la della compilazione e si erano rese note fonti sino ad allora inaccessibili. It IILL La reperibilitA delle fond 63 fonte, puo essere utile come primo approccio, rna fare una tesi su di un autore significa scommettere che io ci vedra cose che altri non ci hanno visto, e una antologia mi da solo quello che ci ha visto un aItro. Ltewcanti-ftttti-dt'J""altri-autori, sia pure integrati da ampissime citazioni, non sonO una f01J1g: sono al massimo fonti di seconda m-ano:----·'--- Ci sono vari modi in cui una fonte e di seconda mano. Se voglio fare una tesi sui discorsi parlamentari di Palmiro Togliatti, i discorsi pubblicati dall'Unita costituiscono fonte di seconda mano. Nessuno mi dice che il redattore non abbia fauo dei tagli 0 commesso errod. Fonte di prima mane saranno invece gli atti parlamentari. Se poi riuscissi a trovare il testo scriuo direttamente da Togliatti avrei una fonte di primissima mano. Se vogUo studiare Ia dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti l'unica fonte di prima mane e il documento autentico. Ma posso considerare di prima mane anche una buona fotocopia. E posso considerare di prima mano anche il testo stabilito criticamente da qualche storiografo di indiscussa sedeta C"indiscusso" qui vuol dire che nOn e maistato messo in discussione dalla letteratura critica esistente). Si comprende allora che il..£.<m9~1!Q.clt:'Pl:ip:la~~e "seconda mano" dipende dall'angolatura"che.-do-alla.. ·tesi.. se Ia tesf\iuoIe dfscutere'le edizioni critiche esistenti; -'bi~,Qgn~- risaIire::~gIf. originalL Se la tesi. vuole. discutere iL~.~2_.I?.<?l!tico della dichiarazione d'indipendenza, una buona.edizione critica mi-e- piu. che sufficiente. Se voglio fare una tesi su Strutture narrative net "Promessi Sposi" una edizione qualsiasi delle opere manzoniane dovrebbe bastarmi. Se voglio invece discutere problemi linguistici (diciamo Manzoni tra Milano e Pirenze), allora dovro disporre di buone edizioni cdtiche delle varie redazioni dell'opera manzoniana. Diciamo allora che, nei limiti fissati dall'oggetto della t!!ia ricerca, Ie fonti devon'O"~ss~~_~eJI1p.te""'drpiimttmano. IAUii&r·]()sa~i:!:fe-noti· posso taree c.it~re_il.. !J:1iQ._~~tot:~ attraverso la citazione fatfii: da-un--aItro. In teoria un l~;oro scientifi"co"serio-non'aovre1515e-maLcij;are da_una ~-ci~ anche se non si tratta dell'autore di cui ci si occupa direttamente. Tuttavia ci-!C?P.2. tcsezi<'.ni rag-io- 62 III. La ricerca del lD.llteriale .__" JI !Il!1~ . _._,.,--_.-..........,......._....... _...-........- -'., ,~,," ; 2 nevoll, specie per una tesi. Se voi scegliete per ese~pio It problem.a ~e.l~a trascendentalita. del Bello nella Summa theologzae dz Tommaso d'Aquino la vostra fonte primaria sara la Summa di San Tomma~o, e diciamo che l'edizione Mari~tti attualmente in commercio vi basta, a meno che VI, sorga il sospetto che essa tradisca l'originale, nel qual eliso dovrete risalire ad altre edizioni (ma in tal caso la vostra tesi diventera di carattere filologico invece che di carattere estetico-filosofico). Poi scoprirete che il problema della trascendentalita del Bello viene toccato da Tommaso anche nel Commentario al De Divinis Nominibus dello Pseudo-Dionigi: e malgrado il titolo restrittivo del vostrO lavoro dovrete vedere direttamente anche quello; Infine scoprirete che Tommaso riprendeva quel t~ma da tutta una tradizione teologica precedente e che rItrovare tutte Ie fonti originali e illavoro di una vita erudita. Scoprirete pero che questo lavoro esiste gia ed e stato fa~to da Dom Henry Poullion, che in un suo ampio lavoro nporta amplissimi brani di tutti gli autori che hanno c:omm~nt~to 10 Pseudo-Dionigi, mettendo in luce rapportl, d~nvazlO: ni contraddizioni. Ecerto che nei limiti della vostra tesl v~i potrete usare il materiale raccolto da Poullion og~ qual volta vorrete fare un rlferimento a Alessandro di Hales 0 a Hilduino. Se vi accorgete che il testo di Alessandro di Hales diventa essenziale per 10 sviluppo del vostro discorso allora cercherete di vederlo direttamente nell'edizione eli Quaracchl, ma se si tratta di rimandare a qualche breve citazione baster.a che dichiariate. c?e la fonte e, reperita attraverso Pouill?n. N.essun? dlra che avete agito con leggerezza, perche Po~on e un~ s!Udioso serio e il teste che assumete da IUl non costltulva l'oggetto diretto della vostra tesi. " ~"co.s.a....d!e non dovrete fare Lotare.-da--una", fonte di seconda mano fiiigena~vist<.?.J~originale. E .non so1oper' ragiohi'di'etiar pr6fessionaIe: pensate se qualcuno vemsse a chledervi come avete fatto a veclere dlrettamente quel tal manoscritto quando e noto che e andato distrutto nel 1944! N.o.o-do.vrete .perC> farvi prenclere dalla.nevrosidel1a· ~.l'LJD.ano.lt.Il fatto che Napoleone sia morto il 5 maggio 1821 e noto a tutti, di solito, attraverso fonti di seconda mana (libri di storia scritti in base ad altri libri di storia). Se qualcuno volesse studiare proprio la datazione della morte di Napoleone. dovrebbe andare a cerCare documenti dell'epoca. Ma se voi parlate dell'influenz. a della motte di Napoleone sulla psicologia dei giovani hberali europei, ipotete fidarvi di un libro di storia' qualsiasi, e prendere per buona la data. II problema, quando si ri~.Qrre_a.1ontLdi...seconda..mano,J.C1td)i'arjfnctQloJ;-·e-di GOiitrollarne. piuclLuna..e.. vedere...se.. una certa d tazione' o il .pchlamo. ,a..un.fatto.o._a,-una-Qpinio~e,=;Ono~c~nfer~ ~~i."da_autorL_diversi. Altrimenti bisogna entrare in sospetto: 0 si decide di evitare il ricorso a que! dato 0 vi si va a controllare alle origini. Per esempio, visto che si e fatto un esempin suI pensiero estetico di San Tommaso, vi diro che alcuni testi contemporanei che discutono questa prohlema partono dal presupposto che San Tommaso abbia detto ehe "pulchrum. est id quod visum placet'", 10 che ho fatro la tesi di laurea su questa argomento sono andato a eercare nei testi originali e mi, sono accorto che San Tommaso non IQ aveva mai detta. Aveva cletto "pulchra dicuntur quae visa placent" e non sto a spiegare ora perche Ie due formulazioni possono portare a conclusioni interpretative diversissime. Cosa era accaduto? Che la prima formula era stata proposta molti anni fa dal filasofo Maritain, che presumeva di riassumere in modo fedele il pensiero di San Tommaso, e da allora altri interpreti si erano rHatti a quella formula (desunta da una fonte di seconcla mano) senza preoccuparsi di risalire alIa fonte di prima mano. ~sso pmblema 5i pQQe-,.anche_pex..le_@joni -h.ililiggfa1!~._o..Y..:endo termin~~ la tesi in fretta ~lcunQJ!~~~ i lll~j;t~tUn....bibliog:ta1ia-anche-cose-C e n.,on Q.a_l~j;to..-o-ad..cll!:ittu.m...dLparJare-di·..ql:leste-c,)per.e-- in nQ.!; a pie. di ~ina(e peggio. ancora nel testo) r.lil!£~t}: clo..§La noJJzie.J:acco!te..a!ttove,.., Potrebbe allora capitarvi di fare una tesi suI IBarocco e cli aver letto di Luciano Anceschl l'articolo "Bacone tra Rinascimento e Barocco", in Da Bacone a Kant (Bologna, Mulino, 1972). Voi 10 citate e poi, per fare bella figura, avendo trovato certe I 64 III. La ricerca del materiale III.l. La reperibllita delle fonti 6.5 IIL2. La ric~ca bibliografica .IIL2.t. Come usare la biblioteca Come si fa una ricerca preliminare in biblioteca? Se si ha gia a disposizione una bibliografia skura, ovviamente si va al catalogo per autori e si vede cosa 1a biblioteca in questione ci sa fomire. Poi si passa a un'altra biblioteca e cosl via. Ma questo metodo presuppone una bibliografiagia fatta (e l'accessibilita a una serie di biblioteche, magari una a Romae l'altra a Londra). Evidentemente non e il caso che riguarda i miei lettori. Ne si creda che riguardi gli studiosi professionisti. Lo studioso potra andare talvolta in biblioteca a cercare un libro di cui conosce gia l'esistenza, ma spesso va in biblioteca non con la bibliograna ma per farsi una bibliografia. F.ar.sLuna,-bibliografia··sigriifica"cercare·quello""'drcui nQQ.§i conos~cora_tesistenza. II buon ricercatore e calmdie ecapace di entrare in una biblioteca senza avere note su un altro testo, aggiungete: '"Per altre acute e stimolanti osservazioni sullo stesso argomento vedi, dello stesso autore, 'L'estetica di Bacone', in l'estetica dell'empirismo inglese, Bologna, A1£a, 1959". Farete una ngura meschina quando qualcuno vi fara osservare che si tratta dello stesso saggio ripubblicato a distanza di tredici anni e che la p:rima volta era uscito in una edizione universitaria a tiratura piu limitata. Tutto quello che si e detto sulle fonti eli prima mano e valido anche se l'oggetto della vostta tesi non e una serie di testi beI).sl un fenameno magari in corso. Se voglio parlare delle reazioni dei contadini romagnoli aile trasmissioni del t~legiornale, e fonte di prima' mano l'inchiesta che avro fatto sui campo intervistando secondo Ie regale un campione attendibile e sufficiente di contadini. 0 al massimo, una inchiesta analoga appena pub.. blicata da una fonte attendibile. Ma se mi limitassi a citare dati da una ricerca di dieci anni fa e chiaro che agirei in modo scorretto,. se non altro perche da aIlora a oggi sono cambiati sia i contadini che Ie trasmissioni televisive. Diverso sarebbe se io facessi una tesi su Le ricerche sul rapporto tra pubblico e televisione negli anni sessanta. 1II2. La ricerca bibliografica 67 laminima idea su eli un argomento e uscirne sapendone un po' di piu. It catalogo - Per cercare quel di cui ancora si ignora l'esistenza, la biblioteca ci offre alcune facilitazioni. La p:rima e naturalmente il catalogo per soggetti. Il91ta1cgo alf.abetico g,er autolj. serye a chi sa gia~9.,~~ vuole. Per chi non 10 sa. m;cora c'e. il ~g~~g~~E 11 che una buona blblioteca ml dice tutto quem,;fcllt:'posso trovare nelle sue sale, poniamo, sull~ caduta dell'imp,ero l (oc:: romano .d'occidente. v. ~.....t,,"!~ "f,\~ ..~ ~'f2J-..-t·~ " Ma il catalogo per soggetti vuole saper essere inter- ~ .........'" rogato. E chiaro che non avra una voce "caduta dell'impero romano" sotto la C (a meno che non sLtratti di una, biblioteca daIla schedatura assai sansticata). Bisognera cercare sotto '''Impero romano", e poi sotto "Roma" e poi sotto "storia (romana)". E se arriviamo con qualche informazione preliminare, da scuola elementare, avremo l'accortezza di cercare sotto "Romolo Augustolo" 0 "Augustolo (Romolo )", "Oresre", "Odoacre", "Barbari" e '''Romano-barbarici (regni)" . I problemi pero non finiscono 11. Perche in molte biblioteche ci sono due cataloghi per autori e due cataloghi per soggetti, e doe quello vecchio, che si arresta sino a una certa data, e quello nuovo, che magari ein via di completamento e un giorno includera quello vecchio, ma per ora no. E non eche la caduta dell'impero romano la si trovi nel catalogo vecchio solo perche eavvenuta tanti anni fa; infatti potrebbe esserci un libro uscito due anni fa, schedato solo nel catalogo nuovo. In certe biblioteche poi ci sono cata.. loghi separati, che riguardano fondi particolari. In altre puo accadere che soggetti e autori siano tutti insieme. In altre ancora ci sono cataloghi separati per libri e rivi· ste (divisi in soggetti e autori). Insomma, bisogna studiare il funzionamento della biblioteca in cui si lavora e decidere di conseguenza. Capitera anche di trovare una biblioteca che ha i libri al pianterreno e Ie riviste al piano di sopra. Ci vuole anche dell'intuizione. Se il catalogo vecchio emolto vecchio, e io cerco la voce "Retorica", sara meglio che dia una occhiata anche sotto "Rettorica" e chissa che un classificatore diligente non vi abbia messo tutti i titoli i .,; 66 III. La ricerca del materiale piu vetusti che facevano sfoggio della doppi~ t. ., Si noti poi che il ~2goper. autor!. e sempre. plU sicuro 9i_gJle11..2.-P~---!o'Ege.!~l'erc~e I~ ~.ua.s_o.1D.p~¥1one 'ton, ilipende d~~t~!pretazlon~_ a~ blb4?tecar.lo,. c?e ~eCegiocane1 cataIogo per sogg.ett;1. Infattl se Ia b~bhoteca ha un libl'o di Rossi Giuseppe non ci sene santi cbe tengano, Rossi Giuseppe deve ttovarsi nel catalogo autol'i. Ma se Rossi Giuseppe ba scritto un articolo suI "Ruolo di Odoaere nella caduta de11'impero romano d'ocddente e l'insediamento dei regni romano-barbarid" i1 bibliotecario potrebbe avedo registrato tra i soggetti sotto "Romana (storia)" oppur~ ~~Odoacre", mentre voi state a scartabellare sotto "Impero d'ocddente". Perc puc darsi che il catalogo non mi dia Ie informazioni che cerco. Dovrc> aliora comindare da una base piu elementare. In ogni biblioteca c'e una sezione 0 una sala detta Cons., ovvero ~~£Q~~_BJ.tazio:Q.~", cbe raccoglie Ie endclopedie, Ie storie generali, i repertori bibliografid. Se cerco qualcosa suil'impero romano d'ocddente dovrb aliora vedere cosa trovo in materia di storia romana, elaborare una bibliografia base partendo dai volumi di consultazione cbe trovo, e quindi procedere controllando i1 catalogo per autori. I re:£ertori bibliggr..a:fi9i - Spno-i-piu'-sicuri"-per-chr ha W~c:- cli!~~jU1..Ptopri9_ atgomento. Per certe disd~line esistono manuali celebri su cui si trovano tutte Ie Informazioni bibliografiche necessarie. Per altre si ha Ia pubblicazione continuamente aggiornata di repertori 0 addirittura di riviste dedicate solo alla bibliografia di quella .materia. Per altre ancora ci sono riviste che notoriamente portano in ogni numero una appendice informativa suile pubblicazioni piu recenti. La consultazione dei repertori bibliografid - purche aggiorrzati - e essenziale per completare la ricerca suI catalogo. Infatti Ia biblioteca pub essere molto ben fornita per quanto tiguarda opere piu vecchie e non avere opere aggiornate. Oppure puc offrirvi delle storie 0 manuali della disdplina in questione, datati - poniamo - 1960, in cui trovate utilissime indicazioni bibliografiche senza perC> che possiate sapere se e uscito qualcosa di interessante nel 1975 (e magari la biblioteca possiede queste opere recenti, ma Ie ha classificate sotto un soggetto a cui voi non avete pensato). Ora un repertorio bibliografico aggiornato vi da esattamente queste informazioni sugli uItimi contributi in materia. II modo piu comodo per individuare i repertori bibliografici e chiederne anzitutto il titolo al relatore della tesi. In seconda istanza si puC> rivolgersi albibliotecario (0 ali'addetto all'uffido consulenza) i1 quale probabilmente vi indichera la sala 0 10 scaffale in cui questi repertori sono a disposizione. Altri consigli non si possono dare in questa sede perche, come si e detto, i1 problema cambia molto da disdplina a disdplina. II bibliotecario - Bisogna superare la timidezza, e sl?t:~~o il bibliotecario vi da consigH~icuri facendovi guadagnar< Diiolto'fempo:'Dovete pensare che (tranne casi di direttori sovroccupati 0 nevrotid) un direttore di biblioteca, specie se piccola, e felice quando pub dimostrare due cose: Ia qualita della sua memoria e della sua erudizione, e la ricchezza della sua biblioteca. Quanto piu la biblioteca e decentrata, poco frequentata, tanto piu egli si rode dal dispiacere che essa sia misconosduta. Una persona che chiede aiuto, fa felice i1 direttore. Naturalmente se da un lato dovete contare molto suIl'a~ siste11?a del..biQliot~ario, dali'aItro non-dQ,yete fidarvi ~s:!lte_diJl.li. Ascoltate i suoi consigli, map-creercate ailcora altre cose per conto vostro. II bibliotecario non e un esperto universale e inoltre non sa quale taglio particolare voi volete dare alia vostra ricerca. Magari giudica fondamentale un'opera che a voi servira pochissimo e non ne considera un'altra che a voi sara invece utilissima. Anche perche non esiste una gerarchia prefissata di opere utili e importanti. Ai fini della vostra ricerca puC> risultare decisiva una idea contenuta quasi per sbaglio in una pagina di un libro altrimenti inutile (e giudicato irrilevante dai piu) e questa pagina dovrete scoprirvela da voi col vostro fiuto (e con un poco di fortuna), senza che nessuno venga a porgervela su di un piatto d'argento. Consultazione interbiblioteca, cataloghi computerit.zati e prestito da altre biblioteche - MoJte biblioteehe_pubblilSal10 dei_re.p..~l:tQri__aggiO,~,l!!L dell~.lQ.to.......acqui.si~ioni: pertanto in certe biblioteche e per certe disdpline e pos- At. c.~'.:'Li'~ 68 III. La ricerca dellllateriale 111.2. La ricerca pipliografica 69 I oal Consiglio Nazionale delle Ricerche - Centro. Nazionale Documentazione Scientifica - Piazzale delle Scienze 7 - ROMA (tel. 490151) Centro Nazionale di Informazioni Bibliografiche - Biblioteca Nazion~ le Centrale Vittorio Emanuele II, 00186 ROMA iJ !J rI~ nI2. La ricerca bibliografica 71 recente che n0:tl ..sono ancora state ~t.~..,J.p catalogo. E..infin.e.n.on. Cllinenticate che, se state facendo~;m "tavoro ,serlQ..!L9l.,Lil v..Q$tI:.Q_re1atore...e,.in.i6:essa.tQ~poiet8:6nm~:::ce: tejI.sost!ojstituto._.univ:.eJsitario_ad_acq.uistare_cer:ti testi:-importanti-che-voi'"non--potete- procurarvraltrimenti. III.2.2. Come affrontare la bibliografta: 10 schedario Naturalmente l2.~~taLuna-bih-liegrlrlirai"·parte1iZa bisog.1J.a.Jl.edere molti libri Eril1~molte..biblio.teche-ntKlann()... uno-O..due..per-volt'4 brontolano se tornate subito dopa a cambiarlo, vi fanno· perdere un sacco di tempo tra un libro e un altro. ,g~~ qu~~~()..91~ogna~.,Gh~J1~11~"PJi~eduj:e-tlQILc.e.r.:. chiate di Ieggere subi1Q..J.4ttLi..lihrLch~..::.tt.Q'la.te....ma.-dL fatvl, I~.:Ejb1fograf;ia pa.rte~.n-quest.Q..Sel1sG-l!ispeziOnepre1iminare ai cataloghi vi consente di partir~tL. l~:Vostre richieste sulla'base '9[:u'Qi]is.ciLiiLptOmp....Ma.. IaUsta'che"rfcavateaaf"CafalQghi pub non dirvi, nulla, e t).QD~apete.quaIe..:.e..iLlibrodachieqefe~pe~]iii.iiO~T· ....q:g~§.t(),tispezione. ai" cataloghi-va-accompagnata.,.da _W1a . ispezione pr~liminare ai libri della sala diconsultazione. QmiriCf6 irovate un capitOlo'stiT 'vostro"argonierit<Y;"con"Ia-' sua bella bibliografia, VQi potete scorrervi rapidamente il capitolo (e vi ritornerete dopa), rna passate subito alla bibliografia eve Ia copiate tutta. Nel farlo, tra il capitola che avete scorso e Ie eventuali annotazioniche accompagnano Ia bibliografia, se eragionata, voi vi fate una idea di quill, tra i volumi elencati, siano quelli che l'autore considera basilari, e potete partire poi a richiedere quelli. Inoltre, se_~.Y~l~"..yi§t9j19n..l1:QJLwa. pitLoge.r~dL£..Qp.~yl1:, azi(J11.e•..avrete..fatto., anche. un-.contrella- incrociato.delle btbliografie,..e-a:v;rete vistO' quali-"sonO""1e-.epere...che.J1J,tti .,citano. Cosl avrete stabilito una prima gerarchia. Questa getarchia dovra magari essere contestata dal vostro lavoro successivo, ma per intanto costituisce una base di partenza. Obietterete che se d sono died opere di consultazione copiare Ia bibliografia da ciascuna e un po' lungo: infatti talora con questa metoda si riescono a mettere insieme molte centinaia di libri, anche se il controllo incrodato permette di eliminare i doppi (infatti se mettete 70 III. La ricerca del materiale sibile consultare cataloghi che informano su cib che si ". trova in altre biblioteche italiane e straniere. Anche qui ebene domandare informazioni al bibliotetario_Ci-s~>t1{)... c~:t.e-biblioteche-specializzate collegate via computer· a delllLJ;l!eq1otkJ::eIltraH_che Po.S.SOllQ dirvLin,.pochi secon: di se un certo lib.m..sLtzovada..qualche..parte..e..dove. Per "esempio-estato istituito presso la Biennale di Venezia un Archivio Storieo delle Arti contemporanee con un elaboratore elettronieo collegato. COn l'archivio Biblio della Biblioteca Nazionale di Roma. L'operatore comuniea alIa rnacchina il titolo del libra che voi state cercando e dopo pochi istanti appare sullo schermo la scheda (0 Ie schede) del libra in questione. La ricerca pub essere fatta per nomi di autori, titoli di libri, argomento, colIana, editore, anna di pubblicazione eccetera. E raro che in una normale biblioteca italiana troviate simili facilitazioni, rna informatevi sempre can attenzione perche non si sa maio Una volta individuato il libro in un'altra biblioteca itaIfana "o"stran~ra-;Jenete ."pr~sente'-che:Q:ga·bib.1ioteca ill" solito-~pycS )v()lgere un servizio-" dr-·prestito inte';bi~ blt9"~eche, nazionale a interna~donale. Ci vuole un po' di tempo, rna se sffratta--di libri molto difficili da reperire vale la pena di provare. Dipende se la biblioteca a cui si rivolge richiesta da in prestito quel libra (alcune prestano solo Ie copie doppie), e anche qui dovete esaminare caso per caso e possibilrnente con il consiglio del docente. In ogni casa rieordate che spesso Ie istituzioni esistono e non funzionano solo perche noi non 10 riehiediamo. Tenete per esempio presente che per sapere che libri d sono in altre biblioteche potete rivolgervi al Ricordate inoltre che molte_biblioteche..tengonQ_una lista dei nuovi acquisti, e doe delle opere acquisite di .";';'''~~.~~~,~ ... III.2. La ricerca bibliografica 73 come fonte per un capitolo particolare e cosl via~ Naturalmente se non avete la pazienza di tenere uno schedario, potete ricorrere al quadernetto. Ma gli inconvenienti sono evidenti: magari annotate sulla prima pag, ina gli au~ori. che comindano per A, sulla seconda quelli che COmlDcrano per B e dopo un po' avete finito la prima pagina e non sapete piu dove mettere un articolo di Azzimonti Federico 0 Abbati Gian Saverio. Meglio alIora prendersi una rubrica telefonica. Non avrete Abbati prima di Azzimonti, ma saranno tutti e due in quelle quattro pagine riservate alIa A. Pero il metodo del raccoglitore a schedine e il migliore, vi puo servire anche per un altro lavoro dopo la tesi (basta integrarlo) 0 per fare un prestito a qUalcuno che piu tardi lavorera su argomenti analoghi. Ne1 capitolo IV parleremo di altri tipi di schedari, come 10 schedario di lettura, 10 schedario delle idee, 10 schedario delle citazioni (e vedremo anche in quali casi siano necessarie queste proliferazioni di schede). In questa sede bisogna sottolineare che 10 schedario big,l!£grafico.. non..do:v.r.ebbe..id.entmcarsi-co1"r40~ffieaari'o-=<rr.Jettura, e pertanto antidpiamo poche idee su quest'uItimo. ~hr;dario 4Lkttur.a....comprende-schede..-possibilmente diampiojormato.,~dedicate..ai.Jibri(0 articoli)che a§.ete...effettivamente-ietto;su·· queste .schede-riporterete sw:ti, _gilldizi,. dtazioni, ..tutto.. dqjnsomma...che-:vLpotra ser~ire autilizzare- iHibro'ietto-nehnomento -della-ste- ,.sura..de11a"tesi (quando magari non l'avrete piu a disposizione)~ r.Ja..xedazione._d.eUa kibljQgr..afia-fi~e. Non euno scnedario che dovrete portarvi dietro e talora potrebbe anche essere formato, anziche da schede, da fogli molto ampii (anche se la forma a schede esempre la piu maneggevole). J2!y~r~~~.J:!?Y~~<? )9.J.(hedariettoJz.J.!i!jp.gt:aftc.o.:-. esso dev~.~~gj.str.arejuttLL1Llzr~~e cercar..edlQJl. solo quelliche avete trovato e letto. Si puo avere uno schedarietto bib1iogianco-di· Cllecimila titoli e uno schedario di lettura di died titoli - anche se questa situazione da l'idea di una tesi comindata troppo bene e finita troppo male. Lo schedarietto bibliografico ve 10 portate ·dietro ogni III. La ricerCli del materiale per bene in ordine alfabetico la prima bibliografia, il controllo suIle successive vi riesce piu facile). Ma ormai in ogni biblioteca che si rispetti esiste tina macchina copiatrice e la copia costa in media un centinaio di lire. Una bibliografia specifica in un'opera di consuItazione, tranne casi eccezionali, occupa poche pagine. Con due 0 tremila lire potete ~otocoplarv(~ltJ!~rle._di bi1:>!iog~afi.e che poi metterete a posto a casa con calma. Sa1.R~ ~lbliografia'terminata- tomerete-m-biblioteGa-a-vedere...ciUe11o me ~te..xep~tibll.~. A questo punto l'avere de11~~ cJe..per-egni.Jib.ro vi riusciraufile perCheSiilla scheda cottispondente al lihiopotrete-SCrlvere la sigla della biblioteca e 1a collocazione (una scheda potra contenere anche molte sigle e .molte collocazioni, e do significhera che il libro e ampiamente disponibile in molti posti; poi d saranno Ie schede rimaste senza sigle e quello sara un guaio, il vostro guaio, ovvero il guaiodella vostra tesi). Nel cercare una bibliografia, man mana che trovo un titolo, sarei tentato di segnarmelo su di un quadernetto. Poi quando dovessi controllare sui catalogo autori se i libri individuati in bibliografia son disponibili in loco, finirei di scrlvere a lato del titolo la collocazione. Se pero ho segnato molti tholi (e a una prima ispezione su di un argomento si arriva facilmente al centinaio - salvo poi decidere che molti sono da trascurare) a un certo punto non riusciro piu a ritrovarli. Pertanto il sistema piu comodo eque110 di un P~ ~Qtz.le.~t'!..re_/;9~nJ~h.§.diM. Man l:?-ano che individuo un libro, vi dedico una scheda apposlta. Man mano che scopro che il libro esiste in una data biblioteca, vi segno la collocazione. Raccoglitori minimi del genere costano poco e sono reperibili nelle cartolerie. Oppure si possono fare da se. Centro 0 duecento schedine occupano poco spazio e ve Ie potete portare dietro nella borsa ogni volta che andate in biblioteca. AlIa fine avrete una immagine chiara di do che dovreste trovare e di do che avete trovato. In piu tutto sarebbe in ordine alfabetico e facilmente reperibile. Volendo potreste organizzare la scheda in modo che a destra in alto ci sia la collocazione di biblioteca, in altO a sinistra una sigla convenzionale che dice se il libro vi interessa come riferimento generale, 72 ...._------..:a......----,.---=-.-.-',.:.-.......- • Pertanto verranoo ricordate nei vari capitoli in cui ci occllperemo di queste fasi dellavoro. Ma verranno fissate qui una volta per tutte. Esse sono norme molto importanti e dovrete avere la pazienza di familiarizzarvi con esse. Vedrete che sono anzitutto norme funzionali, perche consentono sia a voi che al vostro lettore di identificare illibro di cui si park Ma sono anche norme, per COS1 dire, di etichetta erudita: Ia Ioro osservazione rivela la persona che ha fatniliarita con la disciplina, la Ioro violazione traelisce il parvenu scientifico e talora getta un'ombra di discredito su eli un lavoro altrimenti ben fatto. E volta che andate in una biblioteca. Le sue schede registrano solo i dati essenziali de1librgjn questione e..k..sue collo<:!!ZlQriftlelle-5ibliOteCI;e che avrete esplorato. Potrete al massimo aggiungere sulla schedina qualche altra annotazione del tipo "molto importante secondo l'autore X", oppure "da trovare assolutamente" 0 ancora "il Tale dice che eun'opera di nessun valore", 0 addirittura "da comperare". Ma basta. Una scheda di Iettura puC> essere multipla (un Iibro' puC> dare origine a piu schede di appunti) mentre una scheda bibliografica e una e una sola. Quanto meglio e fatto, tanto piu uno schedario bibliografico puC> essere conservato e integrato per ricerchesuccessive, puo essere prestato (persino venduto), e quindi vale Ia pena eli farlo bene e in modo Ieggibile. Non e consigliabile scarabocchiarvi un titolo, magari sbagliato, con criteri stenografici. Spesso 10 schedario bibliografico iniziale (dopo che avrete segnatO sulle schedine i libri che avete trovato, letto e schedato nello schedario di Iettura) pUG costituire la base per la redazione della bibliografia finale. Pertanto si e pensato di inserire a questo punto Ie istruzioni per Ia registrazione corretta dei titoli, vale a dire le norme per la citazione bibliografica. Queste norme valgono per: 1) La scheda bibliografica 2) La scheda di lettura 3) La citazione dei libri nelle note a pie di pagina 4) La redazione della bibliografia finale. 75 Wilson, ]., "Philosophy and religion". Oxford, 1961. IIJ..P,* citazione bibliografica (- I libri:~ Ecco un esempio di citazione bibliografica sb'agliata: La citazione e sbagliata per Ie seguenti ragioni: 1) Da solo l'iniziale del nome proprio dell'autore. L'iniziale non basta, anzitutto perche di una persona io voglio sapere sempre nome e cognome; poi perche ci possono essere due autori con 10 stesso cognomee con la stessa iniziale. Se leggo che l'autort~ de1libro Clavis universalis e P. Rossi, non sapro mai se e il filosofo Paolo Rossi dell'universita di Firenze 0 il filosofo Pietro Ro~si dell'universita di Torino. Chi e J. Cohen? II critico ed estetologo francese Jean Cohen 0 il filosofo inglese Jonathan Cohen? 2) Comunque si dia il titolo di un libro non bisogna mai darlo tra virgolette perche e abitudine pressoche universale dare tra virgolette 0 i titoH delle riviste 0 i titoH degH articoli di rivista. In ogni caso ne! titolo in questione era meglio mettere Religion con la R maiuscola perche i titoH anglosassoni mettono in maiuscolo nomi, aggettivi e verbi, tranne articoli, particelle, preposizioni e avverbi (e anche questi se costituiscono l'ultima parola del titolo: The Logical Use of If)· non e che queste norme di etichetta non contino niente e siano pure debolezze da nozionista. Succede nello sport, ne! collezionismo di francobolli, nel gioco del bigliardo, nella vita politica: se qualcuno usa male delle espressioni "chiave" viene guardato con sospetto, come uno che viene da fuoti, che non e "dei nostri'·, Bisogna stare alle regole della compagnia in cui si vuole entrare, chi non piscia in compagnia 0 eun ladro 0 euna spia. Anche perche per violare delle regole, 0 per opporvisi, bisogna prima conoscerle e dimostrarne eventualmente l'inconsistenza 0 Ia funzione meramente repressiva. Ma prima di dire che non e necessario sottoHneare i1 titolo di :un libro bisogna sapere che 10 si sottolinea e perche. III.2. La ricerca bibliografica " 74 III. La ricerca del materiale ~< III2. La ricerca bibliografica n Manzoni, Alessandro, 1 promessi sposi, Molfetta, 1976. A parte Ie altre inesattezze, controllando il copyright si scopre che la prima edizione e del 1969. Ora si puo trattare, nella vostra tesi, di stabiIire se Searle ha parlato degIi speech acts prima 0 dopo altri autori, e quindi la data della prima edizione e fondamentale. Oltretutto, se leggete bene la prefazione del libro, scoprite che la sua tesi fondamentale e stata presentata come dissertazione di PhD a Oxford nel1959 (e dunque died anni prima) e che nel frattempo varie parti del libro sono apparse su varie riviste filosofiche. Nessuno penserebbe mai a citare in questo modo: Searle, .I., Speech Acts, Cambridge, 1974. trovasse un libro edito dali'Universita Cattolica e 10 desse come pubblicato nella ridente cittadina balnerare della costa adriatica. Ultimo avvertimento: e buon uso citare sempre la cittadi edizione in lingua originale. E dunque Paris e non Parigi, Berlin e non Berlino. 5) Quanto alia data vi e andata bene per caso. Non sem.pre la data segnata suI frontespizio e la data vera del libro. Puo essere quella dell'ultima edizione. Solo nella pagina del copyright trovate la data della prima edizione (e magari scoprite che la prima edizione e stata pubblicata da un altro editore). La differenza e talora molto importante. Poniamo che voi troviate una citazione come questa: solo perche ha tra Ie rnani una edizione recente pubblicata a Molfetta. Ora, quando lavorate su un autore, Searle vale Manzoni: non dovete diffondere idee sbagliate circa iI suo lavoro, in nessun caso. E nel caso che, sia studiando Manzoni che Searle a Wilson, voi abbiate lavorato su una edizione posteriore, rivista e aumentata, dovrete specificare sia la data della prima edizione che quella della ennesima edizione da cui citate. Ora che abbiamo visto come non si deve citare un libro, ecco cinque modi di citare correttamente i due libri di cui abbiamo parlato. Sia chiaro che vi sono altri criteri III. La ricerca del materiale 3) E odioso elite dove un libroe stato pubblicato e non elite da chi. Ponete che troviate un libro che vi pare importante, che vorreste comperare, e che vi viene indicato come "Milano, 1975". Di quale editore e? Mondadori Rizzoli Rusconi, Bompiani, Feltrinelli, Vallardi? Co~e fa il llbraio ad aiutarvi? E se c'e scritt'o "Paris, 1976~ dove andate a scrivere? Ci si puo limitare alia sola citta quando si tratta di libri antichi ("Amsterdam, 1678") reperibili solo in biblioteca 0 in un ristretto gir9 di antiquariato. Se in un libro c'e scritto "Cambridge' di quale Cambridge si tratta? Di quello in Inghilterra a di quello negli Stati Uniti? Ci sono molti autori importanti che segnalano i libri con la sola citta..A meno.chc: non si tratti di voci di enciclopedia (dove eSIstono crlterl di brevita per risparmiare spazio) sappiate che si tratta di autori snob che disprezzano il lora pubblico. 4) In ogni caso in questa citazione "Oxfor1-" e sbagliato. Questo libra non e edito a Oxfqrd..F. e~to, come si dice sul frontespizio, dalia Oxford University Press, ma questa casa editrice ha sede a Londra (e a New York e Toronto). Oltretutto e stato stampato a Glasgow, ma si mette sempre illuogo di edizione, non illuogo di. stat;tpa (tranne che per i libri antichi, dov~ i 1-ue .l~ogh!- comcidono perche si tratta di stampatorl-editon-libraI). Ho trovato in una tesi un libro indicato come "Bompiani, Farigliano" perche pc:r avven~~ quel 1,ibro era ~fato stampato (come si evmceva dal finito di st!1mpar~ ) a Farigliano. Chi fa di queste case da l'impresslOn.e ~ non avere mai vista un libra in vita sua. Per andare Slcurl non cercatemaii datieditoriaIisulfrontespiziosoltanto.ma anche sulla pagina che 10 segue, dove c'e il co.pyright. Ll trovate iIluogo reale dell'edizione e la data e il nume1: 0 dell'edizione. Se vi limitate al frontespizio potete incorrere in errori patetici, come colora che, di libri pubblicati dalia Yale University Press, dalia Cornell University Press 0 dalia Harvard University Press, mettono come luoghi di pubblicazione Yale, Harvard e Cornell: i quaIi non sono nomi di 10caIita, bensl i nomi proprii di quelle celebri universita private. I luoghi sono New Haven, Cambridge (Massachusetts) e Ithaca. Sarebbe come se uno straniero 76 iiiiiiiil-<"".~ '.. ' ........--------..'----~-~'-.-------- WILSON, John 1961 Philosophy and Religion - The Logic of Religious Belief, London, Oxford University Press, pp. VIII-120. Naturalmente ci sono soluzioni miste: nell'esempio 1 i1 nome dell'autore potrebbe essere in maiuscoletto come nel ); nell'esempio 4 ci puC> essere anche it sottotitolo come nel primo e nel quinto. E ci sono come vedremo sistemi anche piu complessi che mettono anche it titolo della collana. In ogni caso valutiamo questi cinque esempi, tutti e che ogni criterio potrebbe essere valido purche permettesse di: (a) distinguere i libri dagli articoli 0 dai capitoli di altri libri; (b) individuare senza equivoci sia i1 nome dell'autore che i1 titolo; (c) individuare luogo di pubblicazione, editore, edizione; (d) individuare eventualmente la consistenza ovvero la mole dellibro. Pertahto i cinque esempi che diamo sono tutti buoni in varia misura, tranne che, come diremo, preferiamo per vari motivi i1 primo: 1. Searle, John R., Speech Acts - An Essay in the Philosophy of Language, I" ed., Cambridge, Canibridge University Press, 1969 (5" ed., 1974), pp. VIII-204. . Wilson, John, Philosophy and Religion - The Logic of Religious Belief, LondOl1, Oxford University Press, 1961, pp. VIII-120. 2. Searle, John R., Speech Acts (Cambridge: Cambridge, 1969). Wilson, John, Philosophy and Religion (London: Oxford, 1961 ). 3. Searle, John R.j S pee ChAc t s, Cambridge, Cambridge University Press, I" ed., 1969 (5" ed., 1974), pp. VIII-204. Wilson, John Phi 10 so p h y and R e Ii g ion, London, Oxford University Press, 1961, pp. VIII-120. 4. Searle, John R., Speech Acts. London: Cambridge University Press, 1969. Wilson, John, Philosophy and Religion. London: Oxford University Press, 1961. 5. SEARLE, John R. 1969 Speech Acts- An Essay in the Philosophy of Language, Cambridge, Cambridge University Press (5" ed., 1974), pp. VIII-204. 79 Ci sarebbero ancora altri sistemi, ma vediamo subito i1 primo e i1 terzo. II primo mette l'articolo tra virgolette e la rivista in corsivo, i1 terzo l'articolo in corsivo e la rivista tra virgolette. Perche epreferibile il primo? Perche permette a colpo d'occhio di capire che "Orizzonte della poesia" non eun libro ma un breve testo. Gli articoli di rivista COS! entrano nella stessa categoria (come vedremo) dei capitoli di libri e di atti dei congressi. E chiaro che i1 secondo esempio euna variazione del primo; elimina solo i1 riferimento al mese di pubblicazione. Perc i1 primo esempio mi informa anche sulla data dell'articolo, i1 secondo no, quindi e difettoso. Sarebbe stato meglio mettere almeno: It Verri 1, 1962. Noterete che e stata messa l'indicazione (NS) ovvero"Nuova Serie". E molto importante perche It Verri ha avuto ancheuna prima serie con un altro numero 1, che edel 1956. Dovendo citare da quel numero (che ovviamente non pote- Anceschi, Luciaho, "Orizzonte della poesia", It Verri 1 (NS), febbraio 1962: 6-21. Anceschi, Luciano, "Orizzonte della poesia", It Verri 1 (NS), , pp. 6-21. Anceschi, Luciano, OriZZ011te della poesia, in "II Verri", febbraio 1962, pp. 6-21. validi. Trascuriamo per ora l'esempio numero 5. Si tratta di un caso di bibliograna specializzata (Sistema di riferimento autore-anno) di cui parleremo piu avanti, sia a proposito delle note che della bibliografia finale. II secondo e tipicamente americano e poi viene usato piu nelle note a. pie di pagina che nelle bibliograne finali. II terzo, tipicarnente tedesco, e ormm piuttosto raro e non presenta a mio modo di vedere alcun vantaggio. II quarto modo e usatissimo negli Stati Uniti e 10 trovo molto antipatico perche non permette di distinguere subito i1 titolo dell'opera. II sistema numero 1 ci dice tutto quel che ci serve eci dice chiaramente che si tratta di un libro e quanto egrosso questo libro. ~Quanto sia comodo questo sistema 10 vedremo suE'ito cercando di citare in tre modi diversi un articolo di rivista: III.2. La ricerca bibliografica 78 Ill. La ricerca del materiale .. I 81 Guido, "Aristotelismo e Barocco" in AAVV, Retorica e Barocco. Atti del III Congresso Internazionale di Studi Umanistici, Venezia' 15-18 giugno 1954, a cura di Enrico Castelli, Roma, Bocca, pp. 119-196. IIL2. La ricerca bibliografica Morpurgo-Tagliabue, Cosa mi dice una segnalazione del genere? Tutto quel10 che mi serve, e doe che: (a) Si tratta di un testo inserito in una raccolta di altri testi, e quindi quello di Morpurgo-Tagliabue non eun libro, anche se dal numero delle pagine (77) ne deduco trattarsi di uno studio molto consistente. rna in una bibliografia americana apparirebhe come: AAVV. Retorica (. Barocco. Roma, Rocca, 1955. pp. 256, 20 tav. (b) La raccolta e un volume dal titolo Retorica (' Barocco che riunisce testi di autori vari (AAVV oppure AA.VV.). (c) Questa raccolta costituisce la documentazione' degli atti di un convegno. E importante saperlo perche in certe bibliografie potrei scoprire che iI volume ecatalogato _sotto "Atti di convegni e congressi". (d) Che e a cura di Enrico Castelli. E un dato molto importante, non solo perche in qualche biblioteca potrei trovare Ia raccolta sotto il nome "Castelli, Enrico" rna anche perche secondo l'usa anglosassone i nomi di autori vari non vengono registrati satta la A (Autori Vari) rna sotto il nome del curatore. Pertanto questa volume in una bibliografia italiana apparirebbe come Castelli, Enrico (ed.), Retorica (. Barnccn etc. Castelli, Enrico (a cura dil, Retorica e Baracco <'tc. dove ·'ed." significa "editor" ovvero curatore, ovvero "a cura di" (con "eds." i curatori sana piu di uno). Per imitazione delI'uso americana oggi qualcuno tenderebbe a registrare questo libro come: Sono cose da sapere per potere individuare iI libro in un III. La ricerca del materiale e a que!' punto, anche se non do la pagina, l'articolo e molto pill reperibile. Pensate inoltre se io volessi ordinare la rivista all'editore come numero arretrato, non mi interesserebbe sapere la pagina rna il numero del fasdcolo. La pagina d'inizio e quella finale mi servono perC> per sapere se si tratta di un articolo lungo ° di una breve nota, e quindi sono indicazioni raccomandabiH in ogni caso. Anceschi, Luciano, "Orizzonte della poesia", II Verri VII, 1, 1962, pp. 6-21. -'-' .. tori vari e a cura df - Adesso passiamo ai capitoli di opere p ste;-"Siatfcf'(;sse raccolte di saggi dello stesso autore che volumi miscellanei. Ecco un esempio semplice: Gorlier, Claudio, "L'Apocalisse di Dylan Thomas", It Verri I, 1, aumnno 1956, pp. 39-46. va avere la dizione "vecchia serie") farei bene a fare cosl: dove come si vede especificato, oltre al numero, l'annata. Cosl che l'altra citazione potrebbe ancheessere riformulata cosl: se non fosse che la nuova serie non porta l'annata.Si noti inoltre che certe riviste numerano i fasdcoli progressivamente lungo l'anno (oppure numerano per volume: e in un anna J?ossono anche essere pubbl~cati piu vo~umi). Quindi, volendo, non sarebbe necessarIO melt,tere 11 nu l mere del fasdcolo e basterebbe registrare anna e a pagina. Esempio: Guglielmi, Guido, "Tecnica e letteratura", Lingua e stile, 1966, pp. 323-340. Se cerco la rivista in biblioteca mi accorgero che la pagina 323 si trova nel terzo fasdcolo de¥a p:ima annata. Manon vedo perche devo sottoporre 11 mlO lettore a questa ginnastica (anche se certi autori 10 fanno) quando sarebbe stato tanto piu comodo scrivere: Guglielmi, Guido, "Tecnica e letterawra", Lingua e stile, I, I. 1966. 80 iiiiiii-.·.·.·'··-i-•••--------------........------,..----...,..------ .-.:;<....----••••••••••••• ~ .d'*'" ..." ;~_.r__ """::~- --".<-.-----,,---.-:_-_." _ ..~ da tener presenti... it volume miscellaneo Retoriea e Baroeeo, Atti del III Congresso Internazionale di Studi Umanistici, Milano, 1955, e in particolare l'importante saggio di G. Morpurgo-Tag!iabue, Aristotelismo e BaroccD. 83 Questo per citare l'articolo di Dell Hymes. Se invece devo citare l'opera complessiva, la notizia che il lettore si aspetta non epiu in quale volume si trova Dell Hymes bens! in quanti volumi el'opera: Sebeok, Thomas A., ed., Current Trends in Linguistics, The Hague, Mouton, 1967-1976, 12 voll. Quando devo dtare un saggio contenuto in un volume di saggi dello stesso autore il procedimento non differisce dal caso di Autori Vari, salvo che ometto il nome dell'autore davanti allibro: guito da ••et al.", che significa "et alii": Djik, T.A. van eot al., lur Bestimmung narrativer Strukturen etc. Rossi.Landi, Ferruccio, "Ideologia come progettazione sociale", in Il linguaggio come lavoro e come mercato, Milano, Bompiani, 1968, pp. 193-224. Si sara notato che, usualmente, i1 titolo di capitolo e in un dato libro mentre l'articolo di rivista non ein la rivista e il nome della rivista segue direttamente il titolo dell'articolo. \ia-;;iI- Thui&:Ia~di citazion~ p._.i~J?e!'f.~t!~u~~ clia &an~F.~.Jlnc a...eOlJ.litii ·jrc~~f itl~bt9J~ S~ una informazione a mio modo di vedere non indispensabile perche l'opera e suflicientemente individuata conoscendo autore, titolo, editore e anno di pubblicazione. Ma' in certe discipline la collana puo costituire una garanzia 0 l'indice di una certa tendenza scientifica. ,~L.l!.S9Ul!Aa,sLan.no,ta"tr~.Yir&.91~1~_~~Po il titolo e reca il 111.2. La ricerca bibliografica ~es,..Dell, "Anthropology and Sociology", in Sebeok, Thomas . A., ed., Current Trends in Linguistics, vol. XII, Linguistics and Ad;acent Arts and Sciences, t. 3, The Hague, Mouton, 1974, pp. 1445-1475. Passiamo ora a un caso piu complesso. Si tratta di un lungo articolo che appare nel tome terzo del volume dodicesimo di un'opera collettiva, in cui ogni volume ha un , titolo distinto da queUo dell'opera complessiva: p 82 III. La ricerca del materiale Questa e una' pessima indicazione bibliogra:6.ca perche (a) non ci dice il nome proprio dell'autore, (b) fa credere che il congresso si sia svolto a Milano 0 che a Mi· lano stia l'editore (ed entrambe Ie alternative sono errate), (c) non dice chi e l'editore, (d) non dice quanto e lungo il saggio in questione, (e) non dice a cura di chi e il volume miscellaneo, anche se con l'espressione, antiquata '''miscellaneo'' lascia pensare che raccolga testi di vari autori. Guai se noi riportassimo cosl l'indicazione sulla nostra scheda bibliogra:6.ca. Noi dobbiamo stendere la scheda in modo. che ci sia 10 spazio libero per Ie indicazioni che per ora ci mancano. Annoteremo pertanto illibro COSt: Morpurgo-Tag!iabue, G... ' "Aristotelismo e Barocco", in AAVV, Retoriea e Baroeeo - Atti del III Congresso Internazionale di Studi Umanistici, ''', a cura di ..., Milano, ... 1955, pp.... catalogo di biblioteca 0 in un'altra bibliografia. Come vedremo nel paragrafo III.2.4., a proposito di un esperirnento concreto di ricerca bibliogra:6.ca, la prima ciUlZione che trovero di questo articolo, nella Storia della Letteratura I taliarta di Garzanti, parlera del saggio di Morpurgo-Tagliabue in questi termini: in modo che negli spazi bianchi possano poi essere inseriti i dati che mancano, quando Ii avremo trovati 0 in un'altra bibIiogra:6.a, o. nel catalogo della bibIioteca 0 addirittura sulla copertina del libro stesso.. Molti autori e nessutz curatore - Supponiamo ora che vogliamo registrare un saggio apparso in un libro che e opera di quattro autori diversi di cui nessuno appare come il curatore. Ho per esempio sottomano un libro tedesco con quattro saggi rispettivamente di T.A. van Djik, Jens Ihwe, Janos S. Petofi, Hannes Rieser. Per comodita, in un caso del genere, si indica solo il primo autore se- ! Longino (Pseudo), Del Sublime, M(ario) Pr(az), "Secentismo", Enciclopedia Italiana XXXI. Nel terzo easo posto che la voce "Secenrlsmo" del· l'Enciclopedia Tre~cani sia siglata "M.Pr.~" si va a eer· care all'inizio del volume l'elenco delle sIgle, se ne deduce che si tratta di Mario Praz e si scrive: 1II.2. La ricerca bibliografica 85 Katz, Jerrold J. e Fodor, Jerry A., "The Structure of a Semantic Theory", Language 39, 1963, pp. 170-210 (ora in Fodor Jerry A. e Katz Jerrold J., eds., The Structure of Language, Englewood Cliffs, Prentice-Hall, 1964, pp. 479-518). Quando userete la bibliografia specializzata ad autore- data (di cui si parlera in VA.3.) metterete come data esterna quella della prima pubblicazione: Katz, Jerrold J. e Fodor, Jerry A. 1963 "The Structure of a Semantic Theory", Language 39 (ora in Fodor J.A. e Katz n., eels., The Structure of Language, Englewood Cliffs, Prentice- Hall, 1964, pp. 479.518). Qtazioni da~W:l1~ Le citaziQni cia quGtidi.ani-e settimana.Ji £Unziotl~,n..o_cQmeJe_cij;azionLda...r,i¥iste,...sahro C1:iil~~!:u:?pport:uno (per ragioni di reperibilita) ~ttere .w....aata...Piut:tOsJQShe~j1..~mero. Dovendo citare un arHcolo di passaggio non e strettamente necessario indicare anche la pagma (che pure e sempre utile) e non e asso· lutamente necessario nei quotidiani indicare la colonna. Ma se si fa uno studio specinco sulla stampa allora queste indicazioni diventano quasi indispensabili: Nascimbeni, Giulio, "Come l'Italiano santo e navigatore ediventato bipolare", Corriere della Sera, 25.6.1976, p. 1, col. 9, Per i giornali di diffusione non nazionale 0 internazionale (come sono invece The Times, Le Monde, Corriere della Sera) e bene specincare la citta: efr. It Gazzettino (Venezia), 7.7.1975. Citazioni da documenti ufficiali 0 da ope"re monumentali - ~ i documenti ufliCIali.eslstonO iibbr~via~.eni ~igle ehe variino. da CUsciplina a disciplina, cosl oome •esist.Qtl(Hlhbreviazioni-t-lpk1:le~amrisu manoscritti ..gm~Shi. Qui nOn possiamo che rimandare alla letteratura speeifica, a cui vi ispirerete. Ricordiamo solo che nell'ambito di una certa disciplina certe abbreviazioni sono di uso consueto e non siete obbligati a dare altre de1ucidazioni. . Per uno studio sugli atti parlamentari ameri- 84 III. La ricerca del materiale ,Ora in - Ci ~gQ.Q..p.QLci.:elle_o.pere_che..sono.ormai..r~ri~~ lume..di.saggLdello..stesse-autore-o-m-antoiogla di"4lsO-Comune·-ma.'che··tuttavia-sono-apparse-prima-su-- Jiv.i~~e ~ratta diun ri£erim~!1!Q_J~te,rale.Jispetto all'argomento eI1lr't'eS1 sn5u()";iiiche cjtarua fQpte,.piu ~w.e:;'1:iiase·sltratta' di operesucui laJ!;$,Lsi..intrat~!;,~ ffi~.@:iente,,,.iillofa.j~datG1clla....pr.ima-pubb~cazione SQ.IJJ) eJ\~ziali per ragioni di esattezza. ~torlca. Niente vieta che voi usiate l'edizione piu accesslblle, ma se l'antologia 0 il volume di saggi sono ben fatti vi ~i de:re trovare il rHerimento alla prima edizione dello scrltto 10 questione. Deducendolo da queste indicazioni voi potete allora organizzare riferimenti bibliografici di questo tipo: . numero d'ordine del volu1!1~ ------------------.._--- Rossi-Landi Ferruccio It linguaggio corne lavoro e corne merca!o, , , "Nuovi Saggi Italiani 2", Milano, Bomplani, 1968, pp. 242. .,An~nimi; psefJdo~i;i,-';s~~ Si-dari~~~as~ dWiutciri.-ancmlini, di.lisLar:.p5eudonirni e .ch...art-looli-dlengc1gpec4a siglati. ..Net primo. 9!~.oJ)!l~!~_.!!let!e~~ al E9sto d~l nome. dell'autore .. la, dicitura.~'Anonimo:':... NeLseconao-.:basta.fare ' segyge allo_..Rseudommo.,-tra-.parentesi"iLnome-ver.o (se e ormai conosciuto), J!l~l!.ti.-seguitQ_dLll1l-punt(}-!.J1terrogativo se si tratta di una ipotesi abbastanza accreditata. ~" s~,~.r..at!a.__di .t¥1. ~ut9r.~._ ri!:0~os~uto_come,_1al~_dalla tr..adiZioIie maJa CUI ·ngura stonca· e ,·stata,messa m-questione-=, dallLc):itica piu. recente,. regist.r~rl(Lcome ,.~'J?:seudo". Esempio: --~ cani un manuale statunitense consiglia citazioni del genere: Pattologiae Cursus Completus, Series Latina, accurante J.P. Migne, Paris, Garnier. 1844-1866, 222 voll. (+ Supplementum, Turnhout, Brepols, 1972). S. Res. 218, 83d Cong., 2d Sess., 100 Cong. Rec. 2972 (1954). che gli specializzati sono in grado di leggere come: "Senate Resolution number 218 adopted at the second session of the Eighty-Third Congress, 1954, and recorded in volume 100 of the Congressional Record beginning on page 2972." Parimenti, in uno studio sulla filosofia medievale, quando indicherete un testo come reperibile in P.L. 175,948 (oppure PL, CLXXV, col. 948) chiunque sapra che vi state riferendo alIa colonUil 948 del centosettanta~ cinquesimo volume della Patrologia Latina del Migne, una classica raccolta di testi latini del Medio Evo cristiano. Pero se state costruendo ex novo una bibliografia a schede non sara male che per la prima volta vi segnate il riferirnento completo dell'opera, anche perche nella bibliografia generale sarebbe opportuno citarla per esteso: \~l1" II II 1,1 il I'I 87 Novantiqua: Rhetorics as a Contemporary Linguistic T heot"j, dattiloscri tto in corso di pubblicazione (per gentile concessione deIl'autore). Valesio, Paolo, :Q~l.pari si possono citare lettere private e comun~; ~Q.nL~~df.!el diimpoftanz.a~ra.teEiiIe..sas:ta...1llen~~ QQ~dlm_lP,llt.llQJa......mL$,~..§on9 di impQrtanz_~ ~ijva ~!:.l.a .•~~~. te~.L~tJ;ldranno..a~n.bibllog.ta£a.: Smith, John, Lettera personaIe all'autore (5.1.1976). Come si dira anche in V.3., pe;t...questo tipo di cita:... .zi<mt_~_QgQgl!..£t>;.aPZa.~chi~~t~ll Eerme~o= a cfll ci ha scono: Shrew, IV, ii, 50-51. Naturalmente occorre che il lettore della' tesi sappia che Bisbetica vuole dire La bisbetica domata di Shakespeare. Se la vostra tesi e suI teatro elisabettiano non ci sono problerni. Se l'accenno interviene invece come elegante e dotta divagazione in una tesi di psicologia sara meglio che facciate una citazione piu estesa. . ,~? cri.te~i.o__dovreb?e .ess~re quello della pratiClt~:- se'-mrriferiSW"TUn-verso dantesco come 11.27.40. si puo ragionevolmente intuire che si sta parlando del quarantesimo verso del ventisettesimo canto della seconda cantica. Ma un dantista preferirebbe Purg. XXVII, 40. ed ebene attenersi agli usidisciplinari _ che costituiscono un secondo ma non menoimportante criterio. Naturalmente1:ili.Ogllit_~tent~-g.i-easi-ambigt1i. Per esempio i Pensieri di Pascal vanno contrassegnati con un numero diverso a seconda se ci si riferisce all'edizione di Brunschvicg 0 a un'altra, perche s6no ordinati diversamente. E queste sono cose che s'imparano leggendo la letteratura critica suI proprioargomento. c;jtazioni. di. oper.einedite- e-d(JCUmentr-priV71ti - T~§.L_ di laurea......11l@asa:itti-e-simili-varmo-speclttcati come-tali:ECco" due esempi: La Porta, Andrea, Aspetti di una tl!oria delt'esecuzio1'le nel linguaggio naturale, Tesi discussa aIla FacoIta di Lettere Filosofia, Bologna, A.A. 1975·76. 86 III. La ricerca del materiale llI.2. La ricerca bibliografica Citgzioni di classic,i - ~citare opere classiche vi SQll~Ls1~l1~u;()nvegziQAL~b~!stanza-universal~del' .."~ipo titohlih.ro~capi.tolo_e-patte,-p-~rllgrafQ;~-.:§9.t9.:.YtJ;§~ Certe opere sono state ormai suddivise secondo criteri che risalgono sino all'antichita; quando curator! moderni vi sovrappongono altre suddivisioni, di solito conservano anche la segnatura tradizionale. Pertanto, volendo citare dalla Metafisica di Aristotele la def1nizione del principio di non contraddiziohe, la citazione sara: Met. IV, 3, 1005 b, 18. Un brano dei Collected Papers di Charles S. Peirce si cita di solito: CP,2.127. Un versetto della Bibbia si citera come 1 Sam. 14: 6-9.' Le commedie e Ie tragedie classiche (ma anche quelle moderne) si citano mettendo l'atta in numeri romani, la scena in numeri arabi, ed eventualmente il verso 0 i versi: Bisbetica, IV, 2: 50-51. Gli anglosassoni talora preferi£ at.to.Ja..comunic~~tson~ e, se essa era orale, sottoporgli la nostra trascrizione per l'approvazione. _-.::::;.., Mack Smith, Denis, Italy. A Modern Hystory, Ann Arbor, The University of Michigan Press, 1959 (tr. it. di Alberto Acquarone, Storia d'Italia - Dal 1851 al 1958, Bad, Laterza, 1959). II 1.2. La ricerca bibliografica 89 potrete sentirvi autorizzati a citare la sola traduzione itallana, e per due buone ragioni; eimprobabile che i vostri lettori ardano dal desiderio di andare a controllare sull: originale. russo e non esiste un libro originale, perche SI tr~t:a c:J.i una raccolta di s.aggi, apparsi in varie riviste, n;essl tnsIem~ d~ curatore Italiano. AI massimo potrete cltare, dopo i1 tttolo: a cura di Remo Faccani e Marzio Marzaduri. Ma se la vostra tesi fosse sulla situazione attuale d~gll studi semiotici allora dovreste procedere c?n magglqre esattezza. Ammesso che non siate in grado di leggere il russo (e purche la vostra tesi non sia sulla semiotica sovietica), e perC> pensabile che non vi stiate riferendo a questa raccolta in generale, bensl che stiate discutendo, poniamo, il settimo saggio della raccolta. E allora sar.a interessante sapere quando e stato pubblicato per la pnma volta e dove: tutte indicazioni che il curatore ha provveduto a darvi in nota al titolo. Fertanto registrerete i1 saggio COS!: Lotman, Ju.M. e Uspenskij, B.A., Tipol()gia della c~ltura Milano Bompiani, 1975. ' , Lotman, Juri M" "0 ponjatii geograficeskogo prostranstva v rus. skich sr~dnevekovych tekstach", Trudy po zna. kovym szstemam II, 1965, pp. 210-216 (tr. it. di Remo Faccani, "II concetto di spazio geografico nei testi Il?~dievali ru~si", in Lotman, Ju. M. e UspenskiJ, B.A., Tzpologia della cultura a cura di Remo Faccani e Marzio Marzaduri Mi. lano, Bompiani, 1975). ' In questo modo non avete fatto fi.ntadi avere letto il testa originale, perche segnalate la vostra fonte itallana, ma avete fornito al lettore .tutte Ie informazioni che possano eventualmente servirgli. ~ngHe-l'ol:O"'""1l'O'te;-qmnicl.onoti-esiste~-·· traduzione....e...tu,tJ~via si ig!~Jl(:kcsegna1arneJ'e~.i.s.tenza, si ?s~~ .alim.e~_t~::._!r!1_.l?~~f1,;.esi .QQP9..lLJitolo l.lAutidiiZione 10 It ano. . '" ~'~-Esaminiamo infi.ne un caso che a prima vista sembra molto complicato e la cui soluzione "perfetta" sembra troppo minuziosa. E vedremo come anche Ie soluzioni possano essere dosate. . .. 88 III. La ricerca del materiale Ci sono eccezioni? Aknoe Bet-esem~'a" vestra ~""'nmt ~ .Iiigreco~e_vi..accade-di~itare (magari in una dissertazlone di argomenti giuridici)....La-J-ep.ubbUc-a-di..... Rl~tppe,. ..ba.sta_che.1a.dtia.te,.in....italiano,~purche ...speci:fi. chiatela..traduzionee l'edizione.a.cuLvl~ie.te...rifatti. Nella ste.sso modo, se fate una tesi di antropologia cu1turale e VI capita di dover citare questo libro Origi11.41Le. JrEd.!:l;iQJJi..- .A-i:igore..un.JibI~:u¥.1Qr~Qbe §.empre CQ1lS.l.l~.tat-e-in..lingua..or-iginale. Ma la real· .., ta eben diversa. Anzitutto perche esistono lingue che per comune consenso non e indispensabile conoscere (come il bulgaro) e altre che non si e obbligati a conoscere (si suppone che tutti sappiano qualcosa di francese e di inglese, un po' meno di tedesco, che un italiano sappia capire spagnolo e portoghese anche senza conoscerll, ma e una illusione, e che di regola non si capisca il russo 0 10 svedese). In secondo luogo perche certi libri possono benissimo essere letti anche in traduzione. Se da· te una tesi su Moliere sarebbe assai grave avere letto i1 vostto autore in italiano, ma se date una tesidi storia del Risorgimento non e grave se la Storia d'Italia di Denis Mack Smith vi e accaduto di leggerla nella traduzione ",,,(L pu~b~cata da Laterza. E puC> essere onesto citare il libro Q.~ )Q10 Italiano. 6P~~ J,; PerC> la vostra indicazione bibliografica potrebbe ser- ~ . \",,,,-, vue anche ad altri i quali vorrebbero ricuperare l'edizio- '\~ ne originale e quindi sarebbe bene dare una doppia indio U" cazione. Lo stesso accade se voi avete letto i1 libro in inglese. Bene citarlo in inglese, ma perche non aiutare altri lettori che vorrebbero sapere se c'e una traduzione italiana e chi l'ha pubblicata? Ed ecco quindi che in ogni caso la forma migliore e la seguente: '- 91 II 1.2. La ricerca bibliografica e i ritmi della sua riscoperta da parte degli studiosi, potrebbe disporre di informazioni sufficienti .per fornire una scheda COS! concepita: Dove si vede in conclusione che b;L....c.Qmpletez7~Je1". Cinformazione_da. Ji'rnire .4ipemJ.e qaUlI:l!.L.dLtesLe...da1 raolo, che.•qu.d.p!!!Q_Fbro_giaca nd discorso com~sivo (se costituisce fonte primarra:-fonte secondaria, fom;" collaterale e accessoria eccetera). .. Sulla base di queste indica7.ioni ora sareste anche in grado di elaborare una bibliografia finale per la vostra tesi. Ma su di essa torneremo nel capitola VI. COSI come nel paragrafo V.4.2. e' V.4.3., a proposito di due diversi sistemi di rirnandi bibliografid e di telazione tra note e bibliografia, troverete esemplificate due imere pagine (tabelle 16 e Ii) di bibliografia. Si L'edano dunque queste pagine per un riassunto defmitit.:o di quanto si edetto. In questa sede ci premeva sapere come si da una bU(lOa citazione bibliografica per poter elaborare Ie nostre schede bibliografiche. Le indicazioni fornite sono pili che suHicienti per formare uno schedario corretto. Ed ecco in conclusione nella tabella 2 un esempio di scheda per schedario bibliografico. Come 5i vede, nd corso della ricerca bibliografica ho dapprima individullto la traduzione italiana. Poi ho trOvato il Iibro in biblioteca e ho segnato in alto a destra la sigla della biblioteca e la collocazione del volume. Infine ho trovato il volume. e ho dedotto dalla pagina del copyright il titolo e l'editore originate. Non c'erano indicazioni sulla data, rna ne ho trovato una suI risvolto di copertina e rho annotata con beneficio di inventario. Ho poi indicato perche i1libro e da tenere in considerazione. - .. ~Efron, David, Gestun: and Ent'ironment, New York, King's Crown .-'1" Press, 1941 (2M ed., Gesture, Ruce dnd Culture, The Hague, Mouton, 19i2; It. it. di Michelangelo Spada. Gesto, raZZd c mltura. Milano, Bompiani, 1974). * ;'- --",\ III. La ricerca del materiale . <!} ; '~\I,'" ....; \{;"""---§o -c.-. ...~~:, ; David Efron eun ebreo argentino che nel 1941 pub· blica in inglese, in America, uno studio sulla gestualita degli ebrei e degli italiani di New York, con il titolo Gesture and Environment. Solo nel 1970 appare in Argentina una traduzione spagnola, con un titolo diverso, GestoJ raza y c:dtura. Nel 1972 appare una riedizione inglese, in Olanda, col titolo (affine a guello spagnolo) di Gesture, Race and Culture. Da questa edizione dipende la traduzione italiana, Gesto, razza e cultura, del 1974. Come si fa a citare questa libro? Vediamo subito due casi estremi. II primo riguarda una tesi su David Efron: in tal caso la bibliografia finale avra una sezione dedicata lllle opere dell'autore e tutte queste edizioni andranno citate per ordine di data come altrettanti libri,e con la specificazione, a ogni citazione, che si tratta di una riedizione del precedente. Si suppone che i1 candidato abbia visto tutte Ie edizioni perche deve controllare se ci sono state modificazioni 0 tagli. II secondo casa riguarda una tesi di economia, di scienze politiche, di sociologia che concerna problemi dell'emigrazione e in cui illibro di Efron viene citato solo perche contiene qualche utile informazione su aspetti marginali: in tal caso si potra citare anche solo l'edizione italiana. Ma ecco un caso intermedio; la citazione e marginale perC> eimportante sapere che 10 studio edel 1941 e non dipochi anni fa. La,.soluzione migliore_s.atebbe aHora: Efron, David, Gesture and Environment, New York, King's Crown Press, 1941 (tr. it. di Michelangelo Spada, Gesto, raz· ',.-' za e cultura, Milano, Bompiani, 1974). -<. '. :', 1 Si da tuttavia il caso che l'edizione italiana citi sl, nel j" ,:!/' copyright, che la prima edizione edel '41 per i tipi della I( King's Crown, ma non citi il titolo originale, riferendosi invece per esteso all'edizione olandese del 1972. E una trascuratezza grave (e 10 posso dire perche sono io che curo la collana in cui eapparso iI libro di Efron) perche uno studente potrebbe citare l'edizione 1941 come Gesture, Race and Culture. Ecco perche hisogna sempre controllare i riferimenti bibliografici su piu di una fonte. Un candidato piu agguerrit(), iI quale voglia dare anche una sufficiente informazione riguardante la fortuna di Efron 93 \' CAPITOLI DI LIBRI, ATTl DI CONGRESSI , SAGGI IN OPERE COLLETTlVE "'. f~ f; ~ . * 1. Cognome e nome deU'autore, *2. ·"fitolo del capitolo 0 del saggio". * 3(ifij ~ ~~"":'SQ r"->Of" c'Q If\, * 4'~entuale nome del curatore deU'opera coUettiva oppure AAVV. * 5. Titoto dell'opera collettiva, 6. (Eventuale nome del curatore se prima si e messo AAVV), * 7. Eventuale numero del volume dell'opera in cui si trova il saggio citato, * 8. Lungo, Editore, data, numero pagine come nel easo di libri di un solo autore. JO. (Traduzione: se il titolo era in lingua straniera ed esiste una traduzione italiana si spedfica nome del traduttore, titolo italiano, luogo di edizione, editore, data di edizione, eventualmente numero di pagine). Jh c,.c(:.~, -:~, C_.-,.I I J. c.rJ .• _ ....... ~.J ·.;'.....~....t'}\' ..1 ~~)/"'7(,I( 4--\;.L\ •. r \.'; _.,. ,-; J , I (,.-.\,,;.........)l.::l"'\..... ~...,~..... '......V""'l" l;\'.:" .., t '..Jl .:"".,' \' t.\"'t'r .. \ '"\rv.;,_! j) ()\ ARTlCOLI Dl RIVISTE (';':-C,-,' . i IS\:.c,,) 1:r·::l\·; ., * J. Cognome e nome dell'autore, * 2. ··Titolo dell'articolo 0 capitolo", * 3. Titolo della rivista, * 4: Volume e numero del fasdeolo (eventuali indicazioni di Nuova Serie), 5. Mese e anno, .6. Pagine in cui appare l'articolo. .' -0 .. f-:'~"'"J[.'("--J::.f;~\1 rel,,"\{:"t.~''''C I \\ 8"\<;' ~.(¥y-,.tl(~u~·,{ I-c Jt.t:1't,;. ~ll ( Iv'~) I {v\:;>\:l~ \ ~ t 2, ?~,. G- <, \ TI1.2. La ricerca bibliografiea LIBRI TABELLA 1 * 1. Cognome, e nome deIl'autore (0 degli autori, 0 del curatore, con eventuali indicazioni su pseudonimi 0 false attribuzioni), * 2. Titolo e sottotitolo dell'opera, 3. C·CoIlana"), 4. Numero deU'edizione (se ve ne sono molte), * 5. Luogo di edizione: se nel libro non e'e serivere: s.l. (senza luogo), * 6. Editore: se nellibro non e'e, ometterlo, * 7. Data di edizione: se nel libro non e'e scriverei s.d. (senza data), 8. Dati eventuali sull'edizione piu reeente a cui d si.e rifatti, 9. Numero pagine ed eventuale numero dei volumi di cui l'opera si eompane, III. La ricerca del materiale v" r..)~~i t~' !"~.,.. c~ RIASSUNTO DELLE REGOLE PER LA CITAZIONE BIBLIOGRAFICA AIla fine di questa lunga rassegna di usi bibliografid, cerehiamo di ricapitolare eleneando tutte Ie indicazioni ehe una buona dtazione bibliografica dovrebbe avere. Abbiamo sottolineato (a stampa e in eorsivo) da che andra sottolineato e messo tra vir· golette do che andra tra virgolette. C'e una virgola dove d vuole la virgola, una parentesi dove d vuoIe la parentesi. Cia che e segnato con un asterisco eostituisce indieazione essenziale ehe non va mai omessa. Le altre indicazioni sono facoltative e dipendono dal tipo di tesi. 92 95 IIL2A. La biblioteca di Alessandria: un esperimento Qualcuno perC> potrebbe obbiettare che i consigli che ho dato vanno bene per uno studioso specializzato, ma che un giovane senza speci:fica preparazione che si appresta alIa tesi trova molte difficold.: _ non ha a disposizione una biblioteca ben fornita perche magari vive in un piccolo centro; - ha idee vaghissime su quello che cerca e non sa neppure da dove partite con il catalogo a soggetto perche non ha ricevuto istruzioni sufIicienti dal professore; - non puC> spostarsi da una biblioteca alI'altta, (perche non ha denaro, non ha tempo, emalato eccetera). Cerchiamo alIota di immaginate una situazione limite. Immaginiamo uno studente lavoratote, che in 'tutti i quattro anni si e recato pochissimo alI'universita. Ha avuto contatti saltuari con un solo professote, poniamo il professore di estetica 0 di storia della letteratura italiana. Accintosi a fare la tesi in ritardo, ha a disposizione l'ultimo anna accademico. Verso settembre e riuscito ad avvicinare il professore 0 un suo assistente, ma era periodo di esami e il colloquia e stato rapidisslmo. II professore gli ha detto: "Perche non fa una tesi suI concetto dimetafora nei trattatisti del Barocco italiano?" Poi 10 studente. e tornato nel suo piccolo centro, un paese di mille abitanti, senza biblioteca civica. II centro maggiore (novantamila abitanti) dista mezzora di viaggio. C'e una biblioteca, aperta mattino e pomeriggio. Si tratta, con due mezze giornate di petmesso dal lavoro, di andarci a vedere se, con quello che ttova laggiu, puC> farsi una prima idea sulla tesi e magari fate tutto il lavoro senza altri sussidi. E escluso che si possa comperare libn costOsi, che possa richiedere microfilm altrove. AI massimo potra andare nel centro univetsitario (con Ie sue biblioteche meglio fornite) due 0 tre volte tra gennaio e aprile. Ma per il momenta deve arrangiarsi in loco. Se proprio e necessario puC> comperare qualche libro tecente, edizione economica, spendendo al massimo una ventina di migliaia di lire. Questo il quadro ipotetico. Ho cercato alIora di mettermi nelle condizioni in cui si trova questo studente, mettendomi a scrivere queste righe in un paesino dell'alto III,2. La ricerca bibliogra£ka .~~-------- ,., ",e,C. ~ I< e. i I: III. La .ricerca del materiale TABELLA 2 ESEMPIO Dr SCHEDA BIBLIOGRAFICA _.• ~----- ~~ ---_.----'"- ~tV~ ·~Jl~_-.~~()I -(,.,.-u~~--~.ir v" e>~ 0 .""c'_" ~_• _~ __,~, __dL-~ .. -~- --3 --"--- . ~_.--- -_._.. _....- ~.Ai:r&.L • 5e4"l!'\,,; of,.. ~ ... "46 --J 94 ~ 1II Monferrato, distante ventitre chilometri da Alessandria . (novantamila abitanti, una Biblioteca Civica-PinacotecaMuseo). II centro universitario piu vicino ~ Gt;nova (un'ora di viaggio) ma con un'ora e mezzo. ,51 arrlya a Torino 0 a Pavia. In tre ore a Bologna. E gla una sltua· zione privilegiata, ma non terremo in consider~ione i centri universitari. Lavoreremo solo su Alessandna. In secondo luogo ho cercato un argomento su ~ui non ho mai fatto studi specilici, e che mi trova passabilmente impreparato. Che eappunto il concetto di metafora nella trattatistica barocca italiana. E ovvio che su questo argomento non sana vergine del tutto, perche mi .sono g.ia occupato di estetica e di retorica: so per esemplO che In Italia negli ultimi decenni sono uscit~ libr~ suI ~aroc~o di Giovanni Getto, Luciano Anceschl, EZlORalmondl. So che esiste un trattato del Seicento che eIt cannocchiale aristote/ico di Emanuele Tesauro, dove questi concetti sana ampiamente discussi. Ma questa e anche il minimo che dQvrebbe sapere il nostro studente, perche aIla fine del terzo anno avra pur dato qualche esame e se ha avuto contatti col professore. di cui si diceva avra. pur lett~ qualcosa di suo in cui a queste cose si fa cenn.o. In ogn~ caso, per rendere 1'esperimento pi? ~ig?roso, as~umo di non sapere nulla di quel che so. Mi lImIto aile IDle conoscenze di scuola media superiore: so che il Barocco e qualcosa che ha a che fare con l'arte e la letteratura del Seicento, e che la metafora euna figura retorica. Tutto n. Decido di dedicare alla ricerca preliminare tre pomeriggi, daile tre aile sei. Ho nove ore a disposizione. In nove ore non si leggono dei libri, ma si puC> fare un~ prima ispezione bibliografica. Tutto quello ch~ raccontero nelle prime pagine che seguono estato fatto In. nove ore. Non voglio fornire il modelio di un lavoro completo e ben fatto, bensl il modello di un lavoro di avviamento che mi deve servite a prendere altre decisioni. Nell'entrare in biblioteca ho a mia disposizione, per quanto si edetto in III.2.1., tre strade: 1) Cominciare a esaminare il catalogo a soggetto: posso cercare aile voci seguenti: "Italiana (letteratura)", "Letteratura (italiana)", "Estetica", "Seicento", "Barocco", "Metafora", "Retorica", "Trattatisti", "Poetica- I Mentre individuare "Seicento", "Barocc:o" 0 "Estetica" sembra abbastanza ovvio, l'idea di cercare in "Poetics" sembra U!l poco piu sottile. Mi giustifko: non possiamo immaginare. U!l0 studente che arrivi a quel terns proprio cIal nulla, non sarebbe neppure riuscito a formu. larlo; quindi 0 dal professore 0 da un amko 0 da una lettura preIimi. nare l'imboccata deve essergli venuta. Pertanto avra sentito parlare delle "poetiche del Barocco" 0 delle poetiche (ovvero programmi d'arte) in genere. Quindi supponiarno che 10 studente sia in possesso di questO data. Ho dunque scelto di partite dal catalogo per soggetti e ho fatto male perche sana stato eccezionalmente fortunato. Sotto la voce ·'Metafora" era registrato: Giuseppe Conte, La metaforabarocca- Saggio sulle poetiche del Seicento, Milano, Mursia, 1972. Praticamente e Ia mia tesi. Se sono disonesto posse limitarmi a copiarla, III.2. La ricerca bibliografica 97 che" I. La biblioteca ha due cataloghi, uno antico e uno aggiornato, entrambi divisi per soggetti e autori. Non sono ancora integrati quindi bisogna cercare in entrambi. Potrei fare un calcolo imprudente: se cerco un'opera dell'Ottocento sicuramente sara nel catologo antico. Ei:' rore. Se Ia biblioteca I'ha comperata un anno fa in antiquariato e nel catologo moderno. L'unica cosa di cui posse essere sicuro e che se cerco (10 libro uscito nell'ultimo decennio non puC> essere che nel catalogo moderno. 2) Cominciare a cercare in consultazione enciclopedie e storie della letteratura. Sulle storie letterarie (0 dell'estetica) dovra cercare il capitolo suI Seicento 0 suI Berocco. Suile encic10pedie potro cercare: Seicento, Barocco, Metafora, Poetica, Estetica eccetera, come farei suI catalogo per soggetti. 3) Cominciare a interrogare il bibliotecario. Scarto subito questa possibilita sia perche e la piu facile sia perche non costituirei soggetto attendibile. Infatti conoscevo il bibliotecario, e quando gli ho dettocosa stavo facendo ha cominciato a spararmi una serie di titoli di repertori bibliografici che aveva a disposizione, alcuni persino in tedesco e in inglese. Mi sarei messo subito su di un £ilone specializzato, e non ho tenuto conto dei suoi suggerimenti..Mi ha anche offerto delle facilitazioni per avere molti libri in una volta, ma ho cortesemetlte riliutato, rivolgendomi solo e sempre agli inservienti. Dovevo controllare tempi e difficolta secondo 10 standard comune. 96 III. La ricerca del materia1e ma sarei anche sciocco, perche e pensabile che anche il mio relatore conosca questo libro. Se voglio fare una bella tesi originale questo libro mi pone in elifficolta, perche 0 riesco a dire qualcosa eli piu e di diverso, oppure ho perso il mio tempo. Ma se voglio fare una onesta tesi eli compilazione, esso puo costituire un buon punto eli partenza. Volendo potrei partire eli nsenza altri problemi. 11 libro ha il difetto di non avere una bibliografia finale, pero ha delle dense note alla fine di ogni capitolo, dove non solo i libri .sono citati, ma spesso descritti e giudicati. Occmo e croce posso tirare fuori una cinquantina di titoli, anche dopa essermi accorto che l'autore fa frequenti riferimenti a opere eli estetica e eli semiotica contemporanea che non c'entrano strettamente col mio argomento ma che ne pongono in luce i rapporti coi problemi d'oggi. Nel caso queste inelicazioni possono servirmi per immaginare una tesi un poco eliversa, puntata sui rapporti tra Barocco e estetica contemporanea, come vedremo dopa. Con i cinquanta titoli "storid" che potrei raccogliere, ecco che avrei gia una schedatura preliminare per esplorare poi il catalogo per autori. Ma ho deciso di rinunciare anche a questa strada. 11 colpo di fortuna era stato troppo singolare. Pertanto ho proceduto come se la biblioteca non avesse illibro eli Conte (0 come se non 10 avesse registrato nei soggetti). Per rendere il Iavoro piu metodico ho dedso eli passare alIa via numero due: sono andato dunque nella sala consultazione e ho cominciato dai testi eli riferimento, e precisamente dall'Enciclopedia Treccani. Non c'e la voce "Barocco": c'e invece "Barocca, arte", interamente dedicataalle arti figurative. 11 volume della Bedel 1930 e tutto si spiega: Ia rivaIutazione del Barocco in Italia non era ancora iniziata. A questo punto mi e venuta l'idea eli andare a cercare "Secentismo", termine che per lungo tempo ha avuto una connotazione alquanto spregiativa ma che nel 1930, in una eultura abbondantemente influenzata dalia cliffidenza crociana nei confronti del Barocco, poteva avere ispirato la formazione dellemmario. E qui ho una gradevole sorpresa: una bella voce, ampia, attenta a tutti i problemi dell'epoca, dai teorici e dai poeti del Barocco italiano come Marino 0 Tesauro, alie manifestazioni del baroccmsmo in altri paesi (Gracian, Lily, Gongora, Crashaw eccetera). Buone citazioni, una bibliografia succosa. Guardo la data del volume, eil1936; guardo la sigla e scopro che eMario Praz. Quanto si poteva avere eli meglio in quei giorni (e per tante cose ancora oggi). Ma ammettiamo che il nostto studente non sappia quale grande e finissimo eritico e Praz: si accorgera perC> che la voce e stimolante e decidera eli schedarsela a lunge pili tarcli. Per ora passa alia bibliografia e vede che questo Praz che fa Ie voci COS! bene ha scritto due libri sull'argomento: Secentismo e marinismo in Inghilterra, del 1925 e Studi suI concettismo, del 1934. Si schedera quineli questi due libri. Poi ttova aleuni titoli italiani, da Croce a D'Ancona, che segnaj inelividua un rimando a un poeta critico contemporaneo come T. S. Eliot e infine incappa in una sequenza eli opere in inglese e in tedesco. Le segna ovviamente tutte, anche se non conosce Ie lingue (poi si vedra), ma si accorge che Praz staVa parlando del secentismo in generale, mentte lui cerca cose piu specificamente centrate sulla situazione italiana. La situazione straniera sara evidentemente da tener d'occhio come quadro eli fondo, ma forse non si deve cominciare eli n. . Guareliamo ancora la Treccani aIle voci' "Poetica" (nulla, si rimanda a "Retorica", "Estetica" e "Filologia"), "Retorica" ed "Estetica". La retorica e trattata con una certaampiezza, c'e un capoverso suI Seicento, da rivedere, ma nessuna inelicazione bibliografica specifica. L'estetica e fatta da Guido Calogero ma, come accadeva negli anni trenta,e intesa come elisciplina eminentemente filosofica. C'e Vico, ma non ci sono i trattatisti baroccm. Questo mi lascia. intravvedere una sttada da seguire: se, cerco materiale italiano 10 ttovero pili facilmente tra Ia critica letteraria e Ia storia della letteratura che non tra Ia storia della filosofia (almeno, come poi vedro, sino ai tempi pili recenti). Nella voce "Estetica" trovo tuttavia una serie eli titoli eli cIassiche storie dell'estetica che potrebbero elirmi qualcosa: sonoquasi tutte in tedesco 0 in inglese, e molto antiche: 10 Zimmerman * ! I-1 i .~ .i 98 III. La ricerca del materiale III.2. La ricerca bibliografica 99 del 1858 10 SchIasler del 1872, il Bosanquet del 1895, e poi Saint~bury, Menendez. y Pelayo, Kni~t e infil?e CrC?C~. Diro subito che salvo Croce nessuno di questl test! e presente nella biblioteca di Alessandria. In ogni. caso vanno registrati, prima 0 poi bisognerebbe pur darc! una occhiata, dipende che strada prendera la tesi. Cerco il Grande Dizionario Encielopedieo Utet perche ricordo che c'erano voci molto ampie e aggiornate su "Poetica" e altre cose che mi servono, ma qui non c'?:. Passo alIora a sfogliare la Enciclopedia Filoso/iea di San. soni. Di interessanti trovo Ie voci "Metafora" e "Barocco". La prima non mi da indicazioni bibl~og;afiche uti}i ma mi dice (e mi accorgero andando avant! dl quanto Sla importante l'avvertimento) che tutto comincia con Ia teoria della metafora di Aristotele. La seconda mi dta aleuni libri che trovero poi in opere di consultaZione pi? specifiche (Croce, Venturi, Getto, ~ouss~t,. Anc~sch!, Raimondi) e faccio bene a segnarmeh tuttI; lOfattI SCQpriro dopo che qui e registrato un~ studio abbas~anza importante di Rocco Montano che mvece Ie font! che avro consultato dopo hanno tralasciato, quasi sempre perche erano anteriori. . A questo punto penso che sia piu produttivo affrontare un'opera di consultazione piu approfondita e piu recente, e cerco la Storia della L:etteratura I!aliana a eura di Cecchi e Sapegno, pubblicata d,a Garzantl. Oltre a vari capitoli di autori vari sulla poesia, la prosa, il teatro, i viaggiatori eccetera, trovo un capitolo . di Franco Croce, "Critica e trattatistica del Barocco" (una cinquantina di pagine). Mi limito solo a questo. 10 scorro moltoin fretta (non sto leggendo testi, sto mettendo a punto una bibliografia) e mi rendo conto che la diseussione critica inizia col Tassoni (suI Petrarca), continua con una serie di autori che diseutono sull'Adone del Marino (Stigliani, Errico, Aprosio, Aleandri, Villani eccetera), passa attraverso i trattatisti che Croce chiama barocco-moderati (Peregrini, Sforza Pallavicino) e attra· verso il testo base del Tesauro, che costituisce il. vero e proprio trattato in difesa dell'ingegno e dell'aeutezza barocca (·'l'opera piu esemplare forse di tutta la precettistica bliroccli addirittura suI piano europeo") e termina con la critica dell'ultimo Seicento (Frugoni, Lubrano, Boschini, Malvasia, Bellori e altri). Mi rendo conto che i1 nueleo dei miei interessi deve accentrarsi SU Sforza PalIavidno, Peregrini e Tesauro, e passo alIa bibliografia, che comprende un centinaio di titoli. E ragionata per argomenti, non. e in ordine alfabetico. Devo proprio ricorrere alIe schede, per fare ordine. Abbiamo notato che Franco Croce si oceupa eli vari critici, daI Tassoni aI Frugoni, e in fondo sarebbe bene schedare tutti i riferimenti bibliografici di cui egli fa cenno. PuC> darsi che per Ia tesi servano solo Ie opere sui trattatisti moderati e su Tesauro, ma per I'introduzione 0 per Ie note puC> darsi che sia utile fare riferimenti ad altre discussioni del periodo. Tenete .presente che questa bibliografia iniziale dovrebbe poi essere discussa almeno una volta, quando e a punto, col reiatore. Egli dovrebbe conoscere bene l'argomenro e quindi potra dire subito cosa si puo scar· tare e cosa si deve leggere in ogni caso. Se avete uno schedarietto a posto, potrete scorrerlo insieme in un'orettao In ogni caso, e per il nostro esperimento, mi Iimito allf' opere generali suI Baroeeo e alIa bibliogra/ia specifiea sui trattatisti. Abbiamo gia detto come si devono schedare i libri quando Ia nostra sorgente bibliografica e lacunosa: nella scheda riprodotta a pag. 102 ho Iasciato spazio per scri· vere il nome proprio deIl'autore (Ernesto? Epaminonda? Evaristo? Elio?) e il nome dell'editore (Sansom? Nuova ItaHa? Nerbini?). Dopo Ia data rimane spazio per altre indicazioni. La sigla in alto evidentemente l'avro aggiunta dopo, quando avro controllato nel catalogo autori di Alessandria (BCA: Biblioteca Civica di Alessandria, e la sigla che ho scelto io) e avro trovato che il libro di Raimondi (Ezio!!) ha Ia collocazione "Co D 119". E COS! procedero per tutti gli altri libri. Nelle pagine che seguono io invece procedero in modo piu rapido, dtando autori e titoll senza altre indicazioni. Tirando Ie somme, ho consultato sinora Ie voci della Treeeani e della Grande Eneiciopedia Filoso/iea (e ho de· elso di registrare solo Ie opere sulla trattatistica itaHana) e il saggio di Franco Croce. Nelle Tabelle 3 e 4 troverete l'elenco di cio che ho schedato. (ATTENZIONE: a cia- .. I 100 III. La ricerca del materiale III.2. La ricerca bibliografica 101 I ----.- I ----- III.2. La ricerca bibliografica 103 seuna delle mie succinte indicazioni deve corrispondere una scheda cornpleta e analitica con gli spazi in bianco per Ie informazioni che mi mancano!} I titoli preceduti da un ,.sf' sono quetli che esistono nel catalogo autori della Biblioteca di Alessandria. Infatti finita questa prima schedatura mi sono concesso un diversivo e ho scartabellato nel catalogo. Cosl ora so quali altri libri posso consultare per integrare Ia mia bibliograna. Come noterete, su trentotto opere schedate, ne ho trovate venticinque. Siamo quasi al settanta per cento. Ho calcolato anche opere che non avevo schedato ma scritte dagli autori schedati (cercando un'opera ne ho trovato, anche 0 invece, un'altra). Ho detto che ho limitato la scelta ai soli dtoli rneriti ai trattatisti. Pertanto, non registrando testi su altri cri~ tici, ho traseurato di registrare per esempio Idea di Panofsky, che da altre fonti scopriro poi essere ~gualrnente importante per il problema teorico che mi interessa. Quando andro a vedere dello stesso Franco Croce il saggio «Le poetiche del barocco in !twa" suI volume di AAVV, Momenti e problemi di storia dell'estetica, mi accorgero poi che in quello stesso volume c'e un saggio, tre volte pili ampio, di Luciano Anceschi sulle poetiche del Barocco europeo. Croce qui non Ia cita perche si limita alla Ietteratura itwana. Questo per dire come, risalendo da una indicazione al testo, poi da quel testa si risale ad altre indicazioni, e cosl via, potenzialmente all'infinito. Per cui, come vedete, anche partendo soltanto cia una buona storia della letteratura italiana, siamo gia a buon punto. Diamo ora una occhiata a un'altra storia della letteratura, i1 vecchio Flora. Non e autOl'e che si perda molto su problemi teorici, perche si divertesolo ad assaporare frammenti, ma suI Tesauro ha un capitolo pieno di citazioni divertenti, e molte altre citazioni azzeccate ha sulle tecniche metaforiche dei secendsti. Quanto alla bibliograna non si puo pretendere .molto da un'opera generale che si ferma al 1940, e ci trovo riconfermati alcuni. dei testi classici gia citati. Mi colpisce il nome di Eugenio D'Ors. Davro cercarlo. A proposito del Tesauro trovo i nomi di Trabalza, Vallauri, Dervieux, Vigliani. Li schedo. ;::: " ,..t!. III" # ./ ' , Jt,:A-L-' , III. La ricerca del materiale ESEMPIO DI SCHEDA DA COMPLETARE, REDATTA IN BASE A UNA PRIMA FONTE BIBLIOGRAFlCA LACUNOSA 8~A RAI fo'\ t> ~ »1 , E t.e 1> "' 1.".1 .f+".A'4..hc.rl1. ~A _ .... ,u I -.__.- I ----.~.--- I ---.------ I ---- I --- ---- I -.-----_.---- I ._- -----.---..------- 102 ! I • .... ~ TABELLA 3 OPERE GENERAL! SUL BAROCCO ITALIANO INDIVIDUATE ESAMINANDO TRE TEST! DI CONSULTAZIONE (Treccani, Grande Encic10pedia Filosofica Sansoni-Gallarate, Storill della Letteratura ltalianll GlItZllnti) " Trovllti in bibliotecll 51 . 51. Opere cerCllte nel ClltalOgo autori Croce, B., Saggi sulla letteratura italiana del seicento Opere dello stesso llutore trovllte in catalogo · Nuovi saggi sulla letteratura italiana del seicento 51. 51. 51 . 51 . s1. s1. 51. sl . sl . 51. 51 • 51 • s1 . 5l . Croce, B., Storia dell'eta barocca in Italia • Lirici marinisti - Politici e moralisti del 600 D'Ancona, A., "Secentismo nella poesia cortigianll del secolo XV" Praz, M., Secentismo e manierismo in Inghilterra Praz, M., Studi suI concettismo Wolfflin, E., Rinascimento e Barocco AAVV, Retortea e barocco Getto, G., "La polemica suI barocco" Anceschi, L.. Del barocco · "Le poetiche del barocco Ietterario in Europa" · Da Bacone a Kant "Gusto e genio nel Bartoli" Montano, R., "L'e5tetica del Rinasclmento e delbarocco" Croce, F., "Critica e trattati5tica del Bllrocco" Croce, B., "I trattatisti italiani del concettismo e B. Graclan" Croce, B., Estetica come scienza dell'espressione e lingui. stica generale Flora, F., Storia della letteratura italiana Croce, F., "I.e poetiche del barocco in Italia" Calcaterra, F., Il Parnam in rivolta · "II problema del barocco" Matzot, G., L'ingegno e il genio del seicento Morpurgo-Tagliabue, G., "Aristoteli5mo e baroeco" Jannaco, C., It seicento " l..-...i. r-< t;" ~. g ft 8 l; ::1. ~ .......... ~'" ~. g: I12 .... o VI , .-*ltl'1l~Nl'.'" .. TABELLA 4 OPERE PARTICOLARI SUI TRATTATISTI ITALIANI DEL SEICENTO INDIVIDUATE ESAMINANDO TRE TESTI DI CONSULTAZIONE (Treccani, Grande Enciclopedia Filosofica, Storia della Let. teratura !taliana Garzanti) .... o C!' trovati in biblioteca Opere cercate nel catalogo aurori Opere dello stesso autore trovate in catalogo sL sl . sl . Biondolillo, F., "Matteo Peregrini e il secentismo" Raimondi, E., La letteratura baroeea • Trattatisti e narratori del 600 AAVV, Studi e problemi di cTitica testuale Marocco, c., Sforza Pallavicino precursore dell'estetiea Volpe, L., Le idee estetiehe del Card. Sforza Pallavicino Costanzo, M., Dallo Sealigero al Quadrio Cope, ]., "The 1654 Edition of Emanuele Tesauro's It eannoeehiale aristotelieo" Pozzi, G., "Note prelusive alIo stile del cannocchiale" Bethell, S.L., "Gracian, Tesauro and the Nature of Metaphysical Wit" Mazzeo, ].A., "Metaphysical Poetry and the Poetics of Correspondence" ..... H..... r ~. 0.. !!. ~ f "L'estetica dell'umanesirno e del rio nascimento" Sl • :\1 • Menapace Brisea, L., "L'arguta e ingegnosa elocuzione" Vasoli, C., "Le imprese dd Tesauro" Bianchi. D., "IntOrno al Cannoeehiale Aristotelieo" Hatzfeld, H., "Three National Deformations of Aristotle: Tesauro, Gracian, Boileau" "L'haHa, la Spagna e Ia Francia nel· 10 SVilUPPl' del barocco Ietterario" --f: r ~. cr' g: i&l :\1 . !II • SI .. Hockc, G.R., Die Welt als Labirinth Hocke, G.R.. Manierismus in der Literatur Schll'sser Magnihl'. J., La letteratura artistica tJlivi. F.• Galleria di serittori d'arte Mahon. n.. Studies in6/JO Art and Theor'j · Traduzione italiana · II manierismo del Tasso ..... 53 Ora passo a consultare il volume di AAVV> Momenti e problemi di storia dell'estetiea. Lo trovo e vedo che e di Marzorati> integro la scheda (Croce diceva solo: Milano). Qui trovo il saggio di Franco Croce sulle poetiche del Barocco letterario in Italia, analogo a quello gHI, vista> salvo che e anteriore e quindi la bibliografia e meno aggiornata. PerC> l'impostazione e piu teorica e questo mi fa comodo. Inoltre il tema non e limitato> come nel Garzanti> ai trattatisti> ma si estende alle poetiche letterarie in generale. Ecco per esempio che viene trattato can una certa larghezza Gabriello Chiabrera. E a proposito del Chiabrera riafliora di nuovo il nome di Giovanni Getto, che gill avevo schedato. Nel volume Marzorati perC> insieme a quello di Croce vi e il saggio (quasi un libro a se) di Anceschi> "Le poetiche del barocco letterario in Europa". Mi accorgo che e uno studio di grande importanza, perche non solo mi inquadra fi!osoficamente la nozione di Barocco nelle sue varie accezioni, ma mi lascia capire quali sono Ie dimensioni del problema nella cultura europea, in Spagna, in Inghilterra> in Francia e in Germania. Ritrovo nomi appena accennati nella voce di Mario Praz sulla Treccani> e altri> da Bacone a Lily e a Sidney> Gracian> G~ngora> Opitz> Ie teorie del wit dell>agudeza, dell'ingegno. PuC> darsi che la mia tesi non prenda in considerazione il Barocco europeo, ma queste nozioni devono servirmi di sfondo. In ogni caso dovrei avere una bibliografia completa su tutte queste cose. II testo dell>Anceschi mi fornisce circa 250 titoli. Trovo una prima lista di libri precedenti il 1946, poi una bibliografia divisa per anni dal '46 al '58. Nella prima sezione trovo riconfermata l'importanza degli studi di Getto e Hatzfeld, del volume Retoriea e Baroeeo (e qui apprendo che e a cura di Enrico Castelli)> mentre gUt il testa mi aveva richiamato all'opera di Wolffi.in> Croce (Benedetto» D'Ors. Nella seconda sezione trovo una marea di titoli che - preciso - non sono andato a cercare tutti nel catalogo per autori perche il mio esperimento si e limitato a tre pomeriggi. In ogni caso mi avvedo che ci sono certi autori stranieri che hanno trattato il problema da vari punti di vista e che dovro in ogni caso cercare: sono Curtius, Wellek, Hauser> Tapie; ritrovo Hocke, sono rimandato a un Rinascimento e Baroeeo di Eugenio Battisti> per Ie connessioni con Ie poetiche artistiche> trovo riconfermata l'importan;z;a del Morpurgo-Tagliabue e mi accorgo che dovrei vedere anche il lavoro di Della Volpe sui commentatori rinascimentali della poetica aristotelica. Questa sospetto dovrebbe convincermi a guardare (sempre nel volume Marzorati che ho in mano) anche l'ampio saggio di Cesare Vasoli sull'estetica dell'Umane. simo e del Rinascimento. II nome di Vasoli l'ho gia trovato nella bibliografia di Franco Croce. Dalle voci d'enciclopedia esaminate sulla metafora mi sono gia accorto> e dovrei aver1() registrato> che il problema si pone gia nella Poetiea e nella Retoriea di Aristotele: e ora apprendo dal Vasoli che nel Cinquecento c'e stata una coorte di commentatori della Poetiea e della Retoriea; non solo> ma vedo che tra questi commentatori e i trattatisti barocchi ci sono i teorici del Manierismo> che gia trattano il problema dell'ingegno e dell'idea> che pure ho gia visto afliorare nelle pagine appena appena scorse sul Barocco. Dovrebbero colpirmi tra l'altro il ricorrere di citazioni simili e di nomi come 10 Schlosser. Che la mia tesi minacci di diventare troppo vasta? No, semplicemente dovro stringere molto bene il fuoco deIl>interesse prlmario e lavorare solo su un aspetto specifico, altrimenti dovrei vedere proprio tutto> ma d'altro lato dovro avere sottocchio il panorama complessivo> e dunque molti di questi testi dovro esaminarli> almepo per avere notizie di seconda mano. II vasto testo dell'Anceschi mi inclina a vedere anche Ie altre opere di questo autore sull'argomento. Registrero via via Da Baeone a Kant> Idea del Baroeeo> un articolo su "Gusto e genio del Bartoli». Ad Alessandria trovero solo quest'ultimo articolo e il libro Da Baeone a Kant. A questo punto consulto 10 studio di Rocco Montapo "Uestetica del rinascimento e del barocco" nel volume XI della Grande antologia filosofiea Marzorati> dedicato al Pensiero del Rinaseimento e della Riforma. Mi accorgo subito che non si tratta solo di uno stu- 108 Ill. La ricerca del materiale 1II2. La ricerca bibliografica 109 -~-~_._._-"* w 2 $'~'II £ 9 III.2. La ricerca bibliografica 111 mi sono citati da tutti. Per prendere fiato torno a scartabellare il catalogo autori: vedo che il celebre libro di Curtius Su letteratura europea e meclioevo latino c'e, in traduzione francese invece che in tedesco; la Letteratura artistiea della Schlosser abbiamo gia visto ehe c'e. Menne cerco la Storia so- . ciale dell'arte di Arnold Hauser (ed e curiosa che non d sia perche esiste anche in edizione tascabile) trovo perc della stesso autote la traduzione italiana del fondamentale volume suI Manierismo e trovo, per restare in argomento, Idea cli Panofsky. Trovo La Poetiea del 500 di Della Volpe, It seeentismo nella critiea di Santangelo, l'articolo:'Rinascimento, aristotelismo e barocco" dello Zonta. Trovo atttaverso il nome di Helmuth Hatzfeld un volume di vari autori prezioso per molti altri versi, La critiea stiUstiea e il baroeco letterario, Atti del II Congresso internazionale di stucli italiani, Firenze, 1957. Rimango deluso circa un'opera, che pare importante, di Carmine Jannaco, il volume Seieento della storia letteraria Vallardi, i libri cli Praz, gli studi cli Rousset e Tapie, il gia citato Retoriea e Baroceo col saggio di Morpurgo-Tagliabue, Ie opere di Eugenio D'Ors, di Menendez y Pelayo. Insomma la biblioteca cli Alessandria non e la Biblioteca del Congresso di Washington e nemmeno la Braidense cli Milano, ma in tealta mi sonO gia assicut:lto trentacinque libri sicuri, e non e poco per eominciar~. Ne la COsa finisce qui. Talora basta intatti trovare un solo testa per risolvere tutta una serie di. problemi. Continuando nel controllo suI catalogo auton, decido di dare un'occhiata (visto che c'e e che mi sembta un'opera di consultazione basilare) a "La polemica sul barocco" di Giovanni Getto, in AAVV, Letteratura itoUana - Le correnti, vol. 1, Milano, Marzorati, 1956. E :ni aceorgo sl..lbito che e uno studio di quasi cento pagine e di eccezionale importanza. Perche qui vie· ne raccontata la polemica suI barocchismo da allora sino a oggi. Mi 1ccorgo che sul Baracco hanna discusso tutti, Gravina. Muratori, Tiraboschi, Bettinelli, Baretti, Alfieri, Cesarotti, CantU, Gioberti, De Sanetis, Manzoni, Mazzini, Leopardi, Carducci, sino a Curzio Malaparte e agli autori che ormai ho giaampiamente registrato. E della 110 III. La ricerca del materiale clio ma cli una antologia di brani, molti dei quali utilissimi per il mio lavoro. E vedo ancora una volta come siano stretti i rapporti tra studiosi rinascimentali della Poe· tiea, manieristi e trattatisti barocchi. Trovo anche un riferimento a una antologia Laterza in due volumi di Trattatisti d'arte tra Manierismo e Controriforma. Mentre cerco questo titolo nel catalogo alessandrino, scartabellando qua e la, trovo che ad Alessandria c'e anche un'altra antologia pubblicata da Laterza, Trattati di poetiea e retorica del 600. Non so se dovro ricorrere a informazioni di prima mana su questo argomentq, ma per prudenza sehedo il libro. Ora so che e'e. Tornando al Montano e alIa sua bibliografia, devo fare un certo lavoro di rieostruzione, perehe Ie indicazioni sono divise capitolo per capitolo. Ritrovo in ogni caso molti dei nomi gia noti, vedo che dovrei cercare alcune classiche storie dell'estetica come il Bosanquet, il Saintsbury, il Gilbert and Kuhn. Mi accorgo che per sapere molte cose suI Barocco spagpolo dovrei trOvare l'immensa Historia de las ideas esteticas en Espana di Marcelino Menendez y Pelayo. Mi segno per prudenza i nomi dei commentatori cinquecentesehi della Poetiea (Robortello, Castelvetto, Scaligero, Segni, Cavalcanti, Maggi, Varchi, Vettori, Speroni, Minturno, Piccolomini, Giralcli Cinzio eecetera). Vedro poi che aleuni sono antologizzati dallo stesso Montano, altri dal Della Volpe, aItri ancora nel volume antologico di Laterza. Mi ritrovo rimandato al Manierismo. Affiora ormai in modo pressante il riferimento a Idea di Panofsky. Ancora una volta il Morpurgo-Tagliabue. Mi domando se non si debba sapere qualcosa di piu sui trattatisti manieristi, Serlio, Dolce, Zuceari, Lomazzo, Vasari, ma qui si sfocia nelle arti figurative e nell'arehitettura e forse bastano 'aleuni testi storid come Wolfllin, Panofsky, Schlosser, 0 il piu recente Battisti. Non posso non registrare l'importanza di autori non italiani come Sidney, Shakespeare, Cervantes... Ritrovo citati come fondamentali Curtius, Schlosser, Hauser, italiani come Calcaterra, Getto, Anceschi, Praz, Ulivi, Matzot, Raimondi. II cetchio si stringe. Certi no- '.:.f I .S i "-~ J { III.2. La ricerca bibliografica 113 costituiscono il £ooco della mia ricerca, rna non posso ignorare il Tesauro. Per intanto, siccome mi rendo conto che in qualche modo devo leggere la Retorica e la Poetica di Aristotele, do una occhiata sotto questa voce. E ho la sorpresa di trovare ben 15 edizioni antiche della Retorica, tra 1515 e 1837, coi commenti di Ermolao Barbaro, la traduzione di Bernardo Segni, con la parafrasi di Averroe e del Picco· lomini; oltre all'edizione Inglese Loeb col testo greco a fronte. Manca l'edizione italiana di Laterza. Quanto alIa Poetica, anche qui varie edizioni, coi commend di Castelvetro e Robortelli, l'eelizione Loeb col testo greeo e Ie due traduzioni moderne italiane di Rostagni e Valgimigli. Basta e avanza, tanto da farmi venir voglia di fare una tesi su un commento rinascimentale alIa. Poetica. Ma non e1ivaghiamo. Siccome da vari accenni nei testi consultati mi ero reso conto che contavano ai fini del mio studio anche certe osservazioni del Milizia, del Muratori, di Fracastoro, trovo che ad Alessandria ci sono edizioni antiche anche di questi autori. Ma passiamo ai trattatisti barocchi. Anzitutto c'e la antologia Ricciardi Trattatisti e. narratori del 600 di Ezio Raimondi con cento pagine di Cannocchiale aristotelico. sessanta pagine del Peregrini e sessanta di Sforza PaIlavicino. Se non dovessi fare una tesi rna una esercitazione di una trentina di pagine per un esame, sarebbero piu che sufficienti. 10 pero voglio anche i testi interi, e tra questi almeno: Emanuele Tesauro, It Cannocchiale aristotelico; Nicola Peregrini, Delle Acutezze e I lonti dell'ingeJ!,no ridotti a arte; Cardinal Sforza Pallavicino, Del Bene e Trat~ tato dello stile e del dialogo. Vado a guardare nel catalogo per autori, sezione anti· ca, e trovo due edizioni del Cannocchiale, una del 1670 e una del 1685. Un vero peccato che non ci sia la prima eelizione del 1654, tanto piu che ho intanto letto da qualche parte che ci 50no stati accrescimenti da una edizione all'altra. Trovo due edizioni ottocentesche dell'opera om· nia dello Sforza Pallavicino. Non trovo il Peregrini (e una iattura, rna mi consola il fatto che ne ho una antologia 112 III. La ricerca del materiale maggior parte eli questi autori il Getto riporta lunghi brani, COS1 che mi si fa chiaro un problema. Se io devo dare una tesi sulla pokmica storica suI Barocco devo, andarmi a cercare tutti questi autori. Ma se io lavoro sui testi dell'epoca, oppure sulle interpretazioni contemporanee, nessuno mi chiede di fare un lavon) cos1 immenso (che peraltro e gia stato faun e benissimo: a meno che io voglia fare una tesi di alta originalita sciendfica, che mi prendera molti anni di lavoro, proprio per dimostrare che l'indagine di Getto e stata insufficiente 0 male angolata; rna di solito lavori del genere richiedono maggiore esperienza). E allora illavoro di Getto mi serve per avere una documentazkme sufficiente su tutto quello che non costituira argomento specifico della mia tesi rna non 1'0tra non apparirvi di scorcio. Lavori del genere, quindi, devono dare luogo a una serie eli schede a se. Cioe io faro una scheda su Muratori, una su Cesarotd, una su Leopareli e COS1 via, registrando l'opera in cui hanno pronundato i 101'0 giudizi suI Barocco, e in ciascuna scheda ricopiero il riassunto che ne da Getto, con Ie citazioni (naturalmente annotando in cake che il materiale edesunto da questo saggio di Getto). Se poi usero questo materiale nella tesi, siccome si trattera eli informazioni di seconda mano, dovro sempre segnare in nota "cit. in Getto, ecc.": e questo non solo per onesta ma anche per prudenza; io non saro andato a controllare la citazione e dunque non saro responsabile eli una sua eventuale imperfezione; denuncero lealmente che l'ho tratta da un altro stuelioso, non faro finta di avere visto proprio tutto e garb tranquillo. Naturalmente, anche quando ci si affida a uno studio precedente eli questo tipo, l'ideale sarebbe andarea ricon· trollare sugli originali ogni citazione che si prende a prestito, ma qui, ricoreliamoci, stiamo sempre fornendo un modello eli ricerca fatta con pochi mezzi e con poco tempo. A questo punto pero l'unica cosa che non posso permettermi e ignorare gli autori originali .fU cui faro la tesi. Devo ora cercare gli autori barocchi perche, come si ,e detto in III.2.2., una tesi deve avere anche del materiale eli prima mano. Non posso parlare dei trattatisti se non leggo i trattatisti. Posso non leggere i teorici manierisd delle arti fig.u, rative, e fidarmi di stueli critici, perche non iiiiiiiiliiiiiiil;''.>-.-,..;..:;.;.------...........----.......--.......---~-------- __ I I ,I I di ottanta pagine nel Raimondi). Sia detto per inciso, avevo trovato qua e la nei testi critici tracce di Agostino Mascardi e del suo De t'arte istorica, del 1636, un'opera con molte osservazioni sulle arti che perC> non viene considerata tra gli items della trattatistica barocca: qui ad Alessandria Ce ne sana cinque edizioni, tre del Seicento e due dell'Ottocento. Che 111i convenga fare una tesi suI Mascardi? A pensarci bene non e una domanda peregrina. Se Uno non puC> muoversi da un posto deve lavorare solo con matetiale che c'e in loco. Una volta un professore di filosofia mi ha detto che aveva scritto un libro su un certo filosofo tedesco solo perche il suo istituto aveva acquistato tutta la nuova edizione della sua opera omnia. Se no avrebbe studiato un altro autore. Non e un bell'esempio di brudante vocazione scientifica, ma accade. Ora cerchiamo di tirare i remi in barca. Cosa faccio io ad AIessandria? Ho messo insieme una bibliografia che, a essere prudenti, comprende almeno trecento titoli, registrando tutte Ie indicazioni che ho trovato. Di questi trecento titoli ad Alessandria ne ho trovato alIa nne una trentina abbondante oItre ai testi originali di almeno due degli autori che potrei studiare, iI Tesauro e 10 Sforza Pallavicino. Non emale per un piccolo capoluogo di provincia. E abbastanza per la mia tesi? Parliamoci chiaro. Se volessi fare una tes! da tre mesi, tutta di seconda mano, basterebbe. I libri che non ho trovato saran dtati nei libri che ho trovato, a montar bene la mia rassegna ne verrebbe fuoi un discorso che tiene. Forse non troppo originale, ma corretto. II guaio sarebhe perC> con la bibliograna. Perche se metto solo quel che ho visto realmente, il reIatore potrebbe beccarmi su di un testo fondamentale che ho trascurato. E se baro, abbiamo gia visto come questo procedimento sia al tempo stesso scorretto e imprudente. Una cosa perC> so di certo: che per i primi tre mesi posso tranquillamente lavorare senza muovermi dai dintorni, tra sedute in biblioteca e prestiti. Devo tener presente che i libri di consuItazione e i libri antichi non vengone prestati, ne vengono prestate Ie annate di tiviste (ma per gli articoli posso lavorare di fotocopia). PerC> altri libri s1. Se riuscissi a pianificare qualche seduta intensiva nel capoluogo universitario per i mesi successivi, da settembre a dicembre potrei lavorare tranquillamente in Piemonte controllando un sacco di roba. Inoltre potrei leggerm1 tutto Tesauro e tutto Sforza. Anzi, devo chieder111i se non convenga puntare tutto su uno solo di questi due autori, lavorando direttamente suI testo originale e usando il materiale bibliogranco trovato per costruir111i uno sfondo. Dopo si trattera di individuare i libri che non posso non vedere e andare a cercarli a Torino 0 a Genova. Con un poco di fortuna trovotutto quel che 111i. serve. Grazie anche all'argomento Italiano ho evitato di dovere andare, che so, a Parigi. 0 a Oxford. Tuttavia sono decisioni difficili da prendere. La COsa piu saggia e, una volta che mi gone fatto la bibliografia, fare una scappata dal professore a cui chiedero la tesi e mostrargli quello che ho. Lui potra consigliarmi una soluzione comoda che mi permetta di restringere il quacito e potra dirmi quali libri devo assolutamente vedere. per questi ultill1i, se ad Alessandria d sono delle falle, posso anche parlare col bibliotecario per vedere se possono chiedere prestiti ad altre biblioteche. In una giornata nel capoluogo universitario potrei avere individuato una serie di libri e articoli senza avere avuto il tempo di leggerli. Per gli articoli, la biblioteca di AIessandria potrebbe scrivere e chiedere delle fotocopie. Un articolo importante di venti pagine mi costerebbe duemila lire piu spese postali. In teoria potrei anche prendere una dedsione diversa. Ad Alessandria ho i testi di due autori principali e un numero sufficiente di testi critici. Sufficiente per capire questi due autori, non sufficiente per dire qualcosa di nuovo suI piano storiografico 0 filologico (almeno ci Fosse la prima edizione del Tesauro e potrei fare una comparazione tra tre edizioni secentesche). Poniamoallora che qualcuno mi consigli di prendermi non piu di quattro 0 cinque libri in cui si delineano teorie contemporanee della metafora. 10 consiglierei: Saggi di linguistica generate di Jakobson, la Retorica generate del Gruppo It di Liegi, e Metonimia e meta/ora di Albert Henry. Ho gli elementi per tratteggiare una teoria strutturalistica della meta- 114 III. La ricerca del materia:le III2. La ricetca bibliografica 11.5 116 III. La ricerca del materiale ·III.2. La ricerca bibliografica fora. E sono tutti libri in commercio, tutti insie01e fanno diecimila lire 0 giu di n, e oltretutto sono tradotti in italiano. A questo punto potrei paragonare Ie teorie O1oderne con.le ,teo~ie baroc~e, Per un lavoro del genere, con i testl di Arlstotele, i1 Tesauro e una trentina di studi suI Tesauro, i tre libri contemporaneidi riferimento ecco che avrei la possibilita di mettere insieme una tesi'intelligente, con punte di originalita, nessuna pretesa di scoperte filologiche (ma una pretesa di esattezza per quanto concerne i riferimenti al Barocco). E tutto senza muovermi da Alessandria, se non per trovare a Torino 0 a Genova non piu di due 0 tre libri fondamentali che ad Alessandria O1ancavano. Ma tut.te queste sono ipotesi. Potrebbe persino darsi che,. aftasclOato dalla mia ricerca, io scopra che voglio dedicare non uno ma tre anni alio studio del Barocco ch~ mi indebiti 0 cerchi borse di studio per studiare a mi~ a~lO,. ecce;:era eccetera. Non aspettatevi che questo libro Vl dlca ne cosa dovete mettere nella vostra tesi ne cosa dovete fare della vostra vita. . Quello chevolevamo dimostrare (e che penso di aver ~m~strato) e che si pub arrivare in una biblioteca di provmcta senza sapere nulla 0 quasi su di un argomento e ave:re, dopo tre pomeriggi, delle idee sufficientemente c1!zare e com.pl.et~. Non vale cioe dire ·'io sto in provinCla, non ho 1 librl, non so da dove cominciare e nessuno rni aiuta". . Naturalmen~e bisogna scegliere argomenti che si prestlOO a questo glOCO. Supponiamo che io avessi voluto fare ~na tesi sulla logica dei O1ondi possibili in Kripke e Hin. t~a. Ho fatto anche questa prova, e O1i e costata pochisSlmo ~~o1P? pna 'prim~ ispezione al catalogo a soggetto (voce LOglca ) 011 ha rlvelato che la biblioteca ha almeno u~a quin~cin~ di libri molto noti di logica formale (Tars~, Lukasl~W1CZ, Quine, alcuni O1anuall, studi di Casari, WlttgenstelO, Strawson eccetera). Ma nulla naturalmente sulle logiche modali piu recenti, materiale che si trova' per 10 piu in riviste specializzatissime e che spesso non hanno nemmeno certe biblioteche di istituti di filoso:f1a. Ma ho scelto di proposito un tema che nessuno prenderebbe all'ultimo anno, senza saperne nulla e senza avere gia in casa dei testi base. Non sto dicendo che e ~a tesi da -sfudente ricco. Conosco uno studente non rlCCO . che ha dato una tesi su argOO1enti analoghi facendosi, o~pi: tare in un pensionato religioso e comperando pochisslml libri. Ma era pur sempre una persona che, avev~ ~celto l'impegno a pieno tempo, facendo c~r.to del sacr~cl, ma senza che una difficile sit~azione. famill~re. 10 obbligasse a. lavorare Non ci sono tes1 che d1 per se Slano da studentt ricchi, perche anche a scegHere 1:e .variazioni. d.ella ,moda balneare ad Acapulco nel corso dz cmque ann:. S1 puo ~em. pre trovare una fondazione ~ispost~ a :f1nanz1are la r1c~r: ca. Ma e ovvio che certe tesl non S1 possono fare se Sl e in situazioni particolarmente difficili., Ed e per questo ch~ qui si cerca anche di yede:e cO,me Sl 'possano fare lavon dignitosi se non proprlo COl :f1chl secchl almeno senza frotti esotici. lII.2.5. Ma si devono.legger~ dei.li~ri? E in ~he or~ine~ 11 capitolo sulla ncerca. 10 blb~loteca e 1esemplO dl ricerca ab ovo che ho formto lasclano pensare che f~r~ una tesi signi:fichi mettere insieme una grande quantlta di liMblr!i....YJ}~J~si..sLfa-sempr~e...solo S!l ~.lbr,l ~ conJib;.-t.~?- Abbiamo-gia -visto...che..cLsono ,anche-tesl.-Spenm~ntali,_.m cui 8i registrano delle .ric~Ec;h~.sl!.L.9_~m-'p.<.?,.}P..!ga.!!...59~dot. 7e os'servandc5 'per mesf e mest il.comp9rta~en.t.<?}l,_uIl~ .' co.p-pia dij:opi.in~ut1Jah,!r~p.~o. O~a. su que~to ~wo al tes1 non O1i sento di dare COnslglt preclsl, perche CUU1LTetodo dip.eJ}~.t<;Lclal. tipQ...clL<iisch>lill.a•. e .chi. intraprende rlcerch~ del genere vive gia in. laborat;mo, 10 ~ontatt~ c?n aItr1 ricercatori, e non ha blsogno d1 questo hbro. ~ umca cosa che so, come ho gia detto, c~e~.Qh~';p~!.J~s~~l.geEe.re 1:el.'p~r.~19_vajnqlladrato_1ll_una-?iS~llsSlone-:a~UaJet: tetatuta scienti:f1ca precedente, e .9,U1~.3~5h~.~_qU:~~tl casi~i..b;·a.cl1eJal:'.e~.colJi,bri:-~-- . Lo stesso accadrebbe con una tesi di sociologta per fare la quale il candidato passi molto ~e01po in, c<:>nt~tto con situazioni reali, Anche qui avra blsogno d1 hbr~, se non altro per capite come sono gia state fatte delle r1cerche analoghe. III2. La rkerca bibliografica 119 tisti barocchi. Costui ci puo domandare se deve passare subito a Ieggersi il Tesauro 0 se deve farsi prima Ie ossa su Getto, Anceschi, Raimondi e cos1 via. Lw:isposta.-~iY-seflsata-mi- pare--:la-seguente:-abhoFdaebito due 0 tre testi ~yci tra i,.pJiI. generl\li..~tllllto .per,..av:ereJlfiaf<rell. .aelIo stOIido. su .cu.i ci si muove.; _poi ~ro~t~e .~~t!ament~J'auJor.e...Qriginale,..cercando,dLc~ -l2,1!e cosaJ~~e.;....quindi-.conttollate..iJ-~tG-della-lettetatura ,cci.tkll..;.Jirline....riE9rnare a~~l!ninatd::mtQ);e,.allaJllce .delle .ilumle-idee...ll.cquiSii:e.-Ma e un consiglio molto teorko. In tealta ciascuno studia anche secondo_g~i...ri.t~.9Ldesiderio e spesso non eCfetto che""mangiare" in modo disorcfb: i:ato faccia male. SLmm procedere a.&.i~~l!g,Jl1.t.ex.n.~e s...ILobbietthrt,:-Pmehe una ntta.-rete dj annoJazio,oLper- J0tltW,. p~s~i1#~~nte ~.dLscheder-ten~a-insie- me-il-risultato di questi movimenti "avventurosi . Natu.. ralmente tutto...dipende. anche~dalla. strutturll..psicoIogka ~Lrtcercatore. Ci sono soggetti monocronici e. soggetti po.!jc!onici. rinonocf6fiici:~qrll.li'O=oe~~ solo ··se.-:coriiinciano efiniscono. UP.a..cosll...per...volta. Non possono leggere ascoltlitido Ill.. muska, non p05sono interrompere un romanzo per Ieggerne un altro, altrimenti perdono il filo, al limite non possono rispondere a domande mentre si fanno Ill. barba 0 si truccano. I.. ~llcronici sono tuUO .tiA'!.~.~av.Qtano.bene SQ.1.o se c<?n uconQJ1.y~ti pi,u)nt.eressLalla...volta, e se 5i dedicano a una cosasoIa si accasciano oppressi dalla noia.J .mono.c:tonicLsona-piu' metodid-ma.spesso~ha.nno. P9cllJantasia~ l.polictonici.-sembrano -p1irereativi-ma..spessQ.sono pasticcioni e voIubili. Ma se andate a esplorare Ill. biograflaaeCgrandi, vedxete che ce n'erano di pollcronici e.di monocronici. 118 III. La ricerca del materiale 9 5,ono tesi .. che si fanno sfogliando giomali 0 atti patlamentari, ma anche· queste .richiedono una Ietteratuta di retroterra. -E....lnfine.cCsono ·letesi chesi fan no' solo· parlando-di .J!~ri, come sono in genere Ie tesi di letteratura, filosofia, storia della scienza, diritto canonico 0 Iogka formale..£..... nell'unive~sita.)t:diana, specie nelle facoIta ulllanistiche, ~soi:lo-·Ia_maggioranza. Anche perche uno studente americana che studi -antropologia culturale ha gli indiani sotto casa 0 trOva soldi per fare ricerche in Congo, mentre di solito 10 studente Italiano si rassegna piuttosto a fare una tesi suI pensiero di Franz Boas. Ci sono naturalmente e sempre di pili buone tesi di etnologia fatte andando a studiare Ill. realta del nostro paese, rna anche in questi casi il lavoro di biblioteca c'entra sempre, se non altro per andare a cercare repertori folkloristici precedenti. Diciamo in ogni caso che questo libro tiene d'occhio, per ragioni comprensibili, Ill. grande maggioranza di tesi fatte su libri e usando escIusivamente libri. A questo proposito c'e pero da ricordare che di solito tlfla·-tesi.suJibrUa-xicorsoa due tipi-di-llbti:.-i llbri-dicui sLpatlae i libri cOn l'aiuto dei quali si parIa-la-a1t1'i-ter_ mini-€i-sono.:..c.testCQggettQ...~_<:'~.la letterll.tu~ll. ...su.-9.uei ..J~§.t.i, ,Nell'esempio del paragrafo precedente c'erano sill. i trattatisti del Barocco sill. tutti coloro che han scritto sui trattatisti del Barocco. D,QQpiamo dunque distinguc::re i testi dalla letteratura critica. - _.. . . Una oomanda-chesipone epertanto Ill. seguente: bi· sogna affrontare immediatamente i testi 0 passare prima attraverso Ill. Ietteratura critica? La domanda puo essere priva di senso per due ragloni: (a) perche Ill. decisione dipende dalla situazione della studente, che puo conoscere gia bene il proprio autore e decidere di approfondirIo 0 puo avvicinarsi per Ill. prima volta a un autore difficilissimo e a prima vista incomprensibile; (b) il circoIo di pet se e vizioso, perche senza Ietteratura critica prellminare i1 testo puo risultare illeggibile, ma senza Ill. conoscenza del testo e dlfficile valutare Ill. Iettetatura critica. PerC> Ill. domanda ha una sua ragionevoIezza quando e rivolta da uno studente disorientato, se voIete il nostro soggetto lpotetico che affronta per Ill. prima volta i tratta- ·~~-;"~-7~~:l!!\..~~ ",. __ ;1;1-- ... ilr ;:: ;,~,,»:~"v4M'$4i&¥h';;;#.J£L-" ;:~_~'k':~(~'i-'; • bio. Vuol dire che - per serissime ragioni - avrete cambiato tragitto a meta viaggio. Ma e quel tragitto che avete modificato, non nessun tragitto. Cosl per la vostra tesi. P!2l?~<,;yt un _piqnQ. 4i lqpo. m.:,.Q),lesto p!~9.a~~~!l?~r~la.~EmLdi un)ndice prgyyiSo. t.lQ...~Meglio-se ,questa ,indice, sara"un -.sommario,. dove per ogni capitolo tentate. U)1.. br~ve-!iassunto. Procedendo in tal modo chiarirete anche a voi stessi quel che volete fare. I'S...secondoluQgo potrete proporre un prO~~!t2-f9.P1: ~~)1s_ibile._8f.r~fatore:- lii-'terZ<iluogo"Kji:£9grgerete-se! Wete..gial~l9.~~._ch!~re-:Ci-S'OhO-cIei progetti che sembrano chiarissimi sino a cne li si pensa, ma quando si comincia a scrivere tutto si spappola tra Ie mani. $i possono avere idee chiare sul punto di partenza e sul punto d'arrivo, ma accorgersi che non si sa proprio come si arrivera da uno all'altro e cosa ci sara in mezzo. Unatesi e come una partita a scacchi fatta di tante mosse, salvo che dali'inizio dovreste essere in grado di predire Ie mosse che farete per dare scacco ali'avversario, altrimenti non ci arriverete maio A essere' piu precisi, iLJ2i~R~ dU~.Y~~~Lcom.Pf.e.)1;1~Lil titoio." l'indice e la introduzione. Un.buon tItOloe.glaun p~ogettO:-Nonpaf1odel ti'tolo che consegnate.in.segreterja-. tii9nr·iiiesi.prima,..e..ch.~j;Iyg~L§~f!lJ!re.Lc;:g.s~zene:dc?checonsente. infinite.Yariazioni;~parlo-del.titolo-.segreto della.¥ostr.a....tesi,.quello che di solitopoi appare come sottQJ: itolo... Una tesi puo avere come titolo "pubblico" 1'attentato a T ogliatti e la radio ma il suo sottotitolo (e il vero argomento) sara: Analisi di contenuto tendente a porre in luce l'uso latto della vittoria di Gino Bartali al Tour de, Francc per distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica dal latto politico emergente. Vale a dire che dopo aver focalizzato l'area tematica decidete di trattarne solo un punto specm.co. La formulazione di questo punto costituisce anche una sorta di domanda: c'e state un uso specm.co fatto dalia radio della vittoria di Gino Bartali tale da rivelare il progetto di distrarre l'attenzione del pubblico dali'attentato a Togliatti? E tale progetto puo essere rivelato da una analisi di contenuto delle notizie radiofoniche? Ecco come il "titolo" (trasformato in domanda) dlventa parte essenziale del piano di lavoro. IV. IL PIANO DI LAVORO E LA SCHEDATURA IV.I. L'indice come ipotesi di lavoro U.!:.Ld~ge,prime cose da fare per, comincigt;c_a.1avo~ e su'una tesi di laurea e sctivere il titolei~ la-introduzio.. ne cn'indicefinale - e cioe esattamellte quelle cose che ogni autore fa rilla /ine. II consiglio sembra paradossale: cominciare dalia fine? Ma chi ha detto che l'indice vada alia fine? In certi libri e ali'inizio, in modo che il lettore possa farsi subito un'idea di quel che trovera leggendo. In altre parole, stftlld~re.subito J'indic;e_cpme-J.potesi...di 1voro serve a definire subito l'ambito della tesi. 1 () -b~!t~ra ~~~.lIlan,_o"_ch.e _ilJavOl;o va" avanti, ~e~tQJ!L ~e Jpoteti~? sara costretto a ristrUttU1:a~si-piu "'Volte.e magan ad assumere tina forma del tutto diversa. Certamen,te. M~_ 10 'ristrU,tt1ii:erete 'megliose aVIete-un punto c:li..Partenza cia ristruttu.rare. . Im.1nagmate· di .dovererate un viaggio in macchina di u.n migllaio di chilometri con una settimana a disposiZlone. Anche se siete in vacanza non uscirete di casa alia cieca andando nella prima direzione che vi capita. Vi farete un piano di massima. Penserete di fare la Milano~ apoli (~utostrada del Sole) con qualche deviazione a F~~nze, SIena, Arezzo, una sosta piu lunga aRoma e una Visita a Montecassino. Se poi lungo il viaggio vi accor~ e~ete che S~ena vi ha preso piu tempo del previsto 0 che, UlSleme a SIena, valeva la pena di visitare San Giminiano, deciderete di eliminare Montecassino. Addirittura ~rivati ad Arezzo, potrebbe saltarvi in testa di piegar~ mvece verso est e visitare Urbino, Perugia, Assisi, Gub- IV.l. L'indice come ipotesi di lavoro 121 \ \i\ [ IV.l. L'indice come ipotesi di lavoro 123 dimostrare la tesi tale. Le rkerche precedend hanno lasciato aperti mold problemi e i dad raccolti sono ancora insufl1cienti. Nel primo capitola tenteremo di stabiIire il punto tale; nel secondo aftronteremo it problema talaltro. In conc1usione tenteremo di dimostrare questo e questaltro. Va tenuto presente che ci siamo fissati certi limiti precisi e cioe questi e quellL In tali limiti nmetodo che seguiremo enseguente... E COS! via". La funzione di questa introduzione fitdzia (fitdzia perche la rifarete un sacco(J['V5Ite-prima di avere finito la tesi) e che essa vi consente.....dLfi~s.an::.J.e_-.Vostre i~ lungo una lio..ea direttcil;e che non sara cambiata se noh a prezzo di una ristrutturazione cos~iente dell'indice..l.rwal mQdo,voLcontrollerete Ie.vostre., de.viazionLe..J ..YQ..sJ!i..lE)pulsi. Questa introduzione serve anche per raccontare al vo[t'ft)felatore checosa volefe' fa;:e.~.Ma..sei:;e..S()pr8itiillo perve(fere se avete gia)Ie!te. id~f/.. in...QcdifJrJ. Calcolate che elf solito lostUdente italiano esca daUa scuola media superiore dove presumibilmente ha imparato a scrivere perche gli hanno fatto fare una immensa quantit?! di temi d'italiano. Poi passa quattro, cinque, sei anni all'universita dove di regola nessuno gH chiede pili di scrivere, e si ritrova al momento della tesi completamente fuori esercizio. 1 Sara un grande shock, e guai a rinviarlo al momento della stesura. BisogOl:l provare a scrivere subito e tanto vale scrivere Ie proprie ipotesi di lavoro. State attend, perche sino a__ch,e non,sarete in grado di scrivere un indice e una introduzione~riori sarete siCtiri ~Fe quella} fa vostra tesL...Se-non-ce·la fate a scriverela p,refazione significa che non. avete .ancora idee cmare su, cOllie p~rtire:, Se aveie idee su come pal:tire.e perch~, aI~_ meno ..sospettate" ..do'y~ arriverete. Ed e proprio suUa base eli questa sospetto che dovrete scrivere Ia introduzione, come se fosse una recensione del lavoro gia fatto. Non abbiate..paura..disping~Fi trQp.JlQ..aY~(J.tL..,SgI~~~._~~~~_ I Diversamente accade in altri paesi. come gli Stati Uniti, dove 10 studente, invece degli esami oralio scrive dei papers, ovvero dei saggi o delle "tesine" di dieci 0 venti pagine per ogni corso a cui si e iSt.'ritto. E un sistema molto utile che qualcuno ha gill adottato anche JaOlli (dato che i regolamenti non 10 esdudono affatto e la forma orale-nozionistica del!'esame e solo uno dei metodi consentiti al docente permisurare Ie attitudini ddlo studente). . Dall'attentato a BartaIi '. Da Bartali in poi 122 IV. Piano di !avoro e schedatura Subito dopo aver elaborato questa domanda dovro p1".QJ22E1Di delle tappe eli lavoro, che corrisponderannoad altrettiritfcapitoli dell'inelice. Per esempio: c'''~ ........ _ .._. __.... _ . 1. Letteratura in argomemo 2. L'avvenimento 3. Le notizie della radio 4. AnaIisi quantitativa delle nodzie e della loro collocazione oraria 5. Analisi di contenuto delle notizie 6. Conclusiom Oppure si puo prevedere uno svolgimento eli questo gene: t:e: 1. L'avvenimento: sintesi dalle varie fond di informazione . 2. Le notizie radiofomche dall'attentato alIa vittoria di Bartali 3. Le notizie radiofoniche dalla vittoria di BartaIi ai tre giorni successivi 4. Comparazione quantitativa delle due serie di nodzie 5. Analisi di contenuto comparata delle due serle di notizie 6. Valutazione socio-politica A,uspicabilmentetinelice» 10..si.e-..detto,.do.v:rebbe· es-'~' sere moltopili ~q.aIi.tko.. Se volete potete scriverlo su eli ungrand'e-foguo' con caselle a penna, segnando i titoli a madta e via via concellandoli e sosdtuendoli con altri, in modo da controllare Ie varie fasi eli ristrutturazione. ad aUlbne..raol:tro...modo.. diJaJ~,l'i-ne_lic..e. .ipotesi e la struttura -< •••• _~._...__...--_.« ......_.....-~, .,:. .... -', 1. Descrizione dell'avvenimento 2. Le notizie radiofoniche 3. eccetera n che vi consentedi aggiungere diramazioni varie. In definidva un. inelice-ipotesi dovrebbe avere Ja.• s~guel1te struttura: - _._-_...._~~ ","-"......"" -- -.- ~=--" ~ Posizione del problema :'2j Le ricerche precedenti ~ La nostra ipotesi .~ I dati che siamo in grado di proporre 1) Loro analisi ';('6. Dimosttazione dell'ipotesi '0' Conclusioni e accenni at lavoro successivo L~_terza.. fase. del piano dLlavoro e. un- abbozzo eli. introduzione. Essa altro non e che it commento anaHdco _dh~lI'in"',d.._i.."c...e.,:_ "Con questo lavoro noi ci proponlimo - cit A 124 IV. Piano di lavoro e schedatura IV.1. L'indice come ipotesi di lavoro 1 . -"I ..e!:.in tempo a ~arv.i ,inelietrn. ' , E ~c1iiiii:Q"'a-questo punto che introduzione e indice saranno'rzscritti 'di continuo man mana che il lavorb procede. E COSl che si fa. Indice e introduzione finale (quelli che "appariranno suI dattiloscritto) saranno diversida quelli iniziali. E normale. Se non Fosse COSl significherebbe che tutta Ia ricerca fatta non vi ha dato nessuna idea nuova. Sarete magari persone tutte d'un pezzo, rna era inutile fare una tesi. {~gsa.eIistinguera Iaprima daU'ultima stesura dell'introduzione? II fatto che nell'uI#ma, prQmetterete molto menocne iiella prima, e saretepiu cauti. ILgE~,della introduzione definitiva sara aiutare iI Iettore a penetrare ~Iate'sl:'>rna guai a promettergli quello che poi rion gIi darefe,. II fine di una buona introduzione definitiva e che 'JfIe1toresiaccontenti di questa, capisca .tutto,.enon Iegga. BiulI ,resto. E un paradossQ., rna molte volteuna.buona. !n~roduzione, I!? ,lln ,libro a stampa, da Ie idee giuste aI tecensore e 10 porta a parlare del libro come I 'autore avrebbe voluto. Ma se poi il relatore (0 altri) legge la tesi e si ~ accorge che avevate annunciato nella introduziOlle risuItati che poi non si sono realizzati? Ecco perche quest'ultima deve essere cauta e prornettere solo cio che poi Ia tesi dara. La introduzione serve anche a stabilire qualesara iI I;:pntro-'e"quale Ia peri/eria della tesi. Distinzione che e molto importante e non solo per ragioni di metodo. Vi si richiedera di essere esaurienti molto piu per que! che avrete definito come centro che per qud che avete definito come periferia. Se in una tesi sulla guerra partigiana nel Monferrato stabilirete che il centro sono i movimenti delle formazioni badogliane, vi si perdonera qualche ine~ sattezza 0 qualche approssirnazione circa Ie brigategaribaleline, rna vi si richiedera cornpletezza assoluta eli informazione sulle forrnazioni di Franchi e di Mauri. Naturalmente vale anche l'inverso. ..Eel." de£tdere quale sara il centro (0 Fuoco) della tesi, Q.o:v.teJe~sape~e qualC()sa-sufmateriale di ctlLdisporrete. ~co perche ~I-t(@9.,~~~eg~t9~~,Tfri§d~~!one.fitti:.!a e 1:.i!@ce-1P.ot,~~Lson9 .tra., Ie prime cose cia fare; rna non sono la prima. - '. ~" -.--- --~"..._-.... ~rima viene l'ispezione bibliografica (e abbiamo visto in 11.2.4. che si puo fare in menD eli una setrimana, anche in una piccola cittadina). Rianeliamo all'esperimento Alessandria: dopo tre giorni sareste stati in grade eli stendere un inelice attenelibile. Quale dovra. essere la logica che presiedealla costruzione dell'indice:Jpotesi? La sc~Itl!, e1ipende-=-aaI .tipo~eIi 'tesi. In una tesi storica potres.te avere un piano cron,olgg'ico (peresempto: Le persecuzioni dei ValdesZ--in Italia) oppure un piano a causa edeffetto (per esempio: Le cause 'del con/litto arabo-israeliano) , q puo essere un piano spaziale (La distribuzione delle biblioteche circolanti nel "canavesano) pppure comparativo-contrasrivo (NazionaliSmO e populismonella letteratura italiana del periodo della Grande Guerra). In.una tesi eli carattere .sperimentale avrete unpian9. induttivo, daalcune prove.,alla proposta ..d.L:wia teoria;.Jn.una tesi eli carattere logico-matemarico un piano eli ripo deduttivo, prima Ia proposta della teoria, poi Ie sue possibili applicazi6rii it esempi concreti". Direi che Ia letteratura.critica a cui ..Yi rH~b:it~_.yLpuo~of:Irire. buoni.esemp.Lcl,Lp.i~LgiJiiy.o.to, basta che la u~ia:e criticamente comparando i vari autori e vedendo chi rlSponde meglio alle esigenze poste dal problema formulato nd titolo "'segreto" della tesi. L'inelice stabilisce gia quale sara la sudelivisione logica ckllatesi .iii: capitOlipara!mgi. .e. sQJ:tQPlltagtafi-Sulle madaHta eli questa sudelivisione'veeli VI.2.4. e VIA. Anche qui una buona sudelivision.e a e1isgiunzione bin~ria .vi c?~sente eli fare aggiunte senza alterare troppo I ordine 11l1.ziale. Per esempio, se il vostro inelice e: 1. Problema centrale 1.2. Sottoproblema principale 1.3. Sottoproblema secondario 2. Sviluppo del problema centrale 2.1. Diramazione prima 2.2. Diramazione seconda questa struttura pub essere rappresentata da un e1iagramma ad albero dove Ie linee tratteggiate inelicano sottodiramazioni successive che potete introdurre senza turbare l'organizzazione generale del lavorn: l I Le sigle segnate sotto a og1li suddivisione riguardano la correlazione tra indice e scheda di lavoro e verranno spiegate in IV.2.1. Pna.volta disposto l'indice come ipotesi di lavoro govete procedere correlando sempre at vari puntideWin.- ' gice Ie schede e gli altri)ipi di documentazione.. Queste correlazioni devono essere chiare sin dall'inizio e bene esposte attraverso sigle e/o colori. Infatti vi dovranno servire per organizzare i riferimenti interni. Cosa sia un riferimento interno 10 avete visto anche in questo libro. Spesso si parla di qualcosa che egia stato trattato in un capitolo precedente e si rimanda, in parentesi, ai numeri di quel capitolo, 0 paragrafo, 0 sottoparagrafo. J.t~£.erimentLinter1JLse~QnQ .a"!l~.!ip~.t~~~trqp.Q~ v.oIte Ie. stesse .cose ma servono anche a mostrare Ia coesio~ ne..de1l'intera .tesi. -Uririfenmeirtoiirtemo~puo significare che uno stesso concetto vale da due diversi punti di vista, che unO stesso esempio dimostra due argomenti diversi, che quanta estate detto in senso generale si applica anche a quella trattazione di un punto patticolare, e cosi via. IV.1. L'indice come ipotesi di lavoro 127 . INDlCE 1. tA SUDDMSIONE DEL TESTO 1.1. I capitoli 1.1.1. Spaziatura 1.1.2. Inizio capoversi 1.2. I paragrafi 1.2.1. Diversi tipi di titola2ione 1.2.2. Eventuale suddivisione in sottoparagrafi . II. tA REDAZIONE FINALE ILL Copisteria a battitura in proprio II.2. Costa della maccbina da scrivere III. LARILEGATURA Questo esempio di suddivisione dmostra ancheche l!£I.L£.}!.~ees!~#9..Gh¢.J?~~ eap~tolo sia _sotEQ!!!..esso alla stessa suadIvisione analitica"degIi altn. ESlgenze drdiseotso'possono-' ricmeaere CIieuncapii:olo sia suddiviso Una tesi bene organizzata.dovrebbe abbondare di rife~ entiJnte~. Se nOncene sono si~ca·chebgni capitolo_ va.avantl,pet.conto...s.uo..eome se tutto quello che e stato detto nei capitoli precedenti non avesse contato nulla. Ora e indubbio che"sL~Qno_.tipLdLtesi (per esentpio ractoIte' dr-etocumentl) che possono procedere anche .cosi,ma almeno a1 momento.C:Ii:illat:-re:conc1USfom.::l.-merimenti interni dovrebbero .. farsi n~e~sa1i.. Ull indicei~ otesi oeri"cC)stiUito~'Ia-m;gJl~ 'nmner~ta ch;VLtonsente'" di"operareT riferimenti interni sen:z;i"anQ.ar~ogni.volta.a fontroITare tra" Jogli. eJpglietti dov'e che avevate parlato di quella tale eosa. Come credete che abbia fatto per scrivere Ulibro che state leggendo? ~~ecc~!r_e.!~ ~t~ttura logie~ d~ ..t~siJcentro e penfena, argomento centralee sue diramazlom eceetera) l'indice deve essere articolato. in..capitot.kparag"afi e SQttop, aragrafi. Per eVitare lunghe spiegazioni, potete andare a vedere l'indice di questo libro. Questo e un libro riceo di paragrafi e sottoparagran. (e talora di suddivisioni anehe piu minute che l'indice non riporta neppure: vedi a esempio in III.2.3.). Una .Jl"l:l:ddiv:ision~_molto"ana1itka setye Jl.lla~~omprensi~:me logica. del discorso. L'organizzazione logica deve essere rispecchiata da!l'indice. Vale a dire che se I.3.4. sviluppa un corollario di 1.3., cic> deve risultare graficantente evidente dall'indi· ce, come viene anticipato qui sotto: ~ SECONDA DIR~AZIONE SD SVILUPPO DEL PROBLE~A CENTRALE SPC IV. Piano di lavoro e schedatura SOTTOPRO'BLE~A SECONDARIO SS PROBLE~A CENTRALE SOTTOPR6BLE~A PRINCIPALE SP 126 ------.....-----.........------------....-....- .__.~~-_..,-_... !f 128 IV. Piano di lavoro e scbedatura IV.2. Scbede e appunti 129 in tanti sotto-sottoparagrafi, mentre un altro puC> procedere spedito a discorso continuo sotto un titolo generale. Wo.no..tesi.che..non.richie-d.Q~'<livjsiaui e dove, anzi, la suddivisione troppo minuta spezza il filo del discorso (pensiamo a esempio a una ricostruzione biografical. Ma tenere in ogni caso presente che luuddivj.sione. minuzio~u..ta.....a-eontr.()nare-Lun~~~.e....a...seguir~ yostro dis~Se vedo che una osservazione e contenuta nel sottoparagrafo 1.2.2. so subito che si tratta di qualcosa che va riferito alIa diramazione 2. del capitolo 1. e che ha la stessa importanza della osservazione 1.2.1. Un'ultima avvertenza: ~do ~~~~.. un_.indi~,e,."di Jerro" alIora. potetepermetterv!-:-di~no.n~.comindare·dall1iljzi6.. Anzi di"solito-sCc6tiiincia a_§g:pg~r~da_,pa);"tc;._su <;gLSi .~j,:.s~nte,piu l1ocumentati. e. sicu:rh.M~_~tpu.£ JarJo .s.o!<.>.se sullo sfondo c'e una griglia orientativa ecioeJ1ndice come ipotesi di lavoro. IV.2. Schede e appunti IV.2.1. Vari tipi di schede: a cosa servono ltan mane che la vostra bibliografia ingrossa, incoIE! nciate a:'1eggere del materiale. ':E; puramente teorico penS-are' di farsi una bella bibliografia completa e poi cominciare a leggere. Di fatto, dopo che avrete messo insieme una prima lista di titoli, vi getterete sui primi che avete reperito. Talora, anzi, si comincia col leggere un libro e di Ii si parte per formarsi la prima bibliografia. In ogni caso man mana che si leggono libri e articoli, i rifeti!D~nti si iiiht~isconO:~e-lo--seheda:rioOib1iqgrafico 'si-' ~fQ~a:~.: -,,~ ,- - .'- --- '''-"'~ La situazione ideale per una tesi sarebbe avere in casa tutti i libri che servono, nuovi 0 antichi che siano (e avere una bella biblioteca personale, e un ambiente di lavoro comodo e spazioso, in cui disporre su tanti tavoli i libri a cui vi riferirete, divisi in tante pile). Ma questa condizione ideale e assai rara, anche per uno studioso di professione. Comunque f~cciamo pure I'ipotesi che abbiate potuto trovare e comperare tutti i libri occorrenti. In linea di principio non vi occorrono altre schede oltre Ie schedine bibliografiche di cui si e detto in III.2.2....4y~!~.P!~pa-. {ato un pi~o (oindice ipotetico, efr. IV.1.) cQWmstri caPit.Q.lfe'capitoleitiben numerati,e leggeJ1d~L-via,Yia-i libri ,sottoliileerei:e ,'..e -segne~~ie,Jn_:m~l;gine_, delle....sigle, ~~i:rrspondenti "ai ' caplto1i -'del piano. Parimenti porrete vicitiO' ai capitoliael'piano la sight corrispondente a un dato libro e il numero di pagina, e ~apret~e. ~dare ,~_s~rcare_al_ro9.n.!~!lt.sulella sts§ura...una.,data..idea p_@a.c:I.ata.citazione. Supponiamo che facciate una tesi su Videa dei mondi possibili nella !antascienza americana e che la suddivisione 4.5.6. del vostro piano sia "Pieghe del tempo come passaggio !ta mondi possibili". Leggendo . Scambio Mentale (Mindswap) di Robert Scheelcley trevate al capitolo XXI, pagina 137 dell'edizione Omnibus Mondadori, che 10 zio di Marvin, Max, mentre gioeava a gol£ e inciampato in una piega del tempo che si trova sul campo del Fairhaven Club Country Club di Stanhope, e si e trovato sbalestrato sul pianeta Clesius. Segnerete in margine a pag. 137 sul libro T. (4.5.6.) piega temporale :che signifiehera che la nota si riferisee alla Tesi (potreste "usare 10 stesso libro dieci anni dopo prendendovi note ·'per un altro lavoro, ed e bene sapere a quale lavoro si 'I'iferisee una certa sottolineatuta) e a quella sua partice- lare suddivisione. Parimenti sui vostro piano di lavoro ·segnerete in eorrispondenza al paragrafo -4.5.6.: ,qr. Sheckley, Mindswap, 137 :fu uno spazio in cui ci saranno gia rimandi ad Assurdo Universo di Brown e a La porta sull'estate di Heinlein. Questo proeedimento perC> presume alcune cose: (a) che abbiate illibro in easa; (b) ehe possiate sottolineado; (c) che il piano di lavoro sia gia formulato in modo definitivo. Supponete di non avere il libro, perehe e raro e si trova solo in una biblioteea; di avedo in prestito ma <ij non poterlo sottolineare(e potrebbe anehe essere vostro, ma trattarsi di un incunabulo di valore inestimabile); di dover via via ristrutturare il piano di lavoro, ed eceovi in diffieolta. L'ultimo inddente e il piu normale. Man mana che procedete il piano si arricchisce e si ristruttura e voi non potete andare ogni volta a cambiare Ie annotazioni in margine ai libri. Quindi queste annotazioni non potranno che essere generiche, del tipo: "mondi possibili! ". Come ovvierete dunque a questa imprecisione? Facendovi per esempio uno sehedario delle idee: voi avrete una serie di schede con titoli come Pieghe del tempo, Pat'allelismi tra mondi possibili, Contraddittorieta, Variat,ioni di struttura eccetera, e segnerete il riferimento preciso a Sheckley nella prima scheda. Tutti i riferimenti alle pieghe del tempo potranno poi collocarsi in un punto dato del vostro piano definitivo, ma la scheda puc essere appunto spostata, fusa con altre schecle, messa prima 0 dopo un'altra. Ecco dunque che si profila l'esistenza di un primo schedario, quello delle sepe4e.. tematiehe: che va benissimo per una tesi, pofifaInc>-diStorfa--delle idee. Se il vostro lavoro sui mondi possibili nella fantascienza americana procede elencando i vari modi in cui vari problemi logico-cosmologici sono stati affrontati da vari autori, 10 sehedario tematieo sara l'ideale. Ma supponiamo che abbiate deciso di organizzare la tesi in modo diverso e cioe a medaglioni: un capitolo introduttivo suI tema e poi un capitolo per ciascuno degli autori principali (Sheckley, Heinlein, Asimov, Brown eccetera), 0 addirittura una serie di capitoli dedicati ciascuno a un romanzo-modello. In tal caso piu che uno schedario tematico vi occorre uno sehedario per autori. Alla scheda Sheckley avrete tutti i rm\rit-che-vrserv6no per trovare i passaggi dei suoi libri in cui si parla dei mondi possibili. E magari la scheda sara stata suddivisa in Pieghe del tempo, Parallelismi, Contraddizioni eccetera. Supponiamo ancora che la vostra tesi affronti il problema in modo molto piu teorico, usando la fantascienza come punto di riferimento rna discutendo di fatto la logica dei mondi possibili., I riferimenti alla fantascienza saranno pitt casuali e vi serviranno a inserire citazioni testuali piuttosto divertenti. Allora avrete bisogno di uno ~edario delle ~ejJ?l..z;iQni dove nella scheda Pieghe del tempo"registrerete una frase di Sheckley particolarmente significativa, nella scheda su Parallelismi registterete la a) schede di lettura di libri 0 articoli b) schede tematiche c) schede per autore d) schede per citazioni e) schede di lavoto .Ma_si".devono-fare-davvero-tutte- queste._ schede? Naturalmente...no_.I>.otete-.a.vere-.un....semplice-schedario di._Iettura.~e.."raccogliere_).nye(:~_~tutt~._ .le.._altte.....idee_ su .dd ..quadernetti;-potete•. lirnitarvi--alle-sole--schede-delle citaZioni perche -la~ vostra. tesi (che e poniatno sull'Immagine della donna nella letteratura femminile degli anni ~I , Ii 131 clescrizione di Brown di clue universi assolutemente identici in cui l'unica variazione e l'aIlacciatura delle scarpe del protagonista e COS! via. Ma dovete anche supporre che il libro di Sheck1ey non sia in vostro possesso e che abbiate potuto leggerlo presso un amico in un'altra citta, moho tempo prima di aver pensato, a un piano di lavoro che prevedeva i terni delle pieghe del tempo e del parallelismo. Sara dunque stato necessario approntare uno schedario di Je1.tura .fon una scheda riguardante Seambio Mentale, i dati bibliogranci di questo libro, il riassunto generale, una serie di valutazioni sulla sua importanza, una serie di citazioni testuali che vi sono subito parse pa+ticolarmente significative. Aggiungiamo Ie schede"iUtworo..che, possonoessere di .vario tipo, schede di raccordo. tr~Lidee.e..sezionLdel piano, schede problematiche (come affrontare il tale problema? )', ~checle.. di suggerimento (che raccolgono idee fornitevi da altri, suggerimenti di sviluppi possibili) eccetera eccetera. ~te schede, dovrebbero avere un colore -di~~rs~tl'er. qgni serle' e"·contenere.-:-sU[m:argiri.e.des:fr.o .in alto. sigl~ che ,Ie' raccordano con Ie schede di.un .altrO colore, e al piano generale. Una cosa maestosa. Ecce) Ounque: avevamo cominciato nel paragrafo precedente a ipotizzare l'esistenza di .uno schedarietto bibliografico (piccole schede coi semplici dati bibliografici di tutti i libri utili di cui vi perveniva notizia) e ora si prospetta l'esistenza di tutta una serie di schedari complementari: IV.2. Schede e appunti ·1 . 1.30 IV. Piano di lavoro e schedatura quaranta) parte gia da un piano molto preciso, ha poca letteratura critica da esaminare e necessita solo della raccolta di un abbondante materiale narrativo da citare. Come vedete ..,iJ.....numer.o-e-la..natm:L~gg schedari sono suggeri!L~n...della tesi. .. Ii.Imica cosa che vi si puo suggerire eche un. dato sc:be~io-sra·mm]Ieto e-Unificato. Suppomamo·'cioe che voi, sui vostro argomento; ahoia-te-In casa i libri di Smith, Rossi, Braun e De Gomera, mentre avete letto in biblioteca i libri di Dupont, Lupescu e Nagasaki. Se schedate solo gli ultimi tre e per gli altri quattro vi affidate alla memoria (e alia sicurezza di averli sottomano) come farete al momento della stesura? Lavorerete meta sui libri e meta sulle schede? E se dovete ristrutturare il piano di Iavoro, cosa tenete in mano? Libri, schede, quadernetti, foglietti volanti? Invece sara utile scnedare per esteso e con abbondanza di citazioni Dupont, Lupescu e Nagasaki, ma fare anche delle schede piu succinte per Smith, Rossi, Braun e De Gomera, magari senza ricopiare Ie citazioni importanti e segnando solo Ie pagine in cui potete ritrovarle. Almeno li!.v9r~te in ognL_caso...su~di-un lllatetill1c::...o.mogeneo, fad1mente trasportabile~ eJllapc::gge~ Q.le. E con un semplice colpo d'occhio sapete cosa avete lettoe cosa vi rimane da consultare. ('..i sono dei casi in, ~t!lQ.~~~tte.Itll!.t..to su-scheda.. Pensate a una tesi letteraria in cui dovete reperire e commentare molte citazioni significative di autori diversi su di uno stesso argomento. Supponiamo che dobbiate fare una tesi su It concetto di vita come arte tra romanticismo e decddentismo. Ecco alia tabella 5 l'esempio di quattro schede che raccolgono citazioni da usare. ' Come vedete la scheda reca in alto la sigla CIT. (per distinguerla da altre eventuali tipi di scheda), poi il tema "Vita come arte". Perche specifico il tema visto che 10 so gia? Perche la tesi potrebbe svilupparsi in modo che "Vita come arte"diventi solo una parte dellavoro; perche questo schedario potrebbe servirmi anche dopo la tesi e integrarsi in uno schedario di citazioni su altri temi; perche potrei trovare queste schede ventanni dopo e chiedermi a cosa diavolo si riferissero. In terzo luogo ho annotato l'autore della citazione. Basta il cognome perche si suppone che su questi autori abbiate gia schede biografiche 0 che la tesi ne abbia gia parlato ali'inizio. II corpo della scheda reca poi la citazione, breve 0 lunga che sia (puo essere di una 0 di trenta righe). Vediamo la scheda su Whistler: c'e una citazione in italiano seguita da un punto interrogativo. Significa che ho trovato per la prima volta la frase in un libro altrui, ma non so da dove venga, ne se e esatta, ne come sia in Inglese. Piu tardi mi e capitato di trovare il testa originale e me 10 sono annotato, coi riferimenti del caso. Ora posso usare la scheda per una citazione corretta. Vediamo la scheda su Villiers de l'Isle Adam. Ho la citazione in italiano, so da che opera proviene, ma i dati . sono incompleti. Ecco una scheda da completare. Pario menti incompleta e quella di Gauthier. Quella di Wilde e soddisfacente se il tipo di tesi mi permette citazioni in Italiano. Se la tesi fosse di estetica potrebbe anche bastarmi. S.~j~,.di)etteratura Inglese 0 letteratura comparata dQvro completare la seheda con .las.it~ione in ori-, ~ale. ~T5r~' potrei avere trovato la citazione di Wilde su una copia che ho in casa, ma guai se avessi evitato di fare la scheda, alia fine del lavoro non me ne ricorderei piu. Guai anche se avessi semplicemente scritto sulla scheda '''v. pag. 16" senza riportare la frase, perche al momento della stesura il collage di citazioni 10 si fa avendo tutti i testi sott'occhio. Quindi si perde tempo a fare la scheda ma se ne guadagna moltissimo alia fine. Un altro tipo di schede sono queUe di lavoro. Ecco alla tabella 6 un esempio di scheda di f9:fC9!do per la tesi di cui abbiamo parlato in lIL2A., sulla metafora nei trattatisti del Seicento. Qui ho siglato RAce. e ho segnato un argomento da approfondire, Passaggio dal tattile at visivo. Non so ancora se diventera un capitolo, un piccolo paragrafo, una semplice nota a pie di pagina 0 (perche no?) l'argomento centrale della tesi. Ho atu:lotato delle idee che mi sono provenute dalia lettura di un certo autore, indicando libri da copsultare, idee da sviluppare. A lavoro ultimato, sfogliando 10 schedario di lavoro potro rendermi conto di avere trascurato una idea che pure era 132 IV. Piano di lavoro e schedatura IV.2. Schede e appunti 133 t II I I, TABELLA 5 SCHEDE PER CITAZIONI CIT Vit.. o_ ....te IIhJatl.eJ" N. CIT \fite 0""'" ..rte V~lliera de I'lala Adam N .... \» ~ "Di ltG1ito 1.. IlatUl"fl • t1bogliate" ., lk-Igu"118 L... ·.Nltturll ia UII1la1.l)l ..IIl'ong. J.A.MaNtI1U..1aU......, L- -- .--~ .'i'he- JI!!!!t1v'1JI"t ..". ~ng .-' .... --. .w·1890· - . _._ ......_...._.-e-........__...-_._ ........-- ...- __.__..__.. , ..-_ . ..,. II --- .-- --.-~- .--"----~ -----_. II -~~.~----,.-~,~_ .vJ.u_?CJ. pana8tlO i _trJ. .-1. per not- (C..f:911o dl Ayl ......... ._--.-._ ...----_._- --_...-_ .., ..._-- _._--... -- .-_...---- -_.~ .~_._--- ..............._... _._. _---.-_0- ._.... ,_ ... - --~ ~- ~._--- -----II ..~_ .. ----------_.---------11 .._--~- .-.-.. II f-·---- ~- II ~-'-'--- " ~ ~g e: l;;' ~a .. ti (Pr4f'lICe detl pr;,temi~ ~.I832 •••• ·ClJIIlIJ reqol",una OOS", cha diuente.utile oe...... di etI..ere bell.... .Pos"l_o perdonere .. un uomo d.1 f'!U'e una oo..e utile f'intanto ahe l'smmire? L'uoiea .ou.... per fare une ceae utile,. ohe 1.. ai _mirll inf'.1nit:amente. 0Qn1 ....ts ~ del tutto lnutile" tPref'eziona .. n rJ.tr..tto di D.Gray, ]: grandi acr1ttori ..trenieri UTET,P""1.IB) CIT Vit.. oome ..rto Th.9ftUth.1er N. CIT Vita OOlllS urte ORo.... Wilde N ~ Iv f.B t1:1:. .... ~ flEL90.- coo v to IV.2. Schede e appunti 137 IV.2.2. Schedatura delle fonti primarie ~~di ]ettuta Se.tVDno. p.e..r.la-.le!teratura..criti~a. Non Ie userei, 0 almeno non userei 10 stesso tipo di scheda" per::.Je:.£onti..primarie. In altri termini se preparate una tesi su Manzoni enaturale che schediate tutti i libri e gli articoli su Manzoni che riuscite a reperire, ma suonerebbe strano schedare I promessi sposi 0 il Carmagnola. E 10 stesso sarebbe se faceste una tesi su alcuni articoli del Codice di Diritto Civile 0 una tesi di storia della matematica suI Programma di Erlangen di Klein. ~ale, per Ie fonti primarie, e~Layerle..sottoglanQ. II che, sllime sl-tilitfa' diautoi'FClass1co di cui esistono buone edizioni critiche 0 di autore moderno in commercia, non e difficile. Si tratta in ogni caso di uti investimento indispensabile. .t.TnJih~o~p.....unlLSerie-diJibri.vostri possonoessere. sottolitle..a.ti......anc.he.insari .coIori..E vediamo a cosa serve. LA SOTTOLINEATURA PERSONA.LIZZA IL LIBRO. Segna Ie tracce del vostro interesse. Vi -Eermette di ritornare a..9..1!.el_liP!Q_anche...dopo..molto...tempo...rltro:v.anao.....a:cplpo· d'Q.CGhio_guello_che~3i....Avev.a....interessato.-Ma -bisogna sottolineare con criterio.Ci sono coloro che sottolineano tiitto~':E come non sott~lineare nulla. D'altra parte p.J.W... <iar~che in. una stessa pagip.l!.y,i !iiano).nformazioni--chevi-. interessano--£ divers!" livelli. In quel.£l;l~Q_si....ttatta-,lL di£ferefu;iaie-le~s(m9line·atuie-;---~-·-- importante e prendere alcune decisioni: rimaneggiare Ia .' tesi per farcela entrare, decidere che non valeva la pena . di parlarne; inserire una nota per mostrare che l'idea l'ho avuta presente ma non ho ritenuto opportuno di svilupparla in quella sede. Cos!. come potrei decidere, a tesi ultimata e consegnata, di dedicare aquel tema proprio i miei lavori successivi. Uno schedario, ricordiamoci, e un investimento che si fa in occasione della tesi ma che, se intendiamo continuare a studiare, ci serve poi per gli anni seguenti, talora a distanza di decenni. Non possiamo pero diffonderci troppo sui vari tipi di schede. Limitiamoci dunque a parlare della schedatura delle fonti primarie e delle schede di lettura delle fonti secondarie. , ' ...... . N.. ••,. '0' ...... ~ _ ••• - ••_._. - • - .".' - -...,., IV. Piano eli lavoro e schedatura SCHEDA Dr RACCORDO TABELLA 6 ctr..HeU$l8X',s.t.orJ.aaoc.f.ale dall 'arta.. II,2S? dmte 01ta WOlf~lin per 11 pa~ serigiQ de tattile al visivo tre ~inasc~ e Berocco:lineare vspittcrico;suoerf~ .' I.. . Va profond1tA,chiu~o vs aperto,chiarezze. aa~olu~a va ohi~e~ze relative, moltsplMltA VII un~tA. Quests Idee ei :rHrovono-1A Raimpfldi Xl roma~%O ss~za !dl111o' collaqate ells recent! teorie di MCLuhan (la 13;Ia;~ia'13utembeNj e WpIther Ong. . . 136 .~ .. ~..I.; _... USATE I C9LORI, pennarelli a punta nne. Assegnate a ogDrcoloreun"argomento: saranno gli stessi colori che r~gistrate sul piano di lavoro-e suIIe_YJ!dfscn..~~1lL ser:iiira·quando::sarete'""iO'·'fasFdi,:steSura e saprete subito che 11 rosso si riferisce ai brani rilevanti per il primo capitolo, 11 verde ai brani rilevanti per iI secondo. ASSOCIATE AI COLORI UNA SIGLA (0 usate sigle invece dei colori). Ritornando al nostro argomento dei mondi possibili nella fantasdenza siglate PT do che riguarda Ie pieghe temporali, C quello che riguarda Ie contraddizioni tra mondi alternativL Se Ia tesi tiguarda vari autori assegnate una sigla a ogni autore. Q~li: SIGI R I!E.ll.-SO-~()'UNEARE I A RILE.Y.A.NZA..DE.1.; .!dLll:!~ONI.....un segno verticale a margine con l'annotazione~ vi did che si tratta di brano molto importante e non avrete bisogno di sottolineare tutte Ie righe. £U'-potra signi£care che e brano da dtare per intero. CITjPT significhera che e una citazione ideale per spiegare il problema delle pieghe temporali. Sm.UtJLLP.DN':tLS.J1_CUL'tORNA13E. A una prima lettura certe pagine vi tiusciranno oscure. Potete procedere segnando sul margine in alto una grande R (rivedere) cosi saprete di dovere tornare in fase di approfondimento quando la lettura di libri successivi vi avra chiarito Ie idee. Q.uA.NDo E eHE !'{9l! .$l..!?EYE_~O..I.:r9J.,m?ARE? Quando i1 libro non evostro, naturalmente, 0 se si tratta di una edizione rara di gran valore commerciale, che han potete manomettere senza deprezzarla. In questi casi fotocopiate piuttosto t~~fiJ~y"~nti ~o~t~i?-~~~~._q,~<:..ilt.lfpP.~fe fatevi un quadernetto dove riportim~ ilJranisaliepti inter- £~ati.di.<;o.rnmen'li_QpP~!'~~.~J~~2F~5§j~Q9...§.<::h~dg.do.ap· posito anche per Ie fonti primarie, ma e una gran fatica, perche dovreste praticamente schedare pagina per pagina. Bene se la tesi e su Le grand Meaulnes, un libretto molto breve: ma se e una tesi sulla Scienza della Logica di Hegel? Ese, tornando al nostro esperimento sulla biblioteCa d'Alessandria (III.2.4.), dovete schedare l'edizione secentesCa del Cannocchiale aristotelico del Tesauro? Non rimangono che Ie fotocopie 0 il quaderno di appunti, anche questo contrassegnato da colori e sigle. I.t'ITEGlt'(\I:LLE-..sQ..TTOLINEATURE-.CO~I._,L.l§.rn!-!:L SEIV. 2. Schede e appunti 139 GNk1.1B&Q, riportandovi suI margine che spunta sigle e colori. ATTENTI ALL'ALIBI DELLE FOTOCOPIE! Le fotocopie sono uno strumento indispensabile, sia per trattenere presso di se un testo gia letto in biblioteca sia per portarsi a casa un testo non ancora letto. Ma sovente Ie fotocopie agiscono da alibi. Uno si porta a casa centinaia di pagine di fotocopie e l'azione rnanuale che ha esercitato sullibro fotocopiato gli da l'impressione di possederlo. II possesso della fotocopia esime dalla lettura. Succede a molti. Una sorte di vertigine dell'accumulo. un neocapitalismo dell'informazione. Difendetevi dalla fotocopia: appena avutala, leggete1a e annotatela subito. Se proprio non siete spinti dalla frettta non fotocopiate qualcosa di nuovo prima di avere posseduto (e doe letto e annotato) la fotbcopia precedente. Ci sonO molte cose che io non so perche ho potuto fotocopiare un certo testo: COS! mi sono calrnato come se 10 avessi letto. SE..n-LIBB.O-E-V:OS-TRO.ErNON·H:A:~VA.tORE~DI-'AN'fIQUARlATO NON ESITATE .AD ANNOTARLO.. Non_credete. a coloro che:arconoc~jlibri vanno rispettati. I 1i~ri si. rispett.an.2usandoli, non lasciandoli .stare. Anche se 10 rivenderete auna bancarella vi daranno solo due soldi, tanto vale lasciarvi i segni del vostro possesso. Galcolate,tutte queste cose primadi scegliere l'argo- • _mento della. tesLSe esso vi costringera a usareJibri ina£cessibili, clLmigUa.ill~, pa-gine. sen~a possibi1~ta _qifotocopi~ 'e~non.avrete11.tempo- di trascrivere quaderni e..qua_ gern1,.quella..tesir,ron eper,Yoi._. IV.2,}. Le schede di lettura Tra tutti i tipi qL~cheg~J~. pittS.<>nsuete, e cutto sommafOfe- piti -indispensabili, spno Je..schede diJettura: vale a dire Ie schede in cui annotate con precisione tutti i rifetimenti bibliografici concernenti un libro 0 un articolo';' ne'itihite i1 surito, ne traete alcune ci.tazionL.c.hia..,.e, ne ela~or~te un i!ti~?) vi apponete una serie di o~tVazlOlli. -I;'ascheda di lettura costituisce insomma i1 perfezionamento della schedina bibliografica descritta in III.2.2. Quest'ultima contiene solo Ie indicazioni utili al reperi- / " \ \'I"\- 1 \f (""i-~~l~ \,,// IV. Piano di lavoro e schedaturll ."_.~.-,~- --'-._~ _4__ 138 ~ .;;. I 140 IV. Piano eli lavoro e schedatura IV.2. Schede e appunti 141 mento dellibro mentre la scheda di lettura contiene tutte Ie informazioni sul libro 0 articolo e quindi deve essere molto piu grande. Potrete usare dei formati standard 0 costruirvela da voi, rna in genere dovrebbe avere l'ampiezza di un fogUo di quaderno in orizzontale 0 di mezzo foglio di carta da macchina. Ebene che sia in cartoncino, per poter essere sfogliata nel raccoglitore 0 ri~ta in mazzi legati da elastico;' deve poter essere scrltta con biro e stilografica, senza assorbire e spandere incmostro e lasdando scorrere bene la penna.. Piu 0 meno la sy,a struttura dovrebbe essere quella delle schede esernpli£.cative proposte nelle tabelle 7-14. Nulla vieta, e molto consiglia,che per libri importanti si riempiano anche molte schede, appositamente numerate consecutivamente, che riportano dascuna in recto indicazioni abbrieviate del libro 0 articolo in esame. l.&.schede di lettura servO!;lo. perJ~ leg~Iattg"a. c*ic!:_ Non_cQnsigli"erel 'schede di lettura_p..~UcdQ.Il.tL1?ti.Wl!ri_e, come si e detio nel paragrafo precedente. -MGlti·~sono·l···m0di '. di.schedare_un...Jibro. Dipende anche dalia vostra memoria, c'e gente che deve scrivere tutto e gente a cui basta un rapido appunto. Didamo che ii, me~odo standard·-e· il seguente:'" W)iin.diqllzionLbi}Jjiogrqfk.k~t:ecis.e, possibilmente piu . complete che quelle della schedlna bibliografica; quella vi serviva per cercare il libro, la scheda di lettura vi serve per parlarne e per citarlo come si deve nella bibliografia finale; quando siete alia scheda di lettura avete il libro in mana e quindi potrete rilevarvi tutte Ie indicazioni possibili, numero di pagine, edizioni, dati sull~tore eccetera. . ~ 1$atirir: s~t.o.re..,- quando non e autorita notlSSlma. ~.1 b.!eve (0 }u1!?i!.) riq!.fun..t-o.tl.eJJikr.0..oMd.ell'.a.r-tic.fJkJ. ~ ampze CZi4Zioni, tra virgolette, del bra01 che presumete didover cltm (e anche di qualcuno in piu), con indicazione predsa della 0 delle pagine; attenti a non con/ondere citazioni e para/rasi (vedi V.3.2.)! ~ vo~ commenti .,J2etfp.l1lJ,!i, alla fine, all'inizio, a meta del riassunto; per non riscmare di ritenerli poi opera dell'autore, metteteli tra parentesi quadre, a colori. .....-.., .,rf) Ja nete in alto sulla scheda.lH!a sigllLa....un.J:olore chcda riferisca alia parte e plano di_La.YQ!'Q_giusta; se si r.ileriSceaplu-parti-mettete molte sigle; se si riferisce alIa tesi nel suo complesso segnalatelo in qualche modo. Per non continuare can consigU teorid sara meglio fornire alcuni esempi pratid. Nelle tabelle 7-14 troverete alcuni esempi di schede. Per non dovermi inventare argomenti e metodi sono andato a ripescare Ie schede della mia tesi di laurea, che era sul Problema estetico in San Tommaso d'Aquino. Non e detto che il mio metodo di schedatura fosse il migliore: queste schede vi danno l'esempio di un metodo che contemplava diversi tipi di scheda. Vedrete anche che io non era stato cosl preciso come ora invece vi consiglio. Mancano molte indicazioni, altre sono eccessivamente ellittiche. Sono cose che ho imparato dopa. Ma non e detto che voi dobbiate commettere i mid stessi errori. Non ho alterato ne 10 stile ne Ie ingenuita. Prendete gli esempi per quel che valgono. Notate ancora che ho scelto schede brevi e non vi do esempi di schede che si riferivano a opere che poi sono state fondamentali per il mio lavoro. Quelle hanno occupato anche dieci schede ciascuna. Vediamole ora una per una: Scheda Croce - Si trattava di una breve recensione, importante a causa dell'autore. Siccome avevo gia trovato il libra recensito; riportavo solo una opinione molto significativa. Si veda la parentesi quadra finale: ho poi fatto veramente cosl, due anni dopo. Scheda Biondolillo - Scheda polemica, con tutta l'irrhazione del neofita che vede disprezzato il proprio argomentQ. Serviva annotarla cosl, per inserire magari una nota polemica nellavoro. Scheda Glunz - Un grosso libro, consultato rapidamente insieme a un arnico tedesco per capire bene di cosa parlasse. Non aveva rilievo immediato per il mio lavoro, ma valeva la pena di charlo magari in nota. Scheda Maritain - Un autore di cui conoscevo gia il fondamentale Art et Scolastique, rna di cui mi fidavo poco. Ho segnato alia fine di non prendere per buone Ie sue dtazioni senza un successivo controllo. ,, " llJlllllp;nps ~ OJOl\llI !p OUll!d 'AI ZvT 'O.I~SSOJ P ~t.p ~ ~1ul'l:uodw!.I 'pOlO:> ~ ~I§Is OUl'lA!J;;lJP !S l'lSO;) l'l !q~;;lIds IA~q:> OSl'l:> I! ~ UON '!1l'loIOI0:> !upund I;;lp OUl'l.I;;l,:> ~q:> l'l::>!HU~IS !S~1UdoIl'ld l'loI:l dI0:>snu!w ;;lJd:l:!.;;lI ;;lII;;lP OSS;;lur oq opUl'lno '~I~!S drr;;lp ~:ldJp;;lA l'lJ1S;;lp l'l O:lIl'l u1 'l'lAIAJ;;lS !W uou OoIOAl'lI II ;;lq:> ;;lJ;;ldl'lS l'lAl'l:lSllq IW '~UO!ZllPInbH IP llp~q::>S - puo"Jas l'lP;;lq::>S ~ 'o:>:>ns II O:l:!.l'l.U oq 1m !P ;;llUl'lSS;;lJ~:luI 0I0::>PJl'l un - JJ.17W IIp;;lq:>S 'IAT:lOW I.I:lIl'l oIdd ;;l 'IS~l l'll odop !od O:l:!.~1 oq,l 'OSoIO::>S tiu~ddll oq,I 01S;;loI H ~ ll:l:!.~oIJ OAdAV 'oJl'lJ~l'lJl'ld un 0IoS ;;loIl'lJ:lSI~<loI llAIAJ<lS IW 1m IP '~1ul'luodw! OoIqn - sn!7J.nJ IIp<lq::>S 'o::>gllJll -onqIq O:lU~W;;lldwo::>un llJ;;l llJnU<lI !P IIp;;lq::>S llun dq::> ZlId . 'OUl'lW llwpd IP ;;lJl'lIIOJ1uo:> II <lJl'lpUll OA;;l:lod ~AOP 01l'l:l -OUUl'l 0H 'OUl'lW llPUO::>;;lS IF PUOJ IP O:lU<lwp;;lddJ IF OSl'l::> O:>ISSllP II lloI~ :<lJll:l0N ';;)IIqIssod o::>::>US nonm OllllJ:l oq <IN 'OJOAl'lI 0IW II J<ld <l:lUl'l1JodWI IllSS13 l'lW;;):l un us 0P<lS OSOIpms oun IP OIlllllls ~A<lJq un - nuaCfJ llpdq:>S ~ ii .I.t. 0+ o ii' i..C.D.. 8 CD J iii ... i..f. \..D.. •... 0tl ~ ri -l ... ...... .I.II ~ t .0..+. () iii !.C.D.. 2... CD l" eo >i 1:\0 .~......... ~ 1:\0 ..I.I.. S't. (len (r) TABELLA 8 SCHEDA DI LE11'URA Biondolillo,Fran Ol!lSOO "L'esbtioo e 11 gusto nel Medioevo" ,oapi'tolo II di Breve storia del gusto e del pensiero estetieo,Messina,Prinoipato,I924,pag.29 Biondolillo o. del genti Hanesi'llo miope. Sorvoliamo sull' introduzione ,volgarizazzione per anime giovani del ".erbo gen'tiliano. Vediamo il oapitolo suI Medioevo'ST e li~uidato in IB riffhe."Nel Medioevo 001 preaomtnare della teologia di oui tu ooneiderata Raoella la filosofia ••• il problema artietiooperdette quell'importanza aUa quaie era sa11to specialmente per :opera dt 'Aristotele e dl Plotino" [7C$rsnza oulturale 0 malafede?Colpa 8U~ 0 della souala!] Andiamo avanti'"Siano Clioe giunti a Dante dell'eta matllrail O,uale nel ~o (n,l) attri,buiva all'arte ben q11llttro sigrdfioati Gspone la teoric\. oi (plattro senst ignorando ehe gia Deda 18 ripetevafnon sa proprio nient~••E ~uesto ~ru.plioe signifioato fu oreduto da Dante e dagli altri si trovasee nella Divina c, ,la qll,8llil invsoe ha valo1'$ artistioo solo qu"'ldo,e solo ill qualltO,0 ttsp1'$ssione pure e disinte1'$Bsata d'Jln proprio mOhdo interiore,e ])qnte si oblla tutto nella BUavisione". fponra.ItalialE povero Dante,tatioa una '#ita a oercll1'$sllvrasensi e questo dice ~e nOll o'erano,anzi ahe "til, oreduto,.,Bi trovaBse" e inveoe no,Da oi1oa1'$ Clome teratologia stonOgratiOO] • i ..... :<: ::g 8 e: In it~ La sensibilita estetioo esisteva nel~dioe'o e alIa lU08 di nuesta vanno viste Ie opere de i poeti .edievali,Gentro della rioercll 0 la ooecienza ebe 11 poe'ta poteva avere allora della propria arts. Seorge una evolur.ione del p'ue1oo medievale. see.VII e VII -Ie dottrine oristiane sono caillte nelle forme vuote della olassi'A seo,IX eX,. -Ie fav',le antiche sono Jltilizzltte' Iti fini dell'etiea cristiana see,XI Sgg -sppare l'ethos oristi~o propriarnente detto (,pere liturgiohe, vite di slll'.ti,parattasi della Bibbia,pretlominio dell'aldiU) seo,XII -il neoplatonie~~ porta a una piu umana vision~ del mondo.tutto riflette Dio a proprio ~odo (a~ore,attivita prQfossionali,"atura). Si evilu~pa 1a oorrente allegorioa (da 41oui"o ai Vittorini e nItre) seo.XIV -Pur reatllndo '.\1 Bervi> ill di Dio la poesis da 1Il0rale divie"e eetetioa Corns Idtlio ai esprime "ella oreazione coBi il poeta esprime ee stesso,penBieri, sentimenti (Inghl1terra,Dante,eoo) Il libro II rece'lsito da :DeBruyne in He.dollo.de phil,1938 .di (ll ohe dividers in epoche l'evolul'liol'le II preoorio ,eroM Ie varie oorranU sono SeMpre oompreSenti [0 1ft· e~ teBi degli Etudeusospettare di. questlf. oaren,•• dill sens,., storioo, 111i crsde troppo alIa Philosophia perenni~La vivilizzazione artistioa medieval. II polito"ioa. TABELLA 9 SCHEDA DI LETTURA Oluns,n,H. Die Literarls'thetik des europa!schen Mittelal10erl Boohum-Lllngendreer,Poppinghaus,I937,Pp.608 Th.Oen.tett. (r,b) ~ ~ 2.- nn ~ ,5 r:t. .... ~ __ ;.~~ Jil Jt.1it,,_Wt!'~ ~_. ...-.,.~ j __ ,. ~. ....I!>bil'l!!l! ! !I I .IIr GlunB 2 D& Bruyne oritioa Glunz perch6 non si e soffermato. sul piaoere formale della poeeia'1 MedieVali ne avevano -un senso assai vivo,basta pensare aIle arti poetiohe. S poi una es 1itticatlettera1'ia faoeva J)I\,1'te di una visione estetica riu generale ohe Glune t1'asourerebbe,estetica in oui convergevan& la teo1'ia pitagorioa delle 2roporlllioni,lttstetica ffilal1tativa agostini8l'.la (modus,speeies,erdo) e quella dioniBiana (olaritas,lux).Il tutto sostenuto dalla psioolo~ia dei Witto1'ini e daUa visione arisUana dell'unive1'so. ." • .,>1 ..... * ~ :Po 8 e: ~ani~ s ,,-~-- , w w --- =_1.1£ £ a Auepicando una app1'ofolidita ricerca sUll'arRome to (etal Ml!: a oggi) ei propone di ~nnare a.t801'i& filoeofies del seguo e ritleesieni suI eeggo matico. I!neopportabile come a1 aolito.modern zlIla aenza tar tilologiBleoco che per eseApio non Bi rita a ST M& a Giovanni di San 'lbmmseou- SV!l]lpj>a 1& te01'1a di Aiovand (vedi mia ocheda)a"Signum e8t id quod repl'aBsentat ~se eotentiae cognoscenti" (Log.II,P,2I,1). "(Signum) essentialiter oensistit in ordine ad signatum" Ma 11 ..!!m0 non e sempre l' immadne e vicevers&, (11 Figlio e immagine e non sesno del Padre,il grido e segno e nor. immagine del dolore).Giovanni aggiunge, "Ratio ergo imaginis oousiatit in hoo quod prooedat ab aliout a principio,et in similitudinem ejus,ut dooet S.Thomaa,I,35 e XCXtII"(???) :laoe all01'll Maritain Qhe 11 s.!!!!!!.2!o e un &egno-immagine''''1uel'1ue chose de sensible signifiant un objet en raison d'une relation presupposee dtanalogie"(~03) lo1i suggerbce di Qontrollare ST.pe Ver.nII,5 e,g,jh III,49. MIlritain poi piluppa idee StU segno fOl'male,stNMentale,pratiQo ecoetera e suI seguo oome atto di magia (parte dooumentatissima) ADoenna appena all 'arleEa g:!-a ei tl'OVatlO qui quegli ac:enni alll1 radioi inoollllcie e protonde dell'arte che troveremo poi in Creative Intuition J At tint di una interpretazione tomieta interessante quanto segue,"•••dans l'oeuvre TABELLA 10 SQiEDA DI LETfURA JMa1'itain,Jaoquee Signe et symbole" Revue Thomiste,aprile I9~8,p.299 'l'h.Simb (v) <~f<II i::to ..... ~ llaritain 2 d'art se renO.,ntrentle signespaOlllat1t (l'oa~re llIIlnifesta a~tre ohose qu'alla) at Ie signepoUique (ella oOllllllUnique un ordre,un a,-,pelhn.,n qu'ellll soit f.,romeiIement sir,ne pratique,_is o'est un s iene SpliOlllatif qui par I!I'lU'aTdanOl!l e.t virtuellement pratique..... et .1Ie~me,san. la voul.,ir,et A o.,ndition da nepas Ie v.,uloir,est aU8si una 8.,rte de .igne magique (elle s'duit, aIle ans.,r0811a) "(329) -~ ~ ~g e: in g. l ~ Veri sensi del termina.lln1litutto quello agos'tini~o. "1m. eat via aniame,quu per tigilrala oorporelU'Wll reI'. absente oorp.,re aine e:derio:d aensu .. dign.,• .,it"(08p.38 di quel De _ spirit~ et anima aUribuibila un po' a I88.,eo di Stella un po' a Ugo di San Vitt.,re e altri), Nel Deunione ootporis at spiritus di Ugd (PL,221,285) .i parle della sublt.sione d1 ~n dat., sel.8ibile in un dato inteUeg1bUe OM oompie l'imaginaUoIn questa p1'l)spettiva rnlstioa l'illuminasiona dell. spirito e il ooneatenarsi dinamioo delle potensa e det~o tormatio ,"imaglnatiain questo processo 4i tormatio mis1;108 t.,rna an.,he in 13.,naventura (Itinemis)asensus,im.(.sannaUta.),raU." inteUe.,1;us,intel1igentia,apex DlI!InUa.L'im.interviene lIeUa tattura dell'inte11egibile,., ggetto dell'intelleetBs,mentre ~'!Dtelligentia oompletamante puritioata da legami sehlJibili oogUe l' intellaoUliile. La stess& dist!nsi.,ne adotta l3oesio.L'intellegibile e il mondo sansibile,DlI!Intre l'intalleotibile e Dio,le idee,la ~,1 primi priOoip1. Vadi C.,mm.in Isag.Potph.,I,3) Ugo di SanVitt.,re :t1I!Il Diduo.rias81UIII!I qua8ta pos1Bione.Gilbert., da la Porr4tricorda ohe iWinaU., e inteU,otu. d& m.,IU • .,n detti opini" 'e end fa Guglielmo di Con.,hes.L'iJ.!!!.gc) e t.,rma ma immerea neUa materia,n.,n t.,rma· pura. •TABELLA t'1 SCHEDA DI LEITURA ','.:" . Chenu,M.D. "Imaginat10 - N.,te de 1exioographie philo80phique~ MiAe11anea f.!eroaU ,Vatican",1946,p.593 '!'b.la-tant. (a) ~ f(II 1. .... ol>' 0 ___ _ ~"'--._.-J JilL 4S i.' [{.aa;;;:;:; ::::Ti?"1¥f'iF-~ .. ~~""", .f; :i II TABELLA 12 samDA DI LE'ITURA Chanu 2 Ed e eoooi Il 'lbllll1\aJJo I Per lui ill Ilooordoehoaomn gli arabi (-D&-v-er.,I4,1) l'imego II a rehenaio uidd tis simplioiB,'!Uae al1oAnomille formatio. dioitur (in 1 ~nt.,J9,5,1 ad 1). Me allora II III simple:r aoprehensiollal",,,ginatio traduoe 1 'llrabo ta,awor deriVato da ~ra1; (imPlagil1ehoh& vuole di.re anohe forma dill verbo !lawara (formare,f07~iare) anGhe~ dipi'lgere e cor.oepire. [~!o1to importMte,dll rivederell IIJ La \10'1"5 di A1'iAtotele divlene la !.2.rmntio,formare ill se stesai una ral'~reeentall'i2 ne della OOSIl. _ Pllr oui i'l ST (I SlInt,8,l,9) ,Primo C!uorl oadit in tnmginatione intelleotus est ells" Poi Aristotele 001 D& Allima introduce Ill. nota definill'ione di flllltasl".1Ia __ ~ per i medillvali fantasia st~ifir.ava sensus oA~~nin II imaginatio era Ia virtus oOtitativa. E' solo GundisaIv! ehe tenta d:l di'l'BIMnSue 00"'_n18_ virtu~ il!\aginl'tiVIl.-fllntaeia". [3he O&sinolo9ntrollare tutto~ CUriill",IDl"t Ioberi ... Th.gen ~pli"ohe Literaturllbd latetnisobe" Xittelalter.,Bem,PTanko,1948 in partiooIare o.I2,par.3 ' (J1'll.lI l1bro.Ki "orve Ora "010 pag.228 !endo • dimostrare ehe un oonootto di poosia in tutta la sua dignit1 ,OEIpaoit1 rivelativa,appretondiaento 40Ila VIIrit1,tu soonosoiuto agii soolastioi mentre tu vivo in D!mto e nei treoentisti [qui he ragione] • In Alberto JIagI10 per ."empio 11 IlM!to40 scientifioo (modU" definHionis,dtvi" ivua,oolleotivua) ai oppone a1 metodo ptetioo deIl~ibbia (storie,parabole, metators).Il modua poetious oome piu debole tra i mJai ~Ioaofioi rC'll qualoosa del geners in ST,andare II oontrollare IIIlJ . Infatti eooo ohe Curtiua rimanda a ST (1,1,9 ad 1) e aUa distinllions della poe"ia come infima doctrinal (vedi "ohede). La .dolaatica inaomma nOll ei ~. mai intersssata alIa pooUa e non he mai prodotto neslIUIla poetioa [ll vere per la soolaatioa,non per 11 MedioeveiJ e nesouna teoria dell'arte r non II vero JiIncomOdare1 a trame una eetetioa della Ietteratura. e delte arti plaBtiche ~ peroib aenlla senso e sen$a BOOpO. La oondanna II BaI10ita alIa n.l di pag.229fnL'uomo modemo sopravvaluta Bensa misura I'arte perohe egli ha perduto il Benso delle belle.Ba intellegibile ebe il neoplatonismo e il ME aveva ben ohiaro.SOro to amavi .Pulohritudo tam antiqua et talll nova,dioe Agootino a Dio (22!!f. ,X,21 ,38) .Qui oi parla/U ~ ~ "d m" e: 1B f <jv f111 1. .... .V...I Cul'tiu8 2 .... ~ un. bell•••• 4i ou1 l'e.tetioa non .a niente ~g1a,ma 11 problema ~ell. p.08012..1one del llello ~1vino agli es.er11J .Q1W1do la liIoolasUoa parla ~ell. Bell••••,.liIsa • penlilBta oome .Qn attributo di DiO.~ metafieioa d.l _Bello (ftd1 Plotino) • la t.or1a de11'arte non hanno nu1111. a die fare l'Qna oon l'.Ul'l'o" r. v.zoo... .1 inoofltrano aUl terreno neutra d1 Qna teoria 4.11. fo~r) ~AtteD'10ne,queatonon. oome B10ndo11110lSon oonos,08 o.rti t.lilti fi101ilo'101 41 raooordQ ma it uno ohe le oos. le ...n- oontutare oon rbP.tt0..J ;;a .~ o Ehrani I '.' r '~ Artioolo teoretioo,ma oontiene utili liIu~geationi. II aiatema tom,sta ai muove in Qn giooo d1 opposizioni ohe gli dA ~1ta. n-11'id•• primitiva diusere (dove 10 spirito e 11 reale ai inoontrano in UIj atto oonoeoiUvo ohe ta attingere que11a realta p'tima obe 11 rupera entrambi) ,ai tra80endentali vietiin mutua opposieienelidentitA • diversitA,unita e molteplioitA, oont1ngene. e neoessitA,essere e non eS8ere si fanno llnita.L'ellsere in rapporto atla intelligen•• oome esperien•• interiore e VeritA,in rapporto alln veritA oome appetibilitA este1"10re e }jontal"une notion synthetique oonoilb en elleoa~vers aapects et rivUe l'8trer,HaUf a 1a foia a l'intelligenoe et A la volonte,interieur et exterieur a l'espritro'est Ie Beau.A 1a simple oonnaissanoe 11 ajoute 1. oomplaiSlan08 et 1a joie,tout 00 mei1 ajoute .u bien Is conna1ssanoeril est 1a bonte du vrai,l. verit' du bie~J1a sp1endeur de tous 1es transoendentaux reunis - oitazione da Me.ritain" (I54~ ~ dimoatra.ione oontinua oon qU8sta linea ~i evilupnol TABFI.I.,\ 13 ScHEDA Dr LETI1JRA laro.A. ,,~ methode- 4;OPP08it1on .n ~hologi." levu. N'08001!et1que,t,I93I,P~I49 1b.Tom ~n Traeo(r) <!v CIl g.. B. ~ f') ~§ 0. Bss.re. ~~soendent.li 2.Alana10g1a oome composisione della moltep11citA nell'unitA !tto e poten.a [qui e vicinissimo alGrenet,o viceveraa~ Essere • ess.ne. -l .... ~ !-- " il Marc 2 .... ~ ).1 predioamentill'essllre nlllla miau1'8. in oui 10 attermiamo e - ef 10 attermialllO nella miBura in oui e Sostanzalindividuazione etc. La relazione Per l'oppos1zione e la composizione di tutti i cont1'8.ri s1 1'8.Sgiunge l'unita.Oio me era scandal0 per 11 pel1siero 10 oonduce pEtro' al siatellla • ~a Usars per alcune idee sui trasoendentali. vsdere anObs Ie idee julIa gioia e la oompiacenza' per il ~~itol0 sal1a visione 8statioa per oui pUloh1'8. dicuntur quae visa Place~ ~ ~g e: IB f Uno studio sulla l_ce e $ttll'ombra intese perb in sense tisioo. Senaa riterimenti alIa dottrina tomista. ])i neBSur1 intereBse per. me. TABELLA 14 SCHEDA OJ LETTURA Se~nd,.Josepb "SstMtique de la lumiers et de l'OlJlbre" Revue Thgmiste.4,1939,P.743 Th.Lux,Clar • (g) ~ f~l ."".-'"-""- C'_'" ~_ 77 _"SS: =-~'".:.. ~,~-:jj±iii~tiIi ,$l . "'-""";;;;:4"1&' .... ~ I 157 varie affermazioni a confronto, deve scaturire, nei ter· mini del pensiero studiato, quella risposta. L'autore forse non l'ha detto perche gli sembraV'a ovvio, 0 per~he - come nel caso di San Tommaso - non aveva mal trattato organicamente il problema estetico ma .ne parlava sempre per inCiso, dando la faccenda come pacifica. '. . Quindi avevo un problema. E nessuno degli auto~1 che leggevo mi aiutava a risolverlo (epp.ure se nella mla tesi c'era quaIcosa di originale era ~rop!1o q';lella domanda, con la tisposta che doveva ven1!1?-e fuorl~. ~ mentre rni aggiravo sconsolato a cercare ,te.stl che mi aluta~sero, un giomo su una bancarella a Parlgl ho trovato un libretto che mi aveva attirato, dapprima, per la sua bella rilegatura. Lo apro e trovO che e il ~bro eli; un ce~to abate Vallet, L'idee du Beau dans. la phtlosophte de Satnt T'homas d'Aquin (Louvain, 1887). Non l'avevo trovato in nessuna bibliografia. Era l'opera di un minore delL'Ottocento. Naturalmente 10 compero (e non costava neppure caro), mi metto a leggerlo e m~ rendo ~onto ~he l'abate Vallet era un poveretto, che rlpeteva Idee !1C~vute e non aveva scoperto nulla di nuovo. Se ho contlnuato a leggerlo non estato per "umilta sdentifica" ~non la conoscevo ancora, l'ho imparata leggendo quel libro, l'abate Vallet e stato n mio grande maestro), rna per pura ostinazione, e per ricuperare i solcli ~e avevo sp~so. Vado avanti e, a un ce~to pun~o, quaSI tra par~ntesl, detto probabilmente per dlsattenzlOne, senza che 1~bate si fosse reso conto della portata della sua affermazlOne, 'trovo un accenno alla teoria del giudizio in connessione h quella della bellezza. Illuminazione! Avevo trovato la "chiave! E me l'aveva fornita n povero abate Vallet. 'f.,l , quale era morto da cento anni, n.essuno si occupaya plU di lui, eppure aveva quaIcosa da lOsegnare a chi SI fosse rriesso ad ascoltarlo. Questa el'umilta scientifica. Cbiuuque puo inse~?ard qualcosa. Nragan slamO noi che siamo cos1 bravl cbe .~usciamo (£a~~r£tual.coM-~,~ '. ~..o-...di.Jloi. ~llyt~c...L£hLu9..n...SL~embr~_.ta!lt9- . bravo ha delle brayure.nasc9ste.. .Qan~()ra,chi..non.e braY..o_ ~F_~TIZi2i~~_=~ss~~e ..E~a'y~., I>e~ C.~i9:.,.!&.~Jagioni ..,S?llO,_ ':' tante.Il fatto eche Oisogna ascoltare con tlspetto chiun- 156 IV. Piano di lavoro e schedatura IV.2. Schede e llppunti IV.2.4. L'umilta scientifica Non lasciatevi impressionare dal titolo di questo paragrafo. Non si tratta di una disquisizione etica. Si tratta di metodi di lettura e schedatura. Avrete visto negli esempi di schede che ho fornito uno in cui io, giovane ricercatore, mi prendevo beffa di un autore liquidandolo in poche parole. Som> ancora convinto di nun aver avuto torto e in ogni casu me io potevo permettere perche lui aveva liquidato in diciotto righe un argomento cos1 importante. Ma si trattava di un caso limite. E in ogni caso l'ho schedato e ho tenuto conto della sua opinione. E questo non solo perche bisogna.- regis.trar.~te Ie opinioni espresse sul n~Q~ 1Q, m#anch~ perche rtQJ1e deiiit2liile-TrJee migli,ori .cL..JJ.tt!J.g~n() daglt ~~ mqggim:i... E adesso vi racconto la storia a;;n'aoate . et. Per capire bene la storia occorrerebbe che vi dicessi qu~e era ilpro!,lema della mia tesi e 10 scoglio interpretatlvo su CUl ml ero arenato da circa un anno. Siccome il problema non puC> interessare tutti, diciamo succintamente che per l'estetica contemporanea il momenta della percezione del bello e di solito un momento intuitivo ma in San Tommaso la categoria dell'intuizione non esi~ ste. Molti interpreti contemporanei si sono sforzati di ?im?s.trare .che egli in qualche modo aveva parlato' di U1tU1ZlOne, il che era fargli violenza. D'altra parte il momento della percezionedegli oggetti era in Tommaso cos1 rapi~q e ista?taneo che non spiegava il godimento delle qualita .estetlche, ch~ sono molto complesse, giochi di proporzlOne, rapport! tra l'essenza della cosa e il modo in cui essa organizza la materia, eccetera. La soluzione stava (e ci ~ono arrivato un mese prima di finite la tesi) nella scoptlre che la contemplazione estetica si poneva nell'atto, ben piu complesso, del giudizio. Ma San Tommaso 9uest? non 10 diceva a chiare lettere. Eppure dal modo 10 CUI parlava della contemplazione estetica non si poteva che arrivare a quella conclusione. Ma il fine cli una ricerca interpretativa espesso proprio questo: portare un autore a dire esplicitamente quello che non ha detto ma che non potre~be n~n. dire se gli si fosse posta la ·domanda. In' aIm termlOl: mostrare come, mettendo I -----7-.--a ----,• -------..---..-.- I s;rre, senza per questo esimerci daI pronunciare giudizi di v ore;' 0 daI sapere che quell'autore Ia pensa in modo molto diverso da noi, che ide010gicamente eIontanissimo da noi. Ma anche i1 piu :liero degli avversari puo suggerirci delle idee. Puo dipendere dal tempo, dalla stagione, daIl'ora del giorno. Forse Se avessi Ietto 1'abate Vallet un anno prima non avrei colto iI suggerimento. E chissa quanti piu abiIi di me l'avevano 1etto senza trovarci nulla di interessante. Ma da quell'episodio ho imparato che~ sip_v..uo!e.J!~L:~c~rca non b~?~E.~-'H~.Qt~z.?.f!r~J!e;5.s:m~ ~. P!:..pr~~c!p_~o:-g~esta-~ 9':!t!!1~. che: chlanlO_~mi1ta sClentl~orse e una denmzlOne 1pocma perche ceIa morroorgoglio, ma non ponetevi problemi morali: orgo- .~ glio 0 umilta che sia, praticateIa. '~; 158 IV. Piano di lavoro e schedatura V. LA STESURA V.l. A chi si parIa A chi si parIa scrivendo una tesi? AI relatore? A tutti gli studenti 0 studiosi che avranno occasione di consultarla in seguito? AI vasto pubblico dei non specializzati? La si deve pensare come un libro, che andra nelle mani di migliaia di persone, 0 come una comunicazione dotta a una accademia scientifica? Sono prob1emi importanti perche riguardano anzitutto 1a forma espositiva che darete al vostro 1avoro ma riguar. dana anche il livello di chiarezza interna che volete raggiungere. Eliminiamo subito un equivoco. Si crede che un testo divuIgativo, dove Ie coSe sono spiegate in modo che tutti Ie capiscano, richieda menoabiIita di una comunicazione scientifica specializzata che magari si esprime tutta per formule comprensibili a pochi privilegiati. Non edel tutto vero. Certo Ia scoperta dell'equazione di Einstein E=mc ha richiesto molto piu ingegno che non qualche brillante manuale di :liska. Pero di solito i testi che non spiegano con troppa affabiIita i termini che usano (e procedono per rapide strizzate d'occhio) Iasciano sospettare autori molto piu insicuri che non quelli in cui I'autore rende esplicito ogni riferimento e ogni passaggio. Se Ieggete i grandi scienziati 0 i grandi critici vedrete che, salvo poche eccezioni, sonG sempre chiarissimi enon. hanno vergogna di spiegare bene Ie cose. Diti~gliL.a.11ora che una tesi e un Iavoro che..per~ragionLoccasionali ediretto solo aI relatore 0 al correIatore, ···,_····· •. c;,._."..... .-. -...•...._~- ..- •.•..,.,.__-'-._.,>.,~ .~ _ ."!J"- ,- ~~"~.,,---&.. s_@J~_t~ _ _ J, _ .' : che ~presume -di -essere -letto-e consultato~da hi alU, anche da studiosi non direttamente versati in quella disciplina. Quindi in una tesi eli filosofia non sara certo necessario esordire spiegando cos'e 1a filosofia, ne in una tesi di vu1canologia spiegare cosa sono i vulcani, ma. immediatamente al di sotto di questo livello di ovvieta sara sempre bene fomire al lettore tutte Ie informazioni di cui abbisogna. ...AnzitU!tQ -11-d~finiscono_j .. t(?r.m.i..nLq&~_ ~L u§anQ,., a menD che non siano termini canonici e indiscussi della disciplina in oggetto. In una tesi di logica formale non dovro de.6.nire un termine come "implicazione" (ma in una tesi sulla implicazione stretta di Lewis dovro definire la differenza tra implicazione materiale e implicazione stretta). In una tesi di linguistica non dovro definire la nozione di fonema (ma dovro t'arlo se il soggetto della tesi e la definizione del fonema in Jakobson). PerC> in questa stessa tesi di lingu~stica se u~o .la p~rola "segn?" non sara male che 1a defimsca perche Sl da tl caso che 10 autori diversi si riferisca a entita diverse. Quindi, come regola generale: definire tutti i termini tecnici usati come categorie chiave del nostro discof'so. I~cQndo luogo non bisogna JiupporrecheJUettore Abbia fatto. illavoro che_abbiamoJattQ_!lQ!' Se abbiamo fatto tinatesi su Cavour epossibile che anche il lettore sappia chi e Cavour, ma se l'abbiamo fatta liU Felice Cavallotti non sara male ricordare, sia pure sobriamente, quando e vissuto, quando e nato e come e morto. Ho sott'occhio mebtre scrivo due tesi di una facolta di lettere, l'una su Giovan Battista Andreini e l'altra su Pierre Remond de Sainte-Albine. Sono pronto a giurare che mettendo insieme cento professori universitari, magari tutti di lettere e filosofia, solo una piccola percentuale avrebbe idee chiare su questi due autori minori. Ora la prima tesi comincia (male) con: Oggetto della nostra ricerca e un testo apparso in Francia neI 1747, scritto da un autore che ha lasciato ben poche altre traece di se, Pierre Remond de Sainte-Albine... 11 pianista Wittgenstein, che era fratello del noto filosofo che scrisseil Tractatus Logico-Pbilosopbicus che mold oggi ritengono il capolavoro della fiIosofia contemporanea, ebbe Ia ventura di aver scritto per lui da Ravel il concerto per Ia mann sinistra, dappoiche aveva perduto Ia destra in guerra. I 1 V.2. Come si parla 161 1 Vi rendete conto del disappunto di chiunque viene informato in modo tanto precilio sull'Allacci, che studio l'Andreini, e non sull'Andreini. Ma - puo dire l'autorel'Andreini el'eroe della mia tesi! Appunto, e se eil tuo eroe affrettati a renderlo familiare a chiunque apra la tua tesi, non fidarti del fatto che il relatore sa chi e. Tu non hai scritto una letteraprivata al relatore, tu hai potenzialmente scritto un libro indirizzato all'umanita. La seconda tesi, piu propriamente, iOOia con: dopo eli che si procede a spiegare di che testo si tratta e quale ela sua importanza. Questo mi pare un inizio corretto. So che Sainte-Albine viveva nel Settecento, e che, se ho idee scarse su di lui, sono giustificato per il fatto che aveva lasciato poche tracce. V.2. Come si parla Una volta che si e deciso a chi si scrive (all'umanita, non al relatore) bisogna decidere come si scrive. E questo .. e un problema molto difficile: se d fossero delle rego1e esaurienti, tutti saremmo grandi scrittori. Vi si puo raccomandare di riscrivere la tesi molte volte, 0 di scrivere altre cose prima di intraprendere la tesi, perche scrivere eanche questione di allenamento. In ogni caso sono posliibili alcuni consigli generalissimi. . Non siete Proust. :tion fate periodi 1un.ghi. Se vi ven- .,. gono, fateli, ma poi spezzateIi. Non abbiate paura a ripe.. tere due volte i1 soggetto, lasciate perdere troppi pronomi e subordinate. Non scrivete: 160 V. La stesura La storia degli studi Su Giovan Battista Andreini inizia con un elenco delle sue opere fatto da Leone Allacci, teologo ed erudito di origine greca (Chio 1586 - Roma 1669) che contribul alla storia del teatro... eccetera. scrivete caso mai: II pianista Wittgenstein era fratello del fiIosofo Ludwig. Siecome Non scrivete: Oppure Vol. Come si parla 163 tere troppe volte il nome, cosa a quanto Fllre sconsigliata dai manuali di bello scrivere) dicano "l'autore dei Promessi sposi". Ma l'autore dei Promessi sposi non e il personaggio biografico Manzoni nella sua totalita: tanto .e vero che in un certo contesto potremmo dire che vi e una differenza sensibile tra l'autore dei Promessi sposi e l'autore dell'Adelchi, anche se biograficamente e anagraficamente plirlmdo si tratta sempre del medesimo personaggio. Per cui io riscriverei il brano sopra citato cos],: Quando StOCkhausen parla di Itgruppi" rion ha in mente ne la serie di Schoenberg ne quella di Webem. Stockhausen, messo di fronte all'esigenza di non ripetere alcuna delle dodid note prima che la serie sia terminata, non accetterebbe. E la stessa nozione di ltcluster" che e strutturalmente pin spregiudicata di quella di serie. D'altra parte neppure Webern seguiva i rigidi prindpi di Schoenberg. Ora Stockhausen va ben oltre. E quanto a Webern occorre distinguere tra Ie varie fasi della sua opera. Anche Betio asserisce che non si puo pensare a Webem come a un serialista .dogmatico. Non siete e.e.cummings. Cummings era un poeta americano che si firmav'a con Ie iniziali minuscole. E natutalmente usava virgole e punti con molta parsimonia, spezzllva i versi, faceva insomma tutte quelle cose che un poeta d'avanguardia puC> fare e fa benissimo a fare. Ma voi non siete un poeta d'avmguardia. Neppure se Ia vostra tesi e sulla poesia d'avanguardia. Se fate una tesi ,sul Caravaggio mica vi mettete a dipingere? E allora se fate una tesi sullo stile dei futuristi non scrivete come un futurista. E una raccomandazione importmte perche 'molti oggi tendono a fare tesi "di rottura" in cui non vengono rispettate Ie regole del discorso critico. Ma il linguaggio della tesi e un metalinguaggib e doe un linguaggio che parla di altri linguaggi. Uno psichiatra che descrive dei malati di mente non si esprime cOme i malati di mente. Non dico che sia sbagliato esprimersi come i cosiddetti malati di mente. Voi potreste - e ragionevol' mente - essere convinti che essi sono i soli a esprimersi come si deve. Mll a questo punto avete due alternative: :0 non fate una tesi, e manifestate il vostro desiderio di 'rottura riliutmdo Ia Iaurea e mettendovi magari a suonare Ia chitarra; 0 fate Ia tesi, ma allora dovete spiegare 162 V. La stesura Per pillcere non scrivete, llnche se sembra piu "letterario": II pianista Wittgenstein era fratello del filosofo autore del celebre Traetatus. II pianista Wittgenstein aveva perduto la mana destra. Per questo' Ravel gli scrisse un concerto per la mano sinistra. Lo scrittore irlandese aveva rinundato alIa famiglia, alia patria e alia chiesa e tenne fede al suo proposito. Di esso non si puo dire che fosse scrittore impegnato anche se qUalcuno ha parlato nei suoi riguardi di propensioni fabiane e ltsocialiste". Quando scoppia la seconda guerra mondiale egli tende a ignorare deliberatamente iI dramma che sconvolse I'Europa ed era preoccupato unicamente dalla stesura della sua ultima opera. Scrivete caso mail Joyce aveva rinunciato alia famiglia, alia patria e alla chiesa. E tenne fede al suo propositb. Non si puo certo dire che Joyce fos. se scrittore ltimpegnato" anche se qualcuno ha voluto parlare di un Joyce fabiano e ltsocialista". Quando scoppia la seconda guerra mondiale Joyce tende a ignorare deliberatamente il dramma che sconvolge I'Europa. Joyce era preoceupato unicamente della stesura del Finnegans Wake. era mutilato della mano destra, Ravel scrisse per lui il Concerto per la mana sinistra. Quando Stockhausen parla di "gruppi" non ha in mente la serie di Schoenberg, e nemmeno quella di Webern. II musicista tedesco messo di fronte alIa esigenza di non ripetere alcuna delle dodid note prima che la serie sia terminata, non accetterebbe. E la nozione stessa di Itcluster" che e phI spregiudicata strutturalmente che non quella di serie. D'altra parte neppure Webern seguiva i rigidi principi dell'autore del Sopravvissuto di Varsavia. Ora l'autore di Mantra va ben oltre. E quanto al primo occorre distinguere tra Ie varie fasi della sua opera. Lo dice anche Berio: non si puo, ritenere questo autore come un serialista dogmatico. Vi accorgerete che a un certo punto non si sa piu dichi si parIa. E definire un llutore per mezzo di una delle sue opere non e logicamente corretto. E veroche i critici da poco per dire Manzoni (e per timore di ripe- .; ---...- ......-------~---_._ ..'-~... _- a tutti perche iI linguaggio dei malati di mente non e un linguaggio "cia pazzi", e per farlo dovete usare un metalinguaggio critico comprensibiIe a tutti. Lo pseudo poeta che fa una tesi in poesia e un poveretto (probabilmente un cattivo poeta). Da Dante a Eliot e da Eliot a Sanguineti i poeti di avanguardia, quando volevano parlare della loro pbesia, scrivevano in prosa e con chiarezza. E quando Marx voleva parlare degli operai non scriveva come un operaio dei suoi tempi, ma come un filosofo.· Quando poi scriveva con Engels il Manif~sto del 1848, usava uno stile giornalistico, spezzato, efficacissiino, provocatorio. Ma non e 10 stile del Capital~, che si rivolge agli economisti e ai politici. Non dite che Ill, violenza poetica vi "ditta dentro" e non potete sottomettervi aile esigenze del piatto e pedestre metalinguaggio della critica. Siete poeta? Non laureatevi, Montale non e laureato ed e un grandissimo poeta 10 stesso. Gadda (laureato in ingegneria) scriveva come scriveva, tutto dialettismi e rotture stilistiche, ma quando ha dovuto elaborare un decalogo per chi scriveva notizie aila radio ha steso un gustoso, acuto e piano ricettario per una prosa chiara e comprensibile a tutti. E quando Montale scrive unarticolo critico fa in modo che tutti 10 capiscano, anche coloro che non capiscono Ie sue poesie. Andat~ SQJ!.eDt.~..a~ca:p(). Quando e necessario, quando iI respito del testo 10 esige, ma piu spesso potete andare meglio e. Scriv~te tutto qu~Lck.e..Jd.i""pas.s.a-p~r...Ja....te.stl.4..tna-Golo i1l..1!.rtma stesu~Q1lQ vi ag;Q.rgerete_c;heJ.:enfasi...Yl ha preso:llunalio e vi ha ailontanato dal centro del vostto argomento. Allora tosUereteJe{>arci..par@t.etic1}e~Je..div.ag.. azi9..ni...~k1D~eteJn..nota-o ..in-appendice (vedi). La tesi serve a dimostrare una ipotesi che avrete elaborato ail'inizio, non a mosttare che voi sapete tutto. Usate il relatore com~ia. Dovete fare in modo che il"te1atore legg;{i primi capitoli (e poi man mana tutto il resto) con molto anticipo sulla consegna dell'elaborato. Le sue reazioni potranno servirvi. Se-H~'rei1itore--e ~(o pi¥.ro~usa:e un._amico.S?~-:rollate se..qu~c: p.no..sap-lsceqUe116 chescpv~t~!. Non glOcate- al gerno solitario:-:-'-- '--" .. Versione figurata - Non siamo convinti che il Krasnapol$ky sia il piu acuta degli interpreti del DanielL Nel leggere iI suo autore egli . da I'impressione di forzargli la mano. A proposito del verso "e a :sera mirar Ie nuvole", il Ritz 10 intende come una normale annatazione paesaggistica, mentre iI Krasnapolsky preme suI pedale simbolico e vi vede una aIlusione all'attivita poetica. Non e che iI Ritz sia un prodigio di penetrazione critica IDa anche iI Krasnapolsky va presQ con Ie molle. Come osserva 10 Hilton, se iI Ritz sembra un volantino turistico il Krasnapolsky sembra un sermone quaresimale: due modelli di perfezione critica. 1 I 1" V:2.. Come si parla 165 Non ostinatevi a inizia.re col primo capitolo. Magari sietepmpreparatCe-documentati-sUl"capitolo quattro. Cominciate di n, con la scioltezza di chi ha gia messo a posta i capitoli precedenti. Prenderete coraggio. Naturalmente dovete avere un'ancora e qu@aedatadail'indice come ipotesi che vi guida sin dail'inizio (v. IV.I.). l.i2.n_!!.sat~ ..puntjni .. diJospensione,puntiesclamativi, nQf/;Spie.gate..Je.. iro.1;tie. Si puo parlare un linguaggio assolutamente refer~nziale 0 un linguaggio figurato. Per linguaggio referenziale intendo un linguaggio in cui tutte Ie cose vengono chiamate colloro nome piu comune, quello .riconosciuto da tutti, che non si presta a equivoci. "n ,treno Venezia-Milano" indica in modo referenziale quello Che "La freccia della laguna" indica in modo figurato. Ma questo esempio vi dice che anche in una comunicazione "quotidiana" si puo usare un linguaggio parzialmente figurato. Un saggio critico, un testo scientifico, dovrebbero essere auspicabilmente scritti in linguaggio 'referenziale (con tutti i termini ben definiti e univoci), ma puo anche essere utile usare una metafora, una ironia, una litote. Ecco un testo referenziale seguito daila sua Jrascrizione in termini sopportabilmente figurati: Versione referenziale - 11 Krasnapolsky non e un interprete molto Ilcuto dell'opera del DanielL La sua interpretazione trae daI testo dell'autore cose che l'autore probabilmente non intendeva dire. A proposito del verso "e a sera mirar Ie nuvole", iI Ritz 10 intende come una normale annotazione paesaggistica, mentre il Krasnapolsky vi vede una espressione simbolica che allude all'at· ,tivita poetica. Non ci si deve fidare dell'aeume critico del Ritz, . -rna nello ste$SO modo si deve diffidare del Krasnapol$ky. 10 Hilton .0sserva che "se iI Ritz sembra un volantino turistico, iI Krasnapolsky sembra un sermone quaresimaIe." E aggiunge: "Davvero, due critici perfetti." 164 V. La stesura 166 V. La stesura V.2. Come si par1a 167 Avrete visto che la versione figurata usa vari artifici retorici. Anzitutto la Zitote: dire che non si e convinti· che colm e un interprete acuto vuole dire che si e convinti che colm non eun interprete acuto. Poi ci sono Ie metafore: forzare la mano, premere suI pedale simboUco. Ancora, dire che il Ritz non eun prodigio di penetrazione significa che eun modesto interprete (Zitote). II ricmamo al volantino turistico e al sermone quareshnale sono due similitudini, mentre l'osservazione che i due autori siano critici perfetti e un esempio di ironia: si dice urta cosa per significare il suo contrario. ~c:..!@re.te.to.riche.. o_si.usano.. 0.J1Q.n sL~~~ si usanoe. perche si presume che il I!0stro lettore.~.ia. in 'if~ao.dLc..oglie~I~, ~... Rerche. sf. ri~ieneche.J'argomento_~ .appaia in talmoao piu incisivo e cQnvincente.. A1lorlLn01L bisogna vergognarsi -e-no:ii-bisog~a Jpiegar.fe,...Se..sLritiene che_iLnost!O~Jettore..-sia...LUl.jdiota, non si usino figure retoriche, ma usarl~._~P:i~ganci91~_Sig:tilliC~Cda]:e jlell'i$..ota. a.UettOI~~ II quale si vendica dando dell'idiota all'autore. Ecco pertanto come uno scrivente timido interverrebbe a neutralizzare e scusare Ie figure che usa: Versione jigurata con riserva - Non siamo convinti che i1 Krasnapolsky sia il... pili acuto degli interpreti del Daniell. Nel 1eggere il suo autote egIi da I'impressione di... forzargli 1a mano. A proposito del verso lie a sera mirar Ie nuvole", il Ritz 10 intende come una normale annotazione "paesaggistica", mentte il Krasnapo1sky preme il... pedale simbollco e vi vede l'al1usione alI'attivita poetica. Non e che il Ritz sia un... prodigio di interpretazione critica rna anche il Krasnapolsky va preso... con Ie molle! Come osserva 10 Hilton se il Ritz sembra un... volantino turistico, il Krasnapolsky sembra un... sermone quaresimale, e Ii definlsce (rna ironicamente!) due modelli di perfezione critica. Ora perc, scherzi a parte, ... eccetera. Sono convinto che nessuno sia cosl intellettualmente piccolo borghese da elaborare un brano tanto intessuto di timidezze e sorrisetti di scusa. Ho esagerato (e questa volta io to dieo perche e didatticamente importante che la parodia sia colta come tale). Ma questo terzo brano contiene in modo condensato molti cattivi vezzi dello scrittore dilettante. Anzitutto 1'uso dei puntini di sospensione per avvertire "attenti che ora Ia dico grossa!". Puerile. UU1l:tini di sospensione sLl.1sano solo come vedremo nel corPo dCUna citazione per segnare i brani che sono ~tatC omessi,.:e" aLmassima...alla. :fiDe.di-un~periodo-per-indicare che..un.elc::p.cQ I19n_~_~~!WnalQ,.J;_h~ ci s],reb.ko...ancora altt~~~Q~~_9~..~f~.:~!P_s~so~do .I~()g~ Iu_s2 .g.e.L1W.t!..tQ3.J.~lgt!! Ezvo per enratlzzare un af!ermazlOne. Sta male, almeno in un saggio ~critico:-Se andate a conirOII'are"suI libro che state leggendo vi accorgerete che io una volta 0 due ho usato urt punto esclamativo. Una volta 0 due e concesso, se si tratta di far sobbalzare il letiore sulIa sedia, di sottolineargli una affermazione molto vigorosa del tipo: "attenzione, non commettete mai questo errore!" Ma e buona regola parlare a bassa voce. Se direte cose importanti fara piu effetto. In terzo luogo l'autore del terzo brano si scusa di usare ironie (anche se di altri) e Ie sot· tolinea. Certo se vi pare che I'ironia dello Hilton sia trop· po sottile potete scrivere: "Lo Hilton afferma con sottile ironia che siamo in presenza di due critici perfetti." Ma l'ironia deve essere davvero sottile. Nel caso citato, dopo che Hilton ha parlato di volantino turistico e sermone quaresitnale, l'ironia era ormai evidente· e non valeva la pena di spiegarla a chiare lettere. 10 stesso valga per 10 "scherzi a parte". Talora puc essere utile per cambiare bruscamente il tone del discorso, ma occorre che abbiate veramente scherzato. Nel caso in esame stavate ironiz· zando e metaforizzando e questi non sono scherzi, sono artifici retorici serissitni. Potrete osservare che in questo mio libro io ho alme· no due volte espresso un paradosso e poi ho avvertito che si trattava di un paradosso. Ma nun l'ho fatto perche pensavo che non aveste capito. L'ho fatto al contrario perche temevo che aveste capito troppo, e quindi riteneste che non bisognava fidarsi di quel paradosso. Pertanto insistevo che, malgrado la forma paradossale, la mia af· fermazione conteneva una verita ·importante. E ho chiao rito bene Ie cose perche questo eun libro didattico, in cui piu che del bello stile mi preoccupo che tutti capiscano que! che vogUo dire. Se avessi scritto un sagglo avrei enunciato il paradosso senza poi denunciarlo. D.~fi1'!i{~ sempre un termine quando to introducete per ~". lac p-rima votia:"se"fiO"n sapeteclefinirlo-e'\l"i:farelo:-see uno ~'" •. --:., .•:._........_..:•.~ ._~. '•.•._.__ . . ;0 dei termini principall della vostra tesi e non riuscite a definirlo piantate II tutto. Avete sbagliato tesi (0 me· stiere). Non spi~.2!!!.e dov?: Roma senza poi spiegare dov'e Timbuetu.""Fa"venire i brividi leggere tesi con frasi' del genere: "II filosofo panteista ebreo-olandese Spinoza e state definito dal Guzzo...". Alt! 0 state facendo una tesi su Spinoza e allora il vostro lettore sa chi eSpinoza e gli avrete anche gia detto che Augusto Guzzo ha scritto un libro su di lui. 0 state citando occasionalmente questa af· fermazione in una tesi sulla fisica nucleare e allora non dovete presumere che illettore non sappia chi e Sp~oza ma sappia invece chi eGuzzo. 0 ancora fate una tesl suIla filosofia post·gentiliana in Italla, e tutti sapranno chi e Guzzo ma allora sapranno anche c:hi eSpinoza. Non dite, nemmeno in una tesi di storia, ·'T. S. Eliot, un poeta in· glese" (a parte il fatto ch.e era nato in America). Si da per scontato che T. S. Eliot sia universalmente noto. Tut· t'al piu, se volettl sottolineare che e state proprio un poeta inglese a dire quella tal cosa direte ~'e stato un poeta inglese, Eliot, a dire che...". Ma se fate una tesi su Eliot abbiate tunillta.dLfatnir.e .tutti...i ~dati ..s.e nno-one! t~tQ.,_~enQjp.una nota subito all'inizio siate COS1 onesti e precisi da c01).densare in dieci righe tutti i dati. b~o. grafici necessari. Non edetto che illettore, per speCla1izzato che sia, ricordi a memoria quando Elio~ e nato. A maggior ragione quando fate un lavoro su di ul?- aut~re minoredi secoli passati. Non presumete che tutti s.ap~· no chi sia. Dite subito chi era, come si colloca e COS1 VIa. ]\;fa anche se l'aut<:lft 10sseMoliere, .cosa..ri_cQ§.ta-mettere una...n~tami.due..date? Non si sa maio ..I2. 0 noi? Nella tesi si deve introdurre Ie proprie opi· nioni in prima persona? Si deve dire "io pense che..."? Alcuni pensano che sia piu onesto fare COS1 invece di usa· re il noi ma;estatis. Non direi. Si dice "noi" perche si presume che quello che si afferma possa e§sere condiviso dai lettori. Scrivere e un atto sociale: io scrivo aflinche tu che leggi accetti quello che io ti propongo. Al massimo si puo cercare di evitare pronomi personali ricorren· do a es,nressioni piu 4Pper§Q,nali come: "si deve dunque conchidere che, pare allora assodato che, si dovrebbe a questo punto dire, e pensabile che, se ne inferisce per. tanto che, a esaminare questo testa si vede che" eccetera. Non e necessario dire "l'articolo che ho citato in prec:edenza" e nemmeno "l'articolo che abbiamo citato in pre. cedenza" quando basta scrivere "1'articolo precedentemen. te citato". Ma direi che si puo scrivere ·'l'articoio precedentemente citato ci dimostra che" perche espressioni del genere non implicano alcuna personalizzazione del discor. so scientifico. ...Np.!!.J!tsate mall'artieolo dqpt1c1JtLglJJ:(J1'!LLPT:.qpriO., Non c'e alcuna ragione Clfdfre' 1'il Manzoni" 0 "10 Stendhal" o"il Pascoli". In ogni caso sa di vecchio. Vi im· maginate un giornale che scriva "il Berlinguer" e "il Leone" se non per fare dell'ironia? Non vedo perc:he non si possa scrivere "come dice De Sanctis...". ..QJ:l.~,~ce.zio!1i:._guando il nome propri(~Jl:!~ca_un~cele- bxLJ:! lanuale, un'operia.rc6tistil£aiione~·0.l!ILdizionario ("secondo 10 Zingarelli,come dice il-Wch-ee Martin"), e quando in unarassegna critica si citano studiosi minori o poco noti ("annotano al riguardo il Caprazzoppa e il Bellotti-Bon"), ma anche questo fa gia sorridere e ricorda Ie false citazioni di Giovanni Mosca, e sarebbe meglio dire "come annota Romualdo Caprazzoppa" facendo seguire in nota il riferimento bibliografico. .No.n...ii4liav.izzajcr.n<!:LL.1J.9m,i....di~baUe.simo..,degli.,stra. wed .certi testi dicono "Gian Paolo Sartre" 0 ·'Ludovico Wittgenstein" e la cosa eridicola. Vi immaginate un giornale che scrive '~'Enrico Kissinger" 0 "Valerio Giscard d'Estaing"? E vi piacerebbe se un libro spagnolo scrivesse ""Benito Croce"? Eppure i nostri libri di filosofia per i licei riportano ·'Benedetto SpinQza" invece di ~'Baruch Spinoza". Gli israeliani dovranno scrivere "Baruch Croce"? Naturalmente (vedi sotto) se usate Bacone invece di Bacon direte Francesco invece di Francis. Sono consentite eccezioni, prima fra tutte quella che concerne nomi greci e latini, Piatone, Virgilio, Orazio... ~;.~t.u...c.og.nomi-:ftranieri-s-{)lrrin-ca~o·-di"tradi. ~e.sta.ta. Sono ammessi Lutero, Cartesio, MeIan· tone, in un contesto normale. Maometto va sempre bene, salvo che per una tesi in filologia araba. Se pero itallaniz· zate il cognome italianizzate anche il nome: Ruggero Ba· V.2. Come: 8i parla 169 .......... - 168 V. La stesura cone e Tommaso Moro. Ma si sperache in una tesi specifi. ca usiate Thomas Moore. V..3. Le citazioni VJ.L Quando e come si cita: dieci regole U9li1o in una te§j....§iS!.tafl.QjJ:lQlt:iJ~~ti,~!t~1JJ.J~~to . oggetto de .yoS!ro .Iavoro,... ov:vero.. la fonte .primaria,. e 'Ii ". ' feiteraiilii crltica in argomento, ovvero.leJontLsecon- J' ' ... ,., .. ' .... ~ane. Quindi Ie citazioni. sono praticamente di due tipi: (a) s~#a UQ. ~o su cui p-Q!.sLs.Um:!:!!J:t1ene...interpreta.tl.va"", mep..t~ .(0) sl cita..un..testo..a. sostegno...della. propria.. interpretazione. . ~ .. ' E difficile. dire se si debba citare con abbondanza 0 con parsimonia. Dipende dal tipo di tesi. Una analisi critica di uno scrittore richiede ovviamente che Iarghi brani della sua opera siano riportati e analizzati. In altri casi Ia citazione puo essere una manifestazione di pigrizia, in quanto il candidato non vuole 0 non e capace di riassumere una certa serie di dati e preferisce Iasciarlo fare da qualcun altro. P.i.~tg~rtanto die~i regole pe.r la ~ta.z~one. . (Reg~~a;1- - I ~anLoggetto""?i.. analis1-1nterpretat1va vantlo~co.n.J'..al5!.(me.voie amplezza. Q..~go!-4'2'- I testi, dellile~~iaiUra critica vanno citati solo quando con Ia loro autorl,tacorroborlUlQJ)'Y;v:ero~QJ;l; fl':lt'.:t:r:lano.. una.nost.ra affermazione. Queste due regole implicano alcuni ovvii corollari. Anzitutto se il brano da analizzare supera Ia mezZa pagina, cio significa che qualcosa non funziona: 0 avete ritagliato una unita di analisi troppo vasta, e quindi non ce Ia farete a commentarla punto per punto, oppure non state parlando di un brano ma di un testo intero e quindi piu che fare una analisi state pronunciando un giudizio globale. In questi casi, s~sto eim.portante..ma",tr.oppo lungo ..meglio.. riportarlo.. per....e?cesO]tJ.~pp,e.1Jd,if! e cl!.~e _1!~~.cl?rso. dei .yost1CLc~p'itolLsolo-.brevi...periodi. In secondo luogo, n$!sh.are. .IaJ~!.te!"at~t'acritica.cIq. v...e.t~)~sseresicurLche .Ia citazione dica qualc()sa .di .nuovo Q~che.confermi. quel che avete -detio in mOdo autotevole. Ecco per esempio due" cit~zioni inutili:' ' .' . 171 Cosa c'e di sbagliato 0 di ingenue in queste due cita· zioni? Anzitutto che Ie comunicazioni di massa siano un fenomeno centrale del nostro tempo e una ovvieta che chiunque potrebbe avere detto. Non siesdude che I'abbia detta anche McLuhan (non sono neppure andato a controllare e ho inventato Ia citazione), ma nQP e necessario li~!lt$~~autor~a di~s:::no P~~2,str~re SE,alcosa dLc.osLevl(feme. ifiSeconao luogo e possl6i!e die If <fatc) che riportiamo in seguito sull'ascoIto teIevisivo sia esatto, ma il Savoy non costituisce autotita (e un nome che mi sono inventato, un equivalente di Pinco Pallino), Avreste dovuto, citare piuttosto una ricerca socioIogica firmata da ~mdi.q~fiiofi:eJnsQ,spettabili, dei dati dell'istituto centrale eli statistica, i risultati di una vostra inchiesta confortati da tabelle in appendice. Piuttosto che citare un Savoy qualsiasi era meglio che aveste detto "si puo tranquilIa111e!: ltl;~esumere che duepersone su tre eccetera", ~gola '~- La...~Q.!g~io}1~ .p'~es~!De che si condivida Videa dell'8.Utoredtato a··mena- che ifSrano,·non"sia' pre-" cedut~..~ !?~!to~da espressionLcritiche. , ~~ora 4~~ Di-ogni' ci~a2;ione .geYO!1Q, e,~,sexe~hiaramente,' riconoscibili l'autore e Ia fonte a stampa 0 manoscritta:- Q@s'io'riconosCiniento'pub"avvenire in vari modi: a) cQI.L.esP..Qjj.§1~fnvi.OfrirlOta, specie··quando- si tratta -di autore nominata per TapriIDa volta; b) c,Q!L!1£~t;:. dell'autore_e...data...di pubblicazioD.e-.deIl'opera, tra,parentesi,...dopoJa_.citazio.oe (vedere per questo VA..3.); c) c~ sempli~e_p~!_en!~sLs.~J!QQ.rt!.iLnul1l~9._ della J2~gl1.:~}::t!:lll!W<D}.1tto .. iLcapitol.Q._Q,.,.tutta:ra:tesLvet:tono..sulla_ stessaopera_<i~llQ ..~1.~~Q.allt9re. Vedete pertanto aHa tabella:, 15 come potrebbe strutturarsi una pagina di tesi dal titoIo It problema dell'epifania nel "Portrait" di James Joyce: dove l'opera su cui verte Ia tesi, una volta che e stata definita I'edizione a cui ci si riferisce e una volta che e 'stato deciso di usare per ragioni di comodita Ia traduzione italiana di Cesare Pavese, viene citata con nu- V.3. Le citazioni Le comunicazioni di massa costituiscono, come dice McLuhan, "uno dei fenomeni centrali del nostro tempo". Non bisogna dimenticare che, solo nel nOstro paese, secondo n Savoy, due individui su tre passano un terzo della giornata davanti al televisore 170 V. La stesura 172 V. La stesura V.3. Le citazioni 173 I mere eli pagina tra parentesi nel testo, mentre la letteratura critica viene citata in nota. ~;1~;-aI~e dtazi?ni di 0nu-p~i~anno.~attt po· £ereru:losi~one..crlt1ca;nan'edizlone: piu ac:creeli~ sconsigliabile in una tesi su aIZiiC'Cttare Ie pagme 'edizione Livre de Poche, si ricorra almeno alPopera omnia della PIeiade. Per autori antichi e classici in genere basta dtare paragrafi, capitoli, versetti a seconda degli usi correnti (veeli III.2.3.). Pet autori contemporanei citare possibilmente, se vi sono piu edizioni,. 0 dalla prima 0 dall'ultima riveduta e corretta, secondo i casi. Si dta dalla prima se Ie seguenti sono mereristampe, dall'ultima se questa contiene revisioni, aggiunte, aggiornamenti. In ogni caso specificare che esiste una prima e una· n-esima edizione e chiarire da quale si dta (vedi per quest~; 2~!. e ~- Quanoo-si-studill-un...autQre-s.ttanietQJe dtazioni__evono essete..Dcll.aJingua...o~. Questa regola etassativa se si tratta di opere letterarie. In tali casi p~-pju-o--trRffiO'i:itiJ.efure-seguire tra parentesi.oJo -OQta la traduzio.ve. 'Attenetevi per questo aUe inelicazioni del relatore. Sesi tratta eli un autore di cui non anaHzzate 10 stile letterario, ma per cui l'esatta espressione del pensiero, in tutte Ie sue sfumature linguistiche, ha un certo peso (per esempio nel commento dei brani di un filosofo), e bene lavorare suI testa straniero originale, ma in tal caso e altamente consigliabile aggiungere tra parentesi 0 in nota la traduzione, perche questa costituisce anche esercizio interpretativo da parte vostra. Infine se si dta un autore straniero ma semplicemente per trarne una informazione, dei dati statistid 0 storid, un giudizio generale, si puC> anche usare soltanto una buona traduzione italiana o adelirittura tradurre il brano, per non sottoporre illettore a salti continui da lingua a lingua. Basta dtare bene il titolo originale e chiarire quale traduzione si usa. Infine puC> accadere che si parli eli un autore straniero, che questo autore sia un poeta 0 un n::trratore, ma che i suoi testi siano esammati non tanto per il 101'0 stile quanto per Ie idee filosofiche che contengono. In questi casi si puC> anche deddere, se Ie dtazioni sono molte e continue, di rifarsi a una buona traduzione per rendere piu fluido il eliscorso, semplicem.ente inserendo dei brevi brani in ori- . ginale quando si vuole sottolineare l'uso rivelatore di una certa parola. E questo il caso dell'esempio su Joyce che diamo alla tabella 15. Vedi anche il punto (c:) della regola 4. ~~ - .ILri~do all'autor:..-=- a1!:opera deve e~ser~ r:.q,. Per caplte que! c:he stlamo Oicendo-valga-il seguente esempio (sbagliato): Siamo d'accordo con Vasquez quando sostiene che uil problema in esame elungi dall'essere risolto'" e, malgrado la nota opinione del Braun2 per cui "la luce e stata definitivamente fatta su questa annosa questione", riteniamo col nostro autore che "molta strada eancora da percorrere prima che si sia raggiunto uno stadio di conoscenza soddisfacente". La prima dtazione ecertamente eli Vasquez e la seconda di Braun, ma la terza e veramente di Vasquez, come il contesto lascerebbe supporre? E visto che alla nota 1 abbiamo riferito la prim::t dtazione di V::tsquez alla pagina 160 della sua opera dobbiamo supporre che anche la terza citazione venga dalla medesima pagin::t dello stesso libro? E se la terza citazione fosse di Braun? Ecco come 10 stesso brano avrebbe dovuto essere redatto: Siamo d'accordo con Vasquez quando sostiene che "il problema in esame e lungi dall'essere risolto",' e malgrado la nota opinione del Braun per cui "la luce e stata definitivamente fatta su questa annosa questione"', riteniamo col nostro autore che "molta strada e ancora da percorrere prima che si sia raggiunto uno stadio di d>noscenza soddisfacente."5 I Notate che alla nota 5 abbiamo messo: Vasquez, op. . •cit., p. 161. Se la frase fosse stata sempre a pagina 160 , avremmo anche potuto mettere: Vasquez, ibidem. Guai perC> se avessimo meso "ibidem" senza specificare "Va- I Roberto VasqUeli:, Fuzzy Com:epts, London, Faber, 1976, p. 160. 2 Richard Braun, Logik und Erkenntnis, Miinchen, Fink, 1968, p . .345. 3 Roberto Vasqueli:, Fuzzy Concepts, London, Faber, 1976, p. 160. • Richard Braun, Logik und Erkenntnis, Miinchen, Fink, 1968. 5 Vasquez, op. cit., p. 161. isquez". Cic avrebbe significato che la Erase si trova a . pag. 345 dellibro di Braun appena citato. "ibidem" pertanto S.l1-:5;'l~lUca "nelol Messo 1J.lQg'S"l. e Sl pu~o usare so10 quando si vuole ripetere pare para la citazione della nota precedente. Perc se nel testo, invece di dire "riteniamo col nostro autore", avessimo detto "riteniamo con Vasquez" e avessimo voluto riferici ancora alla pagina 160, avremmo potuto usare in nota un semplice "ibidem". A un solo patto: che del Vasquez e della sua opera si fosse parlato qualche riga prima 0 almeno nell'ambito della stessa pagina, 0 non piu di due note prima. Se il Vasquez era apparso invece dieci pagine prima, molto meglio ripetere in nota l'indicazione per intero, 0 al minim9~ uez, op. cit., p. 160". Eegofi3J- Quando una citazione non supera Ie due o tte ngRe si puc inserire nel corpo del capoverso tra virgolette doppie, come faccio ora citando da Campbell e Ballou i quali dicono che "le ..Otazioni dirette che non supetanQ.uuJ.:.e righe..da.ttilos.critte..}'a~nq_i~c;c;hiusej!~ ...~.-' doppie-V'i1:go1~~qgSLE.el...!.~."1 Qg.anciQj~ ci~~ zio~'leCe-.piu lunga e meg.~te.tI.a...a...l:tM.zio semptife. t..ient!flJp (se la tesi ebattuta a spazio tre aI10ra la citazione puC> stare a spazio due). In guesto caso_Qon sono ne.cessarie Ie virgolette perche deve essere_~1lliiQ...Che_mffi. LbrJmrffifrat1 a s~plice sana cit;azioni e ci si deve impegnare a non usare 10 stesso sistema per nostIe osservazioni 0 svolgimenti secondari (che andranno invece in nota). Ecco un esempio di doppia citazione rientrata: 2 Se una citazione diretta e piu lunga di tre righe dattiloscritte essa eposta fuori del testo in un paragrafo 0 in vari paragrafi a se, a spazio uno... La suddivisione in paragrafi della fonte originale deve essere mantenuta nella citazione. I capoversi che si susseguo- I W.G. Campbell e S.V. Ballou, Form and Style, Boston, Houghton Mifflin, 1974, p. 40. 2 Siccome quella che state leggendo e una pagina a stampa (e non dattiloscritta) invece di uno spazio minore si usa un corpo tipografico minore (che la macchina per scrivere non hal. L'evidenm del corpo minore e tale che, nel resto del libro, vedete che non e stato neppure necessario rientrare ed e bastato isolare iI b1o<:co in corpo minoredandogii una riga di spazio sopra e sotto. Qui si e rientrato solo per ribadire 1'utilid di questO mifido nella pagina dattiloscritta. " ,j 1 I ,'j' V,J. Le citazioni 175 I Campbell e Ballou, op. cit., p. 40. 2 P.G. Perrin, An Index to English. 4" ed., Chicago, Scott. Foresman: and Co., 1959, p. 338. All'interno della citazione... possono verificarsi aicuni problemi... Qualora si ometta di riportare una parte del testo, se ne dara un segno inserendo tre punti fra, parentesi quadre [noi abbiamo invece suggerito tre punti semplicemente senza Ie parentesil ... QuaIora invete si'aggiunga una parola per In comprensione del testo riportato, la si inserira tra parentesi angolari [non dimentichiamo che no direttamente nella fonte rimangono seplUati da un solo spazio, cosi come Ie varie riMe del paragrafo. I paragrafi che sono citati da due fonti diverse e che non sono separati da un testo di commento devono essere separati da uno spazio doppio.1 La rientranza e usata per indicare Ie citazioni, specie in una stesura che implica numerose citazioni di quaIche lun- . ghezza... Non si usarto virgolette.2 uesto metodo e mol!9~c;pmodo..perche-mette-inn:nediatamente sotto gII occhLL~.~# <;.i.tl!!i, consente di saltarli se-ta-reltUl'aeTfasversale, di soffermarsi esclusivamente su di essi se illettore epiu interessato ai testi citati che al nostro commento, e consente inflne di ritrovarH inunediatat:!! eD:t~uando Ii si cerca per ragioni di consultaZione. (~ Le~eveoo-essere-feJel+. Primo, si cfe'Ve-tnrscrivere Ie parole COS1 come sono (e a tale scopo esempre bene, dopo la stesura della tesi andare a ricontrollare Ie citazioni sull'originale, perche nel ricopiarle a mana 0 a macchina si puc essere incorsi in errod 0 omissioni). Secondo n<2.!1-SLc:b:onQ...elimjna~_l?arti del testo s~~a!~lo: ~le Jegnalazioni!! di ·el1issi-.viene.,att1.la~a mediante-rinserzione. di tre puntini di s9sp.ensione in cor.r1$ pOriaenZa-delli :f)lirte-tiarasCiata.· Terzo, .nop:sr-devono ~terJ2Ql:aziom~e:'ognLno~!ig._commemQ.,.cQ.iliritpe!!t.o, s:eecITiCazio~, d~v(u~pparir.~jn parentesi qttadre..oatLan.~~ .go1O..::K:nclie.Je::.sottolineature- che non.-sono..de1tautore Jna nostre devono essere segnalate. Ecco un esempio: nel t~lfai:o'i:ral'arfrovengono'fornite regale leggermente diverse da quelle che io uso per interpolarlo; ma questo serve a capire anche come i criteripossano essere di diverso. ripo, purche la loro adozione sia costante e coerente: " 174 V. La stesura 7.-- I I R. Campagnoli e A.V. Borsari, Guida alia tesi di laurea in lingua (' letteratura francese, Bologna, Patron, 1971, p. 32. V.3. Le citazioni 177 ~om.enja!!l,9....una ,~r!~"poco,jmportante,..., 1!t;Uissi-deveseguire Ia punteggiatura aella .parte COJ!lpleta...Se"omettlamouna parte cen· trale.•., I'eIlissi·precede Ie vlrgole. De Ia musique avant toutt' chose In questi casi direi che non enecessario sottolin.eare il verso anche se si tratta di £rase in lingua stramera. E quando saremo sposati, sara ben felice con teo Arno tanto la mia Rosie O'Grady e Ia mia Rosie O'Grady ama me. Ugwllmente .pr.ocederete-se..·avete·a-ehe-£ar.e..con....un sqlo verso che dovra costituire oggetto di J:!!!Uunga...analis. Lsuccessiv.a.. comese voleste' trarre gli elementi fondamentali della poetica di Verlaine dal verso tempo). In questi casi estremi e sempre buona norma, dopa aver dato forma definitiva alia dtazione, comunicarla per lettera all'autore e ottenerne una lettera di risposta in cui egli dica che si riconosce nelle idee che gli avete attribuito e che vi autorizza a usare 1a dtazione. Se si trattasse di una informazione enormemente importante e inedita (una nuova formula, il risultato di una ricerca ancora segreta2.h-t~t~J~ene~a...porrejp_al'pendice alia t~} copJ.a.. <:l~nU~U~Fa. di,,:l!.u.!q,ti?z~zi,me.:A' patto-na19: t;i\1iiiente.. Che J'autClre. dell.'mformm.one _Sla-una-nota au;:orit.Uliemifica,-eenon ·unpincopallino·qualsiasi. l$..egplett..e."min7m - Se voleteessere predsi, quando inserireuii segnale di ellissi (i tre puntini di sospensione, con 0 seriza parentesi quadra) comportatevi cOSI con 1a punteggiatura: _Qym:ldQ..dta,te .deisersi .attenetew...agli-usi· della 1ette. ra,tul:a-eritica..a_cui=vi.rifate:'"'±D-"'Ogni·-caso,,un, solo verso puC> venire:, cita~CI _l:\elJesto ;.~·ladonzelletta-vien 'dalla cam- •.. pagna:',:~e.versi possono venire citatLnel testo -separati da·..un.a-.sb~rra: "1 dpressi che a Bolgheri alti e schietti I van da San Guido in duplice filar". §.e.. inve<:.e_~i .!.I:~tta di un..br.al1Q.,PQeticQ. piu lunge..meglioricorrere·al...sistema a spaziQ....uno rientrato: '0 176 V. La stesura questi autori stannO parlando di tesi di Ietteratura francese, dove talora pub essere necessario inteq>oIar~ l;lna 'paroia che nel manoscritto originale mancava rna di CUI 11 fliologo congettura 1a presenzal. Si ricorda I~ n~essita di e~ita;e gii er~ori' di fran~ese' e quelia di scrivere in un italiano corretto e chiaro [sott.nostra],1 Se 1'aut?fe c~pur es.sen.do de~~o' di me~ione, incorre 1n ~ll.s.t!:Qr.e...paIese,dl stile 0 dl mformazlOne, voi dQ:llete.rispettareil~llo errore ma segna1a£!2}iUettore almerlO COlL.una-parentesr::.quadr.a::di:.:.ques:-tO:..tip.Q.;-£~. D~rtanto che il Savoy afferma che "neI1820 [sic], dopo la morte del Bonaparte, Ia situazione europea era fosca di ombre e di Iud". Ma se fossi in voi questo Savoy 10 lasceritj2~ere. (J{ego~a 1 .)... Ci1:'aTe-H~onianze...s.. -un~o::::::D(WetfLs.em.pre~l;:~sjere.JtL!n:~dB7dLJ:ep~rire.J. test~t~mostrare.che son0-attendibilt:.R.c;r..~ ifriferimento deve essere esatJ.Q...§..-PUJ:1.tWJI,e (non Sl clta un autore senza dire in-C1le-libro e in che pagina),~e l2Q.t~r e~§'f;..~1J:.01lakile cia ..tU1:Xr.-GQme..$Uat.a...au~~ una informazione o.l!.n ,gil!4izio.jmpo.r.t.anti.ri..~engon.o. ..da uiii'CO~ ...personale" da ..una _ll;:t!e~a, .A~..unE1.a: nolicnttof'Si puo benissimo citare..una£rase..mettend<Ho .n...ota'~uriitarqii..e-s--f--e-'-,e--s--p_r..e..s..s-i6iii : U~· Comunicazione personale deII'autQre (6 giugno 1975). 2. Lettera personale deU'autore (6 giugno 197~. . . 3, Dichiarazioni registrate il 6 giugno 1975. 4: C. Smith, Le fonti delt'Edda di Snorri, man?sc~i~to. . 5$ C. Smith, Comunicazione al XII Congress~ dt FtSloterapta, ma.~ noscritta (in pubblicazione presso l'edttore Mouton, The Hague). . Noterete che per Ie fond 2, 4, 5 esistono dei ~ocu. mend che potrete sempre produrre. Per 1a fonte .3 slamO nel vago anche perche il termine "registrazione" non !ascia ancora capire se si tratta di registrazione magnetlca o di appunti stenografici. Quanto alia fonte 1 solo l'autore potrebbe stnentirvi (ma potrebbe essere morto nel frat- _~----..-,-_...-.., .----_~----_ .. specificando "sottolineatura nostra", se il fu1cro della vostra analisi ela nozione di "disparita". Specie se hi tesi esu Verlaine:altrimenti avreste centinaia di pagine tutte sottolineate. Ma· scriverete II testo del Portrait e ricco di questi momenti eli estasi che giii in Stephen Hero erano stati definiti come epifanici: 179 TABELLA 15 . ESEMPIO Dr ANALlSI CONTINUATA Dr UNO STESSO TESTO Baluginando e tremolando tremolando e allargandosi, luce che rompeva, fiore che sbocciava, la visione si spiego in un'incessante successione a se stessa rompendo in un cremisi vivo, allargandosi e 5vanendo nel piil pallido rosa, a petalo a petalo, a onda a onda di luce, dilagando in tutti i cieli coi suoi-· dellcati fulgori, ciascun fulgore piil intenso del primo (p. 219). V. La stesura V.3. Le citazioni De la musiqueavant toute chose et pour cela pre/ere l'impair plus vague et plus soluble dans I'air, sans rien en lui qui pese et qui pose... 178 Si vede subito pere che anche Ia visione "sottomarina" si !Duta immediatamente in visione di fiarnma, dove prevalgono toni rossi e sensazioni di fulgore. Forse il testo originale rende meglio ancora questo passaggio con espressioni come "a brakin light" 0 "wave of light by wawe of light" e "soft .flashes". Ora sappia1l1o che nel Portrait Ie metafore del fuoco ricorrona di frequente, Ia parola "fire" appare almeno 59 volte e Ie. varie variazioni di "flame" appaiono 35 volte.' Diremo allora che la esperienza dell'epifania si assocla a 'luella del fuoco e cie ci fornisce Una cmave per andare alla ricerca di relazioni tra il primo Joyce e il D'Annunzio de Il /uoco. Si veda allora questo brano: o era perche, essendo lui altrettanto deboleclella vista che timido della mente, trovava meno piacere nella rifrazione delI'ardente mondo .sensibile attraverso il prisma di una lingua multicolore e r!ccamente istoriata... (p. 211). dove e sconcertante iI ricma1l1o a un brano del Fuoco dannunziano che dice: attratta in quelI'atmosfera ardente come il campo d'una fucina... I 1. Hancock, A Word Index to J. Joyce's Portrait of the Artist, Carbondale, Southern Illinois University Press, 1976• . ~.._....._-,,,--~:,,.~ -..-. -------.--~ - ...-LL_- --_ .._--_...._..._----..---------.,----.,-,---~- I. \ 180 V. La stesura V.3. Le citazioni 181 V.3.2. Citazione, parafrasi e plagio NeL£are ..ht ,scheda .di lettura voi- avete riassunto In.. varLpuntLl'.autore .che vi, interessa: av~te fat~o_cioe d~lle parafrasi e avete npetuto co~.. .e~9le 1~. ~c:.~~~~r9. dell ~utore. In a1tri~,t:asi--avret~~tiportat"o"1>ram mten -tra VlrsO'letti:"'-'-- ,- , . Quando poi passate alla stesura della tesi non avete piu sottoccmo ntesta e magari copiate interi brani dalla vostra scheda. Do.vrete~aliora.essere_.sicuri che i brani che, cO'piateiossero davvero delle parafrasi e non delle citazioni -~~ enza virgolette., In .caso contrario.!lyreste commesso. un E£~~e~~af:~:adi plagio e assai comune nelle tesi. Lo studente si. trova con Ia coscienza a posto perche egli, 0 prima 0 dopa, in una nota a pie di p.agina, dice che si sta riferendo a quel dato autore. Ma 11 lettore c~e, per caso, si accorge che Ia pagina non sta parafrasan~o ~I testo originale ma 10 sta eli fatto copiando senza uso dl vlr~olette, ne trae una cattiva impressione. E questo non nguarda solo il relatore ma chiunque in seguito veda la vostra tesi 0 per pubblicarla 0 per giudicare delle vostre competenze. . Come si puC> essere sicuri che una parafrasi non eun plagio? Anzitutto se e molto piu breve dell'originale,. certo. Ma ci sono casi in cui 1'autore in una frase 0 perlodo abbastanza breve dice cose molto succose, COS! che Ia parafrasi deve essere molto lunga, piu del brano originale. E in tal caso non ci si deve nevroticamente preoccupare che non ci siano mai Ie stesse parole, perche talora e inevitabile 0 addirittura utile che certi termini rimangano immutati. La prova piu rassicurante 1'avrete quand<: siet.e riusciti a parafrasare il testo senza averlo sottocChlO. SIgnifichera che non solo non 1'avete copiato ma che 10 avete anche capito. .' Per cmarire meglio questo punto nporto ora - col numero 1 - un brano da un libra (si tratta di Norman Cohn, I fanatiei, deWapoealisse). Col numero 2 do 1'esempio di una ragionevole parafrasi. Col numerQ .3 do l'eselnpio di una falsa parafrasi che costituisce un plagio. Col numero 4 do l'esempio di una parafrasi uguale alia numero .3 ma dove nplagio e evitato mediante 1'uso onesto di virgolette'. 1. It testo originale La venuta delI'Anticristo diede luogo a una tensione ancora maggiore. Una generazione dopo l'altra visse in una costante attesa del demonio distruttore, il cui regno sarebbe stato in veritA un caos senza legge, un'eta consacrata alIa rapina e al saccheggio alIa tortura e al massacro, rna altresl il preludio di una concl~sione sospirata, la Seconda Venuta e iI Regno dei santi. La gente era sempre alI'erta, attenta ai "segni" che, stando alIa tradizione profetica, avrebbero annunciato e accompagnato l'uitimo "periodo di disordini"; e poiche i "segni" includevano cattivi governanti di. scordia civile, guerra, siccita, carestia, pestilenza, comete ~orti improvvise di persone eminenti e un'accresciuta peccamino~ita generale, non ci fu mai aIcuna difficolta a scoprirli. 2. Una para/rasi onesta Mol~o esplicito a questo riguardo e il Cohn.1 Egli tratteggia la situazlone di tensione tipica di questo periodo in cui l'attesa dell'Anticristo e al tempo stesso attesa del regno del demonio, ispira. to a dolore e disordine, e preludio aIla cosiddetta Seconda Venuta la Parusia, il ritorno del Cristo trionfante. E in un'epoca dominat~ , da eventi luttuosi, saccheggi, rapine, carestie e pestilenze, non !f1anc~vano al.la. gente i "segni" corrispondenti a quei sintomi che I testl profetlCI avevano sempre annunciato come tipici della venuta dell'Anticristo. 3. Una /alsa para/rasi ~econd? il C;:oh.? .. [s,egue una lista di opinioni espresse dall'autore maIm capltoli]. Daitta parte non bisogna dimenticare che la venuta de~'A1?-ti~risto di~de luogo a una tensione ancora maggiore. Le generazlOnI Vlvevano In costante attesa del demonio distruttore il cui regno sareb~e stato in verita un caos senza legge, un'etl1 consacrata alIa rapIna e al saccheggio, aIla tortura e al massacro ma .anche il preludio aIla seconda Venuta Ovveto al Regno def santI. .La gente eta sempre all'erta, attenta ai segni che secondo i p:ofet~~xrelJber,? a~compa~ato .e .annunciato l:ul~o. "periodo di dlSOrdlnI : e pOlche questl segm rncludevano 1 cattlvl governanti la discordia civile, la guerra, la siccita, la carestia, Ie pestilenze ~ Ie comete, no,nche Ie mo~ti improvvise di persone importanti (oltre II una accresCluta peccammosita genetale) non ci fu mai alcuna difficolta a scopritli. ' 4. Una para/rasi quasi testuale che evita if plagio. Lo ,stes~o .Cohn~ gia citato, d'altra parte ricOtda che "la venuta dell An~lCr!sto. diede l~ogo a una tensione ancora maggiore". Le 'generazlOm Vlvevano In costante attesa del demonio distruttore "jJ cui tegno satebbe state> in vetita un caos senza legge, un'eta con- I Norman Cohn, I fanatici dell'Apocalisse, Milano, Comunita, 1965, 1', 128. . sacrata alia rapina e al saccheggio, alia tortura e al massacro, ma altresl il preluclio cli una conclusione sospirata, la Seconda Venuta e il Regno dei santi". La gente era sempre ali'erta e attenta ai segni che, secondo i profeti, avrebbero accompagnato e annunciato l'ultimo "periodo cli clisordini". Ora, nota il Cohn, siccome questi segni inc1udevano "cattivi govemanti, cliscorclia civile, guerra, siccita, carestia, pestilenza, camete, morti improvvise cli persone eminenti e un'accrescluta peccaminosita generale, non cl fu mai alcuna difficolta a scoprirli".1 Ora e chiaro che se avete fatto la fadca di fare la paraftasi numero 4 tanto valeva riportare come citazione l'intero brano. Ma per fare questo occorreva che sulla vostra scheda di lettura 0 ci fosse gia il brano riportato integralmente oppure ci fosse una parafrasi non sospetta. Siccome quando stenderete la tesi non potrete pili ricordarvi cosa avevate fatto in sede di schedatura, occan:e ch~ sin da aligrLa2bl!se proceduto in modo corretto. Dove£e~essere'sicuri che, sesu!1rscheda-non-£i-sono ·vir·golette, quello che avete sctitto era una parafrasi e non un plagio. VA. Le note a pie di pagina VA.I. A cosa servono Ie note Un'opinione abbastanza di:ffusa vuole che non solo la tesi rna anche i libri con moIte note siano un esempio di snobismo erudito e spesso un tentativo di dare fumo negli occhi. Certamente non si deve escludere che mold autori abbondino in note per conferire un tone importante ar proprio elaborato, ne che altri ancora inzeppino Ie note di informazioni inessenziali, magari saccheggiate a man salva dalia letteratura cridca esarninata. Ma cio non toglie che k...QQ!eJ...quando sono usate in misura giusta, s..e!vano. Quale siaJa misura giusta non si puo dire, perche dlpen::de_ daLtipo.'di;~s£ Ma'cercnereriib"dnrruitrareTci'sCfn cui servono Ie note, e come vadano fatte. \"- ~ Le_nott;A.ervonQ /f, i,1J..d..iqar.d4-.tonte._delle-citaziotri. sdT; fonte dovesse essere indicata nel testo, la lettura della pagina sarebbe difIicoItosa. Ci sOno naturalmente anche dei modi per dare riferimendessenziali nel testo facendo a meno delle note, vedi i1 si~tema autore·data in I N. Cohn, I !anatici dell'Apocalisse, Milano, Comunita, 1965, p.128. VA. Le note a pie pagina 183 , .......... j "Tutte Ie affermazioni importanti di fatti che non sono materia di conoscenza comune... devono. essere basate su di una evidenza della loro validita. Questo puo essere fatto nel testo, nella nota a pie di pagine, 0 in entrambi" (Campbell e Ballou, op. cit., p. 50). 2 Le note di content/to possono essere usate per discutere 0 ampli· ficare dei punti del testo. Per ~sempio Campbell e Ballou (op; cit., p. 50) ricordano che e utile spostare in nota discussioni tecniche, commend incidentali, corollari e informazioni additive. VA.3. Ma in genere la nota serve egregiamente a questo scopo. ~tldQ...e...Q.91a..Ai t#t:!i~~nto bibliografico eben~ ch.e" ~ia {l pie di pagina anzicfitfinlonda..iDIbro.o"al capitola, perche si puo subito controllare con un colpo d'occhio di cosa si sta parlando. ' ,.-.•(9 Le...note.servona...ad. aggit1n.ge.r.LI.t£ J-f_n.....argrJ.!!!ento . .d.tfCJJSsa.nel.. testo. altre..indicaziottLkiqJip.g;:,glkp.f_di-ritk.fp, rz,o :_':$J,uru.~'§JL~gQmento vedi ancpe i1 lib1:.~. 4Esl1~)n _qg~.J:.9.~9~~o_sono, piu..comode...a..pi~~cU,pagina. ~' ~Le n.Qt~s.e.r..vXlJ:fo.,.p"et-rin~ter.ni-e-inje,.ni.. Trat- ./ tatb~un argomento, Sl puo mettere tn nota un "efr." (che vuole dire "confronta" e rimanda sia a un altro libro sia a un altro capitolo 0 capoverso della nostra stessa trattazione). I rinvii interni possono anche essere fatti nel .te5.te?-,..se-soBe-essenZkli.:.. ne Sla un esemp10 11 lIbro Che state leggendo dove ogni tanto c'e il rinvio a un altro .,J pa~!afo. :.. ..... .$ ay' Le.note.servono.-11. introdurre.unacitaziane...dLii11.- (:J C f§Eo<;he_neLtestQ..avr.ebbA_dis.turbatO- Vale a dire che , " voi nel testo fate una affermazione poi, per non perdere il '. t. ~,'filo, passate all'aftermazione seguente, ma dopo la prima . '- rinviate alia nota in cui mostrate come una nota autorita confermi la vostra aftermazione.1 .~) kJJat~Q1J.o _ad. a.mJ!.liart; le_f!:.flermazioni che @!.[LtqjJ2_tz.e~: 2 in questo senso son:o-utilfI>erCh€ v.i Eer~J].o ill oon ap.p~.sa!l.tire il testo.son ossetvazioni che, per importanti che siano, sono periferiche rispetto al vostro argomento 0 non fanno che ripetere da un punto di vista diverso cio che avete gia dette in modo essenziale. (f);;: LfJ....!!.2te servono per correg,gere Ie alJermazioni del ..testQ.~ .•voi sietes1Curi -en 'ciGinto-afferrrilitema- s1ete-anclie coscienti che qualcuno non e d'accordo, oppure ritenete che, da un certo punto di vista, si potrebbe muevere una obbiezione alla vostra aftermazione. Sara allora prova non n",e- ,- .., ...:;: ~ " . 182 V. La stesura 'I. ..", Z'---~'~~ '4.", ~ j 1 Infatti, dope aver derto che e utile fare Ie note, precisiamo che come ricordano anche Campbell e Ballou (op. cit., p. 50) "l'uso delle nate per fini di e1aborazione richiede una certa discrezione. Bisogna aver cura di non trasferire nelle note informazioni impertanti e significative: Ie idee direttamente rilevanti e Ie info~ioni essenziali devono appari. re ne1 testo". D'altra parte, come dicono gli stessi autori (ibidem) "ogro nota a pie di paginadeve giustificare praticamente 1a propria esistenza". Non c'e nulla di piu irritante di quelle note che appaiono inserite solo per fare figura e che non dicono nulla di impertante ai fini di t,luel discorso. Mentre Ie note del tipo a, bee sono piu utili a pie di pagina, Ie note del tipo d, h possono anche andare a fine capitola 0 a fine tesi, specie se sono molto lunghe. Tuttavia diremo che una nota non dovrebbe mai essere vera· ...J!Z~nt.e tr.qpPfdunga·;·.·alfriD:iehti~~~iWj!bJ: umi appendice.e ..come..tale...va..inserlta e m1merata..allaJiae...del lavoro..<::Omunque siate coerenti: 0 tutte note a pie di ~.!1~a 0 ffii€:il<jte: ~..~e:-caP1tQ1~>:; 'Q1)tevi-n"<?E~J?r~di flagina .e..,appen.ilici..aJJ,~. fine_~delJa¥Gt.o.. E ricordate ancora una volta che se state esaminando una fonte omogenea, l'opera di un solo autore, Ie pagine di un diario, una collezione di manoscritti, lettere 0 docu· menti eccetera, potete evitare Ie note semplicemente fis· sando all'inizio dellavoro delle abbreviazioni per le'vostre fonti e inserendo tra parentesi neltesto, per ogni cita· I VA. Le note a pie eli pagina 185 zione 0 altro rinvio, una sigla con un numero di pagina o. di. d~cume':It? Vedete il paragrafo IIL2.3. sulle cita. Zlom di classlC! e attenetevi a quegli usi. In una tesi su autori medievali pubblicati nella patrologia latina del Mi. gn: e~riterete c.entinaia di note mettendo l1el testo paren. tesl ~ ques~o tlpO; (PL, 30,231). Nello stesso modo agite per ~lnlandi a tavole, tabelle, figure nel testo 0 in appendice. V.4.2. Il sistema citazione-nota . .Co~sideria~o .ora l'uso della nota come mezzo per il rlfc:.rlnlento blblio~rafico: ~CU1el te~t~uLpacla.m-quak ~he...autor~_&~ n~ Cl~@..9 del passag£~.J~LQQ~.l1._G.orr,isp.on~ a~J~~~&~._it rM~imento bibIiografic~degqato. Que. sto .slste~a emolto c~(q)efcne;sera nota ea pie di pag111a, il lettore sa sublto a quale opera d si riferisce. , ~dimento .impo~ep"~o unlLq,1Jp1i~.one;.....perch~ .Ie .§te.sse 51~re ...9~ate 111 nota do..Y;:.~.o....poLritmvar~L anc1?'~;Q~!!L~lbliog!'~fiiJUiaIe (tranne rad casi in cui la nota cita un autore che non ha nulla a che fare con la bibliografia specmca della tesi, come se in una tesi di astronomia mi capitasse di citare "I'Amor che muove il sole e l'altre stelle"; I Ia nota basterebbe). . ~vale ~fatti dire. che l~ opere citat~appaiono ~ ~~.L~4ec~~§~!~Ja b19!.i,9gtaEa fuWe; infatti'la blb1i~rafia finaJ:e serve per avere un coleo d'occhio sui gla~hrlale consuItat0-e:.seor-ve-per-tratte..in£ormazioijo. b..allJJJ112,_le.tteratll1'a-ll1-argoment<;>,-f:_sareb.be.ineducato nei confronti del lettore costringerlo a ricercarei testi pagma-perpag1ha~fiellenote.·~~··-·---·=· - ..__...._.- . --f;n:o!:~liografi~- finale fornisce, rispetto alia nota,~piU.-complete;:::p.er-esernpio,...nel....citare ~n_autor: _~r~ero, si puo d~e in nota sq.lQ.JLtitolo..in llngua~g111a:Ie._.m~p.tr.e_liJ?lb]Qg!~cit~~_anche.r~iS,~! 1??~.!!~9Uzione.Ancor~ nella nQ..ta2Lu&a~ I ~g~QtLP..~nome e cognome, mentre nella bjb1iogt:~ 10-1iri!r..Qyerf'iif1?I<1ine]ilIabctiCo:per.cognome. e,nome. fnoltre, se di un articolo esiste una prima edizione su rlvista e poi una ristampa, molto megllo reperibile, su 'r • I Dante, Par. XXXIII, 145. 184 V. La stesura solo di lealta scientifica rna anche di spirito critico inserire una nota parzialmente riduttiva.1 eg}' 1e-nQte_possono..se.-ryk~_l:lJoroire_la__ll'44.K~igpe itiliitna di una citazione che era essenziale dare in lingua straru.era, o..la,,~ersione originate di contro!zo di una citazione che per esigenze di fluidita del discorso era piu comodo dare in traduzione italiana. ;:-." <:. ~ @l:e.fl.2!!..~~rvo.noper.pggare. i debitL <;itare ~1O 1ib.I.Q . da1Sii si e tt.mJL'!'!'1.l!.E:~e e pagare un deblto. Cltare unO' ::.? -aurore...dL.cui...sLeimpiegl!ta .unaJdea 0 una informazione . '::. e pagare un debito. Talora pero si devonopagare anche dei debiti meno documentabili e puo essere norma di cor· rettezza scieritifica avvertire per esempio in nota che una serie di idee originali che stiamo esponendo non avrebbero potuto nascere senza gli stimoli ricevuti dalla lettura della tale opera, 0 dalle conversazioni private col tale studioso. . 1 Per una soddisfacente panoramica di questa tendenza vedi Nicolas Ruwet, Introduction a la grammaire generative, Paris, PIon, 1967. 2 Jerrold J. Katz e Jerry A. Fodor, "The StrUcture of a Semantic Theory", Language 39, 1963. 3 Noam Chomsky, Aspects of a Theory of Syntax, Cambridge, M.LT., 1965, p. 162. 4 Nel volume Semantics, a cura di D. D. Steinberg e L. A. Jakobovits, Cambridge, Cambridge University Press, 1971. 5 "On Generative Semantics", in AAVV, Semantics, cit. • Sulla stessa linea vedi pure: James McCawley, "Where do noun phrases come from?", in AAVV, Semantics, cit. Chomsky,! pur ammettendo i1 principio della semantica interpretativa di Katz e Fodor,z secondo il quale il significato dell'enunciato e Ia somma dei significati dei suoi costituenti elementari, non rinuncia perc a rivendicare in ogni caso la primalita della struttura sintattica profonda come determinante del significato.3 Naturalmente da queste prime posizioni Chomsky e llrrivato a una posizione piu articolata, peraltro gia preannunciata nelle sue prime opere, attraverso discussioni di cui da il resoconto nel saggio "Deep Structure, Surface Structure and Semantic Interpretation",' ponendo I'interpretazione semantica a meta strada tra struttuta profonda e struttura superficiale. Altri autori, come ad esempio Lakoff,s tentano di costruire una semantica generativa in cui 1a forma logicosemantica genera la steSsa struttura sintattica.· 187 TABELLA 17 ESEMPIO Dr BIBLIOGRAFIA STANDARD CORRISPONDENTE AAVV, Semantics: An Interdisciplinary Reader in Philosophy, Linguistics and Psychology, a cura di Steinberg, D.o. e Jakobovits, L.A., Cambridge, Cambridge University Press, 1971, pp. X-604. Chomsky, Noam, Aspects of a Theory of Syntax, Cambridge, M.LT. Press, 1965, pp. XX·252 (tr. it. in Saggi Unguistiei 2, Torino, Boringhieri, 1970). "De quelques cOnstantes de la theorie Iinguistique", Diogene 51,1965 (tr. it. in AAVV, I problemi attuali della Unguistica, Milano, Bompiani, 1968). II "Deep Structure, Surface Structure and Semantic Interpretation", in AAVV, Studies in Oriental and General Linguistics, a cura di Jakobson, Roman, Tokyo, TEC Corporation for Language and Educational Research, 1970, pp. 52-91; ora in AAVV, Semantics (v.),pp. 183-216. . Katz Jerrold J. e Fodor Jerry A., "The Structure of a Semantic Theory", Language 39, 1963 (ora in AAVV, The Structure of Language, a cura di Katz, J.]. e Fodor, J.A., Englewood Cliffs, Prentice-Hall, 1964, pp. 479-518). Lakoff, George, "On Generative Semantics", in AAVV, Semantics (v.), pp. 232-296. McCawley, James, "Where do noun phrases come from?", in AAVV, Semantics (v.), pp. 217-231. Ruwet, Nicolas, Introduction a la grammaire generative, Paris, PIon, 1967, pp. 452. V. La stesura VA. Le note a pie pagina TABEL1.A 16 ESEMP!O DI UNA PAGINA COL SISTEMA CITAZ!ONE-NOTA 186 ._,. j V.4.3. I~-autf)re-d1lta In molte discipline (e sempre piu negli ultimi tempi) di un volume collettivo, 1a nota potra citare solo 1a se· conda edizione, con 1a pagina del volume collettivo, mentre 1a bibliografia dovra registrare anzitutto 1a prima edizione. Una..J,1ota_ puo abbreviare certi dati, eliminare il so~()]Q.>_n9fl diE_dLquante_pagine, e.il:v:olume,..roentre 1a bibliografia dovrebbe dare tutte queste informazioni. ......-Nella1:abella 'lo-mamQ-Wi"esempio'di-unlfliagma di tesi con varie note a pie di pagina e a fronte, nella tabella 17 diamo gli stessi riferimenti bibliografici come apparirauno nella bibliografia finale, in modo che si POSSanO notare Ie differenze. Avvertiamo subito che il testa proposto come esempio estato concepito ad hoc in modo da avere molti riferimenti di tipo diverso, e quindi non giurerei sulla sua attendibilita 0 chiarezza concettuale. Avvertiamo ancora che per ragioni di semplicita la bibliografia e stata limitata ai dati essenziali trascurando esigenze di perfezione e completezza elencate in III.2.3. Quella che in tabella 17 chiamiamo bibliografia standard potrebbe assumere forme variabili: gli autori potrebbero essere in maiuscoletto, i libri segnati come AA VV potrebbero andare sotto il nome del curatore, eccetera. Vedremo che 1~~_,sCl!1C)piu.dismyoh~AeVa.bjQlio~ afij. non siYEeoccupano di dtare la prima_~.9izione ~ rmran~("a rend.ereinlliYiduabile" il teste dicui.sLparla l'ts,f;ry[ng.o.:-:ana-bibJ.1ografia Ie informazioni complete; danno Ie pagine solo in casi indispensabili,·~iio!i"d.icono di quante pagine eil volume di cui parlano, ne se e stato tradotto. Tantoc'e la bibliografia finale. Quill sono i difetti di questo sistema? Prendiamo ad esempio la nota 5. Ci dice che l'artico10 di Lakoff e nel volume di AAVV, Semantics, cit. Dove e stato citato? Nella nota 4, per fortuna. E se fosse stato citato died pagine prima? 5i ripete per comodita la citazione? 5i lascia che illettore vada a controllare in bibliogra£ia? Ma in tal caso e piu comodo il sistema autore-data di cui parleremo tra poco. si usa un sistema che permette di eliminare tutte Ie note di riferimento bibliografico conservando solo quelle di discussione e di rinvio. Questo sistema presuppone che la bibliografia finale sia costruita ponendo in evidenza il nome dell'autore e la data di pubblicazione della prima edizione dellibro 0 dell'articolo. Le....lliE.lj.9,grafia~..as,s.,lJ.tp~Ll'ertanto ,una delle f01;me...seguenti, a scelta: - - . I I VA. Le note a pie pagina 189 Nelle ricerche sui prodotti esistenti "Ie dimensioni del campione sono anch'esse' in funzione delle esigenze specifiche della prova" (Corigliano, 1969: 73). Ma 10 stesso Corigliano aveva avvertito che la definizione dell'area costituisce una definizione di comodo (1969:71). Cosa fa il lettore? Va a consultare la bibliografia finale e capisce che l'indicazione "(Corigliano, 1969: 73)" ~ significa '''pagina 73 del libro Marketing eceetera eccetera" . ~uesto jfs~P.1~_Re£mett~_gL~fr..ol1dare_,~S;~I!1l;nte il4e__oeAi liminar~r_s~nt9_d ot~~tloltr. e-vi....obbliga,..in...fase .di,.stesura; a "copiare ..i-dati-di un Iibro_(e di moltissimi libri, quando 1a bibliografia emolto ampia) una volta~s.ola.~ LquuiClrun sistema particolarmente tac<;:2m~.4!pile quando ~no-crtarearconiinuoiilo1tilibri, e soventis'Simam. ente,J'c):'sfeil'so1iEro , eVifandocosTrasfiiliosi'SsUne piccole note a base di ibidem, di op. cit. e COSl via. E un sistema addirittura indispensabile quando si fa una ras- Corigliano, Giorgio '1 1969 Marketiftg-Strategie e tecnicbe, Milano, Etas Kompas , S.p.A. (2" ed., 1973, Etas KomPass Libri), pp. 304. \-.. CORIGLIANO, Giorgio ." 1969 Marketing·Strategie e tecnicbe, Milano, Etas Kompas • S.p.A. (2" ed., 1973, Etas Kompass Libri), pp. 304. \~ Corigliano, Giorgio, 1969, Marketiftg-Strategie e tecnicbe, Milano, Etas Kompass S.p.A. (2" ed., 1973, Etas Kompass Libri), pp. 304. .. Cosa consent,e. gtles}a..btblj.ogr.afia? ,Vi Permette, quando n~9:g.9-y.~K,p.aclar.cdi....fl!!~~t(1,lj.QJo.rdLcompor_~ TvLcosl)""evitand0"Fesponente;-l1i-nota--e·-lamcitazione··.a pie-di--pagina: 188 V. La stesura segna serrata della letteratura in argomento. Prendete infatti una £rase come questa: il problema estato ampiamente trattato da Stumpf (1945: 88-100), da Rigabue (1956), Azzimonti (1957), Forlimpopoli (1967), Colacicchi (1968), Poggibonsi (1972) e Gzbiniewsky (1975), mentre e totalmente ignorato da Barbapedana (1950), Fugazza (1967) e In· grassia (1970). Se per ciascuna di queste citazioni aveste dovuto mettere una nota con l'indicazione deIl'opera, avreste affollato la pagina in modo inverosimile e inoltre i1 let· tore non avrebbe sOtto gli occhi in modo COS! evidente Ia sequenza temporale, 10 sviluppo dell'interesse per i1 problema in questione. ;P"~~o..questo.-sistemafu11ziona solo a certe .cond.i#oni:.~ «:~),i cE.t.~LE~l1,!~i.•9,~ ll!1a '. ~i~I~9grana.E121to. omog{!nea.~e.. s1?!p~/~~~ata, al CUI I probaOlIdettori del vostro Iavorq SIano gla aI corrente. Se Ia rassegna riportata sopra si riferisce; pOniamo, al comportamento sessuale nei batraci (argomento quanto mai specializzato) si presume che il lettore sappia a colpo d'occhio che "Ingrassia 1970" signinca il volume La limitazione delle nascite presso i batraci (0 che almeno intuisca che si tratta di uno degli studi dell'Ingrassia ultimo periodo, e pertanto impostati diversamente dai gia noti studi deIl'Ingrassia degli anni cinquanta). Se-voi..-invece....fate,. poniam<;>, .una.te~L~t;lll~ cultura italiana della prima meta del secolo, in cui citerete r6mariZieri,~poeti,uomiriipoliticf;·fiIoson eO economisti, i1 sistema nonfunziQoa piu perche nessuno e abitillito a riconoscereun ·libro. daIla.. data, e· se.lo sa fare in:tin campo specinco non 10 sa fare in'tutti. \..b} che si tratti di una.$9l!Qgtmll..m9.4e.ma....o almeno degl! ultiml' aueseco1r:'~fn urio studio di nlosona greca non si usa citare' un libro di Aristotele dell'anno di pub. blicazione (per ragloni assai comprensibili). @ch~..sL~J;!ltti".dLbibliograna.scientjfico.erudita: non si usa scrivere "Moravia, 1929" per indicare Gli indifferenti. Se il vostro lavoro soddisf~ 9.£este condizioni edsponde.. a :q"iiestl...Iffiifti;.--arrora·· il 'sistema'autor~-5fai~' e cQ.nsigliabile'C. Nella tabella 18 vedrete la stessa pagina della tabella 16 riformulata secondo il nuovo sistema: e vedrete, come primo risultato, che essa risulta piu corta, con una sola nota invece di seL La bibliograna corrispondente (tabella 19) e un poco piu Iunga, ma anche piu chiara. La successione delle opere di uno stesso autore salta agli occhi (avrete notato che quando due opere delle stesso autore appaiono nello stesso anno si usa specificare Ia data aggiungendovi lettere alfabetiche), i rimandi interni alla stessa bibliograna sono piu rapidi. Noterete che in questa bibliograna sono stati aboUti g1i A.AVV, e i libri collettivi appaiono sotto il nome del curatore(infatti "AAVV, 1971" non signmcherebbe niente perche potrebbe riferirsi a troppi libri). Noterete anche che, oltre a registrare articoli che appaiono/in un volume coIlettivo, mlora si e anche messo in bibliograna - sottO i1 nome del curatore - il volume collettivo da cui sono tratti; e talvolta invece il volume collettivo viene citato solo nella voce che riguarda l'articolo. La ragione e semplice. Un volume collettivo COme Steinberg & Jakobovits, 1971, viene citato a se perche molti articoIi (Chomsky, 1971; Lakoff, 1971; McCawley, 1971) fanno riferimento ad esso. Un volume come The Structtlre of Language a cura di Katz e Fodor viene in· vece citl'lto nel corpo della voce riguardante l'articolo "The Structure of a Semantic Theory" degli stessi autori, perC'he non vi sOno artri testi in bibliograna che fanno riferinlcnto ... eSSO. Noterete infine che questo sistema permette subito di vedere quando un teste e stato pubblicato per la prima volta, anche se siamo abituati a conoscerlo attraverso riedizioni successive. Per questo i1 sistema autore-data e utile nelle trattazioni omogenee su di una discipIina specinca, dato che in questi campi e spesso importante sapere chi ha proposto per primo una certa teoria 0 ha fatto per primo una certa ricerca empirica. C'e un'ultima ragione per cui, quando si ~o, e con· sigh'abife1fsIsremaaurore='d!ifa:-SUpponete'd'favere finito e dattifc)'scriff6~una leslCon' moltissime note a pie di pagina, in modo che anche numerandole per capitolo, arriviate alla nota 125. Improvvisamente vi accorgete che avete trascurato di citare un autore importante che non 190 V. La stesura V.4. Le note a pie pagina 191 j • I1 192 V. La stesura VA. Le note a pie pagina 193 TABELLA 18 LA STESSA PAGINA DELLA TABELLA 16 RIFORMULATA COL SISTEMA AUTORE-DATA TABELLA 19 ESEMPIO DI CORRISPONDENTE BIBLIOGRAFIA COL SISTEMA AUTORE-DATA "Deep Structure, Surface Structure and Semantic Interpretation", in Jakobson, RO.ll1an, ed., Studies in Oriental and CC1neral Linguistics, Tokyo, TEC Corporation for Language and Educational Research, pp. 52-91; ora in Steinberg & Jakobovits, 1971, pp. 183,216. J. & Fodor, Jerry A. "The Structure of a Semantic Theory", Language 39 (ora in Katz, J.J. & Fodor, J.A., The Structure of Language,Engle_ wood Cliffs, Prentice·Hall, 1964, pp. 479518). Chomsky, Noam 1965a Aspects of a Theory of SyntaX, Cambridge, M.LT. Press, pp. XX-252 (tr. it. in Cho.ll1sky, N., Saggi Linguistici 2, Torino, Boringhieri, 1970). "De quelques constantes de la theorie linguistique", Diogene 51 (tr. it. in AAVV, I problemi attuali delta linguistiea, Mila. no, Bompiani, 1968). 1965b 1970 Katz Jerrold 1963 Chomsky (1965a: 162), pur ammettendo il principio della semantiea interpretativa cli Katz e Fodor (Katz ~ FO,dor, 1963) secondo il quale il signifieato deI1'enunClat~ e la somm'a de1 significati dei suoi cos~ituenti el~en~l, non rinuncia perc a rivenclicare in ogm caso 1~ prunalita ~~a struttura sintattiea profonda come determmante del SlgDl' fieato.' , . Naturalmente da queste prime posizioni Ch~>1]).sky e arIl\:ato a una posizione pin articolata, peraltro ma preannunClat.a nelle sue prime opere (Chomsky! 1965a: 163), attraverso cli· scussioni di cui cia il resoconto m Chomsky, 1970, dove p0ne l'interpretazione semanti~ a meta. strada. tra strutrura profonda e struttura superficrale. Altrl aut0I! (per es. ~. koff, 1971) tentano di cos~e una ,seman~ea generanva in cui la forma logico-semannea dell enunClato genera la stessa struttuIa sintattiea (efr. mche McCawley, 1971). Lakoff, George 1971 "On Generative Semantics", in Steinberg & Jakobovits, 1971, pp. 232-296. ~cCawley,James 1971 "Where do noun phrases come from?", in Steinberg & Jakobovits, 1971, pp. 217-231. I Per una soddisfacente panoramica di questa tendenza vedi Ruwet, 1967. Ruwet, Nicolas 1967 Introduction ala grammaire gen~rative, Pa. ris, PIon, pp. 452. Steinberg, D.D. & Jakobovits L.A., eds. 1971 Semantics: An Interdisciplinary Reader in Philosophy, Unguistics and Psychology, Cambridge, Cambridge University Press, pp. X.604. I --------_._- a.. a _ potete permettervi di ignorare: e dovreste citarlo proprio a inizio di capitolo. Bisogna inserire una nuova nota e cambiare tutti i numeri sino al 125! Col sistema autore-data non avete questo problema: inserite nel testo una pura e semplice parentesi con nome e data, e poi aggiungete l'item alla bibliografia generale (a penna, oppure ribattendo una sola pagina). Ma non e necessario arrivare alla tesi gia dattiloscritta: aggiunger,e tLQ;te anche durante la stesura pone noiosi ..E£QQLemi..~di__tiJ.llJJ,:p.~J:~~iQI,l.e ....mentl:e..-coLsistema autore-data non avete fastidi. -se-esso-f'riservato a tesi bibliograficamen:te moho.. omq~n~:Ja..J:iiEII~fioal.e.-.~che.._a.'l.'lalersi di rrt01teplic~ abbreviazionj per ~~!~ri~arg~J~y.!~!.~ ...!!1_l!:_ nuaIf.JittLEcco due esempi cla clue Eiibliograne; 1'una di -sci"enze naturali, 1'altra di medicina: Mesnil, F. 1896. Etudes de morphologie exteme chez les. Annelides. Bull. Sci. France Be1g. 29:110·287. Adler, P. 1958. Studies on the Eruption of the Permanent Teeth. Acta Genet. et Statist. Med., 8 : 78 : 94. Non chiedetemi cosa voglia dire. Si parte dal principio che chi legge quel tipo di pubblicazione 10 sappia gia. V.5. Avvertenze, trappole, usanze Innumerevoli sono gli artifici che si uSano in un lavoro scientifico e innumerevoli sono Ie trappole in cui potreste cadere. Nei limiti di questa breve trattazione ci limitiamo a fornire, in ordine sparso, una serie di avvertenze che non esauriscono il ..mar dei Sargassi" che occorre attraversare nella stesura di una tesi. Questi brevi avvertimenti serviranno solo a rendervi coscienti di una quantita di aItri pericoli che dovrete scoprire da soli. ~on f!..rn!.:: referenZ!2..t.on!iYjL1!;~io~l d(.f.J2iJd.t;r~ 1~."f2.~oscenza.'l\1essuno penserebbe di sCr!vere Napoleone che, cOme dice nLudwig, emorto a Sant'Elena", rna sovente si commettono ingenuita delgenere. E, facile dire "i telai meccanici che, come dice Marx, hanno segnato l'avvento della rivoluzione industriale", mentre si trat· ta di una nozione universalrnente accettata,'illche prima' di Marx. V.5. Avvertenze trappole usanze 195 Non attribuite a Un--<ltfl€H'~gli ziporta come idea altrui. Non solo perche farete la figura di esservt- setvitr~itfconsciamente di una fonte di seconda mano, ma perche quell'autore puo avere' riportato l'idea senza petaltro aceettarla. In un mio manualetto sui segno avevo riportato tra Ie varie c1assificazioni possibili, quella che divide i segni in espressivi e comunicativi, e in una esercitazione universitaria ho trovato scritto "secondo Eco i segni si dividono in espressivi e comunicativi", mentre io ho sempre avversato come troppo rozza questa suddivisione: l'avevo citata per obbiettivita rna non l'avevo fatta mia. .l:LQf1.,.{1ggW.J1,ge.t.fWl-togJie.te..J.!QtL.lojo Ret fare q,ua· iraredq~jo11k Puo accadere che a tesi battuta a mace 'na Co anche solo gia stesa in modo leggibile per la dattilografa) vi accada di dovere eliminare una nota che risultava sbagliata 0 di aggiungerne una nuova a ogni costo. In questo caso "sballa" tutta la numerazione pro· gressiva e tanto meglio se avrete numerato capitolo per capitolo e non dall'inizio alla fine della tesi (un conto e correggere dall'uno al dieci, un conto dall'uno al cento· cinquanta). Sarete tentati, per evitare di cambiare tutti gli esponenti, di inserire una nota di riempimento 0 di toglierne un'aItra. E umano. Ma in tali casi e meglio inserire segni aggiuntivi come 0, 00, +, ++ e cos1 via. Certo sa di provvisorio, e a qualche relatore puo dispiacere. Quindi, se potete, riassestate la numerazione. :c:..L.u'!:2petodo. P!!.C.s.iJilte-dLf.onti-Ji•.seconda..m.ano... osservanao Ie rego[e di correttezza scientffi.ca", E~pte ~!!Q.1.LCitarJ:CIr~c.onaa:mafle:;:iii;;talora-non~se,...ne puo fare a meilo. AIeuni consigliano due sistemi. Supponiaiiib~ cfiel1Sedanelli citi da Smith l'af!ermazione che "il linguaggio delle api etraducibile in termini di grammatica trasformazionale". Primo caso: ci interessa mettere l'ac· cento suI fatto che il Sedanelli si assume in proprio Ia responsabilita di questa aftermazione; diremo allora in 194 VA. Le note a pie pagina 196 V. La stesura V.5. Avvertenze trappole usanze 197 I nota, con formula poco elegante: 1. C, Sedanelli, It linguaggio delle api, Milano, Gastaldi, 1967, p, 45 (riporta C. Smith, Chomsky and Bees, Chattanooga, Vallecbiara Press, 1966, p. 56). Secondo caso: ci interessa mettere in luce il fatto che l'affermazione e di Smith e citiamo Sedanelli solo per tacitare la nostra coscienza, dato che stiamo usando una fonte di seconda mano; scriveremo illora in nota: 1. C. Smith, Chomsky a/Jd Bees, Chattanooga, Vallecmara Press, 1966, p. 56 (citato cia C. Sedanelli, Il ling~aggio delle api, Milano, Gastaldi, 1967, p. 45). J),flre. ,sempre informazioni precise. sulle edizionicri·' tiche, revisioni, e simili. Precisare se una edizione e edi. ;rone critica e "a.cilra di chi e. Ptecisare se una seconda o n·esima edizione e riveduta, ampliata e corretta, altri· menti vi puo accadere di attribuire a un autore delle opinioni che egli ha espresso nell'edizione riveduta nel 1970 di un'opera scritta nel1940 come se egli Ie avesse espresse nel 1940, quando magari certe scoperte non erano ancora state fatte. Attenti.quando,,",dta{~..un aut(!r.~•.~n#Co_ d:a.-f-onti~&tUlr ~i~re-.Cultur.e-di:vm.~JjiiUii.:ano~m.JJ:1Q.c;l.9_,cliYeIsP-lo §tes.sQ~onaggio~ I francesi dicono Pierre d'Espagne dove noi non diciamo Pietro di Spagna ma Pietro Ispano. Dicono Scot Erigene e noi diciamo Scoto Eriugena. Se trovate ,in inglese Nicholas of Cues siete in presenza di Niccolo Cusano (cosl come naturalmente saprete riconoscere personaggi come Petrarque, Petrarch, Michel· Ange, Vinci, Boccace). Robert Grosseteste e da noi Roberto Grossatesta. Albert Le Grand 0 Albert the Great sana Alberto Magno. Un misterioso Aquinas e San Tommaso d'Aquino. Quello che per ingIesi e tedeschi e An· selm di (of, von) Canterbury e il nOStrO Anselmo d'Aosta. Non parlate di due pittori a proposito di Roger van del' Wayden e di Rogier de la Pasture, perche sono la stessa persona. Naturalmente Jupiter 'e Giove. Attenti anche quando trascrivete nomi russi da una fonte francese vecchiotta: non cadrete piu nell'errore di scrivere Staline 0 Leoine ma vi verra voglia di riportare Ouspensky quan· do si traslittera ormai Uspenskij. Lo stessovale per Ie citta: Den Haag, The Hague e La Haye sono L'Aja. 4L!!!~. si faa sapere questecose, che sono centinaia e centinaia?"Leggendo"su un() stesso argomento vari testi ~arieJ~guC?~JSicendo 'parte' ~d cI?b. Cosl come qualSlaSl ragazzlOo sa che Satchmo e LoUls Armstrong e ogni lettore di giornali sa che Fortebraccio e Mario Melloni. Chi non sa queste cose fa la figura delI'ultimo venuto e del provinciale: nel caso di una tesi (come queIIa in cui il candidato, dopo aver sfogliato quaIche fonte secondaria, discettava dei rapporti tra Arouet e Voltaire) invece di "provinciale" si dice "ignorante". ecidete come comp81'.re.gli..aggettivi .dainomi propri_ · J,tranierz. escrlveie'''voltairiano'' dovrete anche scrivere ; TIrimbiiUdiano". Se scrivete "volterriano" scriverete allora "rimboldiano" (ma il secondo uso e arcaico). Sono con· sentite semplificazioni come ~'nicciano" per non scrivere "nietzscheano". . d!t:'!!~!l!!!~11:4t!_tr.0't!4te..delle_dfr.e~.itz.ljkr(i1!glesi. Se 10 un 1101'0 americano c'e scritto 2,625 signITica duemiIaseicentoventicinque, mentre 2.25 significa due virgola venticinque. .GJLstr.tJJJierLnon....scrivono-mtli--G-inquecefftOj-$ette· .cJ!!!.to, Novecento, ma XVI, XVIII, XX secolo. Ma se un libr~ Inglese scrivono "Quattrocento" in ita· · Hano si riferiscono a un periodo preciso della cultura italiana e di solito fiorentina. ~~j~£W_ eguivalenze tt?..Jer~!~A!.lill.&!~..9J.~e~e. La 'renals~saQfe" il).~!nglese :. ~.QPre un periodo diverso dal nostro, ci stanno dentro · andlemTtofi-del-Seicento.-Tertillni come "mannerism" o .:$1.3!?J~tisnltiS~~:::SQn9,.i11g-a:!1}:l~yoIi: -. ~ nou'-';rrlferi;cono _a quello che la stotia delI'arte italiana chiama "manie· r1smo". ...BiJ;.gtqgjamenti - E buon uso se quaIcuno, oltre il relatore, vi hTaiutato con consigli oraIi, prestiti di Iibri rari, aiuti di altro genere, ~e aIIa fine 0 all'inizio della tesi U!lLnotLdi ringraziame;nto. Serve anche a mo. ......~. _''''''4 ....."'.. ~...-.,"~". i Non siamo qualificati per affrontare un tale argomento, tuttavia vorremmo azzardare l'ipotesi che... ..... V.6. L'orgoglio scientifico 199 • niQ.w~£i. a~ti, y;?-~ yol!,aJ~f!~ R~~s~!1~:Je difficolta, una volta mess'o-lO_.chiaro ~e. J'q..1!Il..4i.tQ.._~!gQIDenJ:o_.s.olliLP9...s-' s16ilrrisposte aTternative, buttatevi. Dite tranquillamente I=]~':«riteniamo cl1e" 0 "si puo' ritenel:e.che'\.NeLm;' -mento~' in. cui, parlate, vai siete l'esperto._~sLscoprira che.siete ..uo ~spertQ fasullo, peggio per voi, rna non avete " ( !L<1:i£i!tCL..cli~~§~;~jsitap.~i, Voisiete if funzionatio del- \} f. l'uma.01..tache parIa a nom.. e .d.e.ua COI...lettiVita'. su quel dato ~ . argomento. Siate.JJ.ffim.~."p.tu.d~1"!tLRtima..dLapri.r...hocca., ma quando l'avete aperta siate sld~r.QLe...orgog1iosi. "-Fare~tina"tesCsulI'argomeIrtO X significa presumere . che prima di allota nessuno avesse detto cose cos!. com' plete e cos!. chiare su quell'argomento. Tutto questo libra .vi ha insegnato che dID1ete @pdare ca.u,tL.o.eL.s.~gliete l'at; ~~llto, che doyete esser~. £Q.sl~s~oEi d~s~glierl9.-mQ1to lhuitito,--magarL1acilissimo, magari ignolJilmente settodale. Ma._s11, quello che avete scelto, fosse pure Variazioni nella vendita defqUbtidiani all'edicola all'angolo di Via Pisacane e Via Gustavo Modena dal24 al28 agosto 1976, su quel10 voi d~~....s:§.seJ:!:J~urJa.~$..i.m.a..au.t.arillLuiuent.e. E-.lmche. se avrete scelto una tesi ill compilazione che. riassume. tutto quello che e st~tO detto sull'argomento senza aggiuogere nuUa di nuovo, voi siete un'au.t0rita su cia. che..e~sJato detto da. altre autorita. Nessuno devecq:_ -noscere. meglio di voi tutta queUo che e stato dettosu ..quel1'argomento_ ..Naturalmente dovrete aver. lavorato in modo clasentitYi la coscienza a.posto. Ma questa e un'altra faccenda. Qui si sta facendo unaquestione di stile. t;.aQ..§igte pI~; _Kl1Q.nLe...complessati, perche da noia. - 198 V. La stesura Cosa non siete quali£cati? Avete dedicato dei rnesi e forse degli anni all'argomento scelto, avete presumibilmente letto quel che c'era da leggere su di esso, ci avete pensato su, pres~ appunti, e ora vi accorgete di non essere qualificati? Ma cosa avete fatto tutto questo tempo? Se non vi sentite quali£cati non presentate la tesi. Se la presentate e perche vi sentite pronti e in ogni caso non avete diritto a scusanti. Quindi, un--a,....v...o..-l,t.a.._.~e-"s'p..~o---s.;t.e., le.9pi- .. V.6. L'orgoglio scientifico In IV.2.4. abbian;:l,o_.parlato dell'umilta scientifica, ch.~ riguarda il metodo ill ricerca e lettura dei te§ti.;...q7:..~ 'pflrliamo dell'orgoglio scientifico, che riguarda U(coragg~ della stesura. "'-.:.~. hfun.,_yL~J)lllla dipiu irritante di quelle.,tesi (e talora accade anche con dei libri a stampa) .in.cui-l'autore avanZa continuamente delle excusationes non-petitae. strare che vi siete dati da fare consultando persOne di qua. e di lao E_<!is~t~tiYQ_gustQ).:ingrat:ilil.~~_il. relatore. Se vi..ha.~ aiutato.ha.·fatto. sololL suo. dovere. .. . . .. .. PQ.trebbe capitarvi di ringraziare e di dichiarate il vostro debito nei cOiifronti arUii:OSilid1os6-'clre'-i.:rvostro te1"7ii:Q".tej:>,dia; aborre. e." disprezza. Grave incidente aCcademico... Ma3:_colpa,-vostta..0 iUidate.deLvo·stto:reI"itQte .~-§..~J1JLyL¥:y~yll,_ clej:to che. queL tak.e .unimbecille non dovevateconsultarlo. 0 il vostro relatore e..persona ap-~tia.e.:aceetta.che.il- suo-allievo abbia·fatto,. ricorso"anche a fonti di cui eglidissente, e caso mai far~.,di~q\1esto fatto materIa mciYiledfseu:ssiorie lDsede di seduta di laurea. Opp'tire'-iT"vb-stro relatore e un vecchio'- b~rbne bizzoso, liYiao e aogmatiCcje-non-oovevate"prertdereJi tesi con un individuQ deLgenele. . E se poi proprio. volevate farla con .lui perche malgra~ o' isuoi vizi vi'sembrava un ,!?uon. protettore, !Jlfora _s.i~~e_.coer~9:~emerite :-dfs<ine~ti..J}qn_ citate .. quell.'WJr9....1?~rChe. J't'l~te..scelto .di.essere..del1a. stessa razza . del. yostro maestro. i·, Attenz.ione: il capitolo che ora seguira non e a stampa, ma a macchina. Serve per mostrarvi un modello di stesura definitiva della tesi. Ci sono anche degli errori e delle correzioni, perche neio ne voi siamo perfetti. .t~711f§u.rf!.JJ~fini~J!_q=f2tnp"or~'3._1u~_mO...n!~!!~!~J:!_ redaz. ta e J!:ak.e.la..coptatura-a-·macclitna. - .~ Apparentemente la redazione finale tocca a voi ed e un. problema concettuale, mentre la copiatura .tocca alla copisteria, ed.e faccendamanual~'.,.}J,a none proprio .cOSt. I:lareJqrma dattiloscrtttaa una tesi significa anchf fare alcune. scelte di metodo.....Se 1a copisteria'le ta al posta vostro, seguendo i propri standard, CiO-..110tl ,toglie che la vas/ra .tesi. abbia un .metodografic.c:>::.el.positivo .che.incide l{1Jche sui suo contenuto..Se poi, .come.e.sperabile, 'queste seelte Ie fatevoi, qualunquetipodi stesur4 abbi4te adot- ..tato (a mano, 4 macchina con un dito solo oppure - orrore - al registratore) e!~£l..de.1!Lgi4.ffHJJetlere Ie istruzioni gro.fiche perla copisteria. -'EccojJ'erche in'questo capitola troverete istruz.ioni 'I grafiche che implicano sia un ordine concettuo.le che una " ·'facei4 comunicativa" della vostra tesi. Anche perche fU)J1.-e-deuo-eh.e...dohbJa.te.J:f.£cessari4mente d4re 14 tesi do. battere,i1Lkop.ist£zia. Potreste batte; veta-a~ m4ccbz;:':o: da' voi, specie Se si tr4tt4sse di un lavoro che richiede particolari convenzioni grafiche. Inoltre potrebbe darsi che voi siate in grado di battervi da soli una prima stesur4 e che alla copisteria non resti che rifare in modo pitt pulito quello che voi avete gia impostato 4nche dal punto di vista dattilografico. It problema e se sapete 0 riuscite a impar4re a dattilografare: per il resto una portlttile usata costa meno di una battitur4 in copisteria. I iI I Questo capitolo inizia col-titolo, in ldAIUSCOLO, ..... - ...-- a~eato a sinistA~ (ma potrebbe essere anche centrato in mezzo alla pagina). !! c~!Jit.o..:l.etr,po,~ta u..n numero d'ordine, in. questo caso in cifre roma- ~-'--~ J:~ (vedremo poi Ie possibili alternative). QUindi, dOJ?D!,_~~cUl~:tt_ro.._,:l~n~~...!:~~.~.~1, __~~;P!'lre allineato a sinistra, sottolineato, il titolO ...........-.;.. ~~ ""-.... .•.•...•-:•.:.. ;...•.•..,....,.;......,:.. .,.-, ,"' - _- .. ',« ' - ,.... "', ., ---"'.' ••.• " "~> •.,, • del paragrafo, che riporta il numero ordinale del ......-.... : """--~, " '. '0" .." _....:.;""", _ -......... ~.".. "' _.~'-_... -capitolo e il numero cardinale che 10 cont~ddi- ;!~¥~~.s~g,:;,e. poLi! titolo del' sottoparagrafO, due. linee sotto (ovvero a spazio due): il titolo del sottoparagrafo non e sottolineato, per distinguerlo da quello del paragrafo. !} testo in! . ---_.-......._-...........~-"... zia tre linee sotto il proprio tito+o, e la pr.i - - .," . . ·_·~_·,-~"· __ · ~h;.... _~.--'-_-.;...._•.~__• __.__•__._'"" ....... _ ..."'-,_".•""'..._............ ; ma parola del paragrafo rientra di due battute. Sl:._~~Si~cidere·~~rientrare di due spaz:C'solo - .. .. -' .'" .. .~, .. - ~'-"~' •• ~<. a±:l:! illizio de1l'aragra!.o 0 all I inizio~i ~~i c~~~eJ:so (e cioe ad ogni a capo), come stiamo facendo in questa pagina. ~~nt,~.~ .j.2Jl_V.~?d~gpLL:!:¥tp.Qrtant..§....lLez:..che P~~§!.t~~di._~~:g~t~_.f!~i t~~ oh~. _!!-.~~l1!ty'gso__:QreoeQ. 13t.!-!~ si e conoluso e ohe il discorso ripren- 203 -4-.;.q.:' ~;r '(" r,..F.': ',. -'f ,. I _<. '- VI.l. I criteri grafici de dopo una pausa. Come abbiamo gia visto e bene andare a capo sovente ma non si deve andare a capo a caso. Lla capo significa che un periodo filato, composto di Varie frasi, si e organ! oamente ooncluso e che inizia un'altra porzione del discorso. EI oome se parlando a un oerto punto ci interrompessimo per dire: "Capito? Il'aocordo? :Bene, allora proseguiamo'.-I' Una volta ohe tutti sono d'aocordo si va a oapo e si prosegue, esattamente cOme stiamo facendo in questo caso. Finito il paragrafo lascerete tra la fine del ~-~~----"--~, ., -"',.,' .~ testCl e 11 titolo del nuovo paragrafo 0 ~-!. ra;~f;- aitI:;tr-;;-·iin;;{s~~;t;;-)-.-- .~. '__'.-e••_.._~_.__"-'_'",,",,",:." _ ~--.. Questa pagina e battuta a .spazio due} Molte tesi sono battute a S'pazro-tr.e" perohe questo le rende piu leggibili, perche appaiono piu voluminose, perche e piu facile sostituire una pagina rifatta. Nei casi di stesura a spazio .' - .._..~'-"----"""""---'-''''' tr~~!...~.l:l~~~l:l:.~:tr.~_~t:lt.910 .di ..oaltitQ.lo ,~U.tolo di_~~~.~af~ .Eld. ..eventuali .a.ltr.e.. ~titOl.azioni, aumenta di una linea. -,OJ,",',*-- ._"'__.~~' ~._ ..."""", ... .;"..,....... Se la tesi e battuta in copisteria, 11 copiata sa quanta margine bisogna laeciare da tutti & quattro i lati. Se la battete voi, considerate che le pagine saranno legate in qualohe modo e che dunque dOvranno rimanere leggibili VI. Laredazione definitiva VI. LA REDAZIONE DEFINITIVA VI.l. I criteri grafici VI.l.l. Margini e spazi 202 VI.l.2. Sottolineat~e e maiusoo11 La maoohina per scrivere non possiede 11 ce.re.t~ tere corsivo ma soio il tondo. Percio quello ohe ne1 11bri v-a in cQrsivo~ 1n Ull8 tesi di laurea va sottolineato. 'Se la tesi fosse i1 datt110sor1t~o d1 UIll.1bro, 11 tipografo oomporrebbe in oorsivo tutte 1e parole sottolineate. Cose. s1 sottol:l.1lea? Dipende de.l tipo di ted, ma in genere i criteri sono 1 seguenti: a) ~ole stre.nier? .,di,us,onon..~~ (non s1 so! tolineano quelle ormai i te.lie.n1zzate 0 d1 uso " I VI,l , I criteri grafici 205 oorrente: bar, sport, me. a.nohe boom, crack, shook, in una tesi sull'astronautioa non sott~ lineerete piu parole oOmUIli in que11'amb1to 00me splash do\YIl); bL,nomi_~,Qj.§J:1,:ti.U'ioi OOme fel1s oatus, enlena viridis, clerus apivorus; c) t.armin1 ~~.s.!_su c~~,Y.Ql.§.:t!..@"'p"Q:tTJL,l.!Ji~.p..!~to: "11 metoda del ,carotaggiO nei prQoed1ment1 di prospez1one petrQ11fera..... ' d) f.r..a...s. 1 intere (purohe non troppo lunghe) obe , -' - .. .'--.. -,..-_..........~ oost1tu1eoQno l'enUIloiazione di UIla tes1 0 1a -----------=---- B~--_.d--.i..m.......o.--e.~trazione oonclusiva: ,ivogliamodiiJi;:" ....... ,...--_......._~ -.---~ ....-.-.. ".... ...,., que d1moetrare che sono avvenuti de1 profond1 oamb1amenti nella definizione d1 'malatt1a mentale'''; e) t1-tol1 d1 11br1 (non 1 tito11 del oap1toli 0 de1 8aggi su r1v1ste); f) tito11 d1 poes1e, d1 Qpere teatr~~~~Jij_q~1 ~........... ~-"''"'~'~'~ .. .",_,~.". ... '~"_'_~'_~". ',' .. 'M~'.." e sculture: "Luoia Vaina-Pusoa s1'rifer1s01 a "'-._-,_.._--- XnQwledge and Belief di Hintikka ne1 dim<>stra-. re, ne'l suo se.ggio '. theor1e des mondes po~ s1bles dans l' etude des textes..:Baud.e1l'1ire leoteur de Brueghel-, ohe 1a poeeia Les aveu... gles d1 Baudela1re 81 1spira a1la Paraboladei oieoh1 d1 Brueghe111 ; g) t1tol1 di quotldian1 e sett1me.ne.li: .vedi ~ ------' :,..-._,y~ ~".'. """,-. .', - --~'-_ :,._--:."" l'artiQolo "i dopo 1e e1ez1on1?", app8rSO .u 204 VI. La redazione definitiva aul lato della legature.. E' pure racoome.nde.to un oerto resp1ro a destra. Questo oapitolo su1 criteri grafic1, oome vi sar! te aooorti, non e a stamps. ma riproduce nelle sue pe.gine, oompat1bilmente col formato di questo 11~ bro, le pe.gine dattiloscr1tte d1 una tesi. Questa e pertanto un oapitolo ohe, mentre parla della vo~ stra tesi, parlaa.nche di se stesso. Qui si-sottO~ lineano oert! termini per mo stre.:rv1 oome e quaado si deve sottolineare, 8i mettono delle note per mostrare come si mettono le note, s1 sudd1vidona oapitoli e paragrafi per mostrare 11 criterio d1 suddivisione di capito11, 'paragraf1, sottoparagra. fi. L'Espresso del 24 giugno 1976"; h) .Utoli.d1.. film, .oanzon1, opere 1:1.r.1ohe:. Attenzione: non sotto1ineate 1e citazioni di al~ -......-.-.,~.~~-- -.. ..'.' ,_.~ ... "., ....~_ ..', ..~_,. __.... _....'a................. . ....-... tri autori, per le quali valgono le regole date in _0~~~" . V.1.; non sottolineate ~'::! bran.~ sU~~:::2':::"~- le due 0 tre righe: sottolineare troppe e oome ~i ,--.... ',=, . . . - - dare "al lupo al lupo" di frequente, nes~uno oifa p1u oaso. Una sottolineatura deve eempre:oorr1spoa 4ere a quella speciale intonazione ohe dareete alla vostra vooe se leggeste il testo, deve attrarre l'attenzione del vostro dest:1.ne.tario anohe se per caso s1 fosse distre.tto. In molti libri, aooanto a1 oorsiv1 (e oioe aIls -~......,-_.._--..-...~~ ... " .. , . .'---,-_.- ',-,." . -. sottolineature) ~l.._u~la_~ohe .};L maiuscolet'to, ohe ~ un maiusoolo d1 corpo minors dl quello use.to pe~ l'inizl0 di fre.se 0 per :1. nom1 propri.· La maooh:1.ne. per eorivers non he. malueooletto ma potete deoidere di users (con mo1ta parsimonial) 11 maiusoolQ per parole singo1e di pertlo01are importanze. teonica. In questo casO scriverete in MAIUSCOLO le parole chie.ve del vostro le.voro e eottolineerete ~_..~ :l,nve~e'-ie~-tr;si 0 le parole stre.niere 0 i t1toli. ~ooo un esempio: . Hjelmslev ohiama FUNUONE SEGNICA Ie. correlazione ohe viene posta tra :1. due FUNTIVI e.ppartenenti a1 due piani, altri~nt1 indipendenti, delll£ ESPRESSIONE e del CONTENU'.l!O, Qp,esta VI .1.3• Paragrafi VLI. I crited grafici 207 definizione mette in crisi 1e. nozldne di seggo come entita autonoma. Un paragrafo puo Avera del sottoparagra:fi, co- ~..;.... ,......~'~ , .•'~ ......~ ......... , . ..~ .••... ,,,,.' , ... -' ....,:.~«.:....--.y..- . ..:...".'"_. ,-:.... ,_;;."''''-- '---'If me in questa capitolo. Se il tltolo del paragre.- fo ere. aottolineato, il titolo del sottope.re.gra: fo si d1st~era per non esserlo, e cl0 be.stera, snobe se le. distanze. tra titoletto e testa e sempre la stesss. D'altra parteJcome vedeteJ~~v~.~ n.e, adistingu.ere 11 paragrafo dal. ,s~J_~.oP.~ grs.:fo, le. Il.umerazione. Il lettore capisoe benia- "'"--_.~ S,.;I.a-.ohi.a.ro.... ohe-ogn1-:V:QUa...ohe__~B.:p.liurr!:l:te,_un !ermine te;;u._c.1LJ.~_~iu;;loOl.etto(ma questo vale anohe se usate il metoda della sottolineatura) 11 termine introdotto e maluscolettato deVe venlre definito 0 eubito prima 0 subito dop::-;on us~te ~ """".~,•.."."_ .._",:,,,, .._',,' .' ..• _ .. ~._ .."".'.'..r.'~Y'.'J_-;r...'1W' ... ."...•., .••.•..•• 4 ....... 1illilII ... maiusaolet-pi per rag10ni enfatiche ("que110 ohe ..... , .".........'__"__'! __ ~'~ ........ ~,.;.;'I.- ......_q;_.............~:'1'"/"._.,~ >f""~ abbiamo saoperto oi sembre. DECISIVO al fiM del nostro disaorso"). +.!U$~!lere.,_n01U:l.~:(~:ti~~jl.;te..ma1 in neesun~_ !!!.~i~r~, .non__usate.punti eeclamat.i:V:i ~--- ,~"- It.e_;P~-",1i.ni jii" s<?:'lp~_n.~~o~_e.(se non perindioare l'interruzione di un testo citato). Punti esalamatiVi, puntini di sospensione, maiuscoli usati per termini non tecniai Bono proprii degli eari! tori dilettanti a e.ppalono solo nei libri stamp~ ti a proprle speee. 206 VI. La redazione ·definitiva 208 VI. La redazione definitiva VI.1. I criteri mfio deve ._~!;~tdel testo e simo ene l-a... cifra romana indica il capit~l~. 1a -.~.. - , ...,--.- ., ~~" ..."""-" - -.-" 12rima~!E~.. ~a?a indica ~l par~o...e_la "!ecoa d..a indica 11 sottoparagrafo. ....". ~.-...-_..._",,",-~.. -..- ...... IV.l.l. Paragrafi - Si e ripetuto qui il titolo del sottoparagrafo per mostrare un altro sistema; il titolo fa parte del corpo del paragrafo eO. e sottolineato. Questo sistema va beniasimo, salvo ene vi impedisce di usare 10 stesao artific~o per una ulteriore·auddivisione dei sottoparagraf1, oosa che talora risulta utile (come vedremo in questo steaso capitolo). Si potrebbe usare un sistema 0.1 num~razione ---•._-- se~i. Ecoo per esempio. un modo in oui il sottoparagrafo che state leggendo avrebbe potuto essere introdotto: IV .1.1. 1~~.~~~.ebb~~~_c.:,:~sUb:l;!~~E.PO 1e c1fre...!...~.~.~jerariga sarebbe statasepar~ta ~;due iinee del ~a~;iC;-;p;;~-;-f1n1.!?.!-T~~ "';:;;1~ p;;;;~;;'za'di ti·t~l~non. solo aiuta 11 ----~-.-."""'----":--_.-----.._--,. .......-. lettore ma pone una esigenza di coerenza all'autore, percbe 10 obbliga a definire con un titolo (e quindi a gfust1f1oare can la messaa fuooo d1 una questione essenziale) il paragrafo in questione. 11 titolo v1 dimostra che il paragrafo aveva una ragion d'essere in quanta paragrafo. Oon titoli 0 senza tito1i, 1e oifre cbe oontrassegnano i capitoli e 1 paragrafi possono essere 0.1 natura diversa. Vi r1mandiamo al paragr! fo VI.4., "L'ind1oe", dove troverete aloun1 model11 0.1 numeraz10ne. Vi rimandiamo all'ind1oe perche l'organizzazione dell'indice --.......--.~-..+.....:.,.."'L."":,.,._.,.._~.~..•.:•.~.'"' ,,.-.._ M_." ,-.__.,.••-.:.•; --~ te~~.conesattezza l ' organ1zzazione viceversa. V1.1.4. Virgo1ette e altri segn1 ~,!::~~pl!~!~,dOPPie (dette anche all'inglese) ,,~.~._u.§Iano nei seguenti casi: a) c1taz~9E:..e ...di_:f.~asELo....JJ.reV.e.Jle1'-i94Q .. ALal]~o ..........-.-......-~ . .~~~~Qre nel corpo del paragrafo, come facciamO ora r1oordando ohe, secondo Campbell e Ballou/"1e citazioni dirette che non auperano le tre righe dattiloscritte vanno raceniuse tra doppie Virgolette e appaiono nel testo";l b) cttazioni di parole singole di altro autore, come facciamo ora ricordando ene secondo i citati Campbell e Ballou le nostre virgolette doppie si cbiamano f1quo~ation marks" (ma siocome ai tratta di parola straniera potremmo anche scrivere l'guotation marksII ). Va da s' 1. W.G.Campbe11 e S.V.Ballou, Form and Style~ esesl Reports. Term Papers,4a ed., Boston,Houghton M1ffl~,l974,p.40. I f I ij \ -'-'---' & 0 t L 2 ohe, se aooettiamo la terminOlogia dai nostrie. utor! a facoiamo nostro questa term~e taoni00, non soriveramo pia IIquotation marksll bansi quotation marks 0 addirittura, in un trattato sugli usi tipografioi anglosasaoni, QUOTATION MARKS (parohe qui ai tre.tta di termine taenioo che oostituisca una della categoria della nostra trattazione); c) termini di uso comune 0 di alttti autori.e.·cu1~ _.,."." -,._'.... '--'- ,-......-,-.,; "'---/., ~' ....... ""..""'''-' -". vogliamo attribuira la connotazione di llooaid " . . -. . ". ,,' '--_-" ".' ',." _.~_ __ ' , c,',·~ .'"""'- _ . .A~~~on. Serivaremo oioe oha 010 oha l'astetioa idealiste. chiamava llpoeaia" non avava IS. steesa estensione oha il termine tecnioo POESIA assu:me nel oatalogo di una oasa aditrioe, in quanto opposto a NARRATIVA e a SAGGISTICA. Diremo pe.rimenti ohe la nozione hjelmsleviana di FUNZIONE SEGNICA mette in orisi la noziona oorrente di llsegnoll. Non si oonsiglia di usare le virgolette per enfatizze.re un termine, OOme vogliono alouni, perohe in tal oaso si rioorra alla sottol1neatura 0 alle virgoletta 'sempliei ' ; d) oitazioni di battute di opera teatrale. Pero ~_;.,.. ~•..- .._-,-:.~,~~~ol1o~""","'''''''' • si puc dire oha Amleto pronunoia le. battute. "Essere 0 non essere? Questo. e il problema'." ~..s=O~~ig:L1:~~i, nel t:-asorivere un brano ~-'''-''. VI.l. I criteri grafici 211 teatrale, di sorivere; Amleto - Essere 0 non essere? Questo e il problema. a meno ohe le. letteratura oritioa speoifioa a oui vi riferite non usi per tradizione altri sistemi. Come si fa perc quando si deve citare in un te- ,---_.----....~.~.._'_..~, ........_~-~~'"'"'"-_.---- sto altrui tra virgolette un altro testo virgoi~~ t~t~?--si';;;;~l~virgolett;a;iii'1oi ,-oome 'quandoer-d;V'e~ dire ohe;eo;ndo ·lO·-Srorth lila 0o! lebre battuta 'Essere 0 non essera' ha oostitu! to n oavallo di battaglia di tutti gl1 1nterpr!. ti shakespearianill • E se 10 Smith ha detto che Brovln ha detto che Wolfram ha detto una cosa? Alouni la risolvono sorivendo ohe seoondo la nota affermazione dello Smith -"tutti 00101.'0 ohe s1 riferiscono e.l Brown quando afferma. d1 ~1fiute.re il principio del Wolfram per oui -« l'easere e 11 non easere ooin- eidono» " ineorrono in un errore ohe non s.1 puc giuati:t'1ce.re." Me. sa andate a vedere a V.3.1. (regola 8); vedreta che, se J.a oit~.i.anl:l deU 0 S~1th _v1e!t~J~613a_iILoorEo minore rientrat0r-ti~ ~~?,~~e a ,~v~.:te.r~.~ une.._Yi:rg.o~ettatura" e _~e.t:i;~te_q'gj,.s.. d1-limij;~rr~_'!:~u~~~ . ~J~i.rgCll~t1;ELsempli.o.Le doppie. ~ .~-"""""'"'-'" Tuttavia nell'esempio precedente abbie.mo trov~ 210 VI. La redazione definitiva .. --_....._------.......,----------------~----~ 212 VI. La redwone definitiva VLI. I criterI grafici 2U I l 'to anche le virgolette dette ({ ad angolo» 0 ~ sergente 0 italiane. Esse vengono usate abbaatanza raramente, anohe perohe la maoohina per sorlv.! re non le poasiede. In un mio testo io mi sono trovato tuttavia ne11a neoessita di usarle perche mantre impiegavo le v1rgolette doppie per le brevi oitazioni e per le connotaziQni di "cosiddetto", dovevo distinguere l'uso di un termine in quanto signifioante (mettendol0 !tra soarre!).e l l uso di un term1ne in quanto « significato >~. Dioevo dunque ohe la parola !oane! significa «animale oe.rnivoro quadrupede eooetera ». 8i tratta di casi rari in oui dovrete prendere una deoiaione.in aooordo oon la letteratura oritioe. a oui vi rifate, lavorando poi di pennarello sulla tesi gia dattiloscr1tta, proprio oome hO fatto io in questa pagina. Argomenti speoi:fioi richiedono altri segni, e . ...............:$-~~~....... --......._-. • _ ......;r . ~w_._. non ai possono dare istruzioni di ordine generale. Per oerte tesi di logioa, di matemat10a 0 d1 lingue non europee, se non s1 hanno quelle maochine elettroniohe oon alfabeto a pallina magnet10a (dove potete inserire la pallina oon un dato al:fabeto) n~n'rimane ohe sorivere a mano, e oerto ohe e un~ bella fatioa. Nei oaa1 pera in oui si deve sorivere una formula (0 una parola ,greoa 0 russa) una tantum, oltre a soriverlaa mano esiste un'altra poasibilita: nel oaso deglt alfabeti greoo 0 oiril1100 potete tras11ttararla seoondo oriter1 internazionali (vedi tabella 20), mentre nel 'oaso della formula 10gioo-matematioa sovente esistono grafemi alternativi ohe la maochina pua produrre. Dovrete naturalmente informarvi presso 11 relatore se potete operare queste sostituzion1, 0 oonsultare ~a letteratura in argomento, me. eooo tanto per dare un esemp10 una serie di espressioni logiohe (a sinistral, ohe possono eSSere trasoritte oon minore fatioa nella forma a destra: p::> q diventa p -'t q pA q " » . q pVq " p !:q tJp " Lp ¢p " J4p ..,p " -p (Vx) n (Ax) ;(3x) " (~) Le prime cinque sostituz10ni sarebbero acoett~ bU1 anohe a stampa; le ultima tre sono acoettabili nell'ambito di una tesi datt1losoritta, magari premettendo una nota iniziale che giust1:f1chi e renda esplicita la vostra deoisione. Problemi analoghi potreste avere con tesi dt !ti , I ... .. r VI.l.5. Segni diaoritioi e tras1itterazioni Tras1itterere signifioa trascrivere un testa ~~--""--"-~-,,,,,,--.._-.. --~ VLl. I criteri grafici 215 I segAi diacritici sono segni che vengono ag- ~--''''~'''''''~'"--~'-"".~'~'-".........,-.. ..;.....-.......'~....:-.--..... .. giunti alle normali lettere de11'elfabeto allo - . --'_.....-.-.. '--"- scopo di dare lora un particolare valore foneti ~_~_~~ ... a __""_'" 1l!f ""' ...... - '::, - ~ Sono segni diacritici quindi anche i nostri comunissimi accenti (a esempio l'acoento aouto II,,, da allallell in tine di paro1a la pronuncia chiusa di perche) e ino1tra 1a oedi~lia franoesa di "911 , il tilde spagnolo di nI!lI, 1a dieresi tedasoa di nun e anche i meno noti segni di altri alfabeti: n~" russo, 1a "15" sberrata danese, la ";tn sbarrata polaooa aoc. In_)¥l.~..:te.~!~c:~_~.~,_s_~~ __ di. Je_~:t~~~l!:1.£.~_,polaQ.oa potete per esempio elimirtarele sbarra sulla eii~';'-'~v~~-;'di-;0;1;;;~"~;t~d~';-s~~i~~~~;~._-- IlLodz n , 10 fanno anche i giornali. Me per 1e -~- J,.H::gu:.~a.~_~l}e_~i e3Laoli:t.o piu-esigentil... Vediamo alcun1 oasi. Riapettiamo in qualsia~:Ll.:lb:t:..o_..llusO-d-i--tutti .................. -----..... -..~ i segni partic0.1ar:!:-. de]'l~l:!;L;fa:Od.o......£ranoese. Ta- ..................-.--..-....----- - 11 segni hanno tutti un tasto oorrispondente, per'le minusco1e, nella oomuni maochine da scr! vere. Per le maiuscole.,, soriviamo Sa ira, ma soriviamo ~, non.!9.21!, A 1a reoherohe ••• non "A 1a reoherohe ••• , perche in franoese, anche a stampa, le ma1usoole non si aocentuano. Rispettiamo sempre, sia per le minusoole sia . per 1e maiusoo1e, l'uso dei tre segni part1oo214 vi. La redazione definitiva linguistioa dove un fonema puo essere rappresentato oome (bJ ma anohe oome fbi. In altri tipi di formalizzazione, sistemi di parenteei poasono essere ridotti a sequenze di parentesi rotonde, per cui l'espressione {[(p~q) A (q::lr)]:::l (p::lr)} puo diventare «(p -~ q).(q -~ r» -~ (p -~r» Nellostesso modo chi fa una tesi di linguistioa traeformazionale sa che le disgiunzionj ad albero possono essere etichettate oon parentesi. Me ohi intraprende 1avori del genere queste oose 1e sa gia. adoperando un sistema alfabetico diverso dal- "'_, . '-_, _ ._0__ ' -.__ ,-__.". --.....-..-.- ,..• ~_"._._ ...••_., '"' l'originale. La traslitteraziOne non ha 10 scopo di dare una interpretazione fonetica di un testo, ma di riprodurre l'originale lettera per 1ettera in modo ohe sia possibi1e a chiunque r! costruire il testo nella gratia originale anche oonosoendo soltanto i due alfabeti. Al-l-a--t-r-a-slitterazione si ricorre per 1a mag~ . .- ~parte dei nomi storici e geogrefici e ~~r •.•.__•••. __ •••._..•__...... ,,_, ••__.~ .. ··~__·._.__v"' ,.__ ._..• __.~__ ~-__ parole ohe non. I:::u:n~- .~J,._~q:r:r!~ll~nd~Il~_e._Il~la -'lingua i taliana. ~.-...--,'",---""----~~~;.,.......,,, •.~-- ,-._. ~ ~-...._.. ----------~~-----~------ .. - ,.------<-.. -..---- r ~__n.......-..·_,----~--~s_------ 216 VI. La redazione de£initiva VI.1. I criteri grafici 217 1ari-deu...!-au.ab.d.~~0: a, 0, ii. E scrivio! . mo sempre ii, non ue (FUhrer, non Fuehrer). l!!spettia.moJ~.5ua.~~1.~_S.iItbro, aia per 1e minuac01e aia per 1e maiuscole, l~~~_~agni particolari del1:-t~fabe.1;o._spagnolo:1e vo- ~-..-.......----""~~''''-'''''''''''- - ... cali con accento aouto e la noon tilde: n. Per 11 tilde di ii minuBoolo si pUo usare 11 segno di aooento ciroo~lesso: A. Me. non 10 fo!rei in una tesi di letteratura spagnola. R-is~e.t"!1.ia.mo in qua.laiasi librq, sia per le . minusoole sia per lemaiuaoole, 1~uso ~~i.!epi part.ic2.~~t~C!eJJ.!_alfabeto--poX'-togheEle,chE' Elono sei: Ie cinque vooali oon tilde, e i1 9. P..e..-r--l..e-.--a--l'.t-re. ~ li-ngue bisogna deoidere oaso per oaso, e oome sempre Ia soluzione sara di- 'versa: a"seoonda ~he ciUate una pa.x:Q.la'isole..:.''' al)''cha -faooia.te'i~ te~i su ~ue11a lingua. '._..- ~.~~..""- "'iax-ti~.Qiir.e~~;,~casi.is9lati si. puo_.r!.()9rrer. e alle oonvenzioni,adottate dai giornali 0 ~ .1Il ,v· _... •. .-.....~~ ....-----... 0 da libri non soientifioi. La lettera danese a· ""viene talon -;;;'-~on-'aa., la '1 oeoa diventa Zt Ia t polacca diventa 1, e oos1 via. Riport1a.mo alla tabella 20 le regole di tr.! soriziona d'1aoritioa degli alfabe'ti graoo (che puo venire traslitterato in tesi di filoaofia) e oirillico (ohe serve per il russo e altre lingue slave, naturalmente in tesi che non siano di slaVistioa). M/m TrasI. M/m TrasI. A a a n II p Ii 6 b P p r B B V C c 8 r r g T T t .n; ~ d Y y u E e e <II <P f :£ e e X x ch )I()K i U ~ c 3 s z q "I C M H i illm ! R fI J lUm iC K Ie k :hI bI Y ]I JI 1 :h 1> , MAl m 3 II e H H n Ioro Ju o 0 0 )l Sf. Ja MAIUSCOLE MINUSCOLE TRASUTTBRAZION:B A IX a B ~ b r 'Y gh A S d E e I Z ~ z H T) l 8 t th I ~ i K x c A )" I M p. m N v n S ~ x 0 0 ~ n 1t p P p r 1: 0"; 8 T "I: t Y 1.1 ii 4> If' ph X X ch 'It tIJ p. 0 w ~ 219 Da notare: ?'Y.= ngh 'YX = nc "(; =nes "(X =neh ALFABETO GRECO ANTICO VI. La redazione de£initiva VI.l. I criteri grafici TABELLA 20 ALFABETO RUSSO COME TRASLITTERARE ALFABETI NON LATINI 218 I 1 • + ~ &.. . 22] VI. La redazione definitiva VI.!. I cdted grafiCl ..------------,r----.--~--'""'=----_~_____..: ;;? 220 VI.l.6. J?unteggiatura, aooenti, abbrev-iazioni. . Anohe tra i grandi editori oi sono differenze nell'uso dei segni di interpunzione e nel modo di mettere virgo1ette, note, aooenti. A una tea1 si riohiede una preoisione minore di quanto ai riohieda a un datti1osoritto pronto per la tipografia, In ogni oaso non e male essere informati su questi oriteri e possibilmente applioar1i. A tito10 di guida diamo 1e istruzioni fo~ite dall'editore presso oui appare questo 1ibro, aVVl3l'tendo ohe per a10uni ol'iteri altri editori ai oomportano diversamente. Ma quello cbe oonta non e tanto i1 criterio quanto lacostanza nell'appl1oarlo, ~ti e-VIreol~. ~,~un~i e le virgo1e, quando seguono delle oitazi9ni travirgo1ette, vanno . ~:;~;e'~ntro 1e virgo1ette purohe 1e virp;olette ;;;oh1udano un disoorso compiuto~. Diremo perts:!! to ohe 10 Smith, a proposito della teoria del Wolfram, si ohiede ae dobbiamo aocettare la,aua opinione che "1'essere e identioo al non esaera da quals1aai punto di vista 10 a1 conaider1,Oome avete v1sto i1 punta finale ata dentro le Virgo1ette perohe anohe la citaz10ne d1 Wol~ finiva con un punto. Diremo invece chI.' 10 Smith non e d'acoordo con il Wolfram quando afferma che "l'easere e 1dentico al non easere". E metteremo il punto dopo 1a citazione perohe esse. costituisce solo un brano del periodo citato, Lo stesso si fara per le virgole: diremo che 10 Smith, dopo aver citato l'opinibne di Wolfram per oui "l'essere e identioo al non eSflere", la oonfuta egregiamente. J't!a ci comporteremo diver' samente citando per eflempio una battuta come queflta: "Non penflO proprio," diflfle, "che oio aia POsflibile," Ricordiamo inoltre che non fl1 • ~1~.."'~~,~.__...,~_. , 9hiudono virgole quando si apre una parentes1. '. . ;Perta.nto~ii2!i· flcriverem.o· '''amava ie' ParOle'scre_ ziate, 1 fluoni odorofli, (idea simbolista), 1 palpit1 vel1utati" benfl~ "amava 1e parole SCI'.@. ziate, i suoni odorosi (idea Simbolista), 1 palpiti vellutati". ~sp;;~~;ti 'di'~t~.;, L.!.eaQl:;lente eU nota va dopo . _..".-.:....-.~_.--..:-.. -..... 1l_-fl-egno di interpunzione, Scriveremo qU1ndi~ ........."""".............."'._-...._--_...........~~, La rasflegna piu floddisfacente aull'argomento, dopo quells. del VulPius,l e quel1a del Krahehenbuel. 2 Quest'urtimo non aoddisfa tutte le es1genze cbe 11 Papper chiama di "limpid1ta",3 1. Per eslgenze di preciaione facciamo corr1flpondere all'esponente la nota. Ma si tratta di autore immaginar10, 2, Autore immaginal'io ,3. Autore immaginario ma a def'inito dal Grum.pz4 oome un "mO'dello di oompletezzafl • ,....".~•.. _", ...' \ \Accenti;. L!.!_ocali a, i, 0, 11, se~~o~qta~~_1ll fine di parOl~,-=..:Prendono~L,ac.cento._gra.ve(es.; ~.-:-••."., "'C',' e""" .",.. ~._.~,~ aooadra, ooai, perot EioventU). La vocale e in~ veoe, sempre in fine di parola, VIlole quasi lilem... pre l'aooento -aouto (es.; perohe, poioha, trent!! tre, affinohe, ne, pote) tranne alcune eocezioni; ~--"",-",... ~-" ..-~- a, oioe, caffa, ta, ahima, ohime, pie, dia, stia, scimpanza; d~...!~~tt~!3..ohe.grav,i.. saranno.....·wre. 811 a.~c.~!lt~ d.i tutte le parole .~~ deJ;'~y~z.~one ~.ra,noese oome: gila, canape, laccha, bebe, bigne, ,"--' _._.... ~'....- inoltr~ oome Giosua, Mose, Noe e altrl. In oaso-~di dubbio cons)l1..tar$--I.1!l··bu-on dizion~i.o-di" - ---"',' ~ _...; ..-...--...-'.~ ita:t,.i~o. ~£ce~ti'j;o_~ic~ (sub1to, prinoipi, lIleta, era, dai, satta, da1, danno, follia, tintinnio) non sonO usati, fatta eooeZione per_.subi:tcLe. ......._ ... c: " ._, ."".".',.__.~_"_:_ .•.._--".,.. _', '·.·r·...·'--,,""··,······ prinoipi...in_frasLv.eramen..te.ambigue: Tra. prinoipi e prinoipi inoerti fallirOno i mati del 1821. Da notare pero ohe la E maiusoola. iniziale di una parola franoese nOn andra mai acoentata _.~.. -.... " -.<··'>o'·'"'. ...,__·••_~:.c~.....~·N~~..__'"'_: ..~_· ~""'''' ..._- .., (,quindi: Ecole, Etudiant, Editidn e non ECOle, .. .. , . . Etudiant, Edition). 223 R100rdare che 1e parole spagnole hann~ solo --...... _ .' .._. c.'0'-..' . ---;- aooent1~I!!o.£utj.: Hernandez, Garcfa Loroa, Veron. V!.I. I citeri grafici VI. La redazione definitiva 222 4. Autore immaginario ---=""& & a .&--__a . Anon. art. I. cap. col. efr. ed. e .1l. ex. fig. fa. ibid. Le. infra loe. cit. MS NB n. NS n" op. cit. passim p. par. psellll. r1 ' e .\~.. s.d. 5.1. sejZ. sez. sic NdA NdT NdC tab. ta,', tr. \' . \' . "S. viz. \'01 TABELLA 21 LE ABBREVIAZIONI PIU CONSUE1'E DA USARE IN ~OTA 0 NEL TESTO Anonimo atticolo (non per atticoli di giornali bensi per articoli di legge Ct simili) libro (per esempio: vol. I, t.l, LI) capitola, plurale capp, (talora anche c., ma in cerricasi c. vuol dire colonna) colonna, plurale call. (anche c,) -tonftontare, vedere anehe, riferirsi a edizione (prima, seconda; ma in bibliografie inglesi ed. sta per curatore, editor, plurale eds.) (nei testi inglesi) exempli gratia, per esempio per esempio, anche per es. figura, plurale figg. folio, anche fol., foil. oppure f. e ff. o anche ibidem. nello stesso luogo (e doe stessa opera e stesSa pagina; se ela sressa opera ma non la stessa pagina, allora e op. cil .• seguito daIla pagina I (nei testi inglesi) id esl. cioe, vale a dire vedi sotto luogo dtaw manoseritto, plurale MSS nota bene nota (es.: "edi 0 cfr. n. .3~ Nuova Serie numero (talora Rnche n.l ma si pub evirare mettendo solo iI nllmertl opera gilt citata in preeedenza dello stesso all tore qua e lit (quando non d si riferisce a IInR pRgina precisR per("he if concetto e lfRttllto dll1l'aulOre in nlttR foperal paltina, anche pag:, plurali Pl'. e pagg. paragrafo (anche 5, oppure prg, e prgg.) pseudonimo, quando I'attribuzione a un autorc e discussa si meue pseudo recto e verso (pagina dispari e pagina pari: i tipografi dicono bianea e "olta i senza data (di edizione) senza luogo (di edizione) seguente. anche sg.. plurale sgg, ies.: p. 34 sgp..) sezione cosl (scritto cosi proprio da/l'autore che SlO dtando; si pliO usare SiR come auo <Ii cautelasia co' me sottolinearura ironica neIcaso eli svista madornale! Nota dell'autore (di solito tra parentesi quadra) Nota del tradultore I di solito tra parentesi quadra I Nota del cllratore (di 50lito trapRrentesi quadra I tanella tavola traduzinne. allche trad. 11'110 essere seglliro dal uome della Iinj!ll:l n del traduwm.·. <I Ja entrambi) \'edi verSo, plurale V\', Ise si citano mold \'ersi e meglio lion 'Isare \'. per vedi. tTla sostiruirlo con efr.!: 5i pub lInche lIsare vs., plurale VS5.. ma attenzione a nOli confonderlo con la voCe seguente versus. in opposizione a (es.: bianco vs nero, bianco vs. nern. bianco lIS n(Of{); ma si puo anche deddere di scrivere bianco/nerol (nei testi inglesil videlicet.. vale a dire. e precisamente \'olume. plurale voll. Ivol. significa di 50littl quel dato \'Illume ,Ii un'opera in pEl ,·olumi. mentre \'011. significa il nllmero di volumi ,Ii cui si comp<me q'Jell'opera I ~ < 7'" f; a. ~g' n 0- ~g. <0 '" < 3. ~. 1<; 2 ::n 3. NB. Questa e una Jista delle abbreviazioni piu comuni. Argomenti 5pediid Ipa/eol!rafia. fil%gia c1asska t' moderna. logica. lIIatematica. ecceterll) hanno serie ,Ii abbreviaziolli d se ,'he apprenderete legl!endo la letteratura critica ill llrj!omento. "I [ ,,,.,,, .•.-,,_,,-.~~......' ,"«•••,.."'",.... "~"'.., .... ··l·t' '...." . ~- -- I'll ) Iv N JI ,~_..--- VI.l.7. Alouni oonsigli in ordine sparso :~onesagerate con le ~iuscolej Certo potete i sorivere llAmore e l'Odio se state esaminando due precise nozioni f11osofiche in \ n autore antico, 1!1B. ogg! un autore modemo che parU del Culto delle. Famiglia, usa le maiuscole solo in tono ironioo. In un discorso di antropologia oulturale ae vorrete dissooiare le vostre responsabilita de. un oonoetto ohe attribu1te ad s.ltri, acr1verete p1uttosto 11 "culto dells. fa.miglis.". Potete sorivere 11 R1sorg1mento e 11 Terz1ario ma non vedo perche non scrivere 11 risorg1mento e 11 terz1ario. Scr1verete le. Banes. del lavoro e non ls. Ean~ cs. del Lavoro, il Mercs.to comune p1uttosto del Mercato Comune. Ecco alcuni esempi di ma1uscole disolito consenute, e"·di -eit-~e~;1tate; .", -. '-~'--' ......~- ~--'--- .;..._----_._------,..;...._--- l'Americs. del Nord, ls. parte nord dell'Amer1ca, il mar Nero, il monte Bianco, la Banca dellls. gricoltura, il Eanco di Ns.po11, la Cappella Sistina, Palazzo Madame, l'Ospedale magg1ore, la Staz10ne centrale (se e una stazione centro! le speoifica ahe si ohis.ma proprio oosi; per ou1 parlerete della Stazione oentrale di Milano e della atazione oentrale di Roma) , la Magna 227 ~..-- "' _.''"'''.,,.- ,au=ando aprite delle virgolette qualsiasi ahiua; tele sempr~. Pare una raocomandazione idiota eppure s1 tratta di una delle trasouratezze piu oomuni 1n un elaborato dattilosoritto.La oitaZione eominoia enon S1 sa piu dove finisee • VI.l. I criteri grand ~harta, la Eolia d'orc, la chiesa di Santa Cate_ rina e le lettere di santa Caterina, il mons.ste_ ro d~ San Benedetto e la regola d1 san Benedetto, Monsieur Teste, Madame Verdurin. Gli italia.ni usano dire piazza Garibaldi e via Roma, ma in certe lingua si dioe Place Vend8me e Square GarLussac. Mett~te in maiuscolO i nomi co~i tedeschi, ~. -. -.........=¢";·'.*""'~l..... ....""..,.._,....__, ._...... '. '-' .., ...._ .. """'....-----......- . ".• ~ . "'.., oome s1 fa in quella -iiil.gii8-(Ostpolitilt, Kulturgeschiohte ·) • ~tt~;:~.1;El.J:n__minuscolo _.tutto quello_oh~..p~tr~ te senza oompromettere l'intel11genza del tes~o; ~--."--'~'''''''''''''>'~-'''''"'--:-''. . .. "-<'. .•. --~~•.,.'- --"'~"'."""'" g11 italian1, i congolesi, il vescovo, il dottor, 11 oolonnello, il varesotto, il bergs.masoQ, ls. seoonda guerra mondiale, la paoe d1 Vienna, 11 premio Strega, il presidente della repubblioa, 11 santo padre, il sud e ilnord. P..e..-r......"u.si piu" .preoisi at. t-enetev1 alla letteratu- .' ----.... ~.. ,._'-.~....-;".,..-....'. . ..... - .""--..,"" ra della disoiplina ohe studi~,=~_J+.s..ate.90me ~"""" __ ~C"'''--'''-:':'''''' •.;..;;.-~.....~~..~.'~'~". .~",..,......,...~"",.....-.....-.- m~dello i testi pubblioati negli Ultimi d1eoi '<;.'>-".••. ·_.",~_.•c,·.-~.-..,· • - ." ",.' ~ •. '. ',,:- .. ''''', .~..~ ..._~ ......... .- .._ .... --. ' ... " ....... ' .. ',,,' . ..- annie "'-= .. 226 VI. La redazione definitiva ..... ._-._~ -- '--' --. II' s. a 2 1 228 VI. La tedazione de£initiva VI.1. I criteri grafici 229 , / \'NOnusate troppe cUre in numeri arabi. Ll8.Vvertenza non vale nat~almente se fate una tesi di matematica 0 di statistica, ne se oitate dati e peroentuali preoise, Ma ne1 filo del disoorso ........,~._'"~.,-..--_......•.. -~-_ ... ,-.-.'-,, ~ .....- oomune dite elle quell 'tseroito aveva oinquantami- ---_....~...-...._---....__._,-~ .-' '.-""--- .-.---.-.... "' 1a (e non50.000) uOm1ni, ahe quell loper.. ~ in ........ 'l" ...... 'M ."'-"'"=,.,.~.-.-. ,...".-•..,-_•...... '~~~~_":C::-~" ' . -,_.,"... , .--", .-....."..-.,' 7-, ...--- tre (e ~on in 3) volumi, a menD one non sUate ~",.--., ':".-- -......, .. .-~_' •... . _._- t~oendo una oitaZione bibl1ogra.fioa preoisa d.a]. tJ.J;>()~ v0l3:' ". Dite ohe le perdite sono aumentate del dieoi per oento, ohe il tale e morto a sessanta anni, elle la citta distava trenta ahil~ metri, Usate inveoe le oifr-e. p~~~le.. da.tA., .•ohe..,e,.sem- ..... _ ~~_....... ,¢_",-,.:.,,~..,-~~:"I""'"''''''''''_~' ,_ • __ • ..,' ~A' ...... ,-. ,'... ...... ,-, _.- pre megl10 siano per esteso: 17l1is.ggiol97~ e ';;';;{17/52"7;;-, ma. ~otete abbreviare e d~~~ -~~--- ~,_.,..._ ... ~.: .... guerra del 115-18. Naturalmente -ueerete-date~ab... "_ ....__...._--,. '.- ~_..~ breViate quando dovete .datare tutta. una serie jf!:d~l'm;~;i, di ~gine di diario, eooe~era~ Direte elle 11 tale evento e avvenuto alle undiei etrenta, ma d1re'\;e ahe nel oorso dello esperimento alle 11,30 llaequa era sal1ta di em 25" Direte: la matrioola numero 7535, llabitazione al numero 30 di via Fiori Chiar1, la p.! gina 144 del tal libro. Userete inveoe i numeri roma.niq~o 8i dave: 11 XIII seoolo, Pio ~II, laVI flotta. N~ ~te.iiXIIliioll-;%ion 'Ei-'neoespr1~~' -----.~-_._--, _-.--_.--_....- romane esprimono sempre degli ordinali. \{ \. .~-'_.~_...'"'-------------------- & 2 .n. & 2 i! ~I:' VI.2. I criteri grafici 231 ~rregge'te 11 dattiloscritt$l N-on solG per cor-- r~ggere gli errori di battitura (specie 1e paro- ..,.._,......... ~.."".-._._._-... , -' _. __._...._...-.._._~.'"'_.- ... le straniere e i nom:1 proprii) ma anohe per oon- ---------~ trollare ohe i numeri delle ~~..:~1spo~da.I!.9.J ............_;.:;.~-_. -,~ ......._--~ e oosi le pagine dei libri o1tati. Ecoo alcune ~,_....._.... ......-"",.,., .~., ... _.....-....~._._---,.---'w-.,,'-<~ .., oose ahe dovete oontro11ere asso1utamente: Oitazioni: Bono sempre tra virgolette, inizio e fine? L'uso delle ellissi, delle parentesi qua- Paeine: sono numerate per ordine? Rinvii interni: oorr1spondono a1 capitolo 0 al1a. pagina giusti? iredioesimo verso 3, anno trediOGs1mo numero tre. Potete anohe sorivere 13.3. e in genere sarete oapiti, me suonerebbe strano sorivere 3.XI1I. Sorivete pure Am1eto III,ii,28 e si oapira ahe parlate del verso ventotto della soena seoondQ del terzo atto, oppure scrivete Amleto I1I,2,28 (0 Amleto III.2.28) ma non sor1vete Amleto 3,lI, XIVIII. Indioate tavole 0 tabelle statistiohe 0 luoidi 0 mappe sia come fig.l 0 tav.4 ohe oome fig.I e tav.IV, ma per oarita nelllindioe delle tavole e delle figure ~~n~~~~~_le.stesso orite--.. r.i.o..L..1Ls~._J;s_~te_:1...r()Jllani. per le tavole usate gl1 . - ----~~ ...........-....................."'"""-._.....-...-._-~.- arebi per 1e figure, oosi si cap1sce a oolpo a-;o~~hi;;--~-~-o s~vl-state--;ifu;;d;;·:--_·_·- ...._, -~'"--,-, .. ~ 230 VI. La redazione definitiva XIII.3 indioa volume tredioesimo parte ter~a, oanto :h'italiano, oome splash-down 0 Einfllil1ung. ma non sottolineate sport, bar, flipper, film. ~ -..--~. do la parola non e sottolineata non ha plurals; ,..-:.....-._.-. • .••~~ ,:; -'~'-"'.'j..~ ""'-;;~:'''';>'''''*'"'''':'~'"_.. ,- ,,;-,'- ..,-: ,. --, ~'-".--- '...- " ,. "i film sulle ghost towns". N;g,n ~tt2!.~~!.~~ta nomi di marohe 0 di oelebri monumenti,: "gli ........---~".:...-.-... _ ..•... ,.......;>;,~ ,,",",--:'•• ~'... - ._•.-------_." ~_••," • Spitfire vOlteggiavano sul Golden Gate". Di sol! • ....ftl""'" ""r.... _~ ~~x::i_~:"2!i.?_~".?:~~~~_~dt~~~n.~ _str~:era, ~.~~ott~~~E-~~_'tt.1.t.no~~yen~<?~(),.~pl.)iI!~l1.~zati n-e--t-a,n..-to..•.~..--- .m..-,a....n...;o.-.'" deolinati: "le Erlebnis di oui-par ....... - la Husaerl", "l'universo delle varie Gestaltil. Me non sta molto bene, specie se poi, usando te~ mini latini, ai deolinano; "oi ooouperemo pertaa to d1 tutti 1 subieota e non di quell'unioo subieotum su oui verte l'esperienza peroettiva". Maglio evitare di trovarsi in queste ...di:f'ficili ~~,._,_., .' ._' ....~ .,.- ,~ .... r, . • --.~ situazioni usando' il termine italiano oorrispon- .......-...." '.._.~. '-_..' ....•. ~~nt~ (di solito si usa quello straniero per tare sfoggiO di oultura) QPP~~ g~ran~o.l~_!~~!e in modo diverso. ~.'-_.-..~.. _... Usate-con sal2:"ezza l' alternanza di-'numerali e oard1naff;··oifre rOman!!--'; 'O'ift-e' a.rabe-~f Oi sono delle oonsuetudini per oui la oifra romana indioa di solito la suddivis10ne maggi~re. Una indi; oaz1one Oome • , _. l - --.,-,._------------~~' 232 VI.2. La redazione definitive VI.2. La bibliografie finale .233 dre, delle rientran~e ~ sempre ooerente? 0sn1 01tazion~ ha il proprio rlnvio? ~; l'esponente oorrisponde al numero della nota? La nota ~ v1sibilmente separata dal testo? Le note sono numerate oonsecutivamente 0 oieono del salti? Eibliografia: i nomi sono in ordine altabetieo? Avete attribuito a qualcuno il nome proprl0.al p~ sto del oognomA? Oi sono tutti i dati ricniest1 per identiticare il libro? Avete usato per alouni titoli un sistema piu ricco (ad esempio numero p~ gine 0 titolo della serie) e per altri no? Sf diatinguono i libri dagli artiooli di rivista e dai capitoli di opere maggiori? Ogni riferimento ai conolude con un'punto? VI.2. La bibliografia finale Quello sulla bibliografie. dovrebbe essere un ,.c_a.. p~mol't~ i~go.r.mo;l,'P,oj>)i;i;'~_moJ.~»Jt- ~,-- .....",...,.-~ .•.,~~......,.. ~--''''''-- ,~o. Seno~che su questo argomento oi siamo gih intratten:uti almeno in due casi.In III.2.3 .. abbiamo detto come ai registrano Ie informazioni relative a un'opera, e in V.4.2. e V.4.3. apbia, mo detto sia come s1 cita un'opera in nota sia, come ai stabiliscono i rapporti tra ,la citaziQn8 in nota (0 nel testa) e la bib110grafia finale. ,Se riandate a questi tre paragrafi trovate -tutto q~el ahe vi serve per f~ una buona bibliogretle. finale. Diciamo in osni caso e anzitutto che una tesl ,deve ,avere ,una: bibl1()grafia,"f.in~le J.,pe.r.:,_;t~\1t~::,;" precise cbe s1.ano state Ie referenze in nota. Hall '~r'puo 'obbl1gareil lettor; ~ c~r~~, :~~'pe'r p~ina I' inf~rmaziolle ~chegJ.1.1nteressa. Per oerte tesi la b1bliografia ~ una aggiunta _ _~.. _.~"'.-~. _c_ -_.......-.--.~".".- "'.~'" . 1.--.,.--.~_~~.:"' ~.•_. ,,,. "' - •. ut11e ma non deois1va, per oerte ,altre (ohe consi -"i1ll .... ..... ~:=~1...,<!<"'.-...:-..-~ .......~······ ... _,.,-0-,.,,..... .•;~.." . -,.. stono per esemp10 in r10ercbe su.lla letterature. ' in un dato settore 0 su tutte Ie opere edite e ined1te di un dato autore) la bibliografia pub ~ . ....'_•._"".....,..,.~. ~""O .•:"M' '.-.~ Q,9_tt..f.!~:!....!~.,P,li!.;'t~""'p,~~-,1,n.:I!~X'.!3~s~te. Han parl1e.mo poi delle tesi esolusivamente b1bliogratiohe del t1po Gli studi suI fas01smo dal 1945 al 1950, deve oVYiamente la b1bliograf1a finale non ~ U%l aussidio me. un punta di arrivo. Non oi resta ohe aggiungere alcU%le iat~10n; . au come pub strutturarsi una bibl1ografi~. ho.. ciamo l'esempio d1 una tesi au Eertrand ~s8e~t La b1bl1ografia si suddividera in 9Pere df Ber:" trand Russell e Opere su Bertrand Russell (potri, ovvia.m.ente avere anoheuna sezione p1u gellerai•. di'Opere Bulla storia della filosofia del seoo.. 235 l.!.operas..cJrl c!... si riferisce ;-_(hLfagiUt~ 1a reperib11ita e (0) connotara familiarita ccn • ..__.m ••_ .... "".;~ •• ..-_~. • .; .. ,-,... .-_:~_;",,:, r ...·.. .:.-....;... - ... _;::~~-"' ..__.~:"",....."'.~ ..•~.,,~ glL llsi della disciplina ill.. cui .Q1.. s1"lauree.. "'--- Dimostrare fami11arita con 1e. d1soipl1na sign1fiea due coae: ·dar l'impressione di eonoseere tu:tta la bibliografia in argomento e seguire gli usi bibl1ografic~ della disciplina in queatione. Per quanta rlguarda qUesto secondo punto pub darsi che gU. usi standard sugger!t1 in questa 11bro non siano i migliori, e par questa occorre prendere a modallo la letterature. critica in argomento. Per quanto riguarda il secondO punto sorge legittima la domanda sa in una bib1iograf1a bisogna mettera solo le opere aha s~ sOno ~onsu1tate 0 tutte quelle d1 cui s1 e avutc notizia. La risposta piu. ovvia e che 1-'a--.J,.b...'_1...,.b...-..l...;1.._.,o:,...,g_-:.rafia. di .-_,..""."'"-=~"'.. ...,..-I.'C='~ una tesi dave oontenera solo l'elenoo della ope- -"-'~..-_-~ ....- --- re consultate e ogni altra scluz10ne sarebbe di- --'--~"''''-- sonaata. Me. snahe qui la cosadipande dal tipo di tesi. 01 pub essere una r1cerca 11 cui fine e ai tar luee su tutti i testi scritti S11 di un d~ tc ar~omento senza ahe sia stato umanamente passibile prendere visione d1 ognl vOce. Basterebba 8110ra che il candidato avvertlssa chiaramente che non ha oonsultato tutte le opere in biblic- 234 VI. La redazione de£initiva VI2. La. bibliografia finale 10 XX) •. Le opere di Bertrand Russell sarsnno elencate in o~di~e cronologico mentre le opere su Ber.trand Russell saranno in ordine alfabet1_ co. A meno ahe 11 soggetto delJ,a tesi fosse m studi su Russell dal 1950 al 1960 in Inghilter.£!, nel qual caso, allora, anche la bibliografia !S Russell potrebbe giovarsi diun ordine cronologico. Se invece si face sse una tesi su I cattolici e l'Aventino la bibliogratia potrebbe avere una divisione del genere: documenti e.atti parlamen tari, art!coli di giomal! e riviste della st~ pa cattolica, articoli e riviste della stampa fascista, articoli e riviate di altra parte politica, opere sull'avvenimento (e magari una sezione di opere generali sulla storia italiana del periodo). Come capite 11 problema cambia secondo il tipo di tesi, e la questione sta nell'organizzare ~ __••,._.- _ - . ~.. "",''''.",';'.~~. '_._'~"-' ..' ".«.""'~.U·_·i~~"; UI;l_El. ~bibl.iografia chepermetta· di distinguere -e di individuare fonti primarie e fonti seoonds- -_••_- ~.---,_ ~~_.''''""'''''.'_~~'.~,. .._.••.,._ ;:.., "" -""."'.;;, ~.•_._; ..:_ ",.,~ _. k_,_ '''' " , ..,••",_,,~ rie, studi ~igoroai e materiale meno attendibi- ~_!'e:o-eter~;-'" . .,- . -'..-. In definitiva. ealla luce di quanto ai e detto nei oap~toli precedenti, i fini di una bibliografia aono: (a) rendere ricono'so!b1~ f J I!, ,,-.... --- - .. - _ a .~....J. .. .__----••••• " .. 236 VI. La redazione de£initiva VI.3. Le appendic, 237 grafia e segnalasse magari con un asterisco quelle di cui ha presO Visions. Pero questo criterio vale per un argomento au cui non esistessero /,\Dcora bibliografie preoedenti complete, per cui illavoro del oandidato e consistito nel mettere insieme riferiment1 sparsi. Se per caso una bibliografia oompleta esiste gia, tanto vale rimandare a quella e registrare solo le opere effettivamente oonsults' teo ~!~e vOlte~l'attendibilita ~~~~yj~~~ogrsfia e data dal titolo cbe hat Essa puo intito- """":........-"...,.. •__,-e"'" ~ larsi Riferimenti Bibliografici, Opere oonsultsl!, Bibliog:£afia generale sull1argomento X, e oapite benissimo oome sulla base del titolo le verranno rivolte richieste che essa dovra essers in grado di soddisfare 0 sara autorizzata a non soddisfare. HOn potrete intitolare Bibliografia sulla II guerra mondiale una magra raocolta di una trenttna di titoli in i taliano. Scrivete Opere oonsultate esperate in Dio. I . Perpovere. cbe sia la VQstra bib110grafia, '!!:. ' .. ~.,_~ ~ u~..,-.. .' ~'- . 'lg oeroate di lll.ettena e.J.meno in buon ordine alta t- . "",.""_.,,.,- ,.....'-,-, . .".......".-.,;,;..-.----.--~~~-- .. '." --.- b~~-e.i-sono...alo,uneJego~e ;_s.1".~e=Aal,..,.c.2 enome t OVViBDl8nte, 1 UtoH nobiliar1 oome "de" __....,.._,..,...,....,,'r.-'.,....--<"":. _-_,.~ ..... _~_ •••.::;;~.~...:~-. "~ ,'-' -=._-~"........--- -;:--=.~.·-."""=i:w'.- .....:l"~l....~ o ·von" non fEQl parte del ooenolll.eJ lll.entre no ----_._~-_.~. ... .- ._- ...._..- --.....".~~~- ~-...Jl~..:I:.~_.}2_.~:r:.ilP.~i.~iO~~_.i~_m.a!.'?_scolO & Quindi metterete DIAnnunzio sotto la D, ma Ferdinand de Saussure andra COme Saussure, Ferdinand de. Scriverete De Junicis, Du Bellay, La Fontaine, me. Beethoven, LudWig van. ~cP:Et.j~•.~pero tenete d'occhiO,l~_~~t_~~ratUJ:'..B:.cx:~tic..ae'a'j;t~;;;;;l'~ ..~e;1~_~~. Per esempio per gli autori ant~~;" (e sino al Trecento) .si cita il nome e non que1 10 ehe sembra il cognome e cbe e invece i1 pa_tronimico 0 l'indicazione del 1uogo di nascita. Per concludere, una divisione standard per un!:.~~~~g:~~_::~_o.':'_~~~~b.~i~;:;~;;~..."~seguente : Fonti"'" - ... e~ ~~p~~~ori b~pliografioi ~p!~e sul1 ' argomento oeull'autore (diviae me.gari "1;;.elib;~ ;- ~t~~~;i) ~-'-'",...'e... ~~~£i~+~_~ggiun~i (interviste, documenti, dichiarazioni). VI.3. Le appendioi C~ ao~o .i~U~,_cu~ la 0 le appendioi sono in dlspensabili. Una ~ tesi-(ii~!il'7,"i'o;i;'-~; -d1scut~ un t;sto rar~ che voi avete trovato e trascritto, portera questo testo in appendice e puo dar ai che questa appendice oostituiaca il contrib; \ , ~o pia originale di tutto il lavoro. Unatesi storioa in oui vi sarete riferiti sovente a un dato dooumento, anohe se gia pubblioato, potra portare questa dooumento in appendioe. Una tesi di diritto ahe disouta una legge 0 un oorpo di leggi dovra riportare queste leggi in appendioe (se non fanno parte dei oodioi di usa oorrente e a disposizione di ohiunque). ~pubblioa:Z;ione,._di~1lI.1.~da.to_ )na.terJ~El".~ __~~ pendioe vi ev.!.t~_1@g.1'le_,,~ •..n?~2.s~~9A:to~~~2~,i, _!:le~ tes~~ .."~. vi 09nsente._Zlapidi-rimandi. Andranno in appendioe tabelle, diagra.mmi, da ....o.....-- "".,.._ --'c ..,....._- ,,,._, ~-, "'.>. _.~ .. - '.•__.••_-.:, _ ' *-'••. ~. -, _.- t_i s-tatistioi, a meno ~he si tratti di rapidi ~ " ,",". . .,,~...•..' .. ' , .- es.Et~piohe possonoessere..insed:ti,ne;I. :testo. In generale, metterete in appendioe tutti w._...__•• _ .~~- ~. ',' "¥," ~;;>. ~ quei dati e dooumentiohe appesantirebberoil .....~.- ......~ .~".' _..... ,--~. _... ~.. -. . . - -.'- t~!?.e.~ne renderebbel:'od,iffioiJ,e.la .lettura.. Me. talora niente sara pia fatiooso di oontinui ~~.........>.,-_._-_...,..--_..-....~ ............-.-----.,._......-,""";,;"",..,, ..... "-~ rima.ndi in appendioe, ohe obbliga.no il lettore ~ pa.~-ea.~e~a O~L~.~t~~El_j.!3-J.J,~p_agi!'l'iL9Mf,!;a leggendo a.l fondo della tesi: e in questi oasi "'~'_." ',_'" ,~__. ". '_, ,. .-.•..•._.;., .•••.~.•.-..,_., _, _ ,.. ~. ·.'· .,A .'.." .. _ .', ~- •. _~, doyr~je agire a lume.d~~buon senao, se non altro faoendo di tutto per non rendere ermetioo il testo, inserendo brevi oitazioni, r.iassumen ,.. ' ....--~."~_._- ...,~ do il oontenuto della vooe di appendioe a oui i:t..riferiteo ~~!~E1e.~e~pport'uno.~g~l!P~~_un_oe~O_PJ:Ia to_.!~~::.~~.~~....~~_!av~~_ ..!i_~~@J·&.e,:t.e_ohe-e.ssJ)_~ sturba 10 svolgiDlento del vostro argomento, per ......."..;,....-_. - .,,'1""' "':" ~,~.....,:..,.~ _- -.•• ." -""•......-.". . 4; I =. che ne costituisoe una diramazione aooessoria. ~~------- -_."-..- .............-..... '-",_"-,,,--,..- potete mettere in appendioe la trattazione di -...........-...-_.-,......,~"", ..... , ...;-,,,,'-~' .•. ' •• _. ," ,...,'< '-" ',~ ........".... - ~"""",-"",»-."". - questo.. punto. Supponiamo che voifacoiateuna tesi sulla Poetioa e la Retorioa di Aristotele nei loro influssi sul pensiero rinasoimentale, etroviate che nel nostro seoolo la souola di Chioago ha riproposto in modo attuale questi tesU. Se le osservazioni della souola di-Chicago vi servono per Qhiarire i rapporti di Aristotele 001 pensiero rinasoimentale la oit~ rete nel teste. Ma puo darsi chesia interessante parlarne pitt diffusament.e in una append! oe a se, dOYe mostrerete attraverse questo esempio oome non solo il Rinasoimento me. anche il nostro seoolo he. oeroato di rivitalizzare i testi aristotelioi. Oosi vi potra aooadere di fare una tesi di filologia romanza sul personaggio di fristano e di dedioare unaappendioe all'uso ohe il Deoadentiamo he. fatto di questo mito, da Wagne;o a ~homas Mann. L'argomento non avrebbe rilievo immediato ~r n soggetto fll~ logioo della vostra tesi, mapotreste voler d! .ostrare che l'interpretaziene wagneriana for- VI.3. Le appendici 239' to 238" VI. La redazione definitiva ! ~ .. .. -------.......-.-......,..------------- ~- J .. 240 VI. La redazione definitiva VIA. L'indice 241 .nieoe euggerimenti anche a.l filologo, oppure a. l oontrario - oome eeea rappresenti un modello di oattiva filologia, magari oonsigliando s~ooessive riflessioni e indagini~ ~~_~ qu~sto tipo di appendici sia raccomandabile, per~;' i addiOe Piutto~to a.l lav~;;di;no studi,g, so maturo 'Che puo permettersi scorribande erud! te e critiche di vario genere, 1I@.~',1.p_f5U.ggerisoo per ragioni. psicologiohe,.~.Ta.lora,.;neJ,l~~_~~~i':--_ •~~.. della r10erca,., siapronQ _s~I.:~de complement,! ;i";-;ltex:ri~tive e non si resiste all~ 't~~t~;J,,g, . ~ ,.'. ~ ..",,' -- ~e- tii pa.rlare~ d:l.q~~S:!ie.intuizioni. Relegandole ·--~-~ppe;"di~;';;iuscirete.a soddisfar~ iJ., v~stro ---~-" ~~-"'-. -''-','-, .. ' .. ---- bisogno di esprimervi senza compromettere il r! . . - _. . '.~'--""'~'-' -_"_,~.'- -........., ......,.-,- ~ ....-, '" ~;C(LClella.;;l;esi. VI.4. L'indice L'"i"n'd-i-c-e deve registrare tutti i oapitoli, ," -.'-' " '". '.- -'-." ~_.' sottocapiiOli;Jp'~agrafidel testo, con la ~etes-ea~-l'l.umerazi()ne·con le stesse pa&1nfte' con .....-.. . . '.- --..-.._.. -.... ,'.'-' ,.,•... ".-~'.• '~ .' ..."", 1e stesse parole. Sembra un oonsiglio ovvio, -r····· ..-e.-~H- f ma Prima di oonsegnare la tesi oontrol1ate attenta. mente cbe questi requisiti siano soddistai 1;i. _Ll,indi.ou..:.1m. servizio indispensabile cbe s1 rende sia al .lettore che a se stessi. Serve a ~itrovare rapidamente un dato argomento. Esso.puo essere mesSo al1'1nizioo alla fine. """...... ,... _~ _"c,,' .__........ ~ ... ,_' .•_. _',_ _.--,,__ , "" . .....:,"~~ .. ,,_".,. ._ ~ 1ibri italiani e francesi 10_mettono alla fine. ....... c. ". ' ,_" _.,,_ •• " __ •• <> ,.;,;. ~ I_librl in. inglesee molti "l1brl-tedesohi__lo..met_ .~,~n~,,~'8-:.~,~1.nizl.o•. J?apocotempo..alcunl...edH,~rA_1t.! lianillanno adottato questa secondo, ·criterlQ. ~ ,,~io_l'~.:ere ~ _plu~omodE _a~3:.'!:':~~.~~,Lo si trova sfog1iando poche pagine, mentre per consul tarlo al1a fine bisogna esercitare un lavoro ~isico' maggiore. ~ se deve essere all'inizio che . --- ~--- -_.. - ,,- ...--. sia davvero al1'inizi0. Certi 1ibri anglosassoni "'.~",. 10 mettono dopo la prefazione, e spesso dopo la prefazione, l'lntroduzione al1a prima edizlone e l'introd~zione alla seconda edizione. Una barbarie. Stupidita per stupidita, tanto vale metter10 in mezzo. tJ~~.J.:!~~~lv,:_ ~__~e. ~.~~"~~:I,1.~j,~.io.~AA..ind1ce vero e proprio (citaz10ne dei soli capitoliLJt ........... 11 J_.... -- .... ..,.~''''''l .a....l-.l."a -fi.n~.e ',.un so.mmari0 mo1to rag10nato, come 8i -_.- -~ , fa in certi libri dove 1e sudd1vis10ni sono mol~ to analitiche. Cpsi-o.ome-talor.a...&Llllet:te all' in! zio l'indice dei capitoli e alla fine un indic~ .,. lIf, . ~-. • ..,~. . 1. 4~........-..--.. ';:;' =n _"'" ~alitico.deg~~go~enti,che,!i _~Oli~~~ anohe accompagnato da un indioe dei nomi. In una tea1 ..... lq,ll;!' . - ,. ~"",",,~,-.,-,~,- .~. .'. '..-==..r::.t::~~.~.'.=",= -::..,;..............,.",..~~- ' non ~ necessario. Basta un bell'indice-so.mmario molto analitico, preferib1lmente ad apertura di I# ~-e_si....s.u.bito dopo i1 frontespizio. .--'--"-~ ~rganizzaz:~nedell'in~:~e deve riflett~re queUa del test.o, anche in senao spaziale. Vale '''a.-diZ:;-o~~;-;;1"t~t-;;il-;~~gr~ol:;. ~ una suddivisione minora del oapitolo 1., questo dovra. rieultare evidente anche in termini d1 all,! neamento. Per oapiro1 meglio daremo nella tabe! la 22 due modelli di indioe. Pero la numerazione d1 cap1tol~ e 'paragraf1 potrebbe eSBere d1 tipo diVerso, con uso di o1fre romane, arabe, lettere alfabet1ohe, eccetera. ... " • ". ~ , I 242 VI. La redazione defirtitiva VIA L'indice ~ABELLA 22 140DELLI DI INDXCE: PRIMO ESEMPIO n. MONDO DI CHARLIE BROWN Introduz1one 1. CHARLIE :BROWN E IL FUMETTO AMERICANO 1.1. Da YellOW Kid a Charlie Brown 1.2. 11 f110ne avventuroso e il filone umorist1oo 1.3. Il caso Schulz 2. STRISCXE GIORNALIERE E PAGINE DOMENICALI 2.1. Differenze di ritmo narratiVQ 2.2. Differenze tematiohe 3. I cONTErruTX IDEOLOGICI 3.1. La visione dell'infanz1a 3.2., La visione implicita della famiglia 3.3. L'identita personale 3.3.1. Ch1 sono io? 3.3.2. Chi sono gli altri? 3.3.3. Essere popolare 3.4. Nevroei e salute 4. EVOLUZIONE DEL SEGNO GRAFICO ConolusionJ. Tabel1e statistiohe; gli indioi d1 lettura in Amer10a Appendioa ~: I Peanuts ne1 oartoni an1matl Append10e 2: Le imitazioni dei Peanuts :Bibliografia; La raccolte in volume Artiooli,interviste,dichiaraziotti di Sohulz Studi eull'opera di Schul~ - Negli Stati Uniti - In altri paesi - In Italia p. 9 10 1a 21 33 38 45 58 65 78 88 96 160 lag 206 234 250 260 t16 rl7 2:78 " .........~.. ~~~ ... & 2 '1r 2_-------__ I .. 244 VI. La redazione definitiva VIA. L'indice 245 '.MODELLI DI INDICE: SECONDO ESEMPIO Conclueioni ,'" t •••••••••••••••••••••••••• IL MOliDO DI CHARLIE BROWN , 1 \ Lo stesso indioe della tabella 22 poteya essera nuaerato oome segue: A. PRIMO CJd?ITOLO A.I .Primo paragrat'o A.II Seoondo paragrat'o A.II.l • .Primo sottoparagrafo del seoondo paragraf"o A.I1.2. Seoondo sottoparagrat'o del seoon do paragrafo .. eooetera Oppure poteva presentarsi in questo altro modo: I. PRIMO CAPITOLO I .1. .Primo paragraf0 I.2. Seoondo paragrafo 1.2.1 • .Primo sottoparagrat'o del seoondo paragrat'o eooeters Potete~ sO!:'j:liere 1ilJ.~1:r::i_. Or±llj~J~~_@noora,_~oM_ oo.nsentano..gl:1_.stessi r.isultati.".di ..ohiar.eZ2;B ad eV1denza-immediata. Come Bvete visto non e neoessario oonoludere oon un punto i titoli. Pariment:1 sara buona nor. ma alIIneare 1 numeri a·destra e non a sinietra, ~...,.,......~........~,-~""' ....~.''''~_.'''"~=,..~-'~.,' .............._-- ----- e oioe oos3. 18 45 7.f1 90 p. 3 7 ....,. DA YELLOW KID A CHARLIE BROWN STRISCXE GIORNALIERE E FAGINE DOMENICALI ." •••••••.••••••••••.•• "••• li. II. Introduz1one ••• III. I CONTENUTI IDEOLOGICI ••••••••••••• .IV. EVOLUZIONE DEL SEGNO GRAFICO ••••••• 7. 8. 9. 10, 7. 8. 9. 10. L_o..."~~~~~<?..Y.l1lJ.e.. pex:.._le_o1f.r.~~£2.'E!!'e. Raff1nate.!. za? No, pulizia. Se avete la oravatta storta ve la raddrizzate e nemmeno a un hippy piace aver osceola di piocione sulla spalla. fII" r ... • '" " ~ \ at f ?' ,........... -~~-"='U.l. ......... 246 e non 009i V1. La redazlone definitivlI ~... .~ ;~..........;-_." VII. CONCLUSIONI ....yQ~.t~LC9Jlc1udere..<con due.•osser.v.az.ioni:...Lar.e....u.na..tesi.-. significa divertirsi eJues.LuQJlJ.u.1 maiale, non se ne butta vf1rfiriii'te:- "~~. - -Cfii,-diii'uno di pratica di ricerca, timoroso della tesi che non sapeva corre fare, abbia letto questo libro, puo essersi terrorizzato. Quante regole, quante istruzioni, non se ne esce vivi... E invece non e vero. Per esigenze di completezza io ho dovuto presumere un lettore totalmente digiuno di tutto, ma dascuno di voi, leggendo qualche libro, aveva gia fatto proprie molte delle tecniche di cui si eparlato. 11 mio libro eservito semmai a ricordarle tutte, a portate alIa luce della cosdenza queHo che molti di voi avevano gia assorbito senza rendersene conto. Anche un automobilista, quando viene portato a riflettere sui propri gesti, si accorge di essere una macchina prodigiosa che in frazioni di secondo prende dedsioni di importanza vitale senza potersi concedere errori. Eppure quasi tutti guidano l'automobile e il numero ragionevole di persone che muoiono in inddenti stradali d dice che la grande maggioranza ne esce viva. . L:iwP..Q.ttante...e.,Jl!re....1Lc~~~J_Q!L~~ sceltn.un..argomento-che..v.i.interessa,..se...av:.r.ete-d~\§Q.. di d~.dicareseramente.alIac.tesi ..il. periodo, anche...b.l;~ve che, vL§i.~te.., prefissato_.Labbiamo posto un limite minima eli sei mesi) vi accorgerete aHora che la tesi pub essere vis- .... , '-:' - . ,.,'_ :..•.. - __ __..- ,,-,.., ..~."' ,~."'-~~- suta come un glOCO, come una SCOll1ffi~~.s.~.1mSome una c~::.. ~·Ciitartesoro~~.:-=·;· . -. " .._..... _. ..,;:"~ ... _' .'--- "--~'"-"'--- -----..-------~r"-'-'- -, I 248 VII. Conclusioni VII. Conclusioni 249 C'e una soddisfazione sportiva nel dare Ia caccia a un testo che non si trova, c'e una soddisfazione enigmistica nel trovare, dopo aver riflettuto molto, Ia soIuzione di un problema che sembrava insolubile. Voi dovete vivere Ia tesi come una sfida. Lo sfidante siewvoi: vi siete posti all'inizio\ina domanda a cui non sapevate ancora rispondere. Si tratta di trovare Ia soIuzione in un numero finito di mosse. Talora Ia tesi puC> essere vissuta corne una partita a due: il vostro autore non vuole confidarvi il suo segreto, voi dovete circuirlo, , interrogarlo con delicatezza, fargli dire quello che non voleva dire rna che avrebbe dovuto dire. Talora Ia tesi e un solitario: avete tutti i pezzi, si tratta di farli andare a posto. Se giocherete la partita con gusto agonisticoJarete.una~ huona tesi. Se partite gia con l'idea che si trattadi, un Etuale-senza-'importanza e che non vi interessa~- siete nittutl 1p...B§'FI~w:~. kquesto punto, veTho detto all'iniZio\ e non fatemelo ripetere perche e illegale), fatevela fare, copiatevela, non rovinatevi Ia vita, non rovinatela a chi dovra aiutarvi e Ieggervi. ....Se avrete fatto Ia tesi con gusto, vi verra voglia di" cont:UiUare. Di solito mentre si lavora a una tesi si pensa sOlo aI momento in. cui si sara finito: si sognano Ie vacanze che seguiranno. Ma se il Iavoro e stato fatto bene il fenomeno normale, dopo la tesi, el'insorgere di una gran frenesia di Iavoro. Si vogliono approfondire tutti i punti che si erano tralasciati, si vogliono inseguire Ie idee che ci erano venute in mente ma che avevamo dovuto espungere, si voglion6 Ieggere altri libri, scrivere dei saggi. ~uest,o e, se,g,n,'~,~~e Ill!,~~i.,,_,,!i.h,8:__a,',',!,~i.y'~~o,' "~' ~:Eab9!ismo iirtellettuale:cne e stata una esperlenza ,po.slt!va:-E segno anche~Che sleteormiUvlttlma'di Una'coazione a ricercare, un poco corne il Chaplin di Tempi moderni che continuava a serrare bulloni anche dopo il Iavoro: e dovrete fare uno sforzo per frenare. Ma una volta frenato, puo darsi che vi accorgiate che avete una vocazione aIla ricerca, che Ia tesi non era solo 10 strumento per prendere la laurea e la Iaurea 10 strumento per avanzare di grado nei ruoli statali 0 per ac~on7 tentare i genitori. E non eneppure detto che proporsl di continuare a ricercare signific:hi darsi aIla carriera universitatia, attendere un contratto, rinunciare a un lavoro immediato. .si....puodedicare un tempo ragionevole aIla ri~.erca anche facendo un mestiere, senza pretendere di ?vere,,' tin-}.ficarico 'uri1versmi~io~-Anche un-buon protes~ sionista deve continuare a studiare. S!L.vLdedicherete in qualsiasi-modo-alIa -ricer-ea,,_seQprireteche, unatesi ,ben ·fatta~e-un-prodotto,di.cuLnon .§U~utta via ni~ntet Come prima utilizzazione ne caverete uno 0 piu articoli scientifici, magari un libro (con qua1che rielaborazione). Ma con I'andare del tempo vi accorgerete che tornerete aIla tesi per trarne del materiale da citare, riutilizzerete Ie schede di Iettura usandone magari parti che non erano entrate nella redazione finale del vostro primo Iavoro; quelle che erano parti sec:ondarie della tesi vi si presenteranno corne l'inizio di nuove ricerche ... Vi potra accad~;-e,di, ritornare alIa vostra tesi anche. deciue' di' anni dopo. Anche perche sara stata comc:Jlprimoamo- , re;-e- vi' filisdta'aifficile aimeiiticifKIn .fondo sara stata )a prima volta che avetefiifto M'l~lroro-sc:fentificO:::Serro e rigQroso, e non e esperienza da poco. I